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NUMERO 17




Luxuraudio Connubium I di Marco Caponera

Luxuraudio è il nuovo brand dedicato alla produzione di diffusori acustici di HiDiamond, noto produttore italiano di cavi e accessori hi-fi. Frutto delle capacità ingegneristiche dell’azienda questa nuova famiglia di diffusori non nasce tanto sotto l’auspicio dell’innovazione assoluta quanto piuttosto su quello della qualità: di materiali e soluzioni acustiche adottate.
In prova sulla nostra rivista è arrivata la “piccola” della serie denominata Connubium, che conta anche un diffusore da stand che equipaggia una coppia di medio bassi in configurazione D’appolito (o pseudo D’appolito che sia), con il tweeter al centro. Più un diffusore da pavimento che verrà presentato al prossimo “Top Audio Video”. Il Connubium I, invece, è un diffusore da stand di media grandezza in una configurazione che prevede un woofer posizionato sopra il tweeter. Il sistema di caricamento per la gamma bassa è reflex, con condotto d’accordo sul fondo del diffusore per facilitare il posizionamento in ambiente, in questo modo il diffusore non risente più di tanto della vicinanza alla parete di fondo.

Il cabinet, in massiccio legno massello di noce nazionale, è disegnato per offrire un pannello anteriore dalle dimensioni contenute, sufficienti per contenere gli altoparlanti e poco più. Contrariamente a quanto avviene di solito, il lato più lungo del parallelepipedo è quello della profondità, che dona al diffusore un aspetto non proprio snello. Tuttavia considerando che il diffusore è equipaggiato con un altoparlante per la gamma bassa da sedici centimetri di diametro sotto un certo litraggio non sarebbe stato possibile scendere, pena la perdita di gran parte dell’estensione in gamma bassa.
Quindi abbiamo a che fare con un diffusore da stand di dimensioni non contenutissime ma molto gradevole da osservare, cosa che non dispiacerà certo alle signore di casa, sempre attente al gusto e all’abbinamento di ogni minimo accessorio, con particolare riguardo per i componenti hi-fi!!
I piedistalli su cui lo abbiamo adagiato sono quelli progettati espressamente per questo modello dalla Luxuraudio: sono alti 90 cm (poiché il tweeter del diffusore è posizionato più in basso rispetto allo standard), utilizzano due basi dello stesso legno del diffusore e ben si sposano con il design di questo. Sia le Connubium I che il relativo stand vengono forniti di punte dorate che ne migliorano l’accoppiamento fisico tra loro e con il pavimento.

Il pannello posteriore mostra una bella morsettiera, con connettori dorati, predisposta per il biwiring e quindi per il biamping, con due coppie di ponticelli realizzati con cavo HiDiamond di qualità per permetterne l’uso con un normale set di cavi. Questa soluzione denota una cura maniacale dei particolari - e una grande esperienza maturata nel mondo dei cavi - poiché in sede di definizione di progetto moltissimi produttori anche blasonati avrebbero optato per un comoda quanto economica placca dorata per collegare fra loro i due poli di tweeter e woofer, inficiando così un “piccola” parte delle prestazioni del diffusore. Il cablaggio interno è, ovviamente, realizzato con cavo di produzione HiDiamond.

Gli altoparlanti alloggiati sul pannello anteriore sono montati su un sandwich di materiali: due strati di massello, da 8 mm ciascuno, chiudono fra loro uno strato di MDF da 18 mm. Stesso discorso per il pannello che ospita la morsettiera posteriore. Alla Luxuraudio mi spiegano che ciò serve per far in modo che gli altoparlanti “vedano” un box in massello, non rinunciando però alle caratteristiche di rigidità proprie dell’MDF, su cui sicuramente alloggiano in totale sicurezza sia gli altoparlanti che la vaschetta dei connettori.
L’efficienza del diffusore non è delle più alte, anzi, a occhio e croce direi che siamo sugli 85 db, dato leggermente inferiore al dichiarato che è di 87 db, il valore nominale dell’impedenza è di 4ohm. Questi valori fanno subito intendere che ci si deve dotare di amplificatori di potenza e capacità di pilotaggio adeguate per pilotare al meglio le Connubium I. Quindi banditi da subito valvolari monotriodo e amplificatori (soprattutto i multicanale) dalla scarsa erogazione in corrente. Dalle prove che ho potuto realizzare in ambienti di dimensioni differenti credo che una trentina di buoni watt possano essere sufficienti in ambienti di piccole dimensioni, ma si passa subito a 70 o anche 100 watt per ambienti di una certa cubatura, dai 25 mq in su.
Nelle mie prime prove di acclimatamento ambientale del diffusore mi sono accorto di una certa eccessiva esuberanza del registro basso in ambienti di piccole dimensioni (12-18 mq), esuberanza invece ben digerita da ambienti di dimensioni maggiori. Ho allora pensato di intervenire sul condotto d’accordo del woofer per attenuarne gli effetti, sperando di non rovinare la curva di risposta. Il risultato è stato da subito incoraggiante, tanto che ne ho voluto parlare con Salvatore Filippelli, patron dell’azienda romana, il quale per nulla seccato dal mio appunto ha messo in moto lo staff di progettazione fornendomi un particolare tipo di poliuretano a “cella aperta” da inserire nel condotto per riequilibrarne l’emissione. A questo proposito alla Luxuraudio hanno deciso di fornire, d’ora in avanti, nella dotazione degli accessori delle Connubium I.
Devo riconoscere che ciò mi ha fatto un enorme piacere e credo sia una situazione che, senza troppa enfasi, possa descrivere quel tipo di rapporto azienda-giornalista-pubblico, che auspico e di cui parlo da tempo, e che può far soltanto bene al nostro settore.


La prova d’ascolto

L’impianto con cui mi sono accinto a provare le Luxuraudio Connubium I è costituito da una sorgente digitale Pioneer DV-868AVi, una sorgente analogica Pro-Ject 2.9 wood, con braccio di serie e testina Clearaudio Aurum Classics wood. L’amplificazione prevedeva un preamplificatore a valvole Sonus Faber Prius, un finale a valvole Shelter 409-2, un altro a stato solido Am Audio A-50 e un amplificatore integrato a stato solido Vincent SV 233. I cavi: Megaride Audio, HiDiamond, Van Den Hul. Il tutto adagiato su mobile porta elettroniche Solid Steel; trattamenti acustici d’ambiente della Audio Carpet.
I brani scelti vanno dalla musica da camera, al “cool” jazz, terminando con del sano rock acustico ed elettrico.

Come detto le Connubium I prediligono amplificatori potenti e molto controllati nel registro inferiore altrimenti è facilissimo imbattersi in un livello generale della riproduzione inferiore alle reali possibilità dei diffusori. Al contrario ho trovato una sinergia molto riuscita, anche da un punto di vista di equilibrio di spesa dell’impianto con l’integrato Vincent sv-233, con il quale è emerso un convincente compromesso tra linearità della risposta in frequenza, dinamica e immagine olografica.
Il genere con cui si esprimono meglio è certamente il jazz dei piccoli ensemble, qui le Connubium I riproducono con garbo e precisioni le minute variazioni dinamiche ed esecutive in genere che soltanto i grandi musicisti hanno nel proprio arco. La riproduzione del palcoscenico virtuale è buona, la scena non è profondissima, ma ben dimensionata. La gamma media è molto neutra, il raccordo con il medio alto e l’alto è tra i migliori della categoria. In gamma bassa sia i bassi elettrici che i contrabbassi sono estesi e rotondi, forse un pochino troppo, in alcuni “assolo” particolarmente tecnici e veloci l’articolazione viene meno e il controllo ne risente. Comunque una prestazione inusuale per un diffusore da stand che in alcuni casi lo farà sicuramente preferire alla concorrenza da parte di chi non volendo rinunciare ad una buona presenza in gamma bassa non disponga però di spazi ampi.
Con il rock e, paradossalmente, anche con la musica non amplificata emerge il carattere rotondo e flemmatico del diffusore, sicuramente progettato per venire incontro al gusto dei melomani più incalliti. Se infatti da un lato non abbiamo incredibili riserve dinamiche, dall’altro le Connubium I ripagano con un suono vellutato, senza sibilanti o inasprimenti in gamma alta, e con un buon dettaglio su tutto lo spettro di frequenze udibili. In particolar modo mi ha colpito la precisione del registro medio, con voci femminili molto neutre e voci maschili calde e di spessore. Il raccordo con il medio basso è discreto, soltanto in registrazioni con molta informazione in gamma bassa si assiste a un accenno di perdita di controllo, specie nei pieni orchestrali o in presenza di molti elementi amplificati. La scena riprodotta ha una buona focalizzazione e permette di distogliere quasi da subito l’attenzione dall’emissione diretta del diffusore per rivolgerla sul palcoscenico virtuale arioso e vivo.

Conclusioni


Nella valutazione, piuttosto rigida come mio solito, ho cercato di evidenziare pregi e difetti a livello generale, ma se prendiamo in mano il listino ci accorgiamo immediatamente che a questo prezzo non sono molti i concorrenti di questo nuovo diffusore italiano. Anzitutto i materiali utilizzati sono di ottima qualità, il cabinet in massello è molto bello e robusto. Anche i componenti di filtro sono attentamente misurati per essere accoppiati al meglio. .

È un diffusore da stand in grado di sonorizzare con pathos ed estensione in frequenza anche grandi ambienti; nei piccoli si può ottimizzare l’emissione secondo i propri gusti e, fattore interessante, si può ulteriormente equalizzare il suono grazie al doppio cablaggio (biwiring). La mia personale esperienza a riguardo mi porta a consigliare un cavo per la gamma bassa che sia preciso, controllato e molto dinamico. Per la gamma alta si può adottare un cavo del medesimo tipo, oppure sceglierne uno più aperto e trasparente, questione di gusti.
Il diffusore gradisce moltissimo le sonorità digitali di ultima generazione (SACD) almeno quanto gli amplificatori a stato solido potenti. Consigliatissimo per gli amanti della classica e del jazz da “club”, ma anche gli amanti del rock troveranno pane per i loro denti, grazie alla notevole estensione, e potenza, del registro inferiore.
Fa piacere notare che in un periodo di crisi politica, ed economica, nazionale e internazionale le aziende italiane sappiano proporsi con progetti interessanti e dalle solide basi, e che soprattutto non facciano leva, come molti, soltanto sul risparmio dei materiali delle produzioni di scala cinesi, ma si prodighino nella ricerca di artigiani in grado di lavorare con perizia e attenzione ai dettagli.
Lunga vita all’Hi-Fi italiana.

Dati:

Luxuraudio Connubium I
Prezzo: 1350 € la coppia
stand: 400 € la coppia

Prodotto e distribuito da:
Luxuraudio by HiDiamond
via di Vigna Murata, 324
00143 Roma
tel. 06.51960231
www.hidiamond.it


 


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