HOME PAGE

INDICE
NUMERO 16


titolo interviste

[Introduzione by Francesco Bollorino - Jon Risch di Cables Asylum - Jim Aud - Purist Audio Design - Drew Baird - Moon Audio - Adam Blake - Pear Cable - Israel Blume - Coincident - Jack Bybee - ByBee - George Cardas - Cardas - Joseph Cohen - PranaWire - Roberto De Filippo - Boomerang - Steven Hill - Straight Wire - Kiyoaki Imai - Audio Tekne - Tommy Jenving - Supra - Ray Kimber - Kimber Kable - John McDonald - Audience - Paul McGowan - Ps Audio - Ted Paisley - CablePro - Chris Sommovigo - Stereovox - Tim Stinson - Luminous Audio Technology - Hans M. Strassner - HMS - Kevin Walsh - Homegrown Audio - Rob Woodland - Eichmann - Anthony Wynn - Element Cable ]


Intervista con Jon Risch di Cables Asylum

 

Raccontami di te e della tua entrata nel "gioco" dei cavi hifi

Io ho una formazione teorica come ingegnere e, come molti altri miei colleghi, ho fatto mio il saggio principio secondo cui i ricavi sono soltanto fili, e i fili sono fili.

Anche io ero piuttosto scettico sui cavi a audio e quando ho ricevuto l'incarico di compiere una ricerca sul fornitore di cavi grezzi per la costruzione delle connessioni Gold-Ens della Discwasher, mi sono lanciato nel lavoro compassione, facendo quello che faccio sempre cercando sull'argomento più materiale possibile per prepararmi al meglio.

Dopo aver fatto ricerche sui materiali migliori (sempre basandomi sul saggio principio di cui dicevo) e valutando i costi, mi sono procurato un gran numero di cavi disponibili sul mercato della Belden e ho iniziato a fare test comparativi da solo.

Mentre facevo presto, mi sono accorto che i cavi a basso gusto compresi nell'impianto non avevano un suono buono come alcuni dei cavi Belden, tra i quali, però, le differenze erano assai meno evidenti.

Riferii al mio supervisore che avevo trovato almeno un tipo di capo che sembrava migliore degli altri ed era certamente migliore dell'attuale Gold-Ens prodotto in giappone. Anche lui era altrettanto incredulo. Così programmammo un test di ascolto, tra i cavi esistenti e il nuovo cavo che io preferivo, in condizioni di doppio cieco. Utilizzammo una variante da procedura originale con il cambiamento manuale dei cavi invece di quello automatico. Si è mio supervisore che gli altri ingegneri rimasero sorpresi fin dalla prima delle dieci parole; ottenni un punteggio di otto su dieci (mi stava ancora scaldando), poi nove su dieci, poi di nuovo otto su dieci. Mi sentivo un po' affaticato nell'ultima prova e lo dissi. Globalmente, i tre test insieme raggiungevano un punteggio di 25 su 30, un valore vicino la certezza.

Questo è stato l'inizio del lungo viaggio con i cavi a audio.

Fin dal 1980 aveva eseguito ascolti controllati di componenti audio, a maggior parte dei quali erano cavi.

Dopo letteralmente centinaia di questi ascolti non avevo dubbi sul fatto che i cavi potessero essere identificati e che alcuni erano migliori di altri. Sono sicuro di questo e nessuno potrebbe convincermi del contrario, c'erano troppi test con evidenti risultati positivi, troppa scienza rigorosa coinvolta.

Dopo aver eseguito un gran numero di test ed essermi resoconto presto che non era sempre facile ottenere risultati mi resi conto che c'erano alcuni difetti nella procedura originale. Presentai quindi un articolo AES nel 1991, AES reprint #3178, che sottolineava alcuni dei punti più importanti relativi ai test di ascolto, il tutto basato sulla mia esperienza personale in questo campo.

Hifi e DIY…

Il mio ingresso nel campo della hi-fi è stato il risultato di una passione per la tecnologia che avevo fin da giovane e del fatto di essermi costruito da solo il mio kit di altoparlanti DIY.

Il mio primo lavoro fu quello che feci quando ricevetti il mio primo giradischi, un Westinghouse portatile con una cassetta monofonica di ceramica. Io volevo ascoltare la musica in stereo, e i miei genitori non mi permettevano di usare l'impianto stereo del salotto, probabilmente tanto per paura che l'avrei fatto a pezzi per modificarlo quanto per timore che io potessi rompere qualche cosa!

Così io feci di tutto per imparare quanto potevo sullo stereo e su cosa sarebbe servito per convertire il mio giradischi monofonico in uno stereo, recandomi il più spesso possibile dai rivenditori locali e tempestando di domande tecnici e venditori.

Iniziai a scoprire chi ci voleva ben più che sostituire la cassetta e che sarebbe stato necessario un'altra serie di componenti elettronici per far funzionare l'altro canale e anche un altoparlante. Alla fine riuscii a farlo funzionare in stereo, ma i componenti aggiuntivi rimanevano all’esterno e anche l'altoparlante aggiuntivo non aveva rivestimento, per cui il risultato era piuttosto deludente.

Comunque ho imparato molto da quell'esperienza che mi ha dato la convinzione di riuscire a far funzionare come si deve gli impianti.

L’Hifi e le comunità di appassionati come AUDIO ASYLUM…

Dopo aver terminato il progetto per la Discwasher, continuai a studiare la qualità dei materiali per cavi e a condurre test di ascolto, fui così in grado di scoprire qual era il miglior cavo che potessi sviluppare per il mio uso personale. Dopo aver raggiunto questo obiettivo e avere sviluppato questi cavi per me, decisi di condividere queste informazioni con altre persone via Internet.

Scrissi per la prima volta di cavi DIY su AOL nel 1996 e successivamente, nel 1997, sul newsgroup rec.audio. Dopo aver sperimentato il campo di battaglia che il newsgroup rec.audio era diventato, cercai nuovi spazi in cui condividere le mie informazioni e la mia esperienza e trovai numerosi message boards dedicati all’audio.

Audio Asylum allora non esisteva ancora; nacque come risultato di una scadente gestione del message board di Audio Review e mi riferisco alla totale mancanza di un moderatore e all'aumento incontrollato di messaggi pubblicitari.

Audio Asylum è stato fondato da uno dei frequentatori di AR, Rod Morris, insieme ad un gruppo di persone che si offrirono come volontari per moderare i vari forum senza compenso. Mi venne chiesto se volevo moderare il forum sui cavi e io accettai.

Quale e' la tua opinione a proposito dell'industria dei cavi in generale?

Nei piani si è evoluta molto. Ha gli inizi il mercato di fascia alta si basava interamente su heavy-duty zip cords e connettori dorati e quelli sono stati gli unici grossi cambiamenti rispetto ai fili. Successivamente materiali e tecniche di costruzione sono state studiate ampiamente ed è stato allora che si sono verificati i grossi cambiamenti.

Credo che ci siano molte persone che hanno fatto le loro personali scoperte riguardo i cavi e che hanno poi deciso di fondare una propria compagnia per vendere i frutti del loro lavoro.

La maggior parte di loro sono appassionati e coinvolti nel campo della musica e dell'audio in modo molto profondo.

La "questione" del prezzo dei cavi e il problema di capire come e' giustificato il prezzo dei cavi hifi

Molte persone non comprendono i requisiti richiesti per rimanere sul mercato e a cosa corrispondono i rincari dei prezzi.

Diamo un'occhiata più da vicino al ben noto cavo coassiale DIY Belden 89259.

Attualmente costa circa un dollaro e 25 al piede e questo è un prodotto che viene realizzato in grande quantità. Il costo è principalmente determinato dal materiale isolante e dal rivestimento in teflon. Se un cliente vuole una versione personalizzata di questo cavo, cambiando soltanto un aspetto, cosa che non costa nulla in più alla Belden, allora il prezzo sale a tre o quattro dollari al piede e sarà necessario acquistarne una quantità minima, diciamo 50.000 piedi. Questo cavo utilizza rame ETP di buona qualità e non argento puro al 99.999% o più.

Diciamo che uno vuole rame OFHC al 99.99%, questo può aumentare il prezzo fino al doppio, quindi tra i 6 e gli 8 dollari al piede.

Non così male, si potrebbe pensare, in quanto si usano soltanto tre piedi per lato in un cavo di connessione stereo 1M per un totale diciamo di approssimativamente sette piedi per cavo. Così si tratta soltanto di spendere tra i 42 e i 56 dollari. Però, c'è anche il costo dei connettori RCA che può arrivare a dieci o venticinque dollari al pezzo per un prodotto di qualità.

Poi c'è il dissipatore, forse qualche rivestimento di Techflex, saldature in argento, ecc. Poi la cosa più costosa di tutte: il lavoro manuale per assemblare il tutto, dal momento che non ci si può affidare ad una macchina per realizzare cavi su misura. In molti casi, la sola saldatura fatta come si vede costa quanto i materiali. Così un valore di 100 dollari di materiali grezzi per realizzare un paio di connessioni 1M può costare altre cinquanta o 100 dollari o anche di più per l'assemblaggio e il test.

Poi c'è la confezione, la pubblicità, la distribuzione, i costi aggiunti e così via.

Nel campo dell'industria elettronica, la regola comune e quella di moltiplicare il costo dei componenti per cinque per avere il prezzo di vendita. Questo vale per il mercato di massa. Nel mercato di fascia alta, per via dei numeri indicati di produzione, si viaggia su di un rincaro di circa dieci volte rispetto al costo dei componenti per garantire un minimo di guadagno al produttore. Bisogna considerare che molti beni vengono tipicamente venduti a dieci volte il loro valore di produzione: vestiti, molti giocattoli, elettrodomestici, ecc.

Per i cavi di connessione di cui parlavo prima, questo porta ad un ragionevole prezzo di vendita intorno ai 1000 dollari per un paio di 1M realizzati come variazione sul modello Belden 89259 (utilizzando rame OFHC puro al 99,99%). Questo per una semplice geometria coassiale; sei cavi utilizzassero una geometria più complessa o richiedessero un maggiore lavoro di costruzione o utilizzassero argento puro come conduttore allora i costi e il prezzo finale sarebbero anche più alti.

Ora, dopo aver affrontato la questione del prezzo e delle prestazioni, si entra nel campo di quello che il mercato può sopportare, del valore che il consumatore attribuisce al prodotto e di quanto disposto a pagare. Sia che dipenda dal prestigio della marca o da qualche spot pubblicitario, se i clienti vogliono sborsare denaro, lo faranno. Questo non vale solo per l'industria dei cavi audio e chi sostiene il contrario può farlo solo perché vede una qualche sorta di cospirazione o cose simili.

Per dieci piedi di un paio di cavi e altoparlanti di fascia alta neanche troppo belli, i costi di produzione possono raggiungere facilmente 200 dollari o più, se si applica la regola dell'aumento di dieci volte, allora il prezzo di vendita sarà intorno ai 2000 dollari o più. Quanto di più dipende in parte dai materiali effettivamente usati e dal lavoro richiesto.

I cavi più ambiziosi, come quelli del tipo intrecciato che inseriscono le fibre in un incrocio elicoidale intorno ad un nucleo possono richiedere incredibili quantità di lavoro, materiali molto costosi e così via, così che i costi di produzione raggiungono livelli vertiginosi. Di nuovo, con numeri di produzione molto limitati, senza economia di scala, questi sono prodotti unici costruiti a mano, e devono recuperare le spese ogni volta che vengono venduti.

Un'automobile costruita interamente a mano può costare dieci o 100 volte di più della maggior parte delle auto. Dovremmo forse tutti averne una? Molte persone sono piuttosto soddisfatte delle loro Chevy o Ford prodotte industrialmente, per cui non mi sembra che il mercato delle auto su misura possa in qualche modo minacciarli. La stessa cosa vale per i cavi molto costosi, ci sono ed esistono per lo stesso motivo per cui esistono le auto su misura, ecc. Alcuni sanno come realizzarli e quindi e mettono in vendita.

"snake oil" ovvero venditori di fumo e realizzazione di cavi esoterici per hifi

Ritengo che la maggior parte delle compagnie di cavi non cerchi di ingannare o confondere il cliente. Molti dei fondatori non hanno una formazione tecnica nel campo della fisica, ma possono essere arrivati a progettare lo cavi per pura costanza, attraverso prove ed errori. Possono aver avuto alcune idee su come i cavi funzionano e su come hanno le prestazioni che hanno, ma devono poi colmare le lacune esistenti tra ciò che stanno e ciò che sentono e spiegarlo ad altre persone che non sono preparate nel campo della fisica o dell'ingegneria.

Io so quanto possa essere difficile spiegare questi argomenti alle persone senza basarsi su calcoli matematici, uno deve affidarsi soprattutto all'immaginazione e alla descrizione. Ci troviamo nel campo delle impressioni soggettive, dell'interpretazione e dobbiamo trasformare il concetto che uno a dì quello che sente per far comprendere ad un altro quello che potrebbe sentire. Da qui la necessità di alcune descrizioni di dare, di alcuni tentativi di comunicare concetti di fisica, tutto per cercare di spiegare e di convincere un cliente ad acquistare una particolare marca e modello di cavi.

Il risultato può essere a volte una descrizione vaga e confusa dei principi su cui sono basati i cavi? Sì. Un risultato ulteriore può essere l'esagerazione dei dati di fatto a cui si fa riferimento? Sì. Questa pratica e attuata in maniera eccessiva da TUTTI i produttori di cavi? No.

Ho sempre sostenuto che la differenza tra cavi audio è di una natura sottile, e non del tipo "giorno e notte". Comunque quando si tratta dell'impianto personale di qualcuno con il quale una persona a è particolarmente familiare, cambiamenti in questo tipo di sistema verranno notati in modo molto più preciso rispetto a quanto potrebbe fare un estraneo o qualcuno che partecipa ad un test di ascolto. Nel contesto di quel particolare impianto, un singolo cavo potrebbe determinare un cambiamento come dal giorno alla notte, in quanto a intorno le prestazioni del sistema oltre l’immaginabile. Sia nuovo tipo di cavi consente alla musica di diffondersi libera agli altoparlanti, mentre i vecchi cavi non erano in grado di farlo, allora per il proprietario / ascoltatore di quel impianto la differenza può essere notevole anche se in termini assoluti le differenze sono piccole.

Il problema c'è sempre stato: com'è possibile comunicare in modo adeguato questo tipo di esperienza a qualcun altro? Come si può a presentare in un grafico o uno schema? 200% più "soundstage" di prima? Presentazione più profonda del 150%? Come si misura il "soundstage", come la sua profondità? Così nel tentativo di comunicare questo tipo di esperienza, i produttori di cavi se ne escono con un "energy coherence figure of merit" o qualche altro termine bizzarro. Si tratta di BS o snake oil? No, se si tratta di un tentativo di comunicare l'essenza di ciò che sentono e quello che pensano sia responsabile di ciò che sentono. E pure una persona che non conosce i cavi potrebbe prenderli alla lettera ed essere sicuro che si tratti di un deliberato tentativo di frode o di inganno e bollerà queste affermazioni come folli e non scientifiche.

Così è nata la battaglia tra oggettivo e soggettivo.



© 2005 VIDEOHIFI.COM