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Amplificatore NuForce Reference 8 di Angelo Jasparro
In questo numero di Videohifi.com, dedicato in modo particolare alle nuove tecnologie, non poteva mancare unamplificazione che sta facendo parlare di sé quale importante novità in un panorama che troppo spesso sembra statico. Stiamo parlando dei finali monofonici Reference 8 della NuForce, marchio della corporation californiana NPhysics Inc.
Questi si presentano in forma di due scatolotti metallici tutti neri, del peso di 1,5 Kg luno e delle dimensioni di due libri, neanche troppo grossi.
Andiamo per ordine e cominciamo con un breve excursus sulla tecnologia che rende possibile una simile realizzazione, senza approfondire troppo un argomento che in questo stesso numero tratterà il collega Zamberlan in forma estesa e particolareggiata.
Brevemente, quindi, spieghiamo in cosa consiste unamplificazione che utilizzi il sistema chiamato "Analog Switching Amplifier", che potremmo tradurre come "amplificazione a commutazione analogica". Non si tratta, secondo il progettista, di una normale classe D, ma di un qualcosa di migliorativo in termini di prestazioni pure. La tecnologia NuForce è basata sul principio che un oscillatore di potenza può essere modulato da un segnale audio in modo da riprodurre lo stesso segnale amplificato, ottenuto con un filtro atto alla sua ricostruzione, senza le limitazioni in banda di un controllo PWM convenzionale, basato su una portante a frequenza fissa. Questo è quanto ci spiegano. Il manuale prosegue poi con tutta una serie di motivazioni per le quali questi amplificatori dovrebbero suonare meglio di tutti i concorrenti, inclusi quelli funzionanti in classe A o AB. In teoria questi NuForce dovrebbero essere del tutto esenti da distorsioni dincrocio, e compagnia bella.
Facciamo a fidarci e passiamo oltre, descrivendo gli apparecchi di questa prova.
 Come dicevo sopra, trattasi di due parallelepipedi neri, che più neri non si può, allietati (si fa per dire) da un discreto led blu nel centro del pannello frontale e dalle scritte dorate che identificano gli apparecchi. Per trovare qualcosa in più bisogna trasferirsi nella parte posteriore dove troviamo la classica vaschetta IEC (a proposito, niente cavi dalimentazione forniti con gli apparecchi) sormontata dallinterruttore daccensione, lingresso RCA per il segnale e lottimo morsetto Cardas per i cavi di potenza, funzionale con qualsiasi terminazione vi ritroviate. Linterno, al quale si accede rimuovendo sei piccole viti sui lati del telaio in alluminio, è quantomeno insolito. La metà sinistra è interamente occupata dallalimentazione switching, che per essere tale appare abbondantemente dimensionata, mentre sul lato destro troviamo tutta la sezione di trattamento del segnale, nella quale spiccano due strani cavi in argento solid-core rivestiti da tubicini trasparenti in Teflon, ed un piccolo pseudo-dissipatore sotto il quale sono nascosti i 4 dispositivi attivi, presumibilmente MOSFET, che si occupano di erogare una potenza di targa di 100 W RMS, con tremendi picchi di 576 W su 4 Ohm per 20 msec: un dato impressionante se giudicato in base allapparenza fisica di questi finali. Spero che le foto rendano giustizia a quanto descritto. Per il resto, nulla da segnalare. Anche dopo ore di funzionamento il telaio diventa appena tiepido in corrispondenza dellalimentatore.
Allaccensione dei due piccoli finali la prima, lieta notizia: non si verifica il solito abbassamento di luci di quando i miei Bryston 7B ST caricano i condensatori, con somma gioia dellEnel. Del resto questi della NuForce dichiarano unefficienza dell80%, quindi si può praticamente affermare che quasi tutto ciò che consumerete sarà trasformato in segnale utile, che mi pare una cosa di molto buonsenso.
CARATTERISTICHE DICHIARATE:
Potenza RMS: 100 W
Banda passante: 10-100.000 Hz
THD+N < 0,05% da 1 a 100 W, 1 Khz
Dimensioni: 6,5" x 10,5" x 1,75"
Peso: 1,5 Kg circa (3 lb)
I Reference 8B sono stati ascoltati nella seguente catena:
Lettore multistandard Esoteric/Teac DV-50
Preamplificatore Bryston BP 25
Giradischi Basis 2001/Graham 2.2/Van den Hul MC 2 Super
Pre Phono Audio Research PH-3
Diffusori Avalon Opus Ceramique
Cavi di segnale: Transparent Super e MIT Shotgun S2
Cavi di potenza: Transparent Super
Cavi di alimentazione: MIT Shotgun AC1 e Boomerang!!! per i finali
Tavolino Atacama Equinox XL Pro
ASCOLTO
Premesso il necessario rodaggio di almeno 30/40 ore, prima del quale mi si dice che questi finali non suonano granchè, ci accingiamo a verificare cosa tirano fuori dal cappello a cilindro.
La timbrica appare immediatamente corretta in tutta la sua estensione, con un leggero arrotondamento nella parte superiore, mano santa per almeno la metà dei diffusori in commercio. Il basso è autorevole e profondo quasi quanto i miei riferimenti (ricordo che costano quasi 4 volte tanto), ma soprattutto veramente ben controllato, come farebbe presumere il mostruoso dato di smorzamento dichiarato dal fabbricante. La gamma media appare di grana piuttosto fine e le voci risaltano corpose con un buon contrasto rispetto al tappeto musicale. Soprattutto spiccano con forza le percussioni di Cafè Blue di Patricia Barber, versione SACD OMR, ottime anche come dinamica e controllo. Anche la velocità non è per niente male, se vogliamo.
 Lampo Viaggiatore, lottimo CD di Ivano Fossati, si lascia ascoltare, malgrado mi sorga qualche dubbio circa la riproduzione dei piatti della batteria che a volte non sembrano precisamente naturali, forse leggermente carenti di qualche armonica, mentre il tappeto ritmico di basso e grancassa mette in movimento le pareti della mia stanza. Manca un po la sensazione della forza bruta di quando si ascolta con amplificazioni di più alta potenza, ma questa è unosservazione al limite del superfluo. La voce di Fossati appare leggermente evidenziata nella sua gamma superiore, con un "effetto presenza" per nulla fastidioso. Il SACD di Bill Evans, Waltz for Debby scorre liscio come acqua fresca, restituendo un pianoforte corposo ed un basso perfettamente controllato. Ogni dettaglio della registrazione spicca senza alcuna difficoltà, mentre il suono dei piatti mantiene ancora quel pizzico di artificiosità che avevo già notato. Ottima la disposizione dei musicisti nello spazio orizzontale ed in profondità. Paolo Conte in Elegia si staglia dal fondo quasi completamente nero con una matericità più che discreta, la voce inchiodata in posizione centrale ed alla giusta altezza, poco sopra il pianoforte. Molto piacevole anche il suono del sax baritono in "Bamboolah".
Passando ad ascoltare un po di sinfonica, analizziamo la prestazione con un CD molto difficile: Lo Schiaccianoci diretto da Gergiev con lOrchestra Kirov. Ho definito questa registrazione "difficile" in quanto piuttosto spigolosa in gamma acuta, ma rivelatrice della musicalità degli apparecchi, della loro capacità di discernere gli strumenti di questa grande orchestra e delle possibilità di ricostruzione spaziale della scena sonora. Ebbene, devo dire che questi NuForce estraggono davvero ogni più sottile dettaglio, anche quelli che normalmente restano un po in secondo piano nelleconomia dellesecuzione. In compenso amplificano anche le pecche dellincisione, rendendo lascolto piuttosto affaticante.
Resta comunque di alto livello limmagine, più che corretta nelle tre dimensioni. Forse si desidererebbe un po più di aria tra gli ottoni che risultano leggermente "ammassati" ed un maggior silenzio intertransiente, ma stiamo sempre parlando di sottigliezze, a questi livelli di prezzo.
La Scheherazade diretta da Scherchen su LP Westminster appare autorevole e gradevolissima, coi timpani posizionati ben lontani dal fronte dascolto, ma ancora con quel leggero sentore di difficoltà a dipanare compiutamente le parti musicali più dense di strumenti. Lascolto del SACD di pianoforte di Andreas Staier, Suite KV 399 di Mozart, mette ancora una volta in evidenza i dettagli più sottili, coi rumori meccanici dello strumento ed i respiri del pianista molto chiari. Non che normalmente non ci siano, ma in questo caso risaltano con maggior evidenza. Anche laltra splendida esecuzione, quella di Pogorelich nei "Quadri" di Mussorgsky per la DG, ci fa riascoltare una "Bydlo" cattivissima, col pavimento che trema sotto le bordate dellesecutore, mentre non mancano anche le più piccole vibrazioni della meccanica dello strumento.
CONCLUSIONI
Rileggendo le impressioni dascolto mi rendo conto di aver dato limpressione di essere stato un po troppo critico circa il suono di questi amplificatori, il che non corrisponde a quanto in effetti ho riscontrato. A volte è faticoso dover "spaccare il capello in quattro", ma fa parte del compito di chi deve, con la massima onestà dintenti, informarvi sulle caratteristiche degli apparecchi in prova. La perfezione non esiste, ed i giudizi in hi-fi sono sempre relativi. Non potendo fare affidamento sulla realtà, poiché di riproduzione stiamo pur sempre parlando, si cerca di confrontarsi con un riferimento che dovrà necessariamente corrispondere a quanto di meglio la nostra esperienza ci suggerisca. E quindi sempre piuttosto difficile discernere tra un giudizio di prestazione assoluta e quello che invece dovrebbe scaturire dalla considerazione della "variabile costo". Spero di aver chiarito il mio pensiero e che questo vi aiuti a leggere il mio giudizio nella giusta chiave.
Se quindi da un lato l impronta timbrica di questi amplificatori è peculiare, anche se molto meno di quanto la loro originale tecnologia lascerebbe supporre, dallaltro abbiamo una spiccata neutralità timbrica, circa la quale non sussistono dubbi.
Analizziamo per un momento i lati positivi di questi amplificatori:
 Minimo ingombro, produzione di calore pressoché nulla, consumi elettrici irrisori, facile trasportabilità se usati in più di un impianto, robustezza garantita da una costruzione semplice e solida, ed una grande capacità di pilotaggio anche di acustiche tradizionalmente "difficili" o assetate di corrente. Ultimo pregio, forse il più importante di tutti, il rapporto suono/prezzo, decisamente ottimo. Vorrei ribadire che le piccole mancanze evidenziate da questa prova fanno raffronto ad una coppia di finali del prezzo di circa 4 volte superiore a quello dei NuForce; traete voi le conclusioni.
Alla fine di questi ascolti mi è rimasta una strana sensazione, dolce ed amara allo stesso tempo. Dolce per i motivi sopra esposti, amara perché mi lascia un appena percepibile sentore di qualcosa di poco naturale nella ricostruzione del messaggio musicale, forse un filo di freddezza, di "meccanicità". Qui però sto invadendo il campo delle impressioni soggettive, che potrebbero essere condizionate dal fatto di sapere che ho ascoltato qualcosa di non tradizionale, e dei gusti personali, che non si discutono. Vi rammento inoltre che i diffusori utilizzati come riferimento sono assolutamente spietati e neutri, col risultato che qualsiasi "corpo estraneo" al loro lignaggio tende ad essere attaccato inesorabilmente. Sono certo che con dei partner di livello consono, i NuForce darebbero un risultato ancora superiore, magari stemperando qualche piccola "invenzione" degli altoparlanti.
Questa tecnologia appare in ogni caso abbastanza matura da guadagnarsi la preferenza degli audiofili, senza che abbiano a rimpiangerla in seguito. Non so quanto lungo sia il passo per raggiungere le prestazioni dei tradizionali componenti di fascia alta del mercato, ma a giudicare da questi NuForce non manca molto. Certo che il loro prezzo invoglia assai: 1.800 Euro per questa coppia di amplificatori "tutta sostanza e niente apparenza" sono un più che abbordabile biglietto dingresso per un viaggio nel futuro.
Provateli, ne vale la pena.
INFO:
Prezzo: 1.800 Euro la coppia
Importatore: MAD FOR MUSIC
www.madformusic.it
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