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High End 2005, Monaco di Baviera
di Daniel Zamberlan
Piano primo III
Continuando il tour del primo piano, si trovava la saletta dellASR con i suoi amplificatori, tra cui il nuovo Emitter 2 Exclusive, come sempre a fare bella mostra di se con un livello costruttivo deccezione. Questa volta suonavano in un impianto con diffusori Audiodata Ambience.
Da Octave, molto apprezzata la sala coi modelli Special Edition dellHP 500, prodotto in 100pezzi soltanto, a 6000 euro (solo linea), o a 7000 mila euro (con stadio MM/MC). Finali MR130, sorgente Meridian G08 e diffusori B&W803D.
Foto della coppia Jubilee, 19700 euro il pre, 38500 euro i finali.
Per ora solo esposti, ma sicuramente interessanti, due prodotti della italiana Audia, in anteprima qui a Monaco. Si tratta del nuovo lettore CD Flight Two, che condivide molte delle apprezzate caratteristiche tecniche e della componentistica utilizzata dal One, ma ad un prezzo che dovrebbe essere attorno ai 2200 euro. Carica comunque a cassetto e non dallalto. La seconda novita e costituita dallintegrato Flight Two, simile al Flight One, sempre 100W, ma solo 2 canali, prezzo attorno ai 2800 euro.
Limpianto che suonava in modo interessante era invece composto dai noti prodotti Audia e dai diffusori Fischer&Fischer modello SL550.
Grande saletta sempre affollata quella di B&W/Classe, con le performance piano/voce live di Christian Willisohn che venivano amplificate dal vivo da un sistema con cinque diffusori 801D e molto altro, riprese e poi riprodotte in multicanale dallo stesso sistema.
A volte ritornano... varie le elettronice Restek in esposizione, con questo sistema Mini...
...e altri componenti, tra cui una radio digitale DAB (per chi fosse interessato a questo standard ben poco diffuso anche in Germania, dove invece il DVB-T e gia molto diffuso...).
Alcune novita gradite anche da McIntosh, tra cui il lettore multistandard MVP861AC (5900 euro).
Nuovi poi il pre-decoder A/V multicanale MX135AC (10500 euro)...
...ed il finale multicanale MC207AC (8350 euro).
Le salette delle riviste Audio (Germania) e Stereoplay (Germania)
Come lanno scorso, le testate tedesche tra loro sorelle Audio e Stereoplay offrivano confronti altrimenti difficili o impossibili da fare, sia nel video che nellaudio. Qui descrivero i due confronti audio di questanno che venivano presentati con il solito entusiasmo.
Nella prima saletta il confronto, per la verita un po ardito, era tra amplificatori tra loro assai diversi, tutti chiamati a suonare uno stesso brano musicale pilotando le nuove B&W 801D. Nei limiti del possibile anche i cavi (e il pre phono) venivano mantenuti uguali. Il problema era che in questa saletta, pur trattata, leccesso di presenza della gamma medio bassa era davvero un elemento di disturbo. Ho anche provato a camminare qua e la durante lascolto, ma tutta la sala, della quale 2 pareti non erano veri e propri muri ma paratie in cartongesso, sembrava non sopportare volumi di ascolto realistici. Purtroppo il giornalista di Stereoplay si e un po infastidito a questo mio commento... pazienza.
Comunque sia, e stato interessante apprezzare le chiare differenze tra i diversi amplificatori utilizzati. Per gli integrati, ascoltati nellordine, il Denon PMA495R (200euro), il Rotel RA01 (500euro), il Creek A50iR (1000euro), il T+A PA1230 (circa 2200euro, con lingresso phono), il Symphonic Line RG10MK4 (4700 euro). Il salto di qualita mi e sembrato percepibile ogni volta, ma netto soprattutto tra il Denon ed il Rotel e tra il T+A ed il Symphonic Line (questultimo mi e piaciuto molto).
Per i sistemi pre e finale si e interrotta la regola di duplicare il costo, passando direttamente a due sistemi di gamma altissima: pre Accuphase C2800 e i finali Accuphase M8000 (siamo oltre i 60mila euro) e Krell Evolution 1 ed Evolution2 (otto telai, valore tra i 90 ed i 100mila euro...)
Per la criticita della stanza di cui dicevo, secondo me e secondo molti dei presenti, a questo livello era difficile apprezzare le differenze, sebbene, per fare un esempio, la dinamica del Krell mi sia sembrata veramente a livelli entusiasmanti.
I giornalisti/ciceroni per loccasione hanno infine offerto, ma solo coi sistemi pre e finale, il confronto tra le B&W 801D e le 801 della serie precedente. Diffusori comunque ben diversi tra loro, ma suono B&W certamente riconoscibile. La prestazioni del modello 801 mi sono sembrate un po piu equilibrate alle basse frequenze, ma le valutazioni vanno assolutamente circoscritte a questa stanza, come detto non ottimale.
Nellaltra sala delle due riviste tedesche era invece presente una dimostrazione piu simile a quella dellanno scorso, ossia il confronto tra diffusori di prestigio, fatti suonare, una singola coppia dopo laltra nella sala di ascolto, sempre con lo stesso impianto. Questanno non erano presenti modelli del valore di una spider di gamma alta o di un appartamento, quali TAD Model 1 o Wilson Alexandria X2 come nel 2004, ma i diffusori scelti per il confronto erano comunque notevoli e tutti assai interessanti. Lidea di fondo era quella di confrontare le diverse modalita di funzionamento degli altoparlanti. La stanza, seppur di nuovo non ideale, permetteva stavolta una piacevole e abbastanza precisa distinzione dei parametri in gioco ed a confronto...
Impianto con sorgente EmmLabs (SACD), giradischi La Platine Verdier, pre phono Pass Xono, amplificatori finali Pass X-350 e molto altro...
Si partiva da una coppia di diffusori dinamici "classici", ancora una volta le B&W 801D (16mila euro). Grande realismo e ottima dinamica, qualche strana gommosita dovuta magari alla stanza od al posizionamento.
Si passava alle nuovissime e qui gia viste Audio Physic Caldera (19900 euro), caratterizzate, come detto, da altoparlanti per il medioalto di tipo concentrico. Interessante notare come, a mio parere, questi splendidi diffusori suonassero meglio in questa stanza che nella stanza allestita da Audio Physic stessa, con un suono rilassato e contrastato al tempo stesso, di grande qualita.
Toccava poi alle Martin Logan Summit, di nuovo qui in anteprima e gia viste in unaltra stanza. Erano le piu economiche del lotto, sui 10mila euro. Noto il principio di funzionamento, con un pannello elettrostatico per le frequenze dal medio basso in su, woofer per i bassi e sub attivo con emissione verso il pavimento per le frequenze piu gravi. Un suono completamente diverso, spaziosissimo se confrontato con le altre due sentite prima, ma meno materico e in qualche misura un po meno preciso.
Infine veniveno portate nella stanza le JBL Project 2 (ben oltre i 20 mila euro). Diffusori tra lhifi ed il professionale, tre vie con caricamento a tromba (woofer a parte) ed efficienza elevata. Degna davvero di nota sia la quantita che la qualita del suono: un basso veramente realistico, fermo e di dinamica infinita, spontaneita negli attacchi e coerenza su tutta la gamma anche nei pieni, diffusori capaci e fatti per suonare anche ben piu forte degli altri e si sentiva, ma senza apparentemente pagare in termini di raffinatezza.
E stato significativo che durante ed alla fine degli ascolti il giornalista abbia chiesto quale fosse il sistema preferito dai presenti e il risultato si sia rivelato ben spalmato sui 4 diversi diffusori (con una leggera preferenza per i JBL). Cio a significare, ad esempio, che i diversi ascoltatori si sarebbero portati a casa i diversi sistemi e che, mutatis mutandis, i quattro sistemi appaiono tutti progettati in modo davvero notevole...
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