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NUMERO 16



STORIE DI TUTTI I GIORNI…. Cavi Supra Ply 3.4 e Sword

di Angelo Jasparro

 

Già, la storia comincia così: era una tranquilla giornata d’ufficio, tra una rogna di lavoro ed una sbirciatina al forum, quando mi appare l’icona della posta sul monitor del computer. Senza attribuire particolare peso alla cosa, vado a vedere di che si tratta e trovo una mail del Direttore in persona. Apro subito e trovo una richiesta che recita più o meno così: "Chiama il Sig. Avanzi della Nu.Arc. e fatti mandare dei cavi Supra in prova". Vi risparmio ciò che ho pensato in quel preciso momento, anche perché prima o poi la voce giungerebbe all’interessato. Conto fino a 10.000 con le pulsazioni a 180, classica conseguenza da allergia alle prove di cavi, e rispondo con un diplomatico e ruffiano "sarà fatto". Con la mano tremante alzo il telefono, consapevole che anche fingere di sbagliare numero avrebbe solo posticipato l’agonia.
Ovviamente, dopo essermi presentato alla segretaria, mi passano l’interessato, che purtroppo non era in vacanza in qualche sperduto atollo del Pacifico, come mi auguravo ardentemente (e non solo per me). Un colloquio veloce e la tanto temuta risposta: "Certo, le manderò il Supra Sword, e già che ci siamo … (un brivido freddo mi scorre lungo la schiena, orrido presentimento) … le mando anche un Ply 3.4". Tombola! — penso io — non solo un cavo di potenza, ma addirittura due in un colpo! Il pensiero corre subito al passato, cercando di individuare eventuali gravi colpe nel mio comportamento, tali da giustificare una così tremenda punizione. Se avete letto, nel n. 15, la mia recensione delle Avalon Opus Ceramique, avrete notato che per collegare i cavi di potenza bisogna sdraiare su un fianco il diffusore, oppure farsi aiutare da qualcuno che lo tenga sollevato inclinandolo, mentre ci si sdraia come meccanici sotto ad una vecchia Chevrolet in epoca pre-ponti di sollevamento. Passi farlo una volta, magari due, ma il cambiare cavo in continuazione si rivela pratica impossibile; mia moglie ha altro da fare e mia figlia è ancora un po’ giovane per essere traumatizzata da certe mie folli pratiche. Inoltre ho paura che mi faccia scivolare un diffusore, con conseguenze più che nefaste.

Insomma, per farla breve i cavi mi arrivano velocemente, anche troppo per i miei gusti. Speriamo che il destino mi ripaghi in futuro con qualcosa di più "sfizioso".

Torniamo ai cavi, poiché siamo qui per questo. Intanto v’informo che ho fondato un partito anti-cavi, al quale potete iscrivervi dietro il pagamento di una modesta quota associativa che andrà a formare il premio che assegneremo al primo che riuscirà davvero ad eliminare questi sistemi di collegamento, tanto fastidiosi quanto sovente dannosi per il suono delle nostre apparecchiature. Ma siccome per il momento sono indispensabili, dobbiamo occuparci anche di loro. Checché alcuni ne dicano, anche questi sono dei veri e propri componenti dell’impianto. Si può scegliere di spendere poco per avere poco, di spendere molto per avere molto, oppure si può cercare qualche via di mezzo che soddisfi entrambe le esigenze. L’importante è non eccedere, non cadere in quella spirale perversa della "febbre da cavi" che prende con la massima facilità, è contagiosissima e porta dritto all’inferno degli audiofili, quello nel quale ci si ritrova dopo aver speso più per un cavo di potenza che per i diffusori stessi. Avrei sottomano un esempio di audiofilo di questo genere, al quale continuo a consigliare di cambiare un determinato componente della catena, ma lui continua a comprare cavi a destra e a manca, ottenendo il minimo risultato col massimo sforzo. Contento lui …

Insomma, equilibrio ci vuole, e se proprio ci bruciano i soldi in tasca, impieghiamoli nel modo più redditizio per l’economia del suono. Ci sono poi i casi giusti, quelli "sani", nei quali un cavo proporzionato al resto della catena audio è imprescindibile. Difficile è capire, come da tempo cerca di fare il collega Francesco Bollorino, quanto sia giustificato spendere, quali sono i risultati che otterremo in base ai nostri componenti e quali siano i cavi da acquistare. E’ un po’ che ci sta provando, ma credo non sia ancora pervenuto neanche lui ad una parvenza di regola certa. Allora che si fa? Al solito, si va per tentativi, magari ci si affida ad un nome sicuro, possibilmente previa prova pratica nel proprio impianto. Così ho fatto io a suo tempo. Prima i Transparent Super di segnale, acquistati usati, poi quelli di potenza, uguali per mantenere una certa omogeneità timbrica dell’insieme. Devo dire che mi sono trovato bene, sono contento e non ho più pensato ad ulteriori investimenti nel ramo cavi. Ovviamente nel tempo si è aggiunto qualche altro elemento in ordine sparso, secondo le necessità, tipo un MIT Shotgun S2 tra pre-phono e preamplificatore, oltre a qualche cavo d’alimentazione reperito un po’ qua e un po’ là. Poi è sopravvenuta la necessità di avere cavi bilanciati per il lettore CD e tra pre e finale ed anche qui ho dovuto provvedere alla bisogna. Insomma, diciamocelo: una vera e propria rottura di scatole, tutto sommato, ma soprattutto un bel gruzzolo di denaro che avrei preferito investire diversamente, magari in LP.

Torniamo ai Supra. Appena giunti a casa, l’atroce dubbio: IL RODAGGIO! Non sto a spiegarvi quanto mi sia antipatico lasciare accesi giorno e notte i miei due finalini Bryston, che consumano uno sproposito.

Il cavo Ply 3.4 è venduto a metro, quindi non dispone di confezione né documentazione, mentre allo Sword, sulla cui bellissima scatola di legno ci soffermeremo dopo, è allegata un piccola brochure con qualche spiegazione pubblicitaria e null’altro. Siccome sono furbo, consulto il sito internet della Supra, dove ovviamente non trovo nessun accenno a siffatta pratica. Non trovo di meglio, allora, che disturbare direttamente il Sig. Avanzi, il quale pazientemente mi risponde. Ovviamente chi decide di lavorare con l’hi-fi è per forza di cose una persona molto paziente, altrimenti si sarebbe dedicato al "porta a porta" con l’aspiratore Folletto, lavoro più semplice e rilassante, in confronto. La più acida delle zitelle delle non è mai tanto rompiballe quanto un audiofilo medio, ma questo lo sapete anche voi. Bene, la risposta via mail è stata: "20 ore per lo Sword e 14 ore per il Ply". Sono rimasto leggermente interdetto, anche perché non era il primo di Aprile. La sera ho persino chiesto un parere a mia moglie, ma neanche lei è riuscita a capire se e quanto sia stato preso per i fondelli; non per le 20 ore del primo, ma piuttosto per le 14 del secondo. Perché 14 e non 15, o magari un bel 20, tanto per standardizzare? Mah, magari questa la chiarirò di persona, quando incontrerò il Sig. Avanzi. Comunque, in mancanza d’altro, ho preso per buone queste indicazioni e mi sono accinto alle prove, carico delle migliori intenzioni.

Comincio con la solita, noiosa descrizione dell’impianto in cui ho messo alla prova questi cavi, così non ci si pensa più:

Giradischi: Basis 2001/Graham 2.2/Van den Hul MC 2 Special
Cavo phono: Extreme Phono Crimson
Pre Phono: Audio Research PH-3
Cavo tra pre phono e Preamplificatore: MIT Shotgun S2
Lettore digitale multistandard TEAC DV-50
Cavo tra lettore e Preamplificatore: Transparent Super XLR
Preamplificatore: Bryston BP 25
Cavo tra pre e finali: MIT Terminator 3 Proline XLR
Finali: Bryston 7B ST
Diffusori: Avalon Opus Ceramique e B&W DM 110
Cavi di alimentazione: MIT Shotgun AC 1 ed altri autocostruiti
Tavolino: Atacama Equinox Pro
Supporti: Gingko Audio Mini-clouds
Filtro di rete: Black Noise 2500

Cominciamo dall’ascolto del cavo che ovviamente ha richiamato per primo la mia attenzione: il SUPRA SWORD.

Si tratta di un cavo di potenza della lunghezza di 3 metri e provvisto di terminazioni intercambiabili. Nella scatola troverete infatti gli adattatori per terminarlo con forcelle o banane, placcate oro 24 Kt. Queste terminazioni sono molto versatili, belle e semplici da usare. Come dicevo prima, il tutto è contenuto in una bellissima scatola di legno, con tanto di maniglia e chiusure metalliche. Il cavo si presenta esternamente come un bipolare di ampia sezione e discreta maneggevolezza, rivestito da una guaina in materiale plastico del tipico colore Supra, un azzurrino pallido senza infamia e senza lode, magari un po’ facile a sporcarsi. Niente scatole lungo il percorso dei cavi, né batterie ad alimentarli, due semplici cavi. La brochure contenuta nella confezione accenna alla tecnologia utilizzata per la loro realizzazione. Se state leggendo queste pagine è perché siete abituali frequentatori del WEB, quindi non mi ci soffermerò troppo. Se volete approfondire potete sempre fare un click sul sito del produttore. Vi dirò che la Supra individua nell’induttanza la causa principale dei difetti dei cavi di potenza ed aggiunge che tutti i cavi sono induttivi. E allora come la mettiamo? Semplice; questi cavi, in rame OFC Litz, sono avvolti in opposizione geometrica, e cioè quelli interni sono avvolti in senso orario, mentre quelli esterni, divisi dai primi da un isolante in PE, sono avvolti in senso contrario. Non si parla invece di direzione del segnale, né nulla è segnato sulla guaina. Io che in queste cose sono piuttosto preciso, soprattutto quando mi prendo la responsabilità di fare una prova pubblica, ho collegato il cavo in modo che il segnale seguisse la direzione delle scritte sulla guaina, per poi scoprire qualche giorno dopo nelle FAQ del sito, che in effetti così dev’essere. Forse sarebbe saggio, oltre che per nulla costoso, stampare anche una freccia assieme alle varie scritte. Non aggiungo altro, per me va tutto bene, e passo senz’altro all’ascolto.

Ho voluto ascoltare questi cavi immediatamente, giusto per la curiosità circa il rodaggio. Segnalo che per la prima mezz’ora di funzionamento il basso non c’è: missing in action. Boh! Poi a poco a poco si comincia a capire che il cavo non è rotto e che ci vuole pazienza, mentre le orecchie vengono un po’ massacrate da acuti molto in evidenza e costretti nei tweeters dei diffusori. Incredibile!

S’imponeva un provvedimento draconiano e quindi ho messo in repeat un CD di "burn in" per mezz’ora, prima di spegnere il tutto ed andare a dormire. Il giorno dopo le cose erano decisamente migliorate, ma prima di capire esattamente quali fossero le possibilità di questo cavo, è passato qualche altro giorno di ascolti. Ora che il suono pare essersi stabilizzato possiamo cominciare il confronto col mio riferimento, un Transparent Super XL, dal prezzo quasi doppio rispetto allo Sword.

Siccome questo mio articolo comprenderà l’ascolto dei due modelli di Supra, cercherò di farla breve, parlando delle caratteristiche riscontrate, senza fare le pulci al suono di ogni disco.

L’impressione più immediata, ciò che prima salta all’occhio (anzi, all’orecchio) è l’ottima neutralità di questi Supra. Perché non è vero, come qualcuno afferma, che non esistono cavi neutri. Esistono eccome, come esistono impianti neutri. Quindi, se avete bisogno di equalizzatori che correggano qualche eventuale intemperanza dei vostri apparecchi, cambiate parrocchia, questi Sword non fanno per voi. Ricordo per l’ennesima volta che non esiste cavo che possa aggiungere qualcosa al suono, ma esistono cavi che sottraggono. Quello che definisco neutro è quindi un cavo che sottrae il meno possibile al messaggio musicale, a confronto col mio riferimento. Timbricamente, questi Sword somigliano moltissimo ai miei Transparent, con qualche lievissima differenza nella prima ottava, che appare un po’ meno profonda, e nelle armoniche in gamma media ed alta, che risultano un po’ meno marcate. Pare inoltre esserci una lievissima carenza nel mediobasso, che dà l’impressione che le voci siano un po’ meno corpose. Nessun appunto sulla prestazione dinamica, sempre ottima, mentre l’immagine è perfetta in profondità. Perdono qualcosa in altezza rispetto al riferimento, ma soprattutto in larghezza, dove i Supra sembrano costringere un po’ il suono tra i diffusori. Molto buono anche il silenzio e l’aria tra gli strumenti è "ottima ed abbondante".

In conclusione mi sento di affermare che questo Supra Sword è davvero un cavo molto valido, soprattutto a fronte della sua trasparenza e neutralità. Le differenze notate rispetto al riferimento si quantificano in circa 1.000 Euro, praticamente un mese di stipendio per molti. Se valga la pena o meno la maggiore spesa dipende, come sempre, dalla capacità dell’impianto, ma soprattutto dalle orecchie di ciascuno, di notare o meno i miglioramenti. Mi limito a raccomandare, come sempre, misura e senso della proporzione, senza inseguire il mito dei marchi o dell’apparenza. Si può vivere molto felici con questo Sword.

Passiamo ora al cavo più economico, il SUPRA PLY 3.4, un multifilare in rame OFC, che contiene in una sola guaina, sempre di colore azzurrino, sia il conduttore per il polo positivo, che per il negativo. Questo cavo è venduto a metraggio; sarà quindi cura dell’acquirente dividerlo nei due spezzoni necessari per entrambi i canali e spellarne i capi, in modo da poter essere usato così com’è, o in alternativa mediante l’uso di connettori da acquistare separatamente e secondo le necessità degli apparecchi da collegare.

Ho utilizzato i connettori della stessa Supra, i quali si sono dimostrati ottimi, anche grazie alla tenace presa sul cavo spellato. Per questa prova mi sembrava fuori luogo utilizzare le Avalon, quindi ho ritenuto opportuno promuovere provvisoriamente le mie vecchie B&W DM110. Devo dire che, dopo anni che non le ascoltavo sul serio, essendo relegate al ruolo di canali posteriori del mio impianto, mi hanno piacevolmente stupito. Siccome questa è un’altra storia, magari un giorno ne riparleremo. Un confronto con diffusori attuali di pari livello potrebbe rivelare qualche sorpresina. Torniamo al nostro Supra, che confronteremo col fratello maggiore nella configurazione della quale abbiamo appena detto.

La prima cosa che si evince, è che questi 3.4 sono molte meno sensibili al rodaggio rispetto agli Sword. Poche ore di segnale sono bastate per metterli a loro agio e per dimostrare l’ottima sinergia col resto dell’impianto. La loro timbrica non tradisce, l’impostazione neutra è la stessa dei fratelloni, il che porta a consigliarne l’uso in impianti già ben assemblati. Evidentemente tutti i Supra non sono cavi correttivi, il che mi pare un’ottima cosa. So di affermare una banalità, ma questi Ply sembrano proprio degli Sword in scala ridotta. La grana in gamma media è meno fine, la disposizione degli strumenti nello spazio è meno scolpita e l’ambiente di registrazione sembra più piccolo. Il basso è un po’ meno preciso e l’acuto un filo meno scolpito. E’ una sensazione strana da spiegare: è lo stesso tipo di suono, un gradino (o un gradone) più in basso. Anche la dinamica sembra leggermente meno marcata. Come vorrei che ci fosse qui con me uno di quelli che dice che i cavi sono tutti uguali, che in fondo quelli che costano di più sono una truffa. E’ la prima volta che posso provare contemporaneamente due cavi di diverso livello, ma della stessa fabbrica. L’esperienza è estremamente istruttiva e mi sento di concludere che ancora troppo spesso i cavi sono sottovalutati. Anche diffusori di fascia piuttosto economica come i miei DM110 beneficiano di un cavo che costa praticamente il doppio dei diffusori stessi. Ciò non vuol essere un’istigazione a spendere cifre sproporzionate per il cablaggio, ovviamente. Probabilmente, se il resto della catena con la quale si è svolta questa prova fosse stato di livello pari a quello dei diffusori, il modello 3.4 sarebbe stato più che sufficiente, considerando le sue caratteristiche di base.

La conclusione, tanto per cambiare, è quella di scegliere sempre con saggezza ed equilibrio. Il Supra 3.4, considerato il suo costo, è da consigliare ad occhi chiusi come cablaggio per un impianto entry-level o anche un gradino sopra, mentre lo Sword, che richiede un esborso di oltre 10 volte maggiore, va senz’altro valutato con maggiore attenzione. In ogni caso, a mio modo di vedere, nessuno dei due potrà rappresentare una scelta errata, se inseriti tra componenti ben assortiti; per i cavi-equalizzatori si consiglia di rivolgersi altrove.

INFO

Produttore: Supra Cables http://www.jenving.se/

Importatore: Nu.Arc Srl http://www.nuarc.it/

Prezzo Supra Sword: EURO 1.114,80

Prezzo Supra Ply 3.4: EURO 14,40 al metro.


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