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Sala 1: Montagna
Montagna prosegue lo sviluppo continuo dei propri grandi e importanti diffusori Spark 03:

La scelta di fare tutto in casa, dai driver ai mobili, può essere un’arma a doppio taglio, soprattutto se si è degli inveterati perfezionisti, come sicuramente è Montagna. Il lavoro pluriennale di messa a punto e perfezionamento sta, comunque, portando a risultati sempre più notevoli, e stavolta i miglioramenti mi sono parsi estremamente percettibili, direi decisivi. Ci troviamo di fronte a un grande sistema, probabilmente un vero riferimento nel suo genere (alta efficienza multivia in radiazione diretta):

I driver, come dicevo, sono proprietari, completamente creati e sviluppati in casa. Fanno uso di materiali sopraffini e, da qualche tempo, è possibile ordinare il diffusore in colori a richiesta con verniciature di tipo automobilistico:

A fare mostra di sé c’era, inoltre, il leggendario woofer Electrovoice da 76cm:

Il suono era quello completo e dinamicissimo a cui ci ha abituato Montagna (e questo nonostante un lettore CD Kenwood vecchiotto…). Mi è anche parso che alcuni dei problemi che avevo percepito in passato (scollamento fra le gamme in primis) siano ormai risolti. Dimenticavo, pagando il necessariamente alto biglietto d’ingresso alle Spark 03 si acquistano anche 2 anni di upgrade gratuiti (è uno dei metodi di vendita del mondo del software custom che entra nell’alta fedeltà…)
Sala 2: BFG Audio
Vi avevo già parlato nel reportage dell’anno scorso di questo interessante e giovane costruttore del nordovest della nostra penisola. Quest’anno, per la prima volta, aveva una vera e propria sala d’ascolto, il cui sistema faceva uso (se si eccettua la sorgente, un’ottima Wadia) di apparecchi costruiti da BFG.
Preamplificatore e amplificatoi mi sembravano essere quelli che vi ho già descritto l’anno scorso (interamente valvolari e costruiti con cura estrema); la novità erano gli importanti diffusori Aria:

Gli Aria sono equipaggiati con un coassiale di produzione italiana per un’efficienza dichiarata di 94.5 dB; il cabinet, pentagonale all’interno, all’esterno prende una forma triangolare che ne permette il posizionamento anche in angolo:

Il crossover è esterno, con induttanze in aria e con regolazione continua del livello del tweeter; è cablato in rame argentato e in Litz. Coi diffusori viene fornito un cavo di connessione fra crossover e morsetti in Litz, uguale al cavo con cui i diffusori sono cablati internamente:

Il prezzo di listino dei diffusori è di 7800 Euro IVA inclusa.
Il suono era estremamente gradevole e godibile, gentile nella maniera classica della scuola dei monotriodi a riscaldamento diretto. I miei migliori auguri di successo a questa nuova realtà!
Sala 3: Audiopiù
Questo distributore si era già visto, con una serie di interessanti oggetti in esposizione statica, alla mostra di Roma del novembre scorso. Anche Audiopiù era, infatti, alla prima presenza “sonante” ad una mostra hi-fi, a mia conoscenza.
I marchi distribuiti sono, pricipalmente, Dared (valvolari), CAV (diffusori) e Xindak (elettroniche a stato solido e cavi). Qui una vista di elettroniche Dared:

Qui l’integrato stereo ibrido Xindak XA6900, sopra l’”ospite” (importato da Audiocostruzioni) Esound E5, un lettore CD che ha fatto molto parlare di sé sul nostro forum:

Qui, al centro, il preamplificatore Dared DL-2000, un interessante stadio linea equipaggiato con 3 12AX7, con raddrizzamento a vuoto (c’è una 5Z4P allo scopo), costruito e finito con grande cura:

Qui una veduta di insieme dei sistemi in ascolto:

e qui il terzo diffusore in ascolto, tagliato nella foto sopra, l’Horn+ AD-100, 93 dB da un woofer da 25cm e da un tweeter caricato a tromba con membrana in titanio:

Ho avuto modo di ascoltare con calma il più “triodico” dei sistemi, quello col diffusore a tromba: eccellente la dinamica, forse un po’ meno la dolcezza e il coordinamento fra le gamme, ma la sala era estremamente affollata di apparecchi e probabilmente non l’optimum per un progetto di questo tipo…
Sala 4: Acantus
Una sorpresa questo piccolo costruttore valtellinese. Non si presenta come specialista di hi-fi almeno a parole (l’attività principale dell’azienda sembrerebbe essere la falegnameria), ma i risultati, almeno da quanto abbiamo potuto giudicare a questa fiera, raccontano un’altra storia…
I prodotti più interessanti sono, senza dubbio, i diffusori:

La gamma a catalogo include un modello da stand, equipaggiato con una coppia di driver da 3 pollici e un tweeter (denominato A3), una colonnina equipaggiata con quattro driver da 3 pollici e un tweeter (denominata A5), una colonna con sei driver da tre pollici e un tweeter (A7), una variante da pannello/incasso della A3 e un subwoofer. Era, inoltre, presente una variante più generosa (nelle dimensioni e nell’accordo) della A5.

Le amplificazioni sono, per il momento, apparecchi cinesi modificati in casa, proposti in particolare alla clientela dei diffusori:

Comunque, ad impressionarmi (e ad impressionare anche il collega Jasparro) sono stati i piccoli A3, il cui prezzo è davvero concorrenziale, che mi sono parsi, in particolare accompagnati dal subwoofer, di grande velocità e coerenza e provvisti di una dinamica davvero insospettabile per le loro dimensioni:

Benvenuto a questo nuovo (gli piaccia o non gli piaccia…) costruttore di hi-fi. Cercheremo di approfondire e di raccontarvi in maggiore dettaglio…
Sala 5: Morsiani/Marel
La cattedrale dell’analogico di Carlo Morsiani con le elettroniche di Mario Bragheri (e con i suoi diffusori): un’abbinata ormai classica per la mostra milanese.

Il giradischi ha decisamente raggiunto una certa stabilità, dal punto di vista estetico (le prestazioni non sono mai state in dubbio: è una macchina di altissimo livello, decisamente di successo dal punto di vista commerciale nei numeri permessi da una realtà fieramente “one-to-one” - un cliente alla volta, un prodotto seguito nelle sue minime fasi di costruzione e installazione - come quella di Morsiani):

La novità significativa - oltre ad una serie di elettroniche rinnovate - erano questi diffusori Marel, un quattro vie costruito in tre telai distinti, uno per i bassi, uno per i mediobassi e uno per i medioacuti e gli acuti:

Anche le elettroniche, dietro un aspetto apparentemente dimesso, nascondono un rapporto qualità/prezzo che parrebbe avere pochi concorrenti:

Suono puro e dinamico (certamente c’è grande merito nel giradischi, ma il resto della catena non deve essere da meno), stabile e coinvolgente. Morsiani si divertiva a mostrare come il suo braccio riuscisse a tracciare anche le parti più ad alta dinamica dei dischi, di solito malignamente incise nei solchi interni dei dischi - almeno nella musica classica -, quelli più difficili da riprodurre correttamente…
Sala 6: Labtek/Imago Electroacoustics Component
Inedita accoppiata fra due costruttori, il giovane bellunese e l’ormai veterano campano. In effetti, dato che uno costruisce/modifica sorgenti e costruisce amplificatori e l’altro progetta e costruisce diffusori e accessori…
C’erano parecchie novità: Imago aveva portato il proprio sistema più importante, le Caeli, un grosso tre vie che riprende gli elementi caratterizzanti della gamma già nota (altoparlanti in carta e tela modificati, uso esclusivo di materiali naturali), declinandoli al massimo livello. Un peccato che la stanza fosse troppo piccola per permettere a questi giganti buoni di esprimersi - la distanza di ascolto era, per forza di cose, limitata e non era possibile ottenere un’integrazione corretta fra le varie vie:

Labtek mostrava un esemplare non ancora terminato del proprio lettore top, che utilizza un telaio custom in alluminio di fusione e un’ulteriore affinamento delle modifiche presenti nelle versioni più economiche (componenti di maggiore qualità, migliore filtraggio sulle alimentazioni ecc..):

Erano alla prima uscita anche i finali mono Atlantix, dei single-ended paralleli di 300B, prezzo di listino 5100 Euro circa (confrontatelo al prezzo di altri amplificatori PSE di 300B non di provenienza cinese e poi ditemi…):

Ho avuto modo di sentire a confronto le uscite originali del Pioneer 575A (la base della modifica Labtek) e quelle valvolari del costruttore bellunese. Beh, non c’è lontano paragone, non sembra più lla stessa macchina. Si passa da un lettore che vale il suo prezzo certamente, ma che sfigurerebbe in compagnia di apparecchi di classe media in una catena ben assortita, a un lettore che riproduce… musica!

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