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OLIMPIA AUDIO LETTORE DIGITALE DENON DVD-2900 MODIFICATO
di
Angelo Jasparro
Il mondo dellhi-fi è pieno di artigiani
che si divertono a modificare gli apparecchi altrui, oltre a fabbricarne
di propri. Dobbiamo riconoscere che, se progettare e/o assemblare
un amplificatore o magari un diffusore sembra alla portata dei più,
cominciare da zero con un lettore digitale comporta evidentemente
qualche problema aggiuntivo. Non è tanto il fatto di reperire
i componenti, cosa relativamente semplice, quanto quella di ingegnerizzare
macchine che hanno un livello di complessità notevole. Quindi
capita spesso che si mettano le mani su prodotti di Aziende "consumer",
cercando di farli suonare meglio. Videohifi.com ha già avuto
occasione di provare qualcosa del genere, e con questa recensione
non facciamo altro che ampliare il panorama di quanto esistente
nel nostro mercato.Olimpia Audio è lAzienda di Silvano
Sivieri, personaggio che gravita da tempo nel giro audiofilo italiano.
Oltre ad occuparsi di costruzione di amplificatori, diffusori, modifiche
di sorgenti, è anche importatore di valvole e componenti
elettronici vari.Il lettore che ci ha fornito in prova è
un Denon DVD-2900, un multiformato che legge davvero tutto. Noi
ci occuperemo come al solito solo della parte audio, cercando di
sviscerare le caratteristiche di riproduzione di CD e SACD. Non
ho potuto provare le prestazioni in lettura dei DVD-Audio per problemi
logistici leggasi uso di un monitor video per i settaggi.Le
modifiche apportate al lettore originale sono davvero pesanti e
coinvolgono alimentazione, meccanica, clock, telaio, ma soprattutto
lo stadio di uscita, che guadagna un paio di piccoli triodi a riscaldamento
indiretto 6111.
Per una spiegazione più approfondita rimandiamo coloro che
fossero interessati al sito di Olimpia Audio. Aggiungiamo solo che
la macchina mantiene la stessa estetica delloriginale, salvo
che i piedini originali sono sostituiti da tre grossi supporti in
grafite, mentre la parte posteriore prevede una coppia di uscite
supplementari di alta qualità, che utilizzeremo per lascolto
in stereofonia, ed un interruttore che permette la messa in mono
delle uscite stesse. Non ripeterò per lennesima volta
quanto ritenga utile questa funzione in fase di setup dellintero
impianto. Le altre uscite, quelle digitali e multicanale, non variano
e sono quelle di serie.
Ho fatto una piccola prova tra luscita normale e quella modificata
e posso dirvi tranquillamente che il confronto è davvero
improponibile, malgrado anche luscita normale usufruisca di
alcune delle modifiche apportate, sicuramente almeno di quella sullalimentazione.
Quindi mi limiterò a parlarvi del suono della sezione di
uscita a valvole, che alla fine è quello che cinteressa.
Parlando ancora un po delleffetto di queste modifiche,
non posso non accennare ad un paio dinconvenienti che ho notato,
dal mio punto di vista. Il primo, inevitabile, è quello delle
piccole scariche che arrivano ai diffusori a seguito del completo
by-pass di transistor e/o relè di muting. Non nego che anche
questi possano degradare il suono, ma forse baratterei una piccola
perdita in questo senso pur di non avere quei fastidiosi rumori
ad ogni comando impartito alla meccanica. Purtroppo non ci sono
alternative, muting si o muting no. Laltro problema è
quello del riscaldamento. Questo lettore pare una stufetta, soprattutto
toccando il telaio in corrispondenza dellalimentazione ed
in misura minore in zona valvole. Ciò che più lascia
perplessi è che tale calore si trasmette ai nostri preziosi
CD che, alla fine della riproduzione, diventano davvero molto caldi.
Suggerisco di praticare qualche feritoia sul coperchio superiore,
per fare in modo che il calore possa disperdersi per via naturale
e non, come avviene ora, allapertura del vassoio di caricamento
del CD. Tanto la meccanica è chiusa ed un po di polvere
non dovrebbe provocare danni allapparecchio.Dopo alcuni giorni
duso non mi sento di fare ulteriori appunti; la meccanica
riconosce piuttosto velocemente il tipo di supporto, con un tempo
un po più lungo per i normali CD, ma nulla di fastidioso.
Per il resto appare abbastanza silenziosa, veloce nella risposta
ai comandi ed affidabile. Del resto stiamo pur sempre parlando di
un Denon, la cui qualità è difficilmente discutibile.
Passiamo ora alle prove dascolto, effettuate col seguente
impianto di riferimento:Giradischi: Basis 2001, braccio Graham 2.2,
testina Scan Tech Lyra HelikonCavo phono: Extreme Phono CrimsonPre
Phono: Audio Research PH-3Cavo tra pre phono e Preamplificatore:
MIT Shotgun S2 Lettore digitale multistandard TEAC DV-50 Cavo tra
lettore digitale e preamplificatore: Transparent Super XLRPreamplificatore:
Bryston BP 25Cavo tra pre e finali: MIT Terminator 3 Proline XLRFinali:
Bryston 7B STDiffusori: Avalon Opus CeramiqueCavi di potenza: Transparent
Super XLCavi di alimentazione: MIT Shotgun AC 1 ed altri autocostruitiTavolino:
Atacama Equinox ProSupporti: Gingko Audio Mini-cloudsFiltro di rete:
Black Noise 2500
Il primo CD a scorrere nel cassettino del Denon-Olimpia è
"The Guide (Wommat)" di uno Youssou NDour in grande spolvero,
pubblicato da Columbia/Sony Music. Si tratta di una registrazione
del 93, piuttosto accurata timbricamente e gradevole da ascoltare,
anche a causa di una leggera preponderanza del medio-basso, che
la rende piuttosto morbida. Se poi siete amanti di musica etnica
e percussioni, questo disco non vi deluderà. Il DVD-2900
restituisce un basso appena meno profondo del riferimento, ma soprattutto
meno preciso e secco. I colpi di grancassa tendono ad amalgamarsi
al basso elettrico, quando questi si avvicina alla stessa tonalità.
La gamma media è quella delle valvole, ricca e lussuriosa,
priva di grana o di artefatti digitali, mentre gli acuti appaiono
piacevolmente arrotondati. La dinamica è nella media, mentre
gli esecutori sembrano aver assunto una posizione più arretrata
rispetto al normale. Le percussioni africane che tanto sapore danno
a questo disco, suonano un po poco "legnose", coi transienti
leggermente smussati. Il brano "7 seconds" restituisce un medio-basso
un po invadente, che tende a coprire le fantastiche voci del
senegalese e di Neneh Cherry, qui in duo. Qualche piccolissimo particolare
nelle percussioni resta nascosto nellamalgama del pezzo. Cambiamo
genere e passiamo allultima fatica del "Boss" Bruce Springsteen,
il CD "Devils & Dust, ancora Columbia/Sony Music. Linizio
del brano che dà il titolo al disco, mi procura subito un
brivido di piacere che mi affretto a reprimere; non sono qui per
ascoltare musica, ma per lavorare e devo concentrarmi sullascolto.
Anche qui cè una virata verso le tonalità più
ambrate, coi labiali del Boss meno in evidenza e larmonica
a bocca un po "addomesticata", forse poco graffiante.
La voce in compenso è piacevolissima e solo raramente sovrastata
dal solito basso a tratti esuberante. Cè, insomma,
un po meno effetto presenza, come se si ascoltasse il tutto
a maggior distanza rispetto al mio riferimento. Per inciso ricordo
che il mio Teac costa qualcosa in più del doppio rispetto
a questo Olimpia Audio. Inoltre è proprio limpostazione
timbrica che è molto diversa tra le due macchine. Essendo
luna interamente a stato solido e laltra valvolare laffermazione
appare lapalissiana, ma coi tempi che corrono, nei quali si cerca
di far suonare valvolare ciò che non lo è, e viceversa,
le cose non sono mai così scontate.
Continuiamo la navigazione col celeberrimo CD "Buena Vista Social
Club", dal quale ascoltiamo subito "Chan Chan". Il brano ci restituisce
immediatamente leffetto "tutti indietro" del quale abbiamo
parlato prima, con le maracas un po velate, ma una splendida
ricostruzione scenica, sia in larghezza, sia in profondità.
Laltezza è ai soliti, corretti livelli. Forse si evince
un minor effetto ambienza, come se lo studio di registrazione fosse
un po più piccolo del solito, probabilmente a causa
di una più ridotta scansione delle armoniche di chitarre,
basso e percussioni. Il brano n. 3, "El Cuarto de Tula", è
un Son cubano molto movimentato ed affollato di strumenti e voci,
non semplice da riprodurre al meglio. Infatti, pur a fronte di una
timbrica sempre estremamente godibile, il numero dei musicisti sembra
essersi assottigliato, e qualche sfumatura si perde per strada.
Resta molto larga limmagine, ma laria tra gli strumenti
si riduce di quel tanto che basta a confondere un po la ricostruzione
immaginaria del gruppo che stiamo ascoltando.Intendiamoci, questa
è una cosa che può notare solo confrontando questo
suono con quello di una macchina di livello superiore, almeno economicamente.
Se ci limitiamo ad ascoltare e basta, si apprezza la musicalità
di questo Denon-Olimpia e lassenza assoluta di fatica dascolto.
Viene voglia di alzarsi e di ballare, invece di cavillare su un
PC portatile circa la rava e la fava.Il prossimo CD è il
commovente "The Central Park Concert" di Astor Piazzolla per Chesky,
incisione dal vivo che si contraddistingue, oltre che per laltissimo
valore artistico, anche per naturalezza e dinamica. Un disco impedibile,
dal mio punto di vista. Anche in questo caso il suono sembra "ingrassare"
leggermente, si perde un po della rugosità del contrabbasso
suonato con larchetto e del violino, mentre il bandoneon di
Piazzola tende ad assomigliare più ad una fisarmonica. Il
pianoforte resta un po defilato e manca una parte del lavoro
di ritmica svolto dalla mano sinistra.
La dinamica sembra leggermente compressa rispetto al riferimento,
che da questo punto di vista ha ben pochi eguali.E il momento
di dare letteralmente una "scaldata" al SACD Living Stereo della
"Music for Strings, Percussion and Celesta" di Bartòk, con
Fritz Reiner che dirige la Chicago Symphony Orchestra.
Ottima, ancora una volta, la ricostruzione scenica, piacevoli i
"pizzicato" di violini e violoncelli. Poco evidenziata la celesta,
sempre leggermente carente la dinamica e gli strumenti potrebbero
essere un po meglio scolpiti."Waltz for Debby", il SACD di
Bill Evans, suona caldo e morbido. E emozionante riascoltarlo
così, con una leggera smussatura a piatti e spazzole della
batteria. Lultimo SACD di questa prova è "Pure Getz",
suonato dal quartetto di Stan Getz per Concord Records. Ovviamente
anche qui riscontriamo quanto sopra e la presenza di batteria e
sax risultano meno marcate del solito.
CONCLUSIONILe valutazioni finali non possono prescindere
dal buon risultato ottenuto da Sivieri, che evidentemente sapeva
bene dove mettere le mani per ottenere il suono che cercava. Questo
DVD-2900 è un lettore intermedio nella gamma di quelli che
modifica, facendo quindi ben sperare anche in quelli di categoria
superiore. Spero di essere riuscito a darvi un idea precisa dellimpostazione
timbrica di questa macchina ed ora vorrei rispondere ad una domanda
che in questi giorni mi sono posto: a chi serve un lettore digitale
di questo genere e con tali prestazioni? La risposta dipende, come
quasi sempre, dallimpostazione dellimpianto che dovrà
accoglierlo ed i gusti del suo futuro proprietario. Personalmente
lo immagino perfettamente inserito in impianti ad alta efficienza,
soprattutto se con diffusori a tromba, e/o nei casi in cui le caratteristiche
timbriche siano più o meno orientate verso il versante "freddo"
o delleccessiva risoluzione. Se avete anche solo il sospetto
che quando ascoltate i CD vi colga una fatica dascolto che
con gli LP non provate, questo lettore è probabilmente fatto
per voi. Ricordo ancora che è un multistandard e che con
un investimento tutto sommato non eccessivo, vi ritroverete anche
con un ottimo lettore DVD, per tacere dei formati audio ad alta
risoluzione. Magari, in futuro, vi verrà la voglia di acquistare
un software in SACD o in DVD-Audio e, vi assicuro, sarà tutta
unaltra musica.
INFO:Prezzo: 3.000 Euro
Costruttore: Olimpia
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