TBI Magellan VIII su & TBI MAJESTIC DIAMOND: due campioni del rapporto qualità/prezzo? di Francesco Bollorino
La cittadina di Marietta si trova nella Contea di Cobb a nord di Atlanta in Geogia, US.
E' famosa per il suo Museo di Via col Vento che fu girato nel 1939 da queste parti e per un'epica e sanguinosa battaglia nell'estate del 1864 che, nella guerra di Secessione, dopo un mese di duri scontri aprì all'esercito dell'Unione le porte per l'attacco alla Capitale. I confederati resistettero strenuamente e abilmente alle preponderanti forze unioniste comandate dal Generale Sherman, è noto infatti che i migliori comandanti in campo fossero, con Lee in testa, schierati dalla parte dei secessionisti: non sempre le cause peggiori sono supportate dai peggiori attori
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La città venne poi messa a ferro e a fuoco da Hugh Kirkpatrick, il "Merchant of Terror" di Sherman come in seguito sarebbe accaduto tra stragi e violenze inaudite ad Atlanta dopo la sua presa nel settembre di quell'anno.
A Marietta ha sede la TBI (Thorough Bass Inc) di Jan Plummer da qualche anno salito agli onori della stampa hi-end d'oltre oceano per i suoi rivoluzionari subwoofers.
Ho sempre avuto la passione per i Sub: li inseriti spesso nei miei impianti e da ultimo ho convissuto per molti anni con il Gravis, prima serie, della Sonus Faber, un passivo mono di grande qualità estetica, sembrava un tavolino fatto da un ebanista, e dall'indubbie qualità sonore e di altrettanto grande affetto "WAF", elemento notoriamente non di poco conto
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Avendo trovato un appassionato di vintage italo-rumeno che me lo ha acquistato, ho deciso di investire la somma nel rinnovo, tecnologicamente al passo con i tempi, della sezione Sub del mio impianto principale e vagando per la rete alla ricerca della soluzione più acconcia mi sono imbattuto nella TBI, ho letto diverse prove lusinghiere e ho deciso di effettuare l'acquisto, sperando di azzecarla "al buio" come mi era accaduto per il Pre Passivo Sonic Euphoria.
Per altro sulla carta i SUB proposti dalla TBI rispondevano alle mie esigenze di base: erano passivi (sono personalmente convinto della superiorità di questa soluzione che consente una maggiore, volendo, varietà di soluzioni di architettura, rispetto ai Sub amplificati che obiettivamente vanno oggi per la maggiore) e poco invadenti dal punto di vista ambientale, memore di precedenti esperienze ho cosi' deciso di acquistarne una coppia del modello più performante il MAGELLAN VIII, unitamente ad una coppia dei piccoli finali dedicati TBI 200 da 150 Watt cadauno, dotati internamente di un cross-over regolabile tra 50 e 150 Hz, oltre che del controllo di volume e di fase, utilizzati in questa configurazione come mono per ognuno dei due Magellan.
Jan Plummer ha brevettato una tecnologia chiamata ETL™ proverò a spiegarla usando le informazioni che Jan mi ha fatto avere in aggiunta a quanto è pubblicato sul suo sito: la soluzione per risolvere la miriade di problemi connessi alla realizzazione di un diffusore è di deviare dalla metodica Thiele/Small per la loro costruzione. I parametri T/S primariamente governano la riproduzione delle basse frequenze, nessuno ha indirizzato l'attenzione sulla struttura della cassa e come essa di relazione con le altre frequenze della banda audio, c'e' chi afferma che aparte i drivers per i bassi gli altri altoparlanti lavorerebbero al meglio nell'aria libera. Gli studi di Plummer dicono che l'onda posteriore può essere manipolata in maniera migliore rispetto all'aria libera o all'assorbimento totale delle frequenze come accade nei diffusori tradizionali.
La TBI produce casse con altoparlanti di dimensioni più piccole rispetto alla concorrenza ma estremamente "veloci" sia che si tratti di casse full range sia che si tratti di subwoofers. Il principio su cui si basa la loro tecnologia proprietaria è quello di applicare una pressione costante ad un singolo altoparlante full range all'interno di una cassa senza un definito volume dinamico con un sistema che si avvicina senza esserlo ad una linea di trasmissione, connesso strettamente con il segnale elettrico che giunge al cono e ne determina istantaneamente la posizione: questo sistema riduce l'influenza delle risonanze interne e dell'ambiente di ascolto.
Il risultato di tale tecnologia è ciò che mi è arrivato a casa: due parallelepipedi neri, completamente sigillati, i drivers, uno per cassa, delle dimensioni di solo 8 pollici per un'efficienza di 90 db e una risposta dichiarata tra 15 e 100 hz (-3db), non si vedono, unica apertura verso l'esterno il tubo di raccordo del sistema reflex, delle dimensioni all'incirca di un Tower PC dotati di punte coniche per l'appoggio a terra.
Per il posizionamento ho seguito le istruzioni: ho posto i due sub tra le mie QUAD 988 affiancati, leggermente arretrati rispetto alle elettrostatiche e distanti dal muro una cinquantina di centimetri, per il collegamento ai finali ho usato una coppia di ATLAS Hyper memore dell'ottima performance di cavi di John Carrick nella regione bassa dello spettro sonoro, il segnale ai finali dedicati arrivava tramite un adattatore a Y che consentiva l'invio del segnale full-range senza interposizione alcuna di crossover agli OTL che alimentano la fame di corrente delle QUAD.
Come deve suonare un subwoofer?
Inserito in un impianto dovrebbe restituire con corenza la gamma bassa, "scendere" come si dice in gergo con autorevolezza e frenatura adeguate, regolata alla bisogna la sua emessione dovrebbe "sparire" senza che il suo intervento diventi avvertibile se non quando "serve"; per altro nella mia esperienza un inserimento ottimale di un sub in impianti che beneficino realmente di tale aggiunta comporta miglioramenti su tutto lo spettro audio e alla resa globale in termini di immagine dell'impianto, anche in situazioni sonore in cui "apparentemente" il sub non dovrebbe per le frequenze in gioco intervenire, in particolare ho sempre notato un drastico, a volte, miglioramento delle voci quasi che si trattasse, e probabilmente è cosi', di armoniche che altrimenti andrebbero perse: un po' come accade per i supertweeters che spesso hanno un effetto similare ancorchè ristretto alle frequenze alte.
Come suonano i Magellan?
 Premesso che, dopo aver verificato le due soluzioni, le mie impressioni si riferisono ad una configurazione stereo con i due sub che agiscono senza alcuna sommazione di segnale, situazione di gran lunga preferibile nell'audio a due canali all'uso del subwoofer unico, a dimostrazione del fatto che non sia vero che le frequenze più basse non sono direzionali debbo dire che le casse di Jan Plummer fanno ESATTAMENTE ciò che dovrebbero fare i subwoofer e lo fanno in maniera assolutamente egregia: disco dopo disco ho avuto modo, avendo trovato abbastanza facilmente il giusto punto di incrocio con le QUAD a circa 70 hz e il giusto volume di ascolto, di apprezzare il loro intervento.
Rispetto al Gravis, vado a memoria ma ho perfettamente in mente il suo suono, i Magellan appaiono immediatamente più precisi nella resa dei bassi profondi e soprattutto estremamente più veloci, mostrandosi così partner ideali per le QUAD 988; la resa dei registri più bassi dell'organo è magistrale, granitica, concreta, senza essere invadente e senza alcun accenno di effetti "boom" o di presenza di "code" fastidiose ed innaturali.
Non si tratta di oggetti spettacolari ma di oggetti altamente musicali, raffinati direi quanto basta per essere validi compagni delle raffinatissime QUAD.
Il loro inserimento migliora in termini di altezza e profondità la scena acustica, come accennavo più sopra, le voci specie quelle femminili acquistano più corpo, gli attacchi delle batteria sono perfetti, le pelli sono lì, tridimensionali e perfettamente inserite nella scena acustica virtuale, le corde del contrabbasso acquisiscono una matericità, una presenza prima solo parzialmente restituita dalle elettrostatiche da sole.
La parola chiave per riassumere il suono dei Magellan è "equilibrio": non sono oggetti volti a stupire l'uditorio, probabilmente non raggiungono i 12 hz, ma i 20hz ci sono di sicuro e il loro apporto per esempio nei pieni orchestrali è perfetto in termini di timbrica e di articolazione del messaggio sonoro complesso con una interazione con le QUAD che definirei e mi pare il modo migliore di definirla, con una parola sola: naturalezza.
Credo di poter tranquillamente affermare che i Magellan VIIIsu sono i migliori Subwoofer che mi sia capitato di ascoltare e tra mostre, negozi ed amici oltre che nell'uso casalingo mi sono fatto in questi anni una certa esperienza "nel ramo", certamente nello loro fascia di prezzo non hanno rivali.
Il sistema che ho installato in casa mia costa in tutto 3.300 dollari franco Marietta a cui vanno aggiunte le consuete spese di trasporto e nazionalizzazione, diciamo che, in tutto, con circa 3000 - 3200 Euro ci si può portare a casa il sistema costituito da due Sub e due amplificatori-crossover dedicati, non è una piccola cifra ma credo sinceramente che sia molto difficile trovare qualcosa di migliore se non salendo e di molto nella scala economica di acquisto.
Va per altro detto che, dalle mie rilevazioni di ascolto, anche un unico subwoofer usato con il suo amplificatore dedicato che somma internamente i due canali ha una resa più che adeguata ed il costo in questo caso si dimezza rendendo l'acquisto molto più competitivo in termini assoluti.
La soluzione stereo è da me preferita, ma può, onestamente, essere vista come un upgrade da effettuare anche in un secondo tempo visto che le differenze, che ci sono, non sono tali da rendere "necessario" l'acquisto di una seconda unità ma solo "molto consigliabile" per ottenere il massimo risultato possibile in impianti di riferimento, per altro un raffronto in termini di costi in questo caso andrebbe sempre fatto ipotizzando una alternativa sempre costituita da due unità di altra marca.
Per gli amanti dei subwoofer amplificati esiste una versione amplificata di questo modello ed una, sempre amplificata, con un taglio più alto dell'intervento del sub, non ho avuto modo di provare i Magellan in un sistema home-video a cinque canali, ma sono dell'avviso che possano essere egregiamente utilizzati in tale veste se il loro acquirente ricerca non l'effetto per l'effetto ma una resa sonora coerente con una impostazione hifi.
Perfetti compagni delle Quad 988 con cui vanno a costituire un sistema di riferimento assoluto che trae dal loro inserimento un giovamento marcato nell'ascolto sotto tutti i parametri di valutazione, i Magellan sono altamente raccomandati, meritano un acquisto, non solo un ascolto.
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Nel momento in cui ho segnalato a Jan Plummer l'esito positivo delle mie rilevazioni sul suono dei suoi Sub e l'intenzione di pubblicare una recensione sulla rivista egli mi ha proposto di provare le sue nuove minicasse le Majestic Diamonds reduci da una "disavventura giornalistica" su 6 Moons, la rivista on line diretta da Srajan Ebaen, poi "rimediata" da un successivo follow-up.
 Raccomandandosi di seguire con precisione le istruzioni incluse alle casse Jan ha effettuato uan spedizione espresso e in capo a pochi giorni ho avuto a disposizione in casa le Diamonds in tempo per inserire la loro recensione in questo articolo dedicato ai prodotti TBI.
Le Majestic Diamonds vendute a 200 $ la coppia, si presentano come dei cubotti di dimensioni mignon (11,5 cm X 11,5 cm X 14 cm) , monovia con un piccolo woofer accordato in reflex: sono le più piccole casse che mi sia capitato di ascoltare se escludiamo le due semisfere accoppiate al mio iMac.
Hanno un'impedenza di 8 ohms una sensibilità di 87 db e una risposta in frequenza dichiarata da 80 Hz a 18.000 Hz 6 db.
Benché sia possibile usarle anche su stands seguendo le istruzioni le ho poste in libreria ad una settantina di centimetri da terra, essendo questa la soluzione migliore per l'ascolto.
Il depliant poi indica come TASSATIVA la presenza della griglia anteriore che è parte essenziale della resa sonora, le casse arrivano dotate di due tappi in gomma che dovrebbero essere usati, per chiudere il piccolo tubo di raccordo reflex presente sul frontale, quando l'ascolto delle DIAMONDS avviene senza la interposizione di un crossoover ovvero come casse full range, ho provato questa soluzione, avendole sempre usate in questa maniera, ma ho verificato che l'inserimento del tappo degrada in maniera marcata il suono che appare soprattutto più chiuso ed ovattato per cui le risultanze di ascolto che seguono riguardano solo il set up standard senza i tappi ( per altro nelle istruzioni è chiaramente detto che le casse suonano "meglio" così) senza notare problema alcuno di tenuta in potenza come indicato nel manualetto.
Ho inserito le Diamonds nei miei impianti casalinghi al posto delle QUAD 988 e delle Triangle CELIUS 202, amplificate rispettivamente dai miei OTL e da uno dei due MF XA-50 normalmente usati per biamplificare passivamente le francesi, come fonti l'accoppiata LECTOR Digidrive/Digicode e il Rotel 971 modificato da Fabio Camorani, in entrambi i casi il Pre era il "solito" Sonic Euphoria passivo, come cavi di collegamento alle casse ho utilizzato i cavi Quad normalmente in uso nell'impianto principale per le elettrostatiche e due "vere gomene" prodotte dalla americana Luminous Cable i SYNCHESTRA SIGNATURE ed ecco le mie rilevazioni all'ascolto sia come uniche casse in funzione sia in accoppiata con i Sub Magellan.
Fin dalle prime note di ascolto la caratteristica che salta immediatamente all'orecchio, mi verrebbe voglia di dire alla "vista virtuale" è la profondità di campo del soundstage, veramente da primato e perfettamente coerente in termini dimensionali: discetto dopo dischetto questa sensazione viene costantemente confermata i piani sonori sono perfettamente riprodotti e si apprezza per esempio nel coro tratto dalla colonna sonora di "Fratello Sole, Sorella Luna" di Ritz Ortolani ("The genius of Ritz Ortolani", BMG 2004) il corretto posizionamento dei due cori il maschile più indietro e le voci bianche più in avanti rispetto all'ascoltatore, così come "istruttivo" e rivelatore delle capacità delle Diamonds di riprodurre una scena acustica ampia e profonda è l'ascolto del bellissimo CD "Dorian Sampler Vol.II" dell'ormai, purtroppo, defunta raffinata etichetta americana .
Le Diamond sono casse "gentili" che si accoppiano molto bene ai miei valvolari che mi paiono il tipo di amplificazione che meglio si interfaccia, sul velluto di una resa molto naturale, con le TBI, non si nota alcuna fatica di ascolto, nessuna asprezza che compare solo ed unicamente se viene richiesto loro in termini energetici, con l'amplificazione a stato solido Musical Fidelity, ciò che non possono dare.
Associate ai subwoofer che compensano l'evidente ma non fastidiosa limitazione sulle basse frequenze il suono è coerente ed articolato, le Diamonds eccellono soprattutto nella resa della musica da camera: la tromba di Ludwig Guttler ( CD Capriccio Digital 1985) nel Concerto in re maggiore di Greog Telemann (che altro non è che la "Canzone dell'amore perduto " di De Andrè) è perfetta, scolpita al centro della scena e gli archi sono resi con grande finezza e naturalezza.
Passando al Jazz il bellissimo CD "The life of a trio: saturday" di Bley, Giuffre e Swallow (Universal 2001) ascoltato con le piccoline non fa rimpiangere le QUAD certo, le TBI non hanno la precisione radiografante delle inglesi ma offrono una performance inaspettata se si considera il differenziale di prezzo: il piano di Bley è molto realistico, l'assolo di contrabbasso di Swallow ( traccia 9) è reso alla perfezione con una ambienza veramente notevole, specie e c'era da immaginarselo se ascoltato in associazione ai Sub.
Persino la musica rock fa la sua buona figura, certo non ci troviamo davanti a casse velocissime o aggressive ma i transienti lungi dall'essere da Formula 1 vengono riprodotti con coerenza e persino le incisioni più "monitor" che normalmente proiettano molto in avanti le voci acquistano una profondità di campo rimarchevole.
 Passando alle voci, Gino Paoli e Cecilia Chailly ( CD "Faber Amico Fragile" BMG 2003) hanno una consistenza materica e l'aria attorno, l'ambienza del Carlo Felice di Genova dove è stata effettuata la registrazione live sono riprodotte in maniera entusiasmante, in particolare la voce sottile e molto acuta della Chailly si avvicina alla resa con le Quad e credo di non dire poco
..a conferma delle ottime prestazioni dei cubotti in gamma media.
Il leggero roll-off sulle alte non influenza la resa degli acuti , ci troviamo di fronte ad una cassa morbida, ma precisa, che consente di valutare le differenze tra le incisioni e tra le elettroniche a cui è associata, un oggetto dichiaratamente hifi: una performance inaspettata se consideriamo che tutto parte da un minuscolo wooferino monovia.
Associate ai Magellan offrono una prestazione di alto rilievo, da sole mostrano limiti solo nella resa delle frequenze più basse, ma "fin dove arrivano" arrivano in maniera molto valida con un basso presente e frenato senza sbavature o incertezze, attenzione, come indicato più sopra, va solo posta all'amplificazione da accoppiare alle Diamonds: essa non deve essere troppo potente, pena un certo indurimento della resa generale, l'ideale credo possa essere un valvolari che ne asseconda perfettamente la vocazione di gentile compagna di ascolti, non spaccatimpani ma deliziosi.
Confortato da queste performances ho deciso di effettuare un ulteriore esperimento: mio figlio Andrej da tempo, visti i miei smanettamenti con gli impianti di casa mi chiedeva di poter disporre di un impianto in camera sua per l'ascolto della sua "inascoltabile" musica preferita e per i suoi amati MP3.
L'impiato in cui ho inserito le Diamonds, poste ai lati del monitor del PC di mio figlio leggermente sollevate rispetto al piano della scrivania per porle ad altezza di orecchio, utilizzando due scatole da orologio in plastica riempite di sabbia come stando, era costituito da un CDP portatile AIWA e dal "mitico" T-amp collegato all'AIWA con un cavo stereo a terminazione minijack.
Nella mia prova di ascolto del T-amp pubblicata nello scorso numero di VIDEOHIFI segnalavo come l'inserimento del TADDEO DIGITAL ANTIDOTE a valle dell'uscita del CDP avesse migliorato nettamente il suono del T-amp, ebbene la stessa cosa è accaduta in questa configurazione: le piccole Diamonds sembrano essere le compagne ideali dello "scatolotto dei miracoli" e, insieme, vanno a costituire un sistema di grande interesse dal punto di vista della resa sonora complessiva. La morbidezza delle TBI compensa la ruvida aggressività del suono dell'amplificatore in classe D che tanto mi aveva infastidito nella mia precedente prova, la loro resa nella riproduzione di un sound stage profondo consente di apprezzare una scena acustica finalmente realistica, rispetto agli ascolti fatti come accade spesso ai nostri ragazzi con gli altoparlanti del monitor siamo veramente in altro pianeta e stiamo parlando di una configurazione "budget" che secondo me corrisponde all'uso per il quale il T-amp era stato pensato.
 Per altro va riconosciuta all'amplificazione della Sonic Impact la capacità di far suonare "forte" e senza sbavature le non eccessivamente efficienti casse americane: non siamo di fronte ad un impianto "ammazza giganti" ma siamo di fronte ad una resa molto dignitosa ad un costo complessivo veramente modesto, se poi pensiamo al fatto che il T-amp funziona anche a pile come il CDP e che l'insieme casse amplificatore e CDP sono facilmente trasportabili, ecco che forse abbiamo trovato il miglior "compatto" da gita fuori porta presente oggi sul mercato.
Ma a questo punto più che il mio parere credo sia interessante ascoltare il parere di Andrej e Dimitri (17 e 16 anni rispettivamente) arruolati sul campo per un giudizio dal loro punto di vista e dal lato della loro musica preferita:
"La casse hanno un aspetto essenziale, semplice e compatto, comode da posizionare praticamente ovunque. Ma non facciamoci ingannare dalle dimensioni, potrebbero sembrarci ridotte: infatti dentro alle Diamonds, pilotate dal piccolo T-amp che abbiamo scoperto oggi, si cela una potenza sonora decisamente più elevata di quelle inserite nel monitor del PC che normalmente usavamo, accompagnata da una precisione e chiarezza notevoli. Un altro vantaggio rispetto alla casse del computer è infatti che sono separate dal PC stesso e quindi posizionabili in maniera ottimale. Da un semplice confronto tra le due soluzioni emerge una netta superiorità delle TBI: in primo luogo il suono è più nitido e pulito, infatti alzando i bassi in alcune canzoni che ne sono particolarmente ricche, le casse del computer riproducono un suono leggermente distorto, mentre le Diamonds reggono anche l'alto contenuto di bassi senza che si notino distorsioni e/o difetti"
 Credo di poter definire le Majestic Diamonds i Rocky Balboa delle casse acustiche, sono campioni coraggiosi che osano affrontare con coraggio e con freccie nella faretra confronti con casse molto più impegnative economicamente e notoriamente e indubbiamente ben suonanti: come Rocky le prendono certo
ma fanno pure loro male nel confronto e stiamo parlando di casse che costano rispettivamente 10 volte e 30 volte di più. Hanno è questo secondo me il loro maggior pregio una impostazione decisamente audiophile e se qualcosa si paga in termini di estremi della banda bassa per altro dichiarati in specifica, la naturalezza del loro medio e la loro capacità di riprodurre realisticamente il sound stage specie con la musica da camera ed il jazz è assolutamente straordinaria.
Ma la vera rivelazione è il loro impiego in impianti di apparente basso lignaggio: le Diamonds sembrano "nate" per essere usate in piccoli ambienti amplificate dal "mitico" T-amp in una sinergia, che poi è la vera chiave di volta per ogni buon impianto hifi veramente notevole e con risultati che mi portano a consigliare a tutti i possessori di T-amp un'esperienza del genere: non rimarranno delusi.
Facilmente inseribili nell'ambiente, con un suono delicato e raffinato le TBI Majestic Diamonds possono costituire una scelta vincente specie in associazione con "almeno" un Magellan VIIIsu, per rappresentare il front end di un impianto di un certo livello ad un costo complessivo accettabile, da sole le trovo straordinarie per un uso in un secondo impianto a cui possono donare quel tocco di audiophile che non guasta mai anche in soluzioni a budget più limitato; non ho avuto modo di provarle in tale situazione ma credo, per le ragioni sopraddette, che 5 Diamonds e un Magellan potrebbero andare a costituire un'ottima alternativa per un impianto di home-theatre in cui si volesse privilegiare la qualità alla spettacolarità fine a se stessa.
Come soluzione per sonorizzare al meglio l'MP3 way of life dei nostri ragazzi o per ascoltare le molte radio di ottima qualità fruibili tramite il nostro PC e la rete (la banda larga fa miracoli
.) che meritano certamente di più del suono degli altoparlanti dei nostri monitor o delle casse spesso offerte al momento dell'acquisto, in associazione con il T-amp è una scoperta di assoluto rilievo, che non posso non invitarvi caldamente a fare, 200 $ non sono un niente ma il vero buon suono ha sempre un prezzo e quello da pagare per le Diamonds mi pare veramente onesto visti i risultati ottenibili.
La TBI di Marietta, Geogia è una piccola realtà, con grandi progetti a detta del suo proprietario-progettista: "Il nostro obiettivo è di divenire il numero uno tra le ditte che producono casse acustiche, creando un ponte tra i prodotti high-end e quelli indirizzati al mercato di massa".
Quel che posso dire alla fine di questa doppia recensione è che argomenti per provare a riuscirci Jan Plummer ne ha, vedremo in futuro gli sviluppi
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