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Classic 9.0 di Igor Zamberlan
Un pre cinese, costruito in Cina, senza "progettazione in Occidente". Telecomandato, a valvole, con alimentazione separata, componenti di qualità, costruzione di buon livello, telaio pesante. Un oggetto decisamente curioso, in particolare se si pensa ad un prezzo che, in caso di importazione e assistenza nel nostro paese, potrebbe essere tenuto sotto i 1000 Euro.
Però non mi risulta, allo stato attuale, importazione ufficiale in Italia, anche se apparecchi Classic si sono visti alle fiere negli stand di coloro che importano apparecchi cinesi (se cè un importatore, si faccia avanti). Quindi me lo sono importato direttamente da Hong Kong, da uno dei vari negozi che spediscono via corriere espresso prodotti cinesi verso i Paesi occidentali. Lapparecchio porta i segni evidenti di questo passaggio. Ma, prima di descrivere brevemente lesperienza di acquisto dalla Cina, vi racconto quello che sono riuscito a sapere di questo marchio e di questo apparecchio.
La Classic è unazienda che sembrerebbe (il condizionale è dobbligo, le barriere linguistiche, quando si tratta di Cina, sembrano ancora abbondanti) avere il suo quartier generale a Pechino. Sembrerebbero esserci legami con un altro marchio cinese più noto, Opera/Consonance. Parrebbe, infatti, che Classic sia lazienda fondata dal progettista cinese principale di Opera, che ad un certo punto ha deciso di tentare limpresa solitaria, portando avanti le sue idee con il suo marchio. La linea sembrerebbe, un po come quella di Consonance, essere formata da apparecchi a stato solido e a valvole, integrati e combinazioni pre/finale. Non sono al corrente, al momento, di sorgenti marcate Classic. Inoltre, lazienda sembra concentrarsi su apparecchi, nomen omen, più classici e semplici rispetto alla produzione di punta Consonance: non ci sono amplificatori monotriodo, non vengono usati raddrizzamenti a valvole nelle alimentazioni, lestetica è più contenuta (niente inserti in legno, qui). I prezzi sembrerebbero, in linea di massima, essere più economici, le circuitazioni semplificate.
Il 9.0 sembra un buon esempio della produzione Classic: come scrivevo sopra, si tratta di un preamplificatore solo linea, contenuto in un telaio poco sviluppato in altezza e sorprendentemente pesante se si tiene conto del fatto che lalimentatore è esterno. Allinterno, una grossa scheda ospita la maggior parte della circuitazione (il contenitore schermato alla sinistra del telaio dovrebbe contenere i soli ponti a diodi): gli stabilizzatori di tensione, gli zoccoli delle valvole, gli altri componenti del circuito di amplificazione del segnale e lintero sottosistema del telecomando degli ingressi. Unaltra piccola scheda addossata al pannello anteriore è demandata alla decodifica dei segnali provenienti dal sensore del telecomando e ad ospitare il potenziometro motorizzato, un componente analogico che dovrebbe essere un Alps (sono costretto a usare il condizionale perché, al momento di controllare tutto ciò che cè dentro, due delle viti del telaio principale hanno deciso di non uscire; è possibile che, risolto il problema, riesca ad essere più preciso).
Il filtraggio dellanodica non appare abbondantissimo (un paio di condensatori da 100 microfarad), ma sembrerebbe esserci un circuito di stabilizzazione anche dellalta tensione. Il circuito di amplificazione vero e proprio è costituito da due doppi triodi della famiglia 12AU7 (possono essere utilizzate con sicurezza tutte le varianti della ECC82, comprese la ECC802S e la 5814). La configurazione dovrebbe essere a carico attivo; alcune fonti parlano di un SRPP "ottimizzato", altre di una variante di mu-follower.
I condensatori sul percorso del segnale paiono essere Wima e Solen/SCR; gli ingressi sono commutati da relé, gli RCA di ingresso e uscita sono di buona qualità, anche se troppo ravvicinati per alcuni cavi dagli RCA "cicciotti" come i miei preferiti White Gold (che quasi non entrano) e Wire World Gold Eclipse (che entrano "al pelo").
Lapparecchio viene fornito con tubi Sovtek (altro segno di una certa cura: siamo un passetto sopra i tubi cinesi generici) e un piccolo telecomando in plastica, che comanda commutazione degli ingressi, volume e muting (che non è un completo silenziamento). Cè anche un tasto per lo stand-by, che non ha nessun effetto sul 9.0; evidentemente il telecomando viene fornito anche con altri apparecchi del costruttore.
Lunità di alimentazione pare avere al suo interno il solo trasformatore. Sul suo dimensionamento lascio decidere a voi.
Lesperienza di acquisto
 Mi sono presentato come un normale audiofilo, senza far valere nessuna affiliazione professionale. Ho inviato un paio di messaggi a due fra i più noti negozi di Hong Kong che esportano verso il nostro paese. Uno non mi ha risposto, laltro mi ha inviato il suo listino completo valido al momento del messaggio, ricco di apparecchi originali e di cloni di apparecchi europei. Dopo un breve scambio di messaggi, il titolare del negozio mi ha consigliato questo apparecchio, sulla base del fatto che chiedevo un preamplificatore valvolare dal suono trasparente, indirizzando alla mia casella anche una serie di foto dellinterno dellapparecchio stesso, di ottima qualità.
Concordato limporto e le modalità di pagamento, ho pagato con carta di credito (via PayPal, se ricordo correttamente). Dopo pochi giorni, lapparecchio è stato spedito; un altro paio di giorni ed è arrivato alla mia porta. Guardando limballo, mi sono subito chiesto cosavesse in mente chi lha spedito; leffetto, infatti, è stato questo:
Un telaio piegato. Forse un doppio imballo sarebbe stato unidea migliore; avrei volentieri pagato venticinque euro in più per avere un apparecchio completamente integro. Vabbe.
Per i costi, ho pagato esattamente quanto previsto: il prezzo dellapparecchio, più il trasporto, più IVA e dogana (e la commissione del corriere per il brokering e il contrassegno di questultima). Circa un 30% in più del prezzo del venditore, trasporto incluso, è stato quanto ho pagato alla fine.
Il suono
Comincio subito dicendo che non è un miracolo. Non penso si possano svendere i vari ARC, CAT, VTL, Jadis e compagnia, per limitarsi ai preamplificatori a valvole più noti. Però il rapporto qualità prezzo è abbastanza sensazionale (e grazie, il costo della manodopera è virtualmente zero
).
Lho perfidamente inserito nel mio impianto, nel quale il solo cavo meno costoso "residente" costa più di lui, e ho cercato di fare riferimento, per capirne il suono, a due configurazioni, quella con il preamplificatore Shindo (che è il prototipo di un apparecchio da oltre diecimila euro) e quella con il preamplificatore che non cè, il collegamento diretto del DAC dCS con il finale BAT. Il resto dellimpianto comprendeva le sorgenti Pioneer 668/DVDUpgrades Apogee BigBen dCS Delius o Altmann Attraction, il finale appunto BAT VK-75SE, i diffusori Wilson WITT. I cavi erano Wire World, White Gold, Kimber, Van den Hul, Apogee, DH Labs, Boomerang.
Il funzionamento è sicuro ed affidabile; unico problema è una minima quantità di ronzio indotta sul segnale quando si aziona, da telecomando, il controllo del volume.
Suona piuttosto aperto e sorprendentemente fluido, liquido quasi. E un valvolare, ma non nel senso classicamente eufonico; appartiene bensì alla scuola che cerca di trarre dai dispositivi a vuoto la trasparenza e la capacità di coinvolgere nella musica attraverso la lucidità anziché a quella eufonizzante. Dotato di una buona estensione in basso e di una più che discreta velocità anche se, in questo, non è certo capace di eguagliare il senso di accelerazione infinita proprio di una connessione diretta fra sorgente e finale effettuata con una sorgente ottimizzata per questo tipo di utilizzo ha anche una interessante capacità di sottolineare il ritmo. Timbricamente è caratterizzato da una deviazione del colore strumentale verso il chiaro, lieve e non esagerata; non è, però, sparato verso gli acuti, tuttaltro. I difetti che ha, in senso timbrico e di bilanciamento tonale, sono un non perfetto controllo dellestremo basso e una tendenza del mediobasso a debordare leggermente, per mancanza di controllo assoluto, sul medio.
Lacuto è piuttosto raffinato e contenuto, non cè esaltazione dellestremo o del medioacuto; il senso di apertura sembrerebbe dovuto a una interpretazione piuttosto contenuta, educata del medio e a una certa mancanza di autorevolezza del suono. Non siamo, comunque, di fronte a una performance da elettronica economica, soprattutto grazie alla raffinatezza di cui accennavo.
Dove il Classic svela il fatto di non essere un apparecchio allo stato dellarte è nella riproposizione della scena acustica. Non particolarmente limitata in altezza, soprattutto con alcuni tweak (riguardatevi larticolo sui piedini dello scorso numero, che prima o poi completerò
), tende a essere più compatta rispetto a quella dei riferimenti utilizzati, durissimi da contrastare (la connessione diretta sembra non avere limiti in profondità, lo Shindo ripropone una larghezza e una corposità mai sentite prima, mantenendo una profondità meno immediatamente leggibile, ma incredibilmente coordinata con le altre dimensioni). La difficoltà maggiore che incontra è, tuttavia, nella delineazione della profondità e nella capacità di discriminare i suoni diretti da quelli riflessi. E un po come se tutto venisse spostato in primo piano, complice anche una certa compressione dinamica che pare esaltare il dettaglio apparente, quello più ovvio.
Questo, tuttavia, in un contesto in cui il Classic è, oggettivamente, fuori posto. Nella maggioranza degli impianti in cui finirà per essere incluso, penso che molte delle sue limitazioni finiscano per essere mascherate dagli altri componenti. Soprattutto, mi pare che non abbia il limite di cui certe voci riferiscono quando si parla di elettroniche puramente "cinesi": il Classic 9.0 è progettato e messo a punto da qualcuno che conosce e apprezza la musica ed è capace di trasmettere il messaggio allascoltatore; la sua capacità di tracciare i dettagli che danno il senso di uninterpretazione è fuori discussione. Ed è questo ciò che importa: sono convinto che, in un apparecchio progettato e costruito con minori compromessi di costo, i problemi oggettivi possano essere superati. Lalta fedeltà cinese è un fenomeno che deve essere preso in considerazione seriamente, al di là delle facili generalizzazioni. |  |