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NUMERO 16


titolo interviste

[Introduzione by Francesco Bollorino - Jon Risch di Cables Asylum - Jim Aud - Purist Audio Design - Drew Baird - Moon Audio - Adam Blake - Pear Cable - Israel Blume - Coincident - Jack Bybee - ByBee - George Cardas - Cardas - Joseph Cohen - PranaWire - Roberto De Filippo - Boomerang - Steven Hill - Straight Wire - Kiyoaki Imai - Audio Tekne - Tommy Jenving - Supra - Ray Kimber - Kimber Kable - John McDonald - Audience - Paul McGowan - Ps Audio - Ted Paisley - CablePro - Chris Sommovigo - Stereovox - TimStinson - Luminous Audio Technology - Hans M. Strassner - HMS - Kevin Walsh - Homegrown Audio - Rob Woodland - Eichmann - Anthony Wynn - Element Cable ]


Intervista con Joseph Cohen della PranaWire

Raccontami di te e della tua entrata nel "gioco" dei cavi hifi

Ho cominciato a costruire da solo i miei cavi verso la fine degli anni '80, facendo esperimenti con vari progetti di cavi a contenuto solido e di diverse dimensioni-ottenendo risultati migliori di molti dei cavi disponibili allora sul mercato. Una volta il mio amico Ric Schultz, attualmente impiegato presso la Electronic Visionary System, mi presentò una fibra di grande diametro costruita interamente con un intreccio di materiali realizzato dal suo amico Sig Modes. Questo cavo annullò completamente ogni preconcetto che io avevo a quel tempo su come un cavo potesse influenzare le prestazioni di un impianto ad alta risoluzione. Quasi lo implorai di non andarsene a casa mia con questa nuova rivelazione. Il cavo di Sig, purtroppo, era un cavo unico e non disponibile sul mercato, così non c'era niente da fare. Non ho avuto un'altra esperienza di questo genere fino al CES del 1992 a Las Vegas, quando mi imbattei nell’A.R.T., una linea italiana di cavi audio poco nota. Sono stato attirato nel loro stand dal suono di "La Folia" di Panagua, ma poi sono rimasto ad ascoltare un elegante signore italiano può muovere le virtù dei cavi e accessori che vendeva. Ricordo che disse che l'alta qualità del suono in quella stanza dipendeva più dei cavi e dagli accessori e dagli amplificatori e altoparlanti. Questo mi sembrò un po' eccessivo sul momento, ma lui mi diede un paio di cavi da provare. Quando tornai a casa e li provai, capii subito di aver trovato qualcosa di davvero unico. Rimasi così impressionato che divenni l’importatore per gli Stati Uniti. Col tempo a cui sta i sempre più i loro prodotti, e ogni volta che aggiungevo un nuovo cavo o accessorio nel mio impianto si riproduceva lo stesso effetto positivo: i suoni diventavano più naturali, meno duri e molto più ricchi di informazioni.

Più tardi, quando mi recai in Italia scoprì che i cavi in realtà erano prodotti in Giappone ed erano progettati da Be Yamamura.

A quel tempo, il Sig. Yamamura stava lavorando alla sua tromba curvata esponenzialmente, ricoperta di sughero e rinforzata posteriormente, modificata con guide Lowther e chiamata il "Dionisio". Ce n’erano un paio in funzione nella sua casa sulle colline toscane, quando gli feci visita. Insieme al suo piatto in vera grafite, ai moderni accessori elettronici e ai cavi, questi altoparlanti producevano un suono realistico come non avevo mai ascoltato fino ad allora, e che mi ha ossessionato per anni.

Ho passato molto tempo con il sig. Yamamura, approfondendo i suoi concetti, studiando le sue conoscenze sulla progettazione dei cavi e imparando molto riguardo il controllo delle vibrazioni e la protezione degli impianti dal rumore. Ho scritto un libro, dal titolo "Il metodo Yamamura" che è stato venduto in tutto il mondo e ho ideato e costruito il primo prototipo del Millennium Tube, usato per assorbire passivamente il rumore nelle giunzioni metallo — metallo, e l’ho poi proposto a Yamamura, che ha realizzato un modello che potesse essere facilmente prodotto industrialmente.

Dimmi di piu' a proposito dell'avvio della tua ditta

Dopo molti anni in cui avevo distribuito i prodotti del sig. Yamamura, mi sono preso una pausa.

Per tre anni, non ho avuto un impianto stereo in casa, ma il giorno dopo essermi disfatto della maggio parte del mio impianto di alto livello, ho deciso di mettere insieme un impianto molto modesto, basato su un paio di Model One della Totem Acoustic e un amplificatore di classe D che avevo in magazzino. Mi è subito venuto l’impulso di ottimizzare il sistema e a questa è seguita una crescente ossessione per la progettazione dei cavi. Ho passato un paio di anni nella ricerca di configurazioni e materiali arrivando alla realizzazione di un cavo di alimentazione che andò oltre le mie aspettative. Quel prototipo era troppo complesso per essere prodotto in serie, ma mi fece capire che ero sulla buona strada. Da lì, poi realizzai la serie Nataraja di cavi di connessione e per altoparlanti, seguita dalla mia linea di fascia alta, la Cosmos. Venne poi la Deva, la mia serie a basso costo. Mi sono impegnato in quest’ultima linea perché volevo realizzare qualcosa che, pur ad un prezzo basso, potesse essere all’altezza dei prodotti PranaWire. Dopo numerosi tentativi, trovai un metodo di produzione che consentiva di realizzare ottimi cavi ad un prezzo contenuto. Più recentemente anche la serie di cavi di alimentazione Samadhi ha ottenuto risultati soddisfacenti.

Quale e' la tua opinione a proposito dell'industria dei cavi in generale?

Non è una domanda facile a cui rispondere, perché abbraccia un’area davvero vasta. I cavi sono importanti per l’hi-fi più di quanto molti siano disposti ad ammettere. Ci sono persone che non credono che la qualità dei cavi possa fare differenza nella riproduzione ad alta fedeltà. Le ragioni di questa convinzione possono essere molte. Ho imparato che non si può discutere con queste persone e non ci tengo a farlo. Hanno diritto di avere le loro opinioni, comunque, vorrei mettere in guardia coloro che non hanno ancora un’opinione a mantenere una mente aperta. Sono molti gli ingegneri che hanno avuto una formazione classica e che sulle prime non volevano credere che i cavi potessero fare qualche differenza, che hanno dovuto poi cambiare idea. Perciò, la prima cosa da fare nel campo dell’audio è mantenere una mente aperta.

Ovviamente anche una certa dose di scetticismo non guasta. Una persona deve essere convinta dei vantaggi offerti da ciò che acquista prima di seguire semplicemente il suggerimento di altri che ritengono un prodotto il migliore. C’è un vecchio detto cinese che recita: "Gli occhi credono a ciò che possono vedere". Le orecchie credono a ciò che gli altri dicono. Ognuno, invece, dovrebbe credere solo alle proprie orecchie. Non lo ripeterò mai a sufficienza.

Una delle ragioni per cui le persone sono scettiche è che nel mondo dei cavi, alcuni (pochi) produttori acquistano cavi standard da grandi fornitori, vi appongono la loro etichetta, aggiungono una bella confezione e aumentano il prezzo molto più di quanto sia giustificato. D’altro canto, il pubblico non ha necessariamente un’idea ben chiara di quanto costi realizzare un cavo audio realmente di alta qualità. Nel caso della PranaWire, tutti i nostri cavi sono realizzati interamente a mano. Non c’è modo di realizzarli a macchina. Mente lo svantaggio è che ci vuole più tempo a costruire un paio dei nostri connettori Cosmos di quello che ci vuole a realizzare un paio di amplificatori, il vantaggio è che possiamo dedicare alla realizzazione dei nostri cavi una cura impensabile con un processo meccanizzato.

Ho detto più volte che il 99% dei cavi per hi-fi si distribuisce lungo un continuum che va dai prodotti dalle caratteristiche poco chiare a quelli che sono chiaramente di scarsa qualità, ma quello che si trova nel mezzo di questo continuum non è certo meglio. Ci si può rendere conto di essere usciti da questo continuum quando il cavo che si usa ha le seguenti qualità:

  1. C’è una nuova e mai sperimentata prima densità di informazioni
  2. Questa densità non affatica
  3. Insieme a questa densità, di solito si trova un’aumentata solidità dei singoli suoni e un aumentata presentazione olografica
  4. Il sottofondo è estremamente silenzioso. Può esserlo così tanto da avere l’impressione di trovarsi in un territorio poco familiare. Sai di ascoltare qualcosa di assolutamente perfetto, ma non ne sei del tutto sicuro. Ci vuole tempo per abituarcisi.
  5. Mentre prima il suono sembrava emanare dagli altoparlanti stessi, ora fluttua liberamente nello spazio. Questo è un buon segno. Un altro buono segno (di solito) è che il suono è un po’ più indietro. I cavi che ti mettono il suono davanti mi sembra abbiano una (inudibile) componente di rumore che creare questo senso di anticipazione.

C’è stata una vera esplosione di produttori di cavi. La qualità è chiaramente migliorata nel corso degli anni. Un ristretto numero di produttori realizza davvero cavi di altissima qualità.

La "questione" del prezzo dei cavi e il problema di capire come e' giustificato il prezzo dei cavi hifi

Nel mercato si è venuta a creare la percezione che i cavi costosi abbiano dei prezzi semplicemente troppo alti. Questo è dovuto a diversi fattori: una è che, come ha detto prima, alcuni produttori senza scrupoli sono soliti acquistare cavi standard, cambiarne la confezione e aggiungere un ingiustificato sovrapprezzo. Un altro fattore è insito nel metodo stesso di condurre gli affari. Un produttore ha bisogno di guadagnare. Altrimenti perché fare questo lavoro? La stessa cosa vale per il distributore e il venditore. Così, tipicamente, diciamo che un produttore progetta un cavo che può essere venduto per 100 dollari. Ha stabilito di venderlo al distributore ad un prezzo minimo di 35 dollari perché sia vantaggioso. Così il distributore lo compra per 35 dollari e paga le varie tasse. Lo vende poi al venditore per 50 o 60 dollari. Quest'ultimo lo vende per 100 dollari, tranne il caso in cui il cliente abbia comprato anche un amplificatore o degli altoparlanti, caso in cui potrebbe fare uno sconto sui cavi. Non c'è niente di sbagliato in questo sistema. Nessuno ha problemi a pagare 4 dollari per una crema da barba, comunque i margini potrebbero essere molto più ampi. Il sistema è sbagliato quando i produttori vogliono guadagnare così tanto da venderlo al distributore con uno sconto del 70-80%. In quel caso si pagano 100 dollari per un prodotto che in realtà ne costa 40 o 60.

Alcuni produttori pagano i venditori di negozi perché promuovano i loro prodotti. Questo crea un problema etico nell'industria dell'audio, perché i venditori di un negozio, persone la cui io opinione si ritiene essere affidabile, potrebbero avere ragioni diverse dalla qualità per raccomandare un prodotto in particolare. Inoltre, i distributori che hanno prodotti in eccesso, come è noto, cercano di disfarsene. Così, li vendono ad una terza parte che li distribuirà tramite Internet. In alcuni casi, e lo stesso distributore a fare questo, anche se in quel caso metterebbe a rischio la relazione con il produttore.

È stato per il disgusto verso pratiche di questo genere che ha stabilito che la PranaWire vendesse direttamente agli utenti finali oppure attraverso agenti che vengono pagati solo su commissione. Questo consente di ottenere due risultati: elimina la necessità di rincari multipli e la possibilità che si verifichi quanto descritto sopra.

Voglio comunque essere chiaro; la maggior parte di produttori e distributori sono persone oneste che fanno con correttezza il loro lavoro, ma bastano poche "mele marce" per alterare la percezione. Conosco un buon numero di produttori di cavi che sono in difficoltà finanziarie. Non crediate che questo lavoro sia una facile strada verso la ricchezza. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità.

"snake oil" ovvero venditori di fumo e realizzazione di cavi esoterici per hifi

Tutte le cose si influenzano a vicenda. Non esiste il vuoto, neppure nel vuoto. Il segnale non viaggia attraverso i conduttori come l'acqua in un tubo; piuttosto, il segnale stabilisce interazioni di livello primario secondario e terziario sia con il conduttore che con il materiale dielettrico che con lo spazio che circonda il cavo. I cavi sviluppano le loro proprie malattie autoimmuni quando un segnale vagante può rientrare fuori fase del percorso del segnale. La schermatura si unisce magnificamente ai conduttori e viceversa. I materiali interagiscono triboelettricamente e generano statica per il semplice fatto che ogni cosa è sempre in movimento e che sbilanciamenti di carica sono inevitabili. Niente è a riposo, neppure nel riposo. Il rumore è ovunque nell'aria, gli impulsi e i segnali ad alta frequenza sono molti e i conduttori sono ottime antenne. Nel caso non abbiate notato, l'universo intero cospira per diffondere segnali. Whew, devo prendermi una pausa.

In realtà, sono i nostri cavi che devono prendersi una pausa. Devono essere liberati dalle influenze che li mantengono in uno stato confuso. Non è una cosa semplice. Non ci sono facili soluzioni come un dì elettrico di cotone o coppie intrecciate o quattordici 9; piuttosto uno deve occuparsi dei problemi che ci sono dietro applicando contemporaneamente diverse soluzioni. Con questo approccio si possono ottenere grandi successi ma anche grandi fallimenti. Mi piace molto la parte dell'intervista con Caelin Gabriel della Shunyata Research, dove dice di avere un deposito pieno di progetti per cavi di alimentazione. Ogni progettista a un armadio o una stanza piena di progetti non riusciti. Ogni fallimento e ogni nuovo esperimento ci insegna qualcosa sulla natura dei materiali con cui lavoriamo e sul modo in cui essi interagiscono. Non possiamo predire con certezza come una nuova configurazione funzionerà, ma i risultati degli ultimi esperimenti appariranno senz'altro la strada a nuove ricerche.

Uno dei miei obiettivi è quello di usare meno materiali sintetici possibile. Questo non è basato sulla mia preferenza per tecniche di realizzazione ecologiche, anche se questa potrebbe essere un'ottima ragione, ma a causa della complessità dei miei progetti è necessario che materiali impiegati interagiscano bene gli uni con gli altri. Per esempio, il Teflon e il PVC possono avere proprietà dielettriche desiderabili, ma hanno proprietà triboelettriche molto scadenti quando posti in vicinanza dell'argento per esempio. Naturalmente, le fibre di vetro avranno gli stessi scarsi risultati e potrebbero essere considerate un materiale naturale. Quando la complessità del progetto aumenta, le possibilità di generare risultati indesiderati cresce e strumentalmente. Tutti i progetti che ho realizzato fino ad ora fanno uso in qualche misuradi materiale sintetico, perché è semplicemente inevitabile.

Differenti progettisti utilizzano diverse metafore per descrivere quello che fanno. Uno può affermare che tutti vantaggi derivano dall'azione sull’effetto di rivestimento, un altro può sostenere che il punto più importante è la riduzione delle vibrazioni. Un altro ancora può affermare che ci si deve concentrare sul mantenimento della simmetria del campo che circonda il conduttore. Questa è, ovviamente, un’ipersemplificazione. Il punto è che i termini utilizzati per descrivere quello che avviene servono ai progettisti come metafore e non necessariamente corrispondono a quello che avviene da un punto di vista oggettivo e scientifico. Questo genere di "discorsi voodoo" fa impazzire certe persone e, come risultato, costoro tendono a non prendere in considerazione i cavi esotici. Dal momento che i problemi che colpiscono i conduttori non influenzano soltanto il comportamento di un singolo progetto, ma interagiscono tra di loro, generando un quadro di una tale complessità da non poter essere misurato, il linguaggio che utilizziamo può essere utile per districarsi in questo labirinto.

Da ultimo, non c'è nessuna misura oggettiva che può dire ci sei un progetto è completamente corretto. Quello che preciso per una persona può essere l'opposto di quello che è preciso per un'altra, eppure misurazioni effettuate su entrambi i progetti possono risultare identiche. Questo era un assioma nel campo dell'audio. Nessuno dice che un vino è "corretto"; piuttosto, gli enologi discutono sulla varietà di sottili sapori e aromi che sono in grado di percepire. Ricordo le ceneri di alcune erbe bocciate su pietre roventi durante una cerimonia dei nativi americani alla quale ho partecipato - brevi vite producevano un odore speciale che non avevo mai incontrato prima, ma che risvegliò in me la memoria di qualcosa di antico e per il quale ero grato. Questo è genere di momenti che noi cerchiamo nel campo del suono. La mente razionale si ferma, e noi rimaniamo nella completa gioia della percezione e gratitudine.

Il futuro dei cavi in hifi e i progetti per il futuro della tua ditta

Continueremo a realizzare i migliori cavi come sappiamo fare e a migliorarli. Non penso che ci occuperemo solo di cavi, nel prossimo futuro. Le nuove tecnologie vanno e vengono. Il recente abbandono dei progetti tradizionali di cavi analogici è sempre sembrata essere la promessa per il futuro, ma fino ad ora ha sempre lasciato un po’ a desiderare e si è osservata una degradazione del segnale minima ma percettibile. Penso che ci troviamo in una fase stimolante per la progettazione dei cavi, grazie alla disponibilità di molti nuovi materiali. Ho il privilegio di lavorare con i migliori connettori in assoluto che si possano trovare oggi, e che sono considerevolmente migliorati in questi ultimi anni. Nonostante questo, nuove modalità di connessione potrebbero portare vantaggi anche maggiori prossimamente.

L’avvento dei superconduttori a temperatura ambiente non ci eviterà la necessità di proteggere il segnale e il campo che genera. Anzi, ci vorrà ancora più attenzione per via di tutte le numerose influenze negative che questa migliore conduttività potrebbe rendere evidenti.



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