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NUMERO 15


 



Stregati dalla PrimaLuna

di Fabio Cottatellucci

prima luna

Nel 2003 Herman van den Dungen, da decenni distributore olandese di apparecchi high end, iniziò con l’ex Goldmund Marcel Croese e l’ex Jadis Dominique Chenet l’avventura di questo marchio. Il nome deriva dal soprannome di famiglia del fondatore che ha curiosamente scoperto l’esistenza di un paese vicino Milano che si chiama con la sua esatta traduzione, appunto Primaluna, e ha deciso di chiamare così la sua compagnia. La casa è articolata su progettazione, controlli di qualità e post vendita basati in Olanda e fabbricazione in estremo oriente sotto controllo occidentale.

PrimaLuna ha attualmente a catalogo due ampli integrati a valvole che hanno incontrato ampi consensi presso pubblico e stampa (il Two è stato nominato "Product of the Year 2004" da hifi+): il push - pull di EL34 One da 30W e 1.150 Euro ed il Prologue Two AB da 1.490 Euro oggetto di questa prova.

Sono inoltre in arrivo il Prologue Three (1.150 Euro), un pre dual mono sempre a valvole, e i Prologue Four e Five (finali a valvole da 35 e 45 W per 1.150 e 1.490 Euro rispettivamente).

Chiude la carrellata la scheda phono opzionale Prologue Phono (Phonologue in parte della documentazione) da 160 Euro montaggio escluso destinata a One, Two e Three e che qui proviamo per primi.

I tre soci di PrimaLuna hanno esordito con un bold statement riportato sul sito della casa: "Pensiamo sia tempo di offrire una gamma di strumenti per l’audio dal costo ragionevole che possano competere facilmente con i prodotti high - end di oggi".

Vediamo com’è andata.

Estetica, ergonomia, utilizzo

Il PrimaLuna viene consegnato in un ottimo doppio imballo completo (due scatole una dentro l’altra più un polistirolo soffice che non si sgretola) nel quale trovano posto anche il cordone d’alimentazione, due fusibili di riserva e un paio di guanti per maneggiare la macchina.

Ottimo il manuale d’istruzioni, prodigo di consigli e indicazioni tecniche.

L’importatore è uno dei nomi storici e più rappresentativi del mercato, a garanzia anche dell’assistenza e dell’after market di questo amplificatore, e gestisce un sito Internet ben presidiato dove è possibile reperire molta documentazione sui prodotti distribuiti. Lo schema progettuale push-pull del Prologue Two è come vedremo ben noto e questo garantisce una vasta knowledge base di utenti.

L’apparecchio presenta una linea moderna pur essendo un valvolare, resiste alla tentazione di inserti in legno e targhette d’ottone con scritte a caratteri svolazzanti e sorprendentemente è più bello con la griglia valvole montata che senza. E’ estremamente lineare ma soprattutto sfoggia una verniciatura a cinque mani strepitosa per uniformità e assenza di grana, degna della carrozzeria di un’auto di lusso, di un bel colore passepartout grigio antracite che vira in blu lucidato a specchio. In questa sua interpretazione moderna dell’amplificatore classico per eccellenza il Prologue Two AB è elegantissimo, uno degli apparecchi più belli che abbia visto di recente e ha conseguito un elevato gradimento femminile.

A richiesta è disponibile il frontale silver (160 Euro) con manopole dello stesso colore (60 Euro).

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Viene fornita di serie una robusta griglia per le valvole (più che una griglia è un cofano con fessure) retta da un intelligente incastro costituito da bananine come quelle delle casse, la sua presenza è indispensabile perché la macchina scalda parecchio anche se mai fino a livelli pericolosi. Per toglierla va tirata con una certa determinazione. Ricordiamo che tale griglia è obbligatoria a norma CE, ma che per molte macchine non è disponibile neppure come optional a pagamento. Sotto la griglia si trovano le otto valvole tutte già installate in sede con quelle grandi protette da involucri di gommapiuma; il pannello che le ospita ne reca serigrafati i modelli. Sul frontale si trovano il controllo del volume, quello del selettore di ingressi e la spia verde d’accensione. Buona la presa sulle robuste manopole (fissate con vite a brugola e non semplicemente infilate a baionetta), il selettore d’ingressi ha anche un sistema di arresto soft se si arriva troppo violentemente a fondo corsa, ma come spesso accade le indicazioni non sono chiare e la posizione dei due controlli diventa inintelligibile già da un metro.

Niente telecomando, ma sarà possibile installare presso la rete distributiva (salvando quindi la garanzia) dei kit di terze parti (fra cui ALPS) con controllo via radio, con prezzi dagli 80 Euro in su montaggio escluso.

Nessuna scappatoia invece per l’assenza della presa cuffia.

Il pannello posteriore ospita quattro ingressi linea, l’uscita per una sola coppia di casse con positivi a doppia impedenza (4 e 8 Ohm) e la vaschetta IEC per l’alimentazione. Il pulsante d’accensione si trova sul pannello laterale dal lato del volume, a ridosso del frontale. Tutti i connettori sono di ottima qualità e dorati, quelli di segnale hanno l’isolante in teflon.

Manca l’uscita tape, quindi il Prologue Two non può gestire un registratore. Per le sorgenti ad alto livello (tuner, CD) ciò costituisce solo una scomodità dato che impone semplicemente di scollegarle dall’ampli e collegarle al registratore quando si vuole registrare.

Se si usa la scheda phono interna invece si deve rinunciare a registrare da vinile come vedremo in seguito.

La contropartita, oltre al risparmio investito altrove nell’apparecchio, sta nella eliminazione dell’anello di tape che è uno dei maggiori captatori di rumore degli stadi pre tanto che in alcune macchine è escludibile (ad esempio sull'Accuphase E-212)

Non sono altresì presenti né un’uscita subwoofer né un ingresso "Direct" per integrare più facilmente il Prologue Two in un impianto HT; accessori di cui non si sente però la mancanza visto il tipo di diffusori a cui verrà probabilmente abbinato il PrimaLuna e la sua vocazione spiccatamente "due canali stereo".

Un peccato invece l’assenza di ponticelli di separazione pre — finale che preclude sviluppi futuri.

Da porre in evidenza la regolazione automatica del bias di cui dispone la macchina che la rende totalmente plug & play (credo che nel nome di questo amplificatore la sigla "AB" stia appunto per "Auto Bias"). Essa libera gli appassionati meno esperti da un adempimento delicato e rende facili eventuali esperimenti con set alternativi di tubi.

Eccellente la lavorazione della lamiera che mostra tolleranze ridottissime e che non presenta bordi taglienti o acuminati; ragguardevole il peso (17 Kg.) che impone di usare cautela nel manovrare l’apparecchio e di proteggere il piano d’appoggio se si usano delle punte.

Costruzione

Il telaio come si diceva è in spessa lamiera d’acciaio con frontale in alluminio da un centimetro. La componentistica è molto valida, i trasformatori d’uscita sono totalmente incapsulati e non producono alcun rumore o vibrazione; gli zoccoli delle valvole sono in ceramica mentre il potenziometro del volume è un ALPS e, come il selettore degli ingressi, è un modello valido ma non un top di gamma.

Da notare i condensatori Nichicon e Solen fabbricati in Francia e i diodi ultraveloci che, permettendo un’alimentazione e quindi un segnale meno disturbati, migliorano dettaglio e definizione. Il layout è molto ordinato e intelligente, sviluppato senza risparmio; il cablaggio è totalmente point to point eseguito con saldature ordinate e precise, nulla a che vedere con le spaghettate di fili che affollano parecchie macchine provenienti dall’ex Celeste Impero (e a volte anche dalle nostre parti). Un’idea dell’accuratezza della realizzazione la danno i piedini di gomma fissati al pannello inferiore con un dado bloccato da una goccia di fissante rossa e le diverse targhette con la firma di un ispettore di produzione. Una realizzazione di ottimo livello, davvero rassicurante per l’affidabilità del nostro notturno integrato.

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Sulla scheda verde centrale che attraversa la macchina è montato il cuore del circuito proprietario Adaptive AutoBias per la regolazione automatica della corrente di riposo. Esso permette di evitare qualsiasi taratura iniziale o periodica delle valvole, facilitando anche eventuali prove con set diversi; lo stesso circuito contribuisce a diminuire la distorsione dei tubi ottimizzandone la resa, ma li fa anche scaldare di più. Non dipende certo solo da questo, però il PrimaLuna è in effetti una bella stufetta.

All’estremo lontano dalla scheda centrale è visibile il dissipatore color oro della resistenza d’alimentazione della scheda phono che è il piccolo circuito a ridosso degli ingressi, a destra in alto nella foto.

E’ presente anche un circuito di soft - start che manda le valvole a regime in modo progressivo allungandone la vita e diminuendo le probabilità che si guastino.

Le valvole utlizzate

Il Prologue Two è tecnicamente un push - pull di valvole KT88.

Nata alla fine degli Venti, diffusa all’inizio degli anni Trenta, la configurazione push pull deve il proprio nome alla modalità di pilotaggio delle coppie di valvole di potenza che avviene utilizzando una semi onda sfasata di 180° per ciascun tubo (dal che il nome: mentre uno spinge, push, l‘altro tira, pull) con ricostruzione delle due metà del segnale a livello del trasformatore d’uscita.

Ciò permette prestazioni elettriche superiori all’altro caposaldo della circuitazione a valvole, quel single ended che però raggiunge livelli di raffinatezza maggiori (specialmente in configurazione monotriodo). Questo naturalmente in linea generale e con qualche semplificazione, poi la valutazione va come al solito fatta progetto per progetto.

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La valvola amplificatrice di potenza KT88 (il quartetto grande nelle foto) ha conquistato notorietà per la sua robustezza e affidabilità. E’ un tetrodo pensato per uso audio a metà anni cinquanta nei laboratori Marconi Osram dell’inglese General Electric, parente (ma non equivalente) della GE6550A e destinato a sostituire la KT66 degli anni trenta. Per distinguersi dal concorrente General Electric USA la casa inglese ricorreva al marchio Genalex, usato fino all’uscita di produzione avvenuta circa vent’anni fa dopo che si era guadagnata fama di prestazioni fuori dal comune. Tutto questo discorso serve a spiegare perché l’importatore dichiari orgogliosamente che le KT88 montate sul Prologue Two sono la replica proprio delle KT88 Genalex.

Van den Dungen e soci hanno chiamato come driver a pilotare le KT88 la coppia di autorevoli 12AU7 che vedete in seconda fila, una scelta piuttosto diffusa per i line out di stadi pre in virtù anche della loro impedenza interna contenuta. Chiudono la parata di tubi le due 12AX7 in primo piano, valvole ad elevato guadagno a loro agio quindi nell’elevare la tensione negli stadi pre, a suo tempo diffusissime anche in molte applicazioni quali strumenti di misura e di trasmissione.

Devo dire che a un esame del vetro, dello zoccolo e delle connessioni i materiali e l’assemblaggio di questi otto tubi marcati Primaluna sono adeguati rispetto alle NOS (new old stock, forniture d’epoca di valvole originali mai usate).

Ascolto

La macchina vuole qualche traccia di CD per scaldarsi poi la situazione è già buona e così scopriamo che… questo apparecchio suona in modo spettacolare.

Tenete presente che quello che dirò va letto in termini assoluti e che il paragone sono i progetti equivalenti di marchi consolidati, anzi vorrei dire i progetti di punta di marchi consolidati. Se consideriamo anche il prezzo il quadro è quasi imbarazzante.

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In molti abbiamo passato anni a ripetere che il mondo non si divide in valvolari e stato solido bensì in ampli che suonano bene e ampli che suonano male. Bene, questa macchina lo dimostra a chiare lettere.

Siamo abituati all’idea dell’ampli a tubi come delicato ed eufonico, il Prologue Two AB invece si è dimostrato innanzi tutto autorevole e determinato in gamma bassa come uno stato solido di razza esibendo bassi profondi e articolati sempre ben rotondi ma soprattutto animati da ondate di energia.

Nessun problema con i medio bassi del rock dove c’è tutta la cattiveria che serve, e nessun problema neppure con quelli profondi del contrabbasso o quelli potenti e abissali dell’organo. Sorprendente come il piccolo olandese faccia lavorare queste KT88 (una la vedete in primo piano qui a lato "osservata" da una mia radio a valvole, i guanti sono quelli forniti con l’ampli).

La gamma media è tutta valvolare, con una ricchezza del segnale musicale che illumina il soundstage di tutti i colori della musica e che si raccorda a una gamma acuta appena leggermente morbida ma presente fino in cima allo spettro e sempre scintillante.

Perfetta l’assenza di grana anche per gli standard elevati degli ampli a tubi, sorprendente la quantità di dettagli recuperati (non inventati) dentro al segnale registrato.

Ma soprattutto, è l’equilibrio di tutte queste qualità lungo l’intero spettro di frequenze che genera una prestazione globale assolutamente convincente: niente fatica d’ascolto, niente desiderio di radiografare questo o quell’esecutore anche se non manca nessun piccolo dettaglio, insomma tanta tanta musica senza vere preferenze di genere, un’impostazione tipica dei cavalli di razza.

Una piacevole sorpresa è il rumore di fondo estremamente contenuto: lasciando il volume allo stesso livello con cui avevo portato al limite l’ambiente di ascolto e mettendo la traccia silenziosa del CD test non era possibile sentire alcun suono a un metro e mezzo dai tweeter, e si riusciva a percepire con certezza il rumore solo a ottanta centimetri. Anche questa distanza del tappeto di rumore aiuta la grande ricchezza di dettaglio e la puntigliosa microdinamica che il Prologue Two esprime.

Soundstage senza sbavature e ben dimensionato, voci femminili assolutamente credibili con ottima gestione delle sibilanti che non vengono cancellate (nella voce esistono) ma riprodotte in modo controllato e corretto. Voci maschili rotonde e ben centrate sul tono.

Emerge a volte una tendenza a dipingere un affresco leggermente sovraccarico: ad esempio, gli orologi e i registratori di cassa di Time e Money in DSOM sono bellissimi ma suonano forse un po’ troppo argentini rispetto alla realtà (c’è una realtà in quel disco?) come pure a volte le pelli di alcuni tamburi o certi legni suonano un po’ troppo "grassottelli".

Questo amplificatore ha suonato benissimo con il rigoroso timbro delle mie AR IV RedBox (85 / 87 dB) ma è con le Klipschorn (104 dB) che la prestazione è stata, voglio dirlo, di livello veramente assoluto.

Vale quindi la pena di curare molto la scelta dei diffusori perché le prestazioni che si possono ricavare da un matching azzeccato ripagano ampiamente degli sforzi fatti.

Ho fatto suonare tantissimo il Prologue Two, ha fatto musica di sottofondo mentre leggevo o gironzolavo per casa, ha tenuto compagnia durante la cena, insomma è una di quelle macchine che ti fanno venire voglia di accenderle quando ti alzi la mattina.

Messa a punto

L’apparecchio richiede un rodaggio di un paio di giornate o il loro equivalente ma suona in maniera convincente quasi da subito. Il Prologue Two non ha dato segni di particolare microfonicità, quindi non è necessario (a meno che lo collochiate su mobili particolarmente disgraziati) utilizzare smorzanti per le valvole, per i trasformatori o per i condensatori inclusi quelli della scheda phono.

La macchina dispone di quattro grandi piedini di gomma molto efficaci (disaccoppianti).

Ho provato a collocare il PrimaLuna su tre punte d’alluminio (accoppianti, occhio a non graffiare il ripiano del mobile su cui poggiano), e devo dire che si riscontra una certa "asciugatura" e velocizzazione del suono che però di per sé non giova al timbro generale.

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Il cordone d’alimentazione fornito di serie è ben più valido di quello che si vede normalmente in giro, un 3x1,5 mmq con una bella Schuko; non vi fidate dell’indicazione della fase presente su di essa, l’esemplare arrivato a me era assemblato al contrario. Se proprio volete cambiarlo, sceglietene uno con sezione e contatti veramente generosi (penso a un 3x2,5 mmq o a un TTS): ne ricaverete un leggerissimo rafforzamento dei bassi (ma a seconda del cordone potreste avere anche un loro sempre leggerissimo "allungamento").

Messi insieme, punte e cordone cambiato nel modo indicato rafforzano il registro del basso tenendolo ben asciutto e danno alla macchina una sfumatura di grinta controllata in più: con alcune sorgenti o diffusori potrebbe essere un piccolo elemento di miglioramento di un matching già indovinato. Piccolo, eh, si tratta davvero di sfumature che quando presenti si colgono solo a impianto perfettamente regolato.

A me il Prologue Two è piaciuto di più con i piedini di gomma di fabbrica e un cordone BlackWire 3x2,5 schermato.

Bisogna provare sia le uscite a 8 che a 4 Ohm indipendentemente da quello che c’è scritto sulle targhette dei diffusori, non si può dire a priori quale vada meglio (da me quella da 8 con entrambe le coppie di casse).

E’ anche possibile cambiare il set di valvole, grazie al bias automatico non sarà un problema. Sull’argomento il manuale non lesina buoni consigli incluse le tabelle di equivalenza e l’avvertimento che "Sostituire la valvole può essere interessante ed anche divertente, e su questo siamo d’accordo, ma non esagerare": alla PrimaLuna devono conoscere bene gli appassionati di hi-fi. Tenete presente però che una 12AX7 viene sui cento Euro e che una KT88 MOV (Marconi - Osram Valve) naviga tranquillamente verso i duecento.

E che il suono di un push — pull non è solo valvole ma che è comunque cruciale il trasformatore d’uscita nelle cui spire si ricongiungono le due semionde. Io lascerei tutti i tubi come stanno almeno per un bel po’.

Scheda phono "Prologue Phono"

La scheda phono, con componenti totalmente a stato solido, è disponibile a 160 Euro montaggio escluso e viene installata in negozio all’atto dell’acquisto o successivamente (richiede un po’ di attrezzatura e competenze da esperti) con ovvia conservazione della garanzia. Si adatta agli integrati Prologue One e Two e al pre Prologue Three.

Nella decisione sull’acquisto di una sezione phono interna influiscono molti fattori: a parità di costo nella scheda non si pagano telaio, alimentatore, cordone d’alimentazione, cavo di segnale; insomma, ogni centesimo speso va in componentistica che riproduce il suono.

Per contro, si deve fare affidamento sulla schermatura interna dell’ampli e non si ha la possibilità di usare un filtro di rete per isolare la sezione pre phono dal resto dell’alimentazione. Nel caso specifico del Prologue Two, inoltre, la scheda accetta solo testine a magnete mobile anche se dalla documentazione un po’ caotica si deduce che potrebbe stare per uscire la stessa scheda in versione (solo?) moving coil.

Con questo amplificatore non si può riversare dei vinili su cassette da ascoltare in macchina o su bobine per non usurarli, in quanto non ha uscita tape (non si può neppure collegare direttamente il giradischi al registratore dato che così facendo non si avrebbe equalizzazione RIAA).

La scheda è totalmente interna alla macchina quindi non c’è alcuna vite di massa che sporga e la verniciatura del Primaluna è talmente accurata che lo chassis non offre validi contatti. La soluzione è in una delle brugole che fissano il coperchio inferiore al telaio o meglio ancora, come ho scoperto dopo qualche prova, in un connettore RCA inserito in un ingresso libero dell’amplificatore con il solo negativo (il barilotto esterno) collegato con un cavetto alla forcella di massa del giradischi. Soluzione ancora più silenziosa.

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Subito due annotazioni di rilievo: primo, la scheda è molto silenziosa; secondo, ha la stessa impostazione timbrica dell’amplificatore il che è importante e nient’affatto affatto scontato.

Anche qui il messaggio è credibile, rifinito e stabile con una bella dinamica e determinazione sui bassi. Forse un filo stretta la scena, ottimo il timbro degli strumenti. Messa a confronto con un pre phono esterno "pro" Telefunken RN 100 CX a suo tempo utilizzato da diverse emittenti televisive fra cui la RAI, servito oltretutto da un filtro di rete che per questi apparecchi è spesso una mano santa, la Prologue Phono ha tirato fuori musicalità e grinta dimostrandosi tranquillamente una convincente sezione phono.

Una prova molto soddisfacente per una scheda da acquistare senza esitazioni specialmente se pensiamo a cosa si può comprare con pari budget sul mercato dei pre phono stand alone (anche usati).

Conclusioni

Una grandissima macchina in senso assoluto: bella, ben costruita, ben suonante, fa venire voglia di accenderla e di ascoltare musica.

Venduta a un prezzo ragionevole in generale ed estremamente conveniente in rapporto a costruzione e prestazioni, realmente plug & play grazie al bias automatico, è una dimostrazione di come ci si possa avvantaggiare in modo intelligente delle opportunità offerte dalla dislocazione della produzione in Cina e di come un progetto collaudatissimo dia il meglio di sé in mano a tecnici che sappiano davvero come trarne il massimo.

Credo che quando l’importatore si farà vivo per riavere il Prologue Two, per un po’ gli risponderà la mia segreteria telefonica che avverte che non sono in casa e consiglia di richiamare qualche giorno dopo… anzi, diversi giorni dopo.

 

Una nota di Bebo Moroni

Ho ben poco da aggiungere a quanto così bene descritto da Fabio, ma quel poco ci tenevo ad aggiungerlo e riguarda direttamente prestazioni e costo del Primaluna Due.
Lungi da me qualsiasi polemica pro-Cina o anti-Cina, quel che avevo da dire sull’argomento l’ho abbondantemente esplicitato in questi mesi, resta il fatto che in mezzo ad un offerta di apparecchiature a valvole spropositata, quale mai era stata neppure ipotizzata in questa nicchia di mercato, apparecchiature tutte di produzione cinese, il Primaluna Due è un apparecchio eccezionale, a cui se fosse stato possibile, avremmo dato un tangibile riconoscimento. Purtroppo i premi per quest’anno li abbiamo finiti, ma se ne avessimo ancora uno sarebbe assegnato di diritto a questo strepitoso "piccolo" amplificatore a valvole. La sua musicalità, la sua potenza, la bontà della sua costruzione e il prezzo straordinariamente contenuto, sono il frutto di una splendida sintesi tra produzione orientale, progettazione e ottimizzazione europea e intelligente, se ci è concesso per una volta un complimento ad una categoria che spesso ci è invisa e a cui spesso siamo invisi, politica di distribuzione. Apparecchi come il Primaluna Due non sono miracoli, sono attente e sensibili pianificazioni, che in un mondo come questo sono…miracoli!
Ecco, nessuno creda che acquistando il primo XXX venduto online dal famoso negozio cinese si possano ottenere le prestazioni e l’affidabilità del Primaluna, ma nemmeno il prezzo.
Ho avuto modo di ascoltarlo a lungo e in più occasioni/ambienti.
Purtroppo la vita forsennata che conduciamo, m’ha impedito di ascoltarlo con le Klipschorn di Fabio (che pure abita a 500 metri da casa mia), ma mi fido perfettamente di ciò che mi dice. Anche perché l’ho sentito pilotare, con grazia e maestria, diffusori ben più duri e ostici (non che i Klipschorn siano facili da pilotare, tutt’altro! Sono efficienti, anche se il termine più corretto sia tecnicamente che filosoficamente per definirli è "sensibili", ma facili davvero no). Comunque l’abbia ascoltato ne ho ricavato un’idea di deliziosa coerenza e musicalità, accompagnata da una dinamica capace di segnare con precisione e se occorre esplosività gli intervalli, e da una matericità che rende reali e concreti gli elementi nello spazio.
Un’occasione unica per un pubblico vasto, di conoscere cosa sia veramente l’alta fedeltà. Non un giocattolo ma un grande amplificatore, che costa poco più di computerino assemblato alla bell’è meglio, ma che al contrario di questo la musica la suona veramente, e non corre pericoli di rapida (ma nemmeno lenta) obsolescenza.

Insomma il Nad 3020 degli amplificatori a valvole……………

 

Prologue Two AB: specifiche dichiarate

Potenza 40 Watt per canale
Risposta in frequenza 20Hz - 30 kHz +/- 0,5 dB
THD (con AABB) 0,25% a 1W; inferiore a 1% a potenza piena
Rapporto S/R 89 dB
Impedenza d’ingresso 65k Ohm
Sensibilità d’ingresso 300 mV
Assorbimento 300 Watt
Peso 17 kg
Peso imballato 19 kg
Dimensioni 395 mm x 280 mm x 190 mm (L x P x H)

Prologue Phono: specifiche dichiarate

Impedenza d'ingresso: 50kOhm
Guadagno: 42dB (127x)
Risposta in Frequenza: 10Hz - 50kHz
Accuratezza RIAA: <0,5dB 20Hz - 20kHz
Margine Saturazione: >20dB 5mV
Distorsione Armonica e Rumore: -83dB
Dimensioni: 3,2 x 3,8 cm

Il PrimaLuna Prologue Two AB e la scheda Prologue Phono sono stati provati con:

Lettore Philips DVD 963 SA
Giradischi Thorens TD125 con braccio Grace G-707
Testine Acutex M 315 III STR e Shure M97EJ
Pre phono Telefunken RN 100 CX
Pre Galactron Mk 2016 e finali mono Galactron Mk 2151 Classe A connessi in bilanciato
Diffusori Klipsch Klipschorn e Acoustic Research IV RedBox.
Cavi di segnale van den Hul 102 Mk III e Galactron GC-2703
Cavi di potenza DIY
Cordoni d’alimentazione BlackWire e TTS
Filtro di rete BlackNoise
Linea elettrica dedicata e ottimizzata
Sala live end / dead end da 35 mq circa a pianta trapezoidale messa a punto con DaaD

Controsoffitto assorbente e pavimento di marmo.

Riferimenti:

Prezzo al pubblico del Prologue Two AB: 1.490 Euro
Prezzo al pubblico della scheda Prologue Phono: 160 Euro + montaggio
Telecomando opzionale e sua installazione: 80 Euro circa + montaggio (annunciato).
Frontale silver 160 Euro
Manopole silver 60 Euro

Importatore: Audio Natali Srl, Via A. Volta 14 - 51016 Montecatini Terme (Pistoia)

Tel 0572 / 772595 • Fax 913216 • Email: info@audionatali.com

http://www.audionatali.it/home.cfm

Produttore: Prima Luna http://www.webwonderworld.nl/PrimaLunaSite/index.htm


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