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NUMERO 17



OLIMPIA AUDIO – LETTORE DIGITALE DENON DVD-2900 MODIFICATO

di

Angelo Jasparro

Il mondo dell’hi-fi è pieno di artigiani che si divertono a modificare gli apparecchi altrui, oltre a fabbricarne di propri. Dobbiamo riconoscere che, se progettare e/o assemblare un amplificatore o magari un diffusore sembra alla portata dei più, cominciare da zero con un lettore digitale comporta evidentemente qualche problema aggiuntivo. Non è tanto il fatto di reperire i componenti, cosa relativamente semplice, quanto quella di ingegnerizzare macchine che hanno un livello di complessità notevole. Quindi capita spesso che si mettano le mani su prodotti di Aziende "consumer", cercando di farli suonare meglio. Videohifi.com ha già avuto occasione di provare qualcosa del genere, e con questa recensione non facciamo altro che ampliare il panorama di quanto esistente nel nostro mercato.Olimpia Audio è l’Azienda di Silvano Sivieri, personaggio che gravita da tempo nel giro audiofilo italiano. Oltre ad occuparsi di costruzione di amplificatori, diffusori, modifiche di sorgenti, è anche importatore di valvole e componenti elettronici vari.Il lettore che ci ha fornito in prova è un Denon DVD-2900, un multiformato che legge davvero tutto. Noi ci occuperemo come al solito solo della parte audio, cercando di sviscerare le caratteristiche di riproduzione di CD e SACD. Non ho potuto provare le prestazioni in lettura dei DVD-Audio per problemi logistici – leggasi uso di un monitor video per i settaggi.Le modifiche apportate al lettore originale sono davvero pesanti e coinvolgono alimentazione, meccanica, clock, telaio, ma soprattutto lo stadio di uscita, che guadagna un paio di piccoli triodi a riscaldamento indiretto 6111.
Per una spiegazione più approfondita rimandiamo coloro che fossero interessati al sito di Olimpia Audio. Aggiungiamo solo che la macchina mantiene la stessa estetica dell’originale, salvo che i piedini originali sono sostituiti da tre grossi supporti in grafite, mentre la parte posteriore prevede una coppia di uscite supplementari di alta qualità, che utilizzeremo per l’ascolto in stereofonia, ed un interruttore che permette la messa in mono delle uscite stesse. Non ripeterò per l’ennesima volta quanto ritenga utile questa funzione in fase di setup dell’intero impianto. Le altre uscite, quelle digitali e multicanale, non variano e sono quelle di serie.
Ho fatto una piccola prova tra l’uscita normale e quella modificata e posso dirvi tranquillamente che il confronto è davvero improponibile, malgrado anche l’uscita normale usufruisca di alcune delle modifiche apportate, sicuramente almeno di quella sull’alimentazione. Quindi mi limiterò a parlarvi del suono della sezione di uscita a valvole, che alla fine è quello che c’interessa. Parlando ancora un po’ dell’effetto di queste modifiche, non posso non accennare ad un paio d’inconvenienti che ho notato, dal mio punto di vista. Il primo, inevitabile, è quello delle piccole scariche che arrivano ai diffusori a seguito del completo by-pass di transistor e/o relè di muting. Non nego che anche questi possano degradare il suono, ma forse baratterei una piccola perdita in questo senso pur di non avere quei fastidiosi rumori ad ogni comando impartito alla meccanica. Purtroppo non ci sono alternative, muting si o muting no. L’altro problema è quello del riscaldamento. Questo lettore pare una stufetta, soprattutto toccando il telaio in corrispondenza dell’alimentazione ed in misura minore in zona valvole. Ciò che più lascia perplessi è che tale calore si trasmette ai nostri preziosi CD che, alla fine della riproduzione, diventano davvero molto caldi. Suggerisco di praticare qualche feritoia sul coperchio superiore, per fare in modo che il calore possa disperdersi per via naturale e non, come avviene ora, all’apertura del vassoio di caricamento del CD. Tanto la meccanica è chiusa ed un po’ di polvere non dovrebbe provocare danni all’apparecchio.Dopo alcuni giorni d’uso non mi sento di fare ulteriori appunti; la meccanica riconosce piuttosto velocemente il tipo di supporto, con un tempo un po’ più lungo per i normali CD, ma nulla di fastidioso. Per il resto appare abbastanza silenziosa, veloce nella risposta ai comandi ed affidabile. Del resto stiamo pur sempre parlando di un Denon, la cui qualità è difficilmente discutibile.
Passiamo ora alle prove d’ascolto, effettuate col seguente impianto di riferimento:Giradischi: Basis 2001, braccio Graham 2.2, testina Scan Tech Lyra HelikonCavo phono: Extreme Phono CrimsonPre Phono: Audio Research PH-3Cavo tra pre phono e Preamplificatore: MIT Shotgun S2 Lettore digitale multistandard TEAC DV-50 Cavo tra lettore digitale e preamplificatore: Transparent Super XLRPreamplificatore: Bryston BP 25Cavo tra pre e finali: MIT Terminator 3 Proline XLRFinali: Bryston 7B STDiffusori: Avalon Opus CeramiqueCavi di potenza: Transparent Super XLCavi di alimentazione: MIT Shotgun AC 1 ed altri autocostruitiTavolino: Atacama Equinox ProSupporti: Gingko Audio Mini-cloudsFiltro di rete: Black Noise 2500

Il primo CD a scorrere nel cassettino del Denon-Olimpia è "The Guide (Wommat)" di uno Youssou N’Dour in grande spolvero, pubblicato da Columbia/Sony Music. Si tratta di una registrazione del ‘93, piuttosto accurata timbricamente e gradevole da ascoltare, anche a causa di una leggera preponderanza del medio-basso, che la rende piuttosto morbida. Se poi siete amanti di musica etnica e percussioni, questo disco non vi deluderà. Il DVD-2900 restituisce un basso appena meno profondo del riferimento, ma soprattutto meno preciso e secco. I colpi di grancassa tendono ad amalgamarsi al basso elettrico, quando questi si avvicina alla stessa tonalità. La gamma media è quella delle valvole, ricca e lussuriosa, priva di grana o di artefatti digitali, mentre gli acuti appaiono piacevolmente arrotondati. La dinamica è nella media, mentre gli esecutori sembrano aver assunto una posizione più arretrata rispetto al normale. Le percussioni africane che tanto sapore danno a questo disco, suonano un po’ poco "legnose", coi transienti leggermente smussati. Il brano "7 seconds" restituisce un medio-basso un po’ invadente, che tende a coprire le fantastiche voci del senegalese e di Neneh Cherry, qui in duo. Qualche piccolissimo particolare nelle percussioni resta nascosto nell’amalgama del pezzo. Cambiamo genere e passiamo all’ultima fatica del "Boss" Bruce Springsteen, il CD "Devils & Dust, ancora Columbia/Sony Music. L’inizio del brano che dà il titolo al disco, mi procura subito un brivido di piacere che mi affretto a reprimere; non sono qui per ascoltare musica, ma per lavorare e devo concentrarmi sull’ascolto. Anche qui c’è una virata verso le tonalità più ambrate, coi labiali del Boss meno in evidenza e l’armonica a bocca un po’ "addomesticata", forse poco graffiante.
La voce in compenso è piacevolissima e solo raramente sovrastata dal solito basso a tratti esuberante. C’è, insomma, un po’ meno effetto presenza, come se si ascoltasse il tutto a maggior distanza rispetto al mio riferimento. Per inciso ricordo che il mio Teac costa qualcosa in più del doppio rispetto a questo Olimpia Audio. Inoltre è proprio l’impostazione timbrica che è molto diversa tra le due macchine. Essendo l’una interamente a stato solido e l’altra valvolare l’affermazione appare lapalissiana, ma coi tempi che corrono, nei quali si cerca di far suonare valvolare ciò che non lo è, e viceversa, le cose non sono mai così scontate.
Continuiamo la navigazione col celeberrimo CD "Buena Vista Social Club", dal quale ascoltiamo subito "Chan Chan". Il brano ci restituisce immediatamente l’effetto "tutti indietro" del quale abbiamo parlato prima, con le maracas un po’ velate, ma una splendida ricostruzione scenica, sia in larghezza, sia in profondità. L’altezza è ai soliti, corretti livelli. Forse si evince un minor effetto ambienza, come se lo studio di registrazione fosse un po’ più piccolo del solito, probabilmente a causa di una più ridotta scansione delle armoniche di chitarre, basso e percussioni. Il brano n. 3, "El Cuarto de Tula", è un Son cubano molto movimentato ed affollato di strumenti e voci, non semplice da riprodurre al meglio. Infatti, pur a fronte di una timbrica sempre estremamente godibile, il numero dei musicisti sembra essersi assottigliato, e qualche sfumatura si perde per strada. Resta molto larga l’immagine, ma l’aria tra gli strumenti si riduce di quel tanto che basta a confondere un po’ la ricostruzione immaginaria del gruppo che stiamo ascoltando.Intendiamoci, questa è una cosa che può notare solo confrontando questo suono con quello di una macchina di livello superiore, almeno economicamente. Se ci limitiamo ad ascoltare e basta, si apprezza la musicalità di questo Denon-Olimpia e l’assenza assoluta di fatica d’ascolto. Viene voglia di alzarsi e di ballare, invece di cavillare su un PC portatile circa la rava e la fava.Il prossimo CD è il commovente "The Central Park Concert" di Astor Piazzolla per Chesky, incisione dal vivo che si contraddistingue, oltre che per l’altissimo valore artistico, anche per naturalezza e dinamica. Un disco impedibile, dal mio punto di vista. Anche in questo caso il suono sembra "ingrassare" leggermente, si perde un po’ della rugosità del contrabbasso suonato con l’archetto e del violino, mentre il bandoneon di Piazzola tende ad assomigliare più ad una fisarmonica. Il pianoforte resta un po’ defilato e manca una parte del lavoro di ritmica svolto dalla mano sinistra.
La dinamica sembra leggermente compressa rispetto al riferimento, che da questo punto di vista ha ben pochi eguali.E’ il momento di dare letteralmente una "scaldata" al SACD Living Stereo della "Music for Strings, Percussion and Celesta" di Bartòk, con Fritz Reiner che dirige la Chicago Symphony Orchestra.
Ottima, ancora una volta, la ricostruzione scenica, piacevoli i "pizzicato" di violini e violoncelli. Poco evidenziata la celesta, sempre leggermente carente la dinamica e gli strumenti potrebbero essere un po’ meglio scolpiti."Waltz for Debby", il SACD di Bill Evans, suona caldo e morbido. E’ emozionante riascoltarlo così, con una leggera smussatura a piatti e spazzole della batteria. L’ultimo SACD di questa prova è "Pure Getz", suonato dal quartetto di Stan Getz per Concord Records. Ovviamente anche qui riscontriamo quanto sopra e la presenza di batteria e sax risultano meno marcate del solito.

CONCLUSIONILe valutazioni finali non possono prescindere dal buon risultato ottenuto da Sivieri, che evidentemente sapeva bene dove mettere le mani per ottenere il suono che cercava. Questo DVD-2900 è un lettore intermedio nella gamma di quelli che modifica, facendo quindi ben sperare anche in quelli di categoria superiore. Spero di essere riuscito a darvi un idea precisa dell’impostazione timbrica di questa macchina ed ora vorrei rispondere ad una domanda che in questi giorni mi sono posto: a chi serve un lettore digitale di questo genere e con tali prestazioni? La risposta dipende, come quasi sempre, dall’impostazione dell’impianto che dovrà accoglierlo ed i gusti del suo futuro proprietario. Personalmente lo immagino perfettamente inserito in impianti ad alta efficienza, soprattutto se con diffusori a tromba, e/o nei casi in cui le caratteristiche timbriche siano più o meno orientate verso il versante "freddo" o dell’eccessiva risoluzione. Se avete anche solo il sospetto che quando ascoltate i CD vi colga una fatica d’ascolto che con gli LP non provate, questo lettore è probabilmente fatto per voi. Ricordo ancora che è un multistandard e che con un investimento tutto sommato non eccessivo, vi ritroverete anche con un ottimo lettore DVD, per tacere dei formati audio ad alta risoluzione. Magari, in futuro, vi verrà la voglia di acquistare un software in SACD o in DVD-Audio e, vi assicuro, sarà tutta un’altra musica.
INFO:Prezzo: 3.000 Euro
Costruttore: Olimpia Audio


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