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NUMERO 16



Palline, piedini, basette di Igor Zamberlan

 

Comincio subito a dire che questo articolo è "in corso": sarà aggiornato, più avanti, durante la vita di questo numero di Videohifi.com, con altri oggetti: il completamento della recensione dei piedini Magic Dream di Omicron, i Final Labs Daruma, la basetta Atacama Staticstage e un giretto sui sempiterni Vibrapod per vedere se la Staticstage ha qualche vantaggio, qualche svantaggio o se è semplicemente diversa dai Vibrapod con una basetta di multistrato sotto.

 

Mi dichiaro innocente

 

Non sono, non sono mai stato un tweaker.

Gioco coi cavi, mi ci diverto. Ho anche scritto un pezzo su uno stabilizzatore per meccaniche digitali, su queste pagine: funziona. Però i tweak di cui parla Francesco Bollorino nella sua Pulce mi hanno sempre lasciato perplesso.

Forse sono anch’io della scuola che pensa che, se un apparecchio suona, deve suonare anche messo sul pavimento, senza neanche metterlo in bolla (a parte giradischi e lettori digitali, ovviamente). Forse sono semplicemente il tipo di ascoltatore che, quando vuole sentire un disco, deve metterlo nel minor tempo possibile, senza preoccuparsi di spalmare il liquido magico, stendere il tappetino trascendentale, smagnetizzare il piedino, spargere l’acqua ionizzata, refrigerare il supporto. Lo metto, deve suonare. Se non suona, magari faccio qualche esperimento coi cavi, magari provo a vedere se l’ultimo cambiamento di apparecchio ha provocato un peggioramento tornando alla configurazione precedente, magari semplicemente mi adatto ad ascoltare così, per quel giorno, accusando mentalmente una pessima giornata mia, della rete elettrica o di uno degli umorali costosi giocattoli che mi tengo in casa.

Così i miei esperimenti con coni e piedini — a parte le ovvie punte sotto i diffusori — e con liquidi, mattoni, dischetti, "accordatori" sono ridotti quasi a zero. Peraltro, essendo un po’ ossessivo, avrei bisogno di tempi infiniti per cercare di trarre conclusioni definitive e passerei il tempo a capire se va un filino meglio la piastrina attaccata al centimetro sedici o al centimetro diciassette del pannello superiore del lettore CD, e magari anche perché.

Però ciò non mi ha impedito di cercare di comprendere lo stesso i principi secondo i quali una punta dovrebbe far cambiare il suono e come lo dovrebbe cambiare. Diciamo che la teoria del "diodo meccanico" mi convince molto poco, per usare un eufemismo. Né ho mai particolarmente trovato di mio gradimento ciò che fanno, a parte sotto diffusori e stand pesanti, situazione in cui svolgono egregiamente il loro mestiere.

Per fortuna, in questa prova non ci sono punte. C’è qualcosa che somiglia alle punte, ma è solo una determinata configurazione dei piedini Magic Dream di Omicron. Non da quelli comincerò, ma dall’accessorio sicuramente più efficace e dall’effetto più positivo di questa prima tornata.

 

Gingko Audio Mini Clouds

Tre basette quadrate, circa 7,5 centimetri di lato per 1,6 di spessore, in metacrilato nero, con una sede circolare scavata nel lato superiore. Tre palle di circa 4,5 centimetri di diametro, non morbidissime ma non rigide, che sembrano delle palle da squash ma non lo sono. E’ tutto, a parte i dodici micropiedi in gomma trasparente autoadesivi da un lato che devono essere incollati sotto le basette, quattro ciascuna, per fare in modo che siano stabili e non scivolino in giro. Devono essere messe sotto gli apparecchi, il carico ideale è di circa cinque chilogrammi per ciascuna palla, per cui i tre piedoni della confezione sono caricati in modo ottimale con un apparecchio da circa quindici chilogrammi. Funzionano, però, anche con carichi inferiori o un po’ superiori, saranno solo un po’ meno efficaci. Certo, se pensate di metterci sopra un finale da 50 Kg otterrete delle palline schiacciate; basta però usarne in numero sufficiente, tenendo in mente la regola della palla ogni cinque chilogrammi (50 Kg sarebbero 10 piedoni, magari diventa un po’ scomodo trovare lo spazio per metterle sotto l’apparecchio).

Ho messo le Mini Clouds sotto un insieme composto dal dCS Delius, dall’Apogee BigBen e dal Pioneer DV-668, il cui peso, insieme, dovrebbe essere di poco superiore ai 15 Kg. Ho piuttosto penato per trovare una posizione in cui la piramide fosse in bolla; alla fine, fra uno spostamento e l’altro, ce l’ho fatta. Non è banale, comunque.

Le Mini Clouds sono uno fra gli accessori più immediatamente efficaci che mi sia capitato di sentire. Sembrano estendere il basso di mezza ottava, il che non è ovviamente possibile; quello che fanno è rimuovere, nella porzione bassa dello spettro, code e slabbramenti di cui non ero nemmeno al corrente prima del loro utilizzo. L’azione di asportazione è di quelle da grande chirurgo, comunque: l’effetto non è scorticante, non è l’asciugatura che si potrebbe sospettare. Le armoniche vengono rispettate, senza semplificazioni.

Ho poi notato che questo rispetto armonico si estende all’intera gamma di frequenze, assieme all’effetto di pulizia dalle risonanze e dalle code. Non diminuisce il tempo di decadimento dei suoni, diventa anzi più percettibile, grazie a un maggior silenzio intertransiente.
La dinamica soggettiva aumenta, forse grazie al maggior microcontrasto che la pulizia sull’intera gamma riesce a dare, così come aumenta la leggibilità della scena acustica, l’aria complessiva del palcoscenico.

Non sono riuscito a trovare effetti negativi, se non con un preamplificatore cinese di cui vi parlerò a breve, i cui limiti venivano probabilmente esposti dalle Mini Clouds più di quanto voluto da chi l’ha progettato.

Consigliate? Potete scommetterci. Non sono particolarmente economiche, ma se hanno senso nell’economia generale del vostro impianto (se avete un lettore CD da 150 Euro, ovviamente, spendere quasi altrettanti soldi per dei piedoni non è un’idea brillantissima), provatele. Poi raccontatemi.


Gli strani accessori di Mauro Mauri, ovvero Omicron Magic Dream

 

La linea Magic Dream di Omicron Group è composta da una serie di piccoli dispositivi per l’ottimizzazione delle vibrazioni fabbricati perlopiù con il Delrin®.
Si tratta di una materia plastica dalle caratteristiche molto favorevoli all’impiego nella fabbricazione di piedini audio come quelli di Omicron. Sviluppato negli anni ’50 da DuPont come sostituto dei metalli non ferrosi, è un polimero non flessibile derivato per sintesi dalla formaldeide, all’inizio chiamato "pietra sintetica". E’ vero che oggi esistono materiali più sofisticati (e costosi) che presentano caratteristiche più avanzate sotto molto profili, tuttavia il Delrin® è resistente, dura molto a lungo, si consuma pochissimo e presenta un attrito molto basso. Si lavora, probabilmente, meglio dei metalli.

Per fare dei piedini basati sul principio del cuscinetto (due dischetti con delle emisfere scavate al centro con, in mezzo, una sferetta di metallo), le caratteristiche del Delrin® appaiono quasi ideali. Oltretutto, il materiale è molto più sordo di qualsiasi metallo, altra caratteristica desiderabile.

Ma dei piedini e del loro suono vi parlerò nel prosieguo di questo articolo, quando vi racconterò dei concettualmente simili Daruma di Final Labs, che sono in metallo. Per ora, basti dire che i piedini Magic Dream, utilizzato nella configurazione "a cuscinetto", con il massimo grado di libertà di movimento — non sono così semplici, aspettate il completamento dell’articolo per il resto…— sono efficaci sotto le elettroniche e sotto la mia sorgente digitale: espandono lievemente dinamica ed aria, aggiungono un certo senso di velocità, non aumentano la grana né la meccanicità del suono, se non confrontati direttamente con le Mini Clouds, rispetto alle quali sono armonicamente meno ricchi e, sicuramente, meno immediatamente percettibili nei loro effetti. Forse è proprio l’aumento dell’ariosità, comunque, il loro principale effetto.

Per ora, volevo raccontarvi degli altri accessori: lo stabilizzatore di risonanze, il sospendi-cavi, il risuonatore.

Lo stabilizzatore di vibrazioni è un disco di Delrin® di circa 10 centimetri di diametro, circa 2,5 di spessore e che pesa intorno ai 350 grammi. Va posto sopra le elettroniche, in particolare nella zona dell’alimentazione, o sotto gli alimentatori separati degli apparecchi o le ciabatte. Sul lato inferiore sono ricavati tre alloggiamenti, nei quali entrano le sferette, debitamente appoggiate sopra tre dischetti Magic Dream. Sopra ci sono altri tre alloggiamenti, in modo da poter impilare più stabilizzatori uno sull’altro, separati dalle solite sferette.

E’ efficace? In quanto tale, l’ho provato in particolare sotto l’alimentazione separata del preamplificatore cinese di cui parlavo sopra. Sembra ripulire la gamma bassa, alzare la scena e diminuire la grana, con un senso di aumento del volume. Non è uno di quegli effetti per cui ci si strappino i capelli, almeno con l’apparecchio con cu ho eseguito la prova; la differenza, tuttavia, c’è. Non me la so spiegare, ma c’è.

Il sospendi-cavi e’ ricavato dallo stabilizzatore. Oltre agli alloggiamenti per le sferette, sullo stabilizzatore c’è un foro passante filettato. Su questo si avvitano delle barre, stavolta in metallo, che hanno in alto un alloggiamento per far passare dei cavi, serrabili con un "tappo" anch’esso in Delrin®.

La maggiore efficacia di questo dispositivo sembra essere come sospendi-cavi di alimentazione, in collaborazione con lo stabilizzatore sotto la ciabatta o sotto l’alimentatore. L’effetto è nello stesso verso di quello ottenuto con lo stabilizzatore. E’ più sfumato, si sente solo se è tutto a posto nel resto dell’impianto, ma c’è. Certo, non vorrei trovarmi a dover dire, alla cieca, se in questo momento il cavo di alimentazione è sospeso o meno, ma in un confronto A/B ho sentito delle differenze.

L’oggetto che mi pare più discutibile è il risonatore. Si tratta di un tortiglione in Delrin® che va avvitato sopra lo stabilizzatore (ovviamente al posto dell’inserto sospendi-cavi).
Secondo la teoria, dovrebbe agire, di concerto con il sistema a cuscinetto sotto, da dissipatore delle risonanze ambientali. Non sono molto propenso a credere a questa teoria, dato che le dimensioni del sistema e le frequenze su cui può essere efficace mi sembrano troppo ridotte perché un effetto simile sia significativo. Voglio dire, si dovrebbe sentire una differenza nel suono dell’impianto, a questo punto, anche per la presenza o l’assenza di un bicchiere di vetro o di cristallo nella sala d’ascolto o per il braccialetto che magari indossate…

Ciò che vi posso dire è che ho provato lo stabilizzatore con il risonatore sopra il mio finale, sul trasformatore di alimentazione; ne ho anche messi due sopra i trasformatori d’uscita. L’effetto probabilmente c’è: un lievissimo senso di maggior fluidità. Però non ne sono sicuro.

Dove ho sentito un effetto certo è sopra le Voce Divina Soprano, l’ultimo diffusore dal "tetto piatto" che abbia avuto in casa. Non ho gradito, mi è parso che la scena si riducesse nel senso della profondità e che il suono si irrigidisse un pochino. C’era forse un filo di pulizia in più, ma il suono perdeva un po’ di fascino.

Però quest’ultima osservazione fa capire che, comunque, un effetto l’ho sentito. Che non mi sia piaciuto coi diffusori Voce Divina non significa che, in altri contesti e con altri diffusori, l’effetto non sia più positivo.

Scopro ora che avrei dovuto provare lo stabilizzatore anche senza il risonatore. Beh, vi farò sapere alla ripresa di questo articolo, quando proseguirò con i Daruma a confronto con i piedini Magic Dream, con la StaticStage e coi Vibrapod.

Un accenno preliminare, tuttavia, sui Daruma, tanto per facilitarmi il compito quando riprenderò. Come dicevo sopra, si tratta di piedini dalla costruzione simile a quella dei Magic Dream di Omicron; i Daruma sono sul mercato da qualche tempo in più, tuttavia. Il materiale con cui sono costruite le due basi di appoggio è diverso, qui si tratta di alluminio. Devo dire che il prezzo è, in qualche modo, inferiore a quanto mi aspettavo, visto che si tratta di "Japanese esoterica" e vista la qualità di costruzione. Il Capo (Bebo) mi riferisce che, sotto le Martin Logan che sta usando attualmente, hanno avuto un effetto splendido: sono riusciti ad aumentare il controllo del basso, migliorando la qualità sonora complessiva, senza alcuno svantaggio su dolcezza e godibilità e senza alcuna metallizzazione timbrica. Sì, credo che mi divertirò a parlarvene.

Continua…


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