 |
Aurum Cantus Veris di Marco Caponera

Inizio questa recensione di gruppo con le dovute
scuse nei confronti del responsabile della distribuzione DP Trade:
Paolo Brusio persona deliziosa e soprattutto molto paziente, che ci
ha lasciato i diffusori Aurum Cantus per un tempo inusualmente lungo,
a causa di un nostro problema di laboratorio.
Oggetto di questa prova sono tre coppie di
diffusori molto simili fra loro perché contraddistinti
inequivocabilmente dalla tecnologia a nastro del tweeter che ne
definisce il look e, come scopriremo nellascolto, il suono. Due
modelli sono pressoché identici sia esteticamente che per i
componenti utilizzati, fatta eccezione per il filtro crossover,
parzialmente rivisto nella versione più aggiornata, denominata
SE. Il terzo modello è una versione del Veris più
economica, con una flangia degli altoparlanti di forma tonda
anziché rettangolare.
Mobile, costruzione e componenti
 I diffusori della Aurum
Cantus vengono prodotti materialmente in Cina ma le caratteristiche
del mobile, gli altoparlanti e il filtro crossover vengono progettati
direttamente alla DP Trade, in Italia. Ciò per beneficiare dei
ben noti vantaggi economici della produzione orientale, senza perdere
molto da un punto di vista qualitativo e nella raffinatezza delle
scelte progettuali, tipica della tradizione hi-fi italiana. Il
risultato è un diffusore dal design non innovativo ma
ottimamente rispondente alle esigenze hi-fi.
Non ci troviamo di fronte il solito parallelepipedo (fatta eccezione
per la versione più economica) di MDF con una coppia di
altoparlanti sul frontale a indicarne la destinazione duso
audiofila, al contrario molte scelte progettuali hanno concretamente
dato frutti in sede di ascolto.
Anzitutto il mobile, molto pesante, è
sì in MDF ma dallo spessore doppio sul frontale, dove
alloggiano gli altoparlanti e con setti di rinforzo per aumentarne
ulteriormente la solidità; il tutto rifinito con una bella
laccatura nera o con pannelli laterali color legno per spezzare il
disegno e rendere il mobile più attraente.
Il sistema di caricamento della gamma bassa
è per tutti e tre i modelli il bass reflex, ma con condotto di
accordo posteriore a tubo per i due modelli più costosi e
lamellare sul pannello anteriore per il modello più economico.
I morsetti di collegamento non accettano bi-wiring
ma sono molto massicci e accettano tutti i tipi di terminazione. Il
filtro crossover è piuttosto elaborato, la componentistica
è di ottima qualità. La disamina approfondita delle
scelte progettuali la trovate nella analisi tecnica della prova, per
quanto mi riguarda vado direttamente a illustrarvi le caratteristiche
sonore del nostro tris di diffusori.
Il suono
Limpianto che ho utilizzato per la prova
dascolto è molto vario:
sorgente analogica: giradischi Pro-ject 2.9
wood con testina Clearaudio Aurum Classics Wood; sorgenti
digitali: Pioneer DV-868AVi, e Philips DVD 963SA;
amplificazione valvolare composta da un pre Sonus Faber Prius
e da un finale Shelter 409-2; amplificazione a stato solido:
Vincent & Tac SV-233, finale Am Audio A50 mkII e ampli
multicanale Arcam AVR300; diffusori: Sonus Faber Concertino
Home e Luxuraudio Connubium I; cavi HiDiamond di
alimentazione, segnale e potenza, Megaride Audio di segnale, Decware
di segnale e Van Den Hul di potenza.
La prova di ascolto, protratta per lungo tempo,
è stata realizzata in ambienti di differenti dimensioni: uno
di media-piccola cubatura (15 metri cubi) e uno di maggiori
dimensioni (30 metri cubi).
Veris:
 Iniziamo dal primo modello introdotto da DP Trade nel
mercato italiano circa due anni fa, nella versione a noi spedita con
i pannelli laterali color legno e non più in produzione.
Così come anche nelle sorelle, è il
tweeter a comandare buona parte delle prerogative sonore del
diffusore: infatti vengono subito fuori velocità, trasparenza
in gamma medio alta e alta, con una dinamica molto, molto, buona in
questa fascia di frequenze. Ascoltando musica jazz vengono fuori
molto bene fiati, batteria e voci femminili. La scena è ben
dimensionata, giustamente profonda, non muore al centro, ma mostra un
buona presenza della zona attorno ai diffusori, mai direttamente
identificabili. Qualche piccolo accenno di nasalità compare
intorno alla zona delle voci maschili e qualche difetto di
articolazione viene fuori concentrando lattenzione sul registro
medio-basso e basso, con questultimo più aggressivo.
Ciò porta il diffusore a perdere di precisione e a mancare di
punch, specie con incisioni di stile rock. La gamma alta ben
controllata, e questo piccolo difetto nella riproduzione della gamma
bassa, ne consigliano luso con amplificazioni a stato solido
grintose ma timbricamente corrette. Debbo dire in sintesi che mi
piace molto il fatto che il diffusore mostri immediatamente le
differenze qualitative e timbriche delle elettroniche a monte, segno di
un timbro e di un piglio neutro e trasparente.
Veris versione SE:
 Lo stesso diffusore è stato realizzato da DP
Trade in una nuova versione, attualmente a listino. Lunica
differenza rispetto al modello precedente è rappresentata dal
filtro crossover, modificato per rendere il carico più
semplice da pilotare, per rendere più omogeneo lincrocio
degli altoparlanti e per risolvere i piccoli difetti presenti in
gamma medio bassa e bassa.
Debbo dire che il risultato è stato
perfettamente centrato, poiché la gamma bassa, benché
ancora con una predominante nellestremo inferiore, ha
guadagnato in articolazione e dettaglio, conferendo anche alla gamma
media maggiore precisione e dettaglio, facendo al contempo perdere la
nasalità riscontrata nel modello precedente. La dinamica
rimane sui livelli medi raggiunti dal modello precedente, così
come la scena sonora e limmagine che rimangono precise, ben
dimensionate e con una buona focalizzazione degli strumenti nello
stage. Lestremo alto non ha risentito più di tanto della
modifica al filtro.
Veris MkIII
 In verità
nellattuale listino DP Trade questo modello è denominato
Veris, non esistendo più il primo modello (di cui vi ho
parlato come riferimento storico e indice dellevoluzione che
questo progetto ha subito in termini positivi). Quindi più che
di una terza versione dello stesso diffusore dobbiamo parlare di un
modello differente sia nella foggia estetica, che nel filtro
crossover e infine nelle peculiarità sonore.
Gli altoparlanti sono montati su flangie di forma
circolare, laccordo è anteriore e il mobile è in
finitura color legno e a forma di parallelepipedo regolare, quindi
possiamo aspettarci prestazioni molto differenti dai fratelli
maggiori
e infatti così è! Questo è il
modello più economico del terzetto ma ha suscitato in me
lapprezzamento maggiore in virtù della sobria finitura
estetica e dellottimo rapporto qualità/prezzo che riesce
ad esprimere.
Il suono è più asciutto, meno esteso
in gamma bassa, ma con un medio-basso più preciso, meglio
articolato e neutro. La gamma media è meno luminosa ma
anchessa molto neutra, le differenze si assottigliano in gamma
medio-alta e alta dove forse noto un filo di estensione in meno, che
rende però lequilibrio generale più morbido e
riposante. La scena sonora rimane di buone dimensioni, anche
limmagine è ottimamente a fuoco. Il livello del
dettaglio non è altissimo, ma siamo su valori superiori alla
fascia di prezzo del Veris e comunque di poco inferiori alla versione
SE. Tutte caratteristiche difficili da trovare in un solo diffusore,
specie se di questo costo.
Conclusioni
Tutti e tre modelli esaminati hanno espresso al
meglio le loro caratteristiche con amplificazione a stato solido di
buona potenza, la sensibilità non è bassa ma per
spingere al meglio questi diffusori i muscoli ci vogliono. Banditi
dobbligo valvolari di bassa potenza. Invece, dal punto di vista
della sorgente trovo che gli Aurum Cactus prediligano
lanalogico, anche se si sono potuti esprimere egregiamente
anche con materiale SACD.
In sintesi ci troviamo di fronte a una famiglia di
diffusori completata dal modello da pavimento Aestatis
in grado di competere su tutti i fronti con più
blasonati produttori "occidentali", che spesso celano
oggetti prodotti in oriente ma marcati altrove. In questo caso con
estrema onestà intellettuale alla DP Trade non fanno mistero
della provenienza dei prodotti da loro progettati e distribuiti e i
risultati sono ottimi direi, con un risparmio effettivo che ricade in
buona parte sullutente finale.
Personalmente non credo alla propaganda mediatica
che di questi tempi vede nelloccidente il "gigante
buono" che subisce i danni - che con presunta
"cattiveria" - i cinesi stanno portando alleconomia
internazionale. Per uscire da questa crisi auspico lavvento di
una concorrenza "reale" che metta lutente finale
nella condizione di sapere esattamente con che materiali e dove
vengono prodotti gli apparecchi e che quindi gli permetta di
scegliere di conseguenza. Questo potrebbe restituire forza e
dignità alle produzioni nazionali, non si potrà certo
continuare a lungo con questa propaganda diffamatoria e con queste
teorie del complotto ovunque!
Aurum Cantus Veris
Prezzo: 1200 euro
Aurum Cantus Veris SE
prezzo: 1750 euro
Distribuito da DP Trade
Torino via Caboto 51
tel.: 011501039
info@dptrade.it
www.dptrade.it |  |