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NUMERO 17



Philips DFR9000 — Quando la serie D va in prima divisione

Receiver 6.1 con sezione ampli in classe D, scaler/deinterlacer Faroudja e connessioni HDMI.

di Fabio Cottatellucci

 

Questo DFR 9000 Cineos è basato su circuiti d’amplificazione integrati in classe D; nelle passate edizioni abbiamo impiegato parecchie risorse per spiegare come questa tecnologia funzioni e nel testare macchine basate su ampli in classe D dal T-Amp:
http://www.videohifi.com/15_TAMP1.htm
a prodotti più consistenti come l’Audio Research 150.2.:
http://www.videohifi.com/15_AR150.htm

Una macchina non ha nulla di digitale per il semplice essere in classe D; infatti, D non sta per digitale ma è semplicemente la lettera seguente ad A, B e C lungo una scala d’efficienza.
Altre lettere come la AA di Technics e la T di Tripath sono soltanto definizioni commerciali che non corrispondono a nuove classi (la Technics era una AB o B, la Tripath è una D).
Per approfondire tecnicamente la questione abbiamo pubblicato nello scorso numero un bel pezzo dell’ottimo Igor Zamberlan:
http://www.videohifi.com/15_classeDintro.htm

Videohifi ha già provato una macchina della famiglia Cineos, il sorprendente lettore multistandard DVP 9000S il cui test consiglio di leggere perché spesso citato nell’articolo che state leggendo:
http://www.videohifi.com/16_DVP9000S-3.htm


 

Design ed ergonomia


Il Philips si presenta in un imballaggio adeguato provvisto di una fessura che fa da maniglia.
La confezione include un set completo di cavi e accessori che vanno dall’antenna DAB al cavo digitale S/PDIF e ai cavi SCART, elencato alla fine di questa recensione. Sin tratta di qualcosa di più di semplici entry level, e questo va tenuto presente dato che cablare un ricevitore multicanale non è per niente economico e, se si è principianti, anche capire che cosa comprare può essere complesso.

Il manuale utente è davvero valido e comprende un "Glossario dell’Audiovideo" che vale la pena scaricare dal sito della Philips indipendentemente dalla vostra intenzione di acquistare questo specifico apparecchio.

Meno utile il servizio clienti della casa, che a una mia domanda da anonimo cliente via mail ha risposto spiegandomi ben bene che il mio messaggio era pervenuto due volte e che un tecnico mi avrebbe chiamato.
Non sono stato più contattato da nessuno, forse la situazione è sfuggita di mano visto il periodo estivo.

Mi piace il look dei Philips serie Cineos.
Com’ebbi a dire nel test del lettore DVP 9000S, mi ricorda un po’ i macchinari fantasy del film "La leggenda degli uomini straordinari" e un po’ un computer Mac; le ridotte dimensioni delle sezioni di potenza in classe D hanno permesso di utilizzare un telaio sottile e non ingombrante che trova facilmente posto in una parete attrezzata.
Tre bei display a cristalli liquidi occupano il posto del solito, anonimo display singolo quadrato. Si illuminano di celeste e la loro intensità luminosa può essere commutata su tre livelli con un effetto sfumato davvero elegante. A mio giudizio quest’amplificatore può essere considerato un esempio davvero valido di design moderno.


Il problema è che, come nel lettore Cineos, i pulsanti sul pannello frontale hanno dimensioni minuscole e così’ pure i caratteri delle loro scritte; le indicazioni dei display sono impossibili da distinguere già ad un metro dall’apparecchio poiché compaiono in grigio chiaro sullo sfondo celeste. L’utilizzatore deve quindi far riferimento all’OSD per tutte le operazioni, e questo è piuttosto scomodo specialmente con la musica. Le due manopole "Source" e "Volume" sul frontale non offrono buona presa e sono fatte di plastica sorprendentemente economica. All’estrema destra del pannello abbiamo un jack cuffia "piccolo" (3,5 mm.); questa misura sembra ormai quasi uno standard nelle macchine HT ma io avrei preferito il più grosso e consistente jack standard stereo.

Per fortuna il telecomando è un esemplare assolutamente valido che vi permetterà di dimenticarvi dei suddetti problemi di pulsanti e manopole.

E’ lo stesso che trovai nella confezione del DVP 9000S pertanto ritengo che sia in dotazione standard a tutti gli apparecchi della serie Cineos. Può comandare televisori, lettori e DVD+Rw Philips. Dato che il set di comandi Philips è in pratica uno standard, ha funzionato anche con alcuni televisori di altre marche che ho in casa e pure con il mio ampli multicanale Marantz.
Questo telecomando è gradevole a vedersi ed è adeguatamente pesante e bilanciato e si è dimostrato pertanto comodo da maneggiare. Purtroppo non è programmabile né retroilluminato, sebbene una luce lampeggi quando s'invia il segnale o si seleziona l’apparecchio destinatario dello stesso (in ogni caso non se ne incontrano molti di retroilluminati in questa fascia di prezzo).


L’ampli scalda poco ed è privo di bordi taglienti o parti acuminate. C’è perfino una protezione aggiuntiva all’interno del case per le parti sotto tensione, nella forma di alcuni pannelli di plastica trasparente che schermano totalmente i circuiti d’alimentazione; la presa di rete e le connessioni mostrano una presa decisa e sicura. Pertanto, per quel che posso vedere il DFR9000 si presenta come una macchina sicura e potete lasciare che il vostro gatto ne annusi il pannello posteriore (il mio lo fa).

Ho sempre sentito un leggero bump in accensione e spegnimento, non saprei dire se fosse una caratteristica del solo esemplare spedito a me.

 

Connettività e funzioni — alcune scelte intelligenti


La macchina reca un set completo di connessioni comprese entrate e uscite HDMI. Una lista delle possibilità di connessione, switching e decodifica è elencata alla fine di queste pagine, ma se foste decisi ad acquistare questo apparecchio vi raccomando, come al solito, di scaricare dal sito Philips il manuale utente completo compreso il foglio specifiche tecniche e/o il Product Specification Sheet. Funzioni e settaggi sono da lungo tempo divenuti numerosissimi in questo tipo di macchine così da non essere più accuratamente elencabili nelle poche pagine del resoconto d’una prova come questa.

Dato che il prodotto è piuttosto sottile, il pannello posteriore non tende a flettere e questo bene per la presa dei connettori. Essi sono tutti, compresi gli S/PDIF, pezzi dorati di buona qualità. Dietro il sottile sportello che corre lungo il lato inferiore del frontale sono disponibili connessioni aggiuntive per Stereo, S-Video e CVBS/Composito. Mi è piaciuta molto la presenza di un controllo di guadagno indipendente per ciascun ingresso.

E il video switching? Sebbene il DFR9000 lo svolga molto bene, io resto fedele al mio solito consiglio di andare sempre diretti finché potete dal lettore al display con RGB, S-Video e Component. Questo perché è inevitabile un certo leggero degrado del segnale, dovuto a mio avviso più ai cablaggi aggiuntivi che all’unità in sé. Come al solito, il CVBS / Composito si può commutare senza notevoli problemi. L’HDMI è in sostanza insensibile allo switching.

MA, e qui viene il bello, giacché Component e HDMI ricadono nel raggio d’azione del processore Faoudja, se avete un lettore che non provvede al deinterlacciamento o alla scalatura in HDMI è d’obbligo avvantaggiarsi dei servigi del primo.


Interni — ma questo è forse il mio nuovo PC?


Se la prima volta che ho visto il DFR9000 fosse stato aperto sul mio tavolo, l’avrei scambiato per un PC per via del suo interno insolitamente spazioso nonostante il case di piccole dimensioni.
Questo layout è stato reso possibile dalla grandezza ridotta dell’amplificazione in classe D e dall’alimentazione switching. Proprio in considerazione della peculiare sezione di potenza e delle ampie capacità video della macchina, mi dilungherò un po’ più del solito nella descrizione tecnica.


 
Facendo riferimento all’immagine qui sopra:

la linea bianca in figura racchiude gli spinotti delle antenne FM/MW e DAB e la relativa scheda che ospita un’unità radio Texas Instruments DSP DRE 200 fiancheggiata da una memoria SST e da un op-amp JRC 2285 della NRJ.
Non sono riuscito a sintonizzare la radio digitale nonostante abbia accuratamente seguito più volte la procedura indicata nel manuale. Sembrava che le stazioni fossero state agganciate ma non si otteneva alcun suono. Siccome il cordone d’alimentazione fornito con l’apparecchio che ho provato era standard inglese, mi viene il dubbio che anche l’intera macchina sezione radio inclusa fosse destinata al Regno Unito che mi risulta avere standard leggermente diversi e che questo possa aver causato problemi con il segnale italiano nonostante il ricevitore olandese sia un dual band (III ed L). Come accennavo sopra, sono fornite un’antenna FM/MW e una DAB.

Il rettangolo celeste racchiude una scheda installata contro il fondo del telaio, pertanto parzialmente sotto la scheda superiore nel rettangolo verde.

Partendo dalla posizione in alto al centro di esso troviamo il processore di segnale Dolby / DTS Freescale DSP56367, cuore della sezione audio multicanale. La Freescale Semiconductor è uno spin-off della Motorola di fine 2004; da allora, dopo 50 anni, la Motorola non possiede più azioni di Freescale la quale è ora una società totalmente indipendente quotata in Borsa.
Questo processore di segnale digitale a 24 bit può lavorare su clock di 100 o 150 Mhz per 100 o 150 milioni di istruzioni al secondo rispettivamente. E’ pensato per applicazioni che richiedono compressione e decompressione di audio digitale, l’elaborazione di campo sonoro, l’equalizzazione acustica e la gestione di altri algoritmi audio. Introdotto sul mercato circa quattro anni fa’, ha equipaggiato diverse realizzazioni di qualità fra le quali mi sovvengono il Cary P7 e alcuni Pioneer di livello da medio a alto.

Gli standard implementati su questo apparecchio includono Dolby Digital, Dolby Digital (EX), Dolby Prologic II, Dolby Prologic IIx, DTS, dts ES, DTS Neo:6, DTS 96/24. Questo chip avrebbe anche potuto eseguire alcune elaborazioni di campo sonoro ma né esso né alcun altro chip addizionale forniscono il DFR 9000 di effetti quali " "Church", "Stadium", "Concert Hall". Francamente non posso che trovarmi d’accordo con questa impostazione perché tali effetti sono spesso solo artifici di breve periodo dei quali la gente si sbarazza quando ha imparato a regolare come si deve il proprio impianto e ad apprezzare le registrazioni in originale.
Il chipset video include un en/decoder Philips SAA7119E e un encoder V7320 a 12-bit e 216MHz della Analog Devices con protezione Macrovision e gestore ingressi HDTV.
Un altro elemento d’interesse del gruppo è lo scaler / deinterlacer Faroudja Fli2310 (della Genesis Microchip) nascosto dalla scheda superiore. Per permettere una visione di questo e altri chip menzionati, ho incluso un’ulteriore foto laterale del DFR9000 aperto. Questo ben noto processore, che è un punto di riferimento nel comparto, fornisce l’upscaling video a 720p e 1080i in HDMI e un set di possibilità addizionali (vedi specifiche tecniche in calce). La presenza di questo chip non solo rappresenta una notevole caratteristica poiché permette di risparmiare il denaro per una eventuale unità a sé stante, ma mostra anche un interessante atteggiamento della Philips verso la definizione dei ruoli di ciascun apparecchio nel tipico impianto domestico. Tale atteggiamento espande la portata dei ricevitori multicanale audio ben all’interno del settore video, al di là delle normali funzioni di video switching.
Nell’angolo in basso a destra del pannello posteriore il rettangolo celeste mostra le tre porte HDMI (due ingressi e un’uscita) servite da chip TMDS della Silicon Technology.
Al di fuori di questo rettangolo, sul bordo destro del pannello, troviamo quattro jack S/PDIF per audio digitale gestiti da chip Philips serie 742. L’apparecchio mostra parecchio cablaggio, non particolarmente ordinato.


Sulla scheda superiore all’interno del rettangolo verde si trova un video switcher V6618 della ST Microelectronics specifico per applicazioni DVD, poi una coppia di op-amp JRC. Direi proprio che molta della gestione audio sia compito del codec piazzato su una seconda scheda in basso, un Cirrus Logic CS 42418 192 kHz con convertitori digitale - analogico Delta-Sigma.

Il rettangolo rosso al centro in alto in figura racchiude la maggior parte della sezione d’alimentazione. Si tratta di una circuitazione switching che sembra aver superato molti dei limiti tipici di questa soluzione conservandone I vantaggi in termini di risotto spazio occupato e peso contenuto. Per riprendere queste immagini ho rimosso i pannelli di plastica trasparente che schermano le parti sotto tensione all’interno del DFR 9000; potete vederli al loro posto nella figura qui sotto.


Il rettangolo giallo comprende invece I tre array di chip per d’amplificazione in classe D collegati a un set di connettori di qualità standard sul pannello posteriore. E’ opportuno osservare che questo piccoli dispositivi sono accreditati per 100 W su 4 Ohm per canale. Sebbene un’osservazione ravvicinata sia resa impossibile dalle alettature di raffreddamento e da un avviso che dice che toccare può danneggiare I chip (elettricità statica?), da quello che ho potuto distinguere dovrebbero essere dei componenti ST Microelectronics. Lo spazio straordinariamente ridotto necessario per alimentazione e amplificazione di potenza, insieme al loro peso contenutissimo, sono qualcosa che può cambiare drasticamente il nostro concetto di macchina multicanale come apparecchio grosso e pesante.

Fuori dall’apparecchio, a sinistra in figura, si trova il ventilatore di raffreddamento della sezione di potenza rimosso anch’esso; anche questo pezzo si può vedere al suo posto nell’immagine del carrello.
Il raffreddamento è realizzato in modo intelligente: posto che un dato ventilatore è più potente nel soffiare aria che nell’aspirarla, il ventilatore aspira l’aria dall’interno del cola copertura di plastica che fa quindi un po’ da galleria del vento all’interno della quale si trovano due delle tre unità di amplificazione. Questo flusso d’aria è quindi soffiato verso le alettature del terzo blocco transistor. Questo efficace sistema ha permesso di usare un ventilatore piccolo e quindi silenzioso che si riesce appena a sentir funzionare avvicinando molto l’orecchio all’ampli. La macchina non è mai andata in protezione termica e, nell’uso normale, non ha neanche scaldato granché.
Un’osservazione a latere: fin dove sono arrivato ho sempre trovato viti torxx e questo è indice di un accurato assemblaggio.


 
Fine-tuning


L’amplificazione in classe D mostra la solita necessità di una settimana di rodaggio. Un cordone d’alimentazione più consistente (2 x 1,5 o 2x x 2,5 mmq) e schermato terminato con una buona Schuko non guasta. I piedini di fabbrica vanno bene, non ne servono di più soffici e neppure punte. Risultati contrastanti col filtro di rete; suggerisco di provare questi componenti col DFR9000 nel vostro specifico impianto prima di comprarne uno per questo apparecchio.

 

Fai vedere cosa sai fare, ragazzo!


Ho inserito il DFR 9000 nel mio normale impianto audiovideo (descritto in fondo alla prova) dove si è trovato a pilotare un set di altoparlanti Klipsch (frontali Klipschorn) ad eccezione dei surround L e R che sono AR, ed ha avuto per paragone un Marantz SR7000. Non ho mai cambiato questo amplificatore da 5x100 W su 8 Ohm poiché nel mio impianto ha sempre battuto i suoi potenziali concorrenti. Elencherò solo una parte del software utilizzato (di nuovo, lista a fine articolo). Normalmente il mio sistema è ottimizzato per il 5.1 per ragioni di disponibilità di software, di ottimizzazione effettiva della sala e di requisiti per il SACD multicanale. Questa configurazione ha permesso una miglior messa a punto e ha finito per rivelarsi la migliore anche in questo test, e ciò mi sembra qualcosa su cui riflettere specialmente se stiamo pensando di balzare agli otto canali. Aggiungo che su questa macchina sono presenti un comando "loudness" e dei comodi controlli di tono "bassi e alti". E questo torna sempre utile. Le funzioni aggiuntive quali il Neo:06 etc. hanno dato risultati variabili, spesso validi, ma ho preferito un ascolto diretto dato che esse vanno in qualche modo a sovrapporsi alle qualità di base dell’amplificatore.


Colonne sonore non musicali. Spesso tendiamo a dimenticare che questo è molto del lavoro che un amplificatore multicanale è chiamato a svolgere. Questo significa ad esempio saper ricreare sia le esplosioni d’una battaglia navale che la pioggia di primavera che batte sul tetto d’un gazebo. Il DFR 9000 ha mostrato una notevole propensione al dettaglio preciso e al panning scorrevole, anche in 5.1 il suono si espandeva nella stanza da qualsiasi punto in mezzo, oltre o davanti ai diffusori. Se un sistema HT sta riproducendo, diciamo, le onde del mare bisogna che si sentano le onde del mare, non un’autostrada come accade con alcuni apparecchi messi a punto sui film di Rambo; ebbene, qui ho ottenuto una perfetta riproduzione delle onde del CD "The Sea".
Un altro compito difficile è riprodurre come si deve un ambiente rumoroso pure mantenendo ben intelligibile il parlato. Altrimenti si prova lo scomodo desiderio di aumentare troppo il guadagno del canale frontale per distinguere meglio le parole degli attori. Dopo aver trovato un bilanciamento corretto, mi sono semplicemente dimenticato della questione e mi sono goduto le mie commedie. Il Viktor Navorski di Tom Hanks parla con uno strano accento della Krakozhia in mezzo a ogni genere di suoni d’aeroporto in "The Terminal": col DFR 9000gli altoparlanti semplicemente v’immergono in quell’aeroporto rumoroso mentre la voce dell’attore resta chiaramente dettagliata. Il panning è altresì davvero buono; buoni esempi sono le frecce scagliate attraverso la vostra stanza ne "Il Gladiatore" oppure le astronavi che vi rombano sopra la testa in "Guerre Stellari".
Il Marantz ha espresso un suono in qualche modo ancor meglio miscelato e con una maggior quantità di dettaglio. Ma con mia sorpresa i due apparecchi hanno suonato con impostazioni diverse ma non così distanti in termini di qualità assoluta, anche se il Philips costa un terzo buono meno degli eredi del Marantz che non hanno HDMI o chip Faroudja.
Venendo ai film d’azione la domanda è: può questo sottile, leggero esemplare di design accreditato di 6x100W in 4 Ohm spingere abbastanza potenza e dinamica nei morsetti degli altoparlanti? La risposta è "Sì".
Nella mia configurazione originale (Klipschorns ad alta sensibilità sui frontali, ampli del sub acceso) mi sono goduto alcune delle mie scene d’azione preferite con tutta l’energia che ci voleva. In breve, potete fare abbastanza casino da far chiamare la polizia ai vicini a meno che abbiate una sala d’ascolto davvero grande e altoparlanti a bassa efficienza.
Ho anche svolto qualche test usando le mie AR da 86 dB come frontali e facendo amplificare al DFR 9000 anche il canale LFE. La potenza era comunque sufficiente, anche se in questa configurazione non spaccherete i vetri delle finestre con il bombardamento di "Pearl Harbor".
Il Marantz con I suoi 5x100W su 8 Ohm era ovviamente un passo avanti, ma non era comunque un abisso.


Con le colonne sonore musicali dei DVD Video
, il Philips se l’è cavata bene con un timbro degli strumenti preciso e un palcoscenico sonoro corretto (cavolo, quanto può dar fastidio quando il soundstage audio rimane fermo e la macchina da presa si sposta) sebbene fosse presente un po’ di "effetto loudness". "Moulin Rouge" è risultato davvero godibile e così anche la vecchia, quindi difficile da trattare, colonna sonora di "The Blues Brothers".


La musica in SACD multicanale
si è giovata delle capacità di panning e soundstage menzionate sopra, sebbene io preferisca sfruttare lo stream DSD in modalità due canali.

La musica in due canali CD e SACD è stata un’ulteriore bella sorpresa. Mi attendevo di ascoltare dal chip CS42418 un family feeling Cirrus che mi ricordasse il CS4398 del lettore DVP 9000S in termini di dettaglio e valide alte frequenze; e mi attendevo anche alcune tipiche caratteristiche della classe D ad esempio nella scena sonora. Le ho sì ritrovate, ma ho trovato anche un basso generoso ed elastico per quello che definirei un "British sound" nella migliore delle accezioni, direi un suono rigoroso ma musicale alla NAD.
Le principali caratteristiche qui sono una gran precisione timbrica e un approccio complessivo alla musica ben neutro. A mio avviso le medie frequenze avrebbero potuto essere illuminate di più ma più che esser loro a rimanere indietro direi che sono gli estremi di gamma che sembrano un po’ in avanti.
Le voci umane sono riprodotte correttamente con tutta la presenza che è lecito attendersi, e sia Freddy Cole sia Rebecca Pidgeon, due dei miei riferimento preferiti, sono venuti fuori a tutto tondo.
Questi risultati di chiarezza di soundstage e di luminosità vengono a mio avviso da una corretta implementazione dei finali in classe D.
L’energia è più che sufficiente, e sia la micro sia la macrodinamica sono buone abbastanza da seguire la "Scheherazade" nei suoi passaggi più vigorosi mentre l’abilità descrittiva dei dettagli permette al Philips di seguire la partitura dei singoli strumenti, e di scuotervi il divano con le percussioni esplosive di Takeshi Inomata.
Ho avuto qui una buona opportunità di apprezzare Rubinstein suonare Chopin al suo piano; qui la neutralità timbrica globale e la dinamica fluida hanno permesso una performance davvero convincente.
Estensione del soundstage e collocazione degli strumenti si sono mostrate valide.
Il DFR9000 si è sorprendentemente avvicinato al pi più costoso, musicalmente fortunato SR7000; direi che in qualche passaggio dinamico ha fatto anche meglio di lui. Ma non è riuscito a restituire la stessa quantità di dettaglio e secondo me questo è un po’ ancora oggi un limite tipico delle macchine in classe D.
Ad ogni modo, questo Philips è molto vicino a un ampli stereo di prezzo paragonabile; ci sarà sempre un gap in questo campo ma sta diventando sempre più stretto.


Radio.
Come detto sopra non ho potuto testare la radio DAB probabilmente per qualche problema di standard di trasmissione, ma il tuner analogico si è dimostrato davvero valido e facile da usare. Non ho problemi di sintonia nella mia zona ma di banda affollata sì, e il Philips ha centrato le stazioni desiderate con precisione ineccepibile. La riproduzione della musica ha incontrato i limiti tipici del mezzo di trasmissione stesso, ma ho ottenuto risultati molto buoni con i concerti trasmessi dal vivo da stazioni radio di qualità.

 
Conclusioni

Voglio ripartire di nuovo dalI’immagine del Philips (9 Kg.) rimorchiato verso una sessione di test sopra il mio Marantz DVR 7000 (14.5 Kg.); i rispettivi ingombri si vedono chiaramente e abbiamo già discusso dei cartellini del prezzo.
Per una ragionevole quantità di denaro potete acquistare questo DFR 9000 che collocherete facilmente quasi dappertutto nella vostra sala d’ascolto grazie alle ben gestibili dimensioni e alle modeste necessità di raffreddamento.
E’ anche un bell’esempio di design e con suo fratello, il lettore DVP 9000S, formerà quasi un’accoppiata lifestyle.
E tutti noi sappiamo che questi aspetti hanno un’elevata priorità negli impianti audiovideo del mondo reale, soggetti al wife acceptance factor e al budget.
Tenete solo presente che dovrete aver a che fare con un display troppo piccolo e pertanto imparare a memoria alcuni comandi e fare ampiamente riferimento al (buon) menù OSD.

Desidero richiamare la vostra attenzione sul fatto che una generazione di macchine performanti, facili da collocare e non costose come questa può ri-segmentare questo mercato. E che, per una volta, l’innovazione non viene da qualche nuova codifica esotica bensì da un intelligente re-ingegnerizzazione che spinge un passo più avanti un prodotto tradizionale.

Qualsiasi apparecchio con simili caratteristiche realizzative, venduto a questo prezzo, potrebbe permettersi di fornire prestazioni appena dignitose. Il fatto è che invece questo Philips non è rimasto troppo indietro al mio riferimento e, secondo me, si è comportato meglio di gran parte degli appartenenti alla sua categoria.
Il DFR 9000 c’è riuscito grazie al suo "British sound" corretto ma coinvolgente.
Se cercate ritmo e timbro non scambierete il Philips per nient’altro nella sua categoria e anche ben sopra come detto prima; se invece desiderate un suono molto caratterizzato o una console ricca di effetti DSP questa macchina non fa per voi.
Se volete una pari o migliore qualità di suono da un altro grosso marchio del settore dovrete prepararvi a spendere un 60% in più e a lasciarvi dietro le capacità di deinterlacciamento e scaling.

Il matching è una questione fondamentale nei sistemi audiovideo; è difficile commettere errori in questo caso data la neutralità del DFR 9000.
Lettori: se dovessi dare un’indicazione andrei direttamente sul DVP 9000S Cineos come miglior partner (http://www.videohifi.com/16_DVP9000S-3.htm); i due si completano perfettamente a vicenda per un ottimo prezzo totale ufficiale di 1.200 Euro, anche meno in Rete.
Se realizzate questa accoppiata ricordate di far gestire le colonne sonore all’ampli (chip Freescale 56367 contro ZiVA-5 del lettore) collegandoli in digitale, e quello dei CD al lettore (Cirrus CS42418 dell’ampli contro CS4398 del lettore) collegandoli in analogico. I SACD a due canali o multicanale vengono come al solito convertiti dal lettore.

Non dimenticate comunque di individuare qualche buona stazione radio, sarete ricompensati del tempo speso.

Diffusori: spendete qui il budget risparmiato prima, ne vale la pena. Il primo nome che propongo è Tannoy, per un suono British di classe che vi sorprenderà sia in audio sia in video con la sua sonorità precisa ma musicale.
La prova si è svolta con le mie Klipsch e il risultato è stato buono, pertanto suggerisco anche questo marchio. Il Philips non permetterà alle trombe di esagerare ma permetterà invece tutta quella dinamica ed emozione che personalmente amo nelle casse del Colonnello. Con B&W si dovrebbe dar vita a un’altra bella ed energica partnership.
Un’alternativa sempre valida ma più economica di quelle qui sopra sono secondo me le Indiana Line.

Il test è finito, il DFR 9000 Cineos è stato rispedito al distributore.
Che dire? E’ un ampli in classe D, ma stavolta serie D vuol dire massima divisione.

 
 

fabio.cottatellucci@videohifi.com

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Prezzo ufficiale: 800 Euro

Fabbricante: Koninklijke Philips Electronics N.V.

www.philips.com


Estratto dal foglio specifiche del costruttore:
Supported Display Resolution
Video formats : 480i 60Hz, 480p 60Hz, 576i 50Hz, 576p, 50Hz, 720p, 60Hz, 1080i, 60Hz, 1080i, 50Hz Computer formats : 640 x 480, 60HZ, 800 x 600, 60HZ, 1024 x 768, 60HZ, 1280 x 768, 60Hz

Picture / Display A/D converter : 10 bit, 54 MHz D/A converter : 10 bit, 54 MHz Picture enhancement : Black Level Shift, Digital noise reduction, Motion adaptive de-interlacing, Progressive scan, Video Upsampling, Video upscaling

Sound Sound system : Dolby Digital, Dolby Digital (EX), Dolby Prologic II, Dolby Prologic IIx, DTS, dts ES, DTS Neo:6, DTS 96/24 Sound enhancement : Treble and bass control, Night Mode, Loudness D/A converter : 24 bit, 192 kHz Crosstalk (1kHz) : 95 dB Distortion and noise (1kHz) : 90 dB Dynamic range (1kHz) : 98 dB Frequency response : 20-48000 Hz Impedance : 4 Ohms Maximum power input : 2.8" Sensitivity : 0.88V +12dB adjustable Signal to noise ratio : >108 dB (A-weighted) Output power (RMS) : 6 x 100W

Tuner / Reception / Transmission Tuner bands : FM, FM stereo, MW Number of preset channels : 40 Auto digital tuning : yes Auto store : yes RDS : Program type, Station name DAB : Band III, Band L, Info display

Connectivity Front / Side connections : Audio left / right in, CVBS in, S video in Headphone : 3.5 mm Other connections : HDMi in 2x, HDMI out, Speaker terminal Left, Speaker terminal Right, Speaker terminal Centre, Speaker terminal Surround Left, Speaker terminal Surround Right, Speaker terminal Surround Rear, Subwoofer out, 8-channel multichannel in, Component Video Input 2x, Component video out progressive, S-Video/CVBS video output, Composite video (CVBS) out, Scart Control via 2.5mm jack, S-Video/CVBS video input 3x, Analogue audio left / right in 3x, digital coaxial in 3x, Digital optical in, Analogue audio left / right out 2x, Digital audio coaxial out, DAB antenna, FM antenna

Power Power supply : 50/60 Hz, 220-240V Standby power consumption : < 1 W

Accessories Included accessories : DAB antenna, 6 cinch to Scart cable, 6 cinch + pin8 to scart cable, Audio cable, Coax digital audio cable, FM/MW antenna, 4 channel audio cinch cable, 3 channel audio cinch cable, AC power cord, Remote control Included batteries : 2x Longlife AA

Dimensions Set weight : 9 kg Set depth : 400 mm mm Set width : 435 mm mm Set height : 89 mm mm Packaging depth : 465 mm mm Packaging height : 219 mm mm Packaging width : 600 mm mm Weight incl. packaging : 11.5 kg

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Il DFR 9000 è stato provato con:

Lettore Philips DVP 9000S Cineos
Amplificatore 5.1 Marantz SR7000
Klipsch Klipschorn frontali sinistro e destro
Klipsch KSC-C1 centrale e surround back
AR IV RedBox surround left e right
JBL PSW 1200 subwoofer
TV CRT Philips 32PW6826 32", 16:9 flat screen
Cavi segnale van den Hul 102 Mk III e DIY
Cavo digitale Cambridge Audio
Cavi di potenza DIY
Connettori video G&BL
Cordoni d’alimentazione BlackWire
Filtro di rete BlackNoise
Linea elettrica ottimizzata e dedicata
Sala Live end / dead end, da 35 mq. Circa con soffitto trattato
Acustica ottimizzata con DaaD

Software (solo il più utilizzato):
"Star Wars Trilogy", Lucasfilm / 20th Century Fox DVD
"The Gladiator", Universal DVD
"Pearl Harbor", Touchstone Pictures DVD
"The Blues Brothers", Universal DVD
"Moulin Rouge", 20th Century Fox DVD
"The terminal", Universal Pictures DVD
Nippon Columbia / Waseda University, "Denon Audio Technical CD", Nippon Columbia CD
Nature inside, "The Sea", Global Journey CD
"Scheherazade", Telarc CD
Freddy Cole, "Rio de Janeiro Blue", Telarc Jazz DSD CD
Rebecca Pidgeon, "Retrospective", Chesky SACD
Takeshi Inomata, "Ex Spiral", New Sonic Dimension XRCD
Arthur Rubinstein, "Chopin 19 Nocturnes", RCA Red Seal CD
Pink Floyd, DSOTM, EMI SACD

 


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