
Abbiamo ascoltato per voi il nuovo lettore CD/SACD Philips DVP 9000 S, ed in queste righe riferiremo le nostre impressioni in merito, riservandoci uneventuale prova più approfondita per il prossimo futuro, ad opera di altri Redattori.
Un doveroso ringraziamento va allamico Toni, che ha collaborato con pazienza a far sì che questa prova potesse svolgersi in tempi brevi.
Per coloro che ancora non conoscono il lettore digitale in questione, riassumiamo brevemente le sue caratteristiche, rimandando chi fosse interessato ad approfondire maggiormente, al sito della Philips.
Si tratta di un lettore CD e SACD multicanale, erede designato del modello 963, e che finalmente arriva sul mercato dopo lunga attesa.
Lascolto di questa macchina si è svolto in due tempi: la prima prova in un impianto a me estraneo e che quindi non mi ha dato la possibilità di valutarne a fondo le caratteristiche, mentre la seconda è stata effettuata con più tempo nel mio impianto di riferimento.
Durante il primo ascolto è apparso comunque chiaro che, tra le tre scelte di conversione D/A consentite dal Philips in lettura CD, e cioè 44.1, 88.2 Khz o DSD, la terza appare preferibile. Sembra strano parlare di conversione DSD durante la lettura di un normale CD, ma il convertitore montato da questa macchina permette appunto di rielaborare il segnale in questo senso, con un buon risultato, come accennato sopra.
Operativamente il Philips pare essere un po lento durante la lettura della TOC. Impiega mediamente 15 secondi per cominciare a riprodurre un SACD, e circa 20 per un normale CD. Anche la risposta ai comandi impartiti sembra leggermente ritardata, seppur sicura. Meccanica ed elettronica non hanno problemi coi CD "Copy Controlled", contrariamente a quanto accadeva al 963, che si rifiutava caparbiamente di leggere i supporti protetti. Il lettore è già stato sufficientemente rodato dal suo proprietario, ed è quindi in grado di far valere le sue doti.
L impianto nel quale è stato collocato il Philips, è il seguente:
Cavo di segnale tra lettore e Preamplificatore: Transparent Super
Preamplificatore: Bryston BP 25
Cavo tra pre e finali: MIT Terminator 3 Proline XLR
Finali: Bryston 7B ST
Diffusori: Avalon Opus Ceramique
Cavi di potenza: Transparent Super XL
Cavi di alimentazione: MIT Shotgun AC 1 ed altri autocostruiti
Tavolino: Atacama Equinox Pro
Supporti: Gingko Audio Mini-clouds
Filtro di rete: Black Noise 2500
Devo precisare che, per un difetto nella spina IEC del cavo dalimentazione di serie, che ne impediva lingresso nella relativa vaschetta senza pericolose forzature meccaniche, ho usato il mio MIT Shotgun AC1.
Un breve elenco dei dischi utilizzati è sempre utile: Patricia Barber/Companion (SACD), Mozart/Sinfonia Concertante (SACD Sony), Battiato/Last Summer Dance, Tchaikovsky/Piano Concerto N. 2 (SACD Living Stereo), Piazzolla/Oblivion (SACD Fonè), Ray Charles/Genius Loves Company (SACD), I. Fossati/Lampo Viaggiatore (CD), Tchaikovsky/Lo Schiaccianoci (CD Philips).

Fin dalle prime note si capisce di essere di fronte ad un outsider. Sembra di tornare indietro nel tempo, alle prime prove dellantenato 963, ma con un salto di qualità piuttosto tangibile, almeno a memoria. Non cè stato il tempo per un confronto diretto, che comunque non escludiamo per il futuro.
Il suono che esce da questo lettore è estremamente corretto dal punto di vista timbrico. Anche i più minuti dettagli sono restituiti fedelmente, mentre la prestazione dinamica è nella media. Si nota qualche alleggerimento nelle note più gravi del pianoforte, ma non nella gamma bassa in generale, che appare profonda, ma soprattutto molto precisa, tanto da far percepire distintamente i colpi dei più veloci passaggi sui timpani, cosa non scontata, ve lassicuro. La gamma media è sufficientemente armoniosa e di grana tutto sommato piuttosto fine, a garanzia di fatica dascolto pressoché nulla. Anche la parte superiore dello spettro è globalmente molto godibile, solo a tratti si evince qualche leggero indurimento durante la lettura dei CD. Coi SACD la musica cambia letteralmente, per spiccare il classico salto in alto, facendomi pensare una volta di più che evidentemente è più facile ottenere una prestazione di alto livello con questo formato, piuttosto che col classico ed evidentemente più impegnativo CD; motivo in più per tifare per i formati al alta risoluzione.
Siccome però, alla fine, sempre dagli stadi duscita deve passare il suono prima di giungere ai nostri amplificatori, ecco che si può notare che manca un po di silenzio tra i transienti, rispetto al riferimento, e che nei passaggi più impegnativi della grande orchestra sinfonica, il suono tende a comprimersi un po e ad accennare un po di confusione.

Il violino di Accardo nel SACD di Piazzolla evidenzia una certa mancanza di corpo, restituendo un suono quasi "elettrico". Per il resto possiamo sostenere che profondità, altezza e larghezza della scena sono abbondantemente allinterno dei parametri tipici di apparecchi hi-fi di categoria anche ben superiore. Resta alla fine quella sensazione di leggerezza globale e dinconsistenza, tipica dei lettori digitali collocati in fascia bassa, ma spesso anche in quella media, del mercato; uninsoddisfazione da confronto con macchine molto più costose, senzaltro più accurate nella riproduzione delle armoniche e che quindi danno un senso di completezza maggiore al messaggio musicale. Ma si sa, il digitale è così e farlo suonare bene richiede un impiego di mezzi notevole, con conseguente esponenziale aggravio sui costi per noi consumatori.
Quelli che ho segnalato sono peccati veniali in un lettore da 400 Euro di listino, a mio modo di vedere, il resto è solo piacere dascolto ad un prezzo che definire competitivo è persino un eufemismo.
Se siete in cerca di una sorgente digitale e la cifra stanziata è stimabile intorno ai 1.500 Euro (o meno, ovviamente), correte ad ascoltarlo prima di valutare altre scelte: molto probabilmente vi avanzeranno un migliaio dEuro, che potrete impiegare per iniziare o sviluppare la vostra SACD-teca. Il futuro è qui, finalmente.