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NUMERO 16




Videoproiettore NEC HT510 di Marco Caponera

Come ormai i nostri lettori affezionati avranno notato non eseguiamo molte prove di prodotti video, al massimo una per numero, ciò per un intendimento editoriale che intende privilegiare i modelli più convincenti sul mercato. Quindi realizziamo prove video soltanto di quei prodotti che abbiamo potuto testare a fondo e che rappresentano dei best buy nella loro categoria. Questo mese parliamo torniamo a parlare di video-proiezione domestica dal costo accessibile, abbiamo provato per voi il NEC HT510.

I videoproiettori digitali non finiranno mai di stupirmi. Non tanto per la qualità che riescono a raggiungere, che per i modelli top è ormai drammaticamente vicina ai CRT, ma per la capacità di far crollare i prezzi ad ogni nuova stagione. In molti altri settori si assiste a un calo dei prezzi generalizzato che ad un certo punto si assesta su valori che rimangono identici fino al superamento della tecnologia in oggetto, che di punto in bianco sparisce dal mercato. Per i videoproiettori (VPR) non è così, i prezzi scendono la qualità sale e anche la facilità di collocazione in ambiente e d’uso divengono alla portata praticamente di chiunque. Di questa schiera di apparecchi scesi dal paradiso dell’appassionato di HT fanno parte sicuramente i prodotti NEC. Un marchio che solo fino a qualche anno fa non avremmo immaginato così aggressivo nel mercato domestico. Segno indiscutibile di un cambio di rotta che dal professionale ha portato lo storico marchio nipponico verso le nostre piccole e amate case.

Con i modelli HT410 e HT510 (oggetto di questa prova) NEC inaugura nella maniera giusta la fascia entry level del proprio catalogo, con una coppia di apparecchi molto simili, sicuramente riusciti e dal rapporto qualità/prezzo notevole.

Entrambi sfruttano una matrice DLP e una ruota colore a 5 segmenti: il primo con una risoluzione di 854 x 480 pixel, il secondo di 1024 x 576, entrambi quindi con rapporto di formato 16/9.

Esteticamente e internamente i due apparecchi sembrerebbero identici se non fosse per la differente matrice non ci spiegheremmo la differenza di prezzo e modello. Ma la matrice fa ancora molta differenza nella qualità di visione e le differenze sullo schermo sono più che evidenti.

Il NEC HT510 è un apparecchio che viene fornito con molti accessori, compresa una elegante e comodissima borsa da viaggio, che il sottoscritto ha utilizzato per una proiezione in ambiente parzialmente illuminato e di cui parlerò più avanti.

In dotazione, che dimostra la cura del particolare tipica della scuola professionale, ci sono cavi per tutte le connessioni possibili, fatta eccezione per il component poiché in questo caso è d’obbligo l’acquisto del cavo più performante si possa acquistare con il budget a disposizione. Per il resto c’è un cavo Composito, uno S-Video, un cavo audio, un riduttore Scart S-Video e Composito e un cavo VGA con connettori D-Sub 15 pin, tutti di lunghezza adeguata all’uso HT. A completare la dotazione il cavo di alimentazione, un completo e dettagliato manuale e il telecomando retro-illuminato, piccolo ma tutto sommato comodo e intuitivo.

La costruzione dell’apparecchio appare molto buona, il colore bianco perla del cabinet è molto originale e a parte qualche idiosincrasia, sempre possibile, da parte della componente femminile della famiglia non dovrebbero esserci problemi di collocazione in qualsiasi ambiente. La sviluppo dell’apparecchio è nel senso della profondità quindi poco ingombrante in caso di installazione su mobiletto, quando non sia possibile la collocazione a soffitto.

Molto intelligente la soluzione adottata da NEC per il corretto allineamento dell’immagine sullo schermo, infatti l’HT510 ha un piedino anteriore che consente di alzare l’obiettivo fino a raggiungere la posizione ideale di proiezione…

…e uno molto particolare sul lato posteriore dell’apparecchio che ne consente l’inclinazione sul piano orizzontale, così da individuare facilmente la perfetta posizione dell’immagine sullo schermo di proiezione. Unico piccolo neo della soluzione adottata è una certa tendenza a spostarsi dalla posizione corretta in caso di urti involontari del mobiletto porta VPR. Ma si tratta in realtà di un problema risolvibile velocemente, quindi veramente veniale.

Lo zoom e il fuoco sono manuali ed entrambi collocati direttamente sull’ottica.

C’è anche la possibilità di spostare in senso verticale il gruppo ottico per ottenere un ulteriore innalzamento della superficie di proiezione, non dovesse essere sufficiente "l’alzo" del piedino anteriore. Opzione di cui non abusare onde evitare la necessità di un’eccessiva correzione del keystone che risulterebbe dannosa della qualità finale dell’immagine.

Il pennello superiore del VPR ospita i comandi principali raccolti in maniera ordinata, e tale da non "sporcare" affatto il design dell’apparecchio. Subito dietro al vano forato dell’altoparlante in dotazione troviamo gli indicatori di funzionamento, il tasto d’accensione, il selettore della sorgente e quello per l’aggiustamento automatico dei parametri video in presenza di un segnale proveniente dal PC. Alla destra di questi un tasto a croce, circondato dai tasti di accesso al menù, che racchiude tutte le funzioni accessibili dell’apparecchio.

Il pannello connessioni trova posto sul lato lungo del VPR. Da sinistra a destra incontriamo il connettore per controllare ed eventualmente aggiornare il VPR da computer, il connettore mini d-sub 15 per segnali VGA o RGB, il primo connettore per l’ingresso audio, l’ingresso Component, il S-Video, il Composito e un ulteriore coppia di connettori audio in formato RCA. In basso sono presenti il tasto di accensione e il connettore per il cordone di alimentazione.

Con questa immagine chiudiamo la panoramica a trecentosessanta gradi dell’apparecchio e passiamo ad immergerci nelle scelte tecniche e nelle sue peculiarità di funzionamento, nei pregi e nei difetti. Non prima di avervi mostrato, però, il vano che ospita la lampada, il facile accesso al vano consente veramente a chiunque segua le istruzioni del manuale di cambiarla agevolmente, senza ricorrere al servizio di assistenza.

Partendo dal menù devo dire che sia il telecomando che il tastierino posto sul VPR sono molto pratici e intuitivi, si possono controllare praticamente tutti i parametri video più importanti, segno tangibile dell’ottimo lavoro di progettazione svolto dalla NEC . In realtà nel mio caso ho dovuto effettuare soltanto alcune regolazioni relative alla luminosità dell’immagine (e della nitidezza) che, benché a potenza dimezzata della lampada, ancora nascondeva particolari importanti nelle scene in piena luce, che riemergevano dal magma luminoso una volta regolato il livello sul giusto valore. Per il resto devo dire di aver piacevolmente scoperto l’inutilità di ogni altra regolazione poiché con il mio Philips DVD 963SA (opportunamente modificato nella parte meccanica), la sinergia è stata subito completa. Ho potuto mettere quasi subito da parte il piccolo telecomando retro-illuminato che crea un po’ di confusione soltanto al buio quando le scritte sui tasti fanno facilmente confondere il tasto del segnale Component con l’ingresso VGA, ma per il resto è in linea con la concorrenza - che almeno nel settore video prevede la retro-illuminazione dei pulsanti ormai su ogni apparecchio mi sia capitato di testare.

Prova HT

Con il film "Fratello dove sei?" dei fratelli Coen, salta subito agli occhi una qualità del colore notevole: naturale, ma pieno, mai sparato ma giustamente saturo, che ricorda in qualche modo i VPR LCD. Una volta regolata a puntino la luminosità (e l’intensità della lampada) il parametro è assolutamente sufficiente per lavorare in ambiente domestico in tutta comodità. Il contrasto è l’unico piccolo neo dell’apparecchio in quanto nelle scene scure alcuni particolari dell’abbigliamento dei protagonisti e delle componenti in secondo piano della splendida cornice ambientale del film vengono assorbiti dal buio. Ciò ovviamente è maggiormente limitante nelle scene di scarsa luce, molto presenti in questo film. Difetto che tradisce il costo dell’apparecchio che per tutti gli altri parametri potrebbe benissimo essere confuso con VPR dal costo più che doppio, specie per la capacità di gestire primi e secondi piani di un campo lungo con perfetto fuoco e per la assenza di effetti scia o macro blocking anche nelle scene più movimentate e complesse.

Se osservato da una distanza congrua la matrice non è visibile fino ad una base di proiezione di un metro e settanta, due metri, misura oltre la quale mi sento di consigliare l’acquisto di una tipologia differente di VPR e sicuramente molto più costosa.

Nella scelta della connessione non ci sono sorprese: al variare dello standard scelto varia anche la qualità dell’immagine, che tocca il top con segnali Component Progressive. Il VPR non possiede connessioni digitali, tanto di moda invece nelle macchine concorrenti, ciò è un difetto, una lacuna, ma che viene ovviata dall’ottimo interfacciamento che offre con segnali analogici progressivi, se la sorgente è all’altezza.

La rumorosità della ventola di raffreddamento è molto bassa, specie in modalità HT, si può utilizzare il VPR su mobiletto anche molto vicino all’utilizzatore senza che questi ne avverta distintamente la presenza — fatta eccezione per il calore emesso, che in questo periodo garantisco essere un problema che affligge tutte le elettroniche!!

Prova video-proiezione professionale

Visto che la NEC proviene dal settore della video-proiezione professionale ho voluto utilizzare l’apparecchio anche per un mio seminario di natura filosofica. Ho chiesto al piccolo HT510 di proiettare qualche slide, utile per accompagnare il discorso che andavo facendo in un’aula dell’Università di "Tor Vergata", collegandolo al mio fido computer portatile, tramite porta VGA. Devo dire che impostando l’emissione della lampada al massimo si ha un buon incremento della prestazione, che in ambienti moderatamente illuminati è più che sufficiente per rendere chiaramente visibili testi e immagini, anche grazie alla capacità di proiettare grandi diagonali senza far emergere la matrice.

La collocazione in ambiente in questo caso si è rivelata facilissima, così come la messa a punto. Per chi non avesse bisogno di collegamenti wireless o Lan, e di proiettare in ambienti completamente illuminati il NEC, si lascia utilizzare con buona tranquillità anche in modalità che non sono quelle per cui è stato progettato. Unico neo di questo tipo di utilizzazione il piccolo altoparlante che riesce a sonorizzare adeguatamente soltanto ambienti molto piccoli e completamente silenziosi.

Conclusioni

I difetti che emergono dalla prova sul campo sono un contrasto migliorabile, un altoparlante integrato scarsamente utilizzabile, un "piedone" posteriore poco avvezzo al montaggio su mobiletto e purtroppo il famigerato "effetto rainbow" che testimonio essere presente, così come in tutte le macchine DLP di prezzo analogo.

I pregi invece sono numerosi: una qualità generale dell’immagine impensabile fino a qualche tempo fa per macchine di questo costo; assenza di matrice anche in presenza di dimensioni dell’immagine impegnative; una qualità del colore ottenibile soltanto con VPR dal costo almeno doppio; così come anche la capacità di distinguere, senza separare (triste difetto della tecnologia digitale in genere), primi e secondi piani; una silenziosità quasi assoluta; la borsa da viaggio; una completa gamma di cavi e accessori per l’uso compresa nella confezione; e infine la garanzia di acquistare un prodotto NEC, marchio ai vertici del mercato della video-proiezione da sempre.

Non teme il confronto con VPR apparentemente più dotati, andate a dargli un’occhiata se potete… Caldamente consigliato!

NEC HT510

Prezzo di listino: 1790 EURO

Prodotto e distribuito da:
NEC Italia:
via Leonardo Da Vinci, 97
20090 Trezzano sul Naviglio (MI)
Tel: 02.484151


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