VIDEOHIFI 15 - FENG SHUI
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NUMERO 15



"Abbiamo chiamato questa rubrica Feng Shui (Vento e Acqua) come la millenaria arte taoista d'origine cinese diffusa in tutto l'estremo Oriente che occupandosi della disposizione delle costruzioni, degli ambienti e degli arredamenti mira a ottenere l'armonia e a migliorare la qualità della vita. Il nostro scopo sarà proprio quello di perfezionare l'ambiente che circonda l'impianto Audiovideo e con il quale esso interagisce inteso come accessori, arredamenti, disposizione, illuminazione per farlo esprimere al massimo e senza forzature."


Tre piccoli grandi accessori

In questa seconda puntata della rubrica vi parlerò di qualcosa di meno impegnativo del "Viaggio fra cordoni d’alimentazione e filtri di Rete" con cui essa ha esordito: tre oggetti economici ma davvero preziosi per la gestione pratica dell’impianto in cui mi sono imbattuto sfogliando il catalogo Internet della D-Mail, un bazar in Rete basato a Firenze che vende anche off line tramite negozi proprietari in alcune città italiane e tramite altri punti vendita plurimarca.

Si ordina via Internet, al telefono, per posta o per fax con ordine minimo di 20,00 Euro pagando con carta di credito o contrassegno (+ 1,50 Euro); le spese di spedizione per i piccoli pacchi vanno dai 5,00 Euro per la posta ai 9,90 Euro per il corriere (ricordatevi di tenerle presenti nel valutare eventuali acquisti).

Articoli simili si trovano anche nei negozi di bricolage, di computer e di elettronica e per esempio potete costruirvi il carrello da soli delle dimensioni e capacità che volete.

Ma questi me li sono trovati davanti senza muovere un passo e me li hanno portati a casa (perdita di tempo zero), costano poco, hanno le caratteristiche giuste e un buon look, il che non guasta: chi ha mai detto che la passione per l’Audiovideo passi per l’espiazione estetica? Circondare il nostro impianto di oggetti esteticamente validi ci dispone meglio, è un piacere in più e lo rende più gradevole per le persone con cui dividiamo la nostra casa.

I protagonisti di questa puntata di "Feng Shui dell’Audiovideo" fotografati insieme

E così, saltando a malincuore oggetti indubbiamente affascinanti come la "Racchetta fulmina insetti" e la "Amaca da radiatore per il gatto" ho selezionato dal vasto catalogo:

Carrellino spostatutto (Euro 9,90, codice 112305)

E’ un piccolo carrello a rotelle di plastica blu dalle linee stondate, davvero prezioso per spostare gli apparecchi anche imballati che possono essergli lasciati sopra in via provvisoria. Sembra un attrezzo da ginnastica e l’estetica gradevole permette di lasciarlo tranquillamente in vista o in giro, il che vuol dire poterlo avere sempre a portata di mano. Meglio poggiarlo sottosopra, a muro o in uno scaffale per evitare che qualcuno inavvertitamente ci metta un piede sopra e cada in terra.

Inizio d’una sessione di test per il Prologue Two che prende il posto di un pre Galactron. Uno swap reso comodo da due carrellini spostatutto

Si monta in cinque minuti, i dadi delle ruote si girano con una chiave da dodici ma le dita bastano; attenzione perché serrati a fondo sporgono leggermente dal filo del piano d’appoggio quindi o li forzate un po’ meno oppure vi ricordate di fare attenzione con oggetti che poggiano sul proprio piano inferiore (ad esempio i diffusori) oppure ancora li coprite con dei feltrini.Ha le dimensioni giuste dell’apparecchio hi-fi medio (cm. 40 x 32 x 10) ed è dichiarato per carichi fino a 45 Kg.Io ne ho due che utilizzo per gestire i frequenti swap di apparecchi che mi capita di dover effettuare.
Oltre agli impieghi Audiovideo in casa vi sarà prezioso per spostare una quantità di cose, dalle piante pesanti a pacchi o mobiletti.

Per quel che costa può fare da supporto mobile permanente per apparecchi particolarmente pesanti o ingombranti come registratori a bobine o grossi finali che vengano usati saltuariamente e riposti altrove in casa. Ritengo sia un accessorio davvero in grado in certe situazioni di cambiare la fruibilità dell’impianto, riportando in prima linea componenti accantonati per il peso o l’ingombro e per questo poco utilizzati, rendendo più facili le prove di macchine avute in prestito e permettendo davvero la regolazione centimetro per centimetro della posizione dei diffusori (tenendo conto dell’influenza delle rotelle).

Targhette identificative per cavi (Euro 4,90 la confezione da 10 pezzi con 20 targhette adesive, codice 117452)

E’ successo a tutti: l’amico di turno si presenta con il nuovo lettore DVD per "vedere come va" con il vostro proiettore. Bisogna collegarlo alla rete elettrica: vi inserite nell’angusto spazio fra mobile porta elettroniche e muro, brancolate con la mano fino alla ciabatta e vi accorgete che i sei posti sono tutti occupati. Bisogna scollegare un cordone, va benissimo quello del lettore CD ma… qual è? Quei cordoni sono tutti uguali, o perché state usando tutti "Cavi PC" o perché li avete presi di due soli modelli e quindi sono identici per terne.

Già questi tre cavi si possono confondere fra loro, ma la situazione è spesso molto peggiore

Potete andare per tentativi, con display che perdono l’orario, memorie che si azzerano e apparecchi che comunque non gradiscono il trattamento, oppure andare a colpo sicuro se i cordoni li avete contrassegnati prima. Lo stesso dicasi per distinguere i cavi di potenza dei surround in un soppalco, per i singoli cavi di segnale all’interno di set multicanale eccetera. Un modo reversibile e veloce per risolvere il problema sono queste targhette capaci di serrarsi bene intorno a cavi aventi fino a otto millimetri buoni di diametro (venticinque di circonferenza suggerisce Pitagora); tanto per capirci, parlando di cordoni d’alimentazione si riescono ad applicare bene a un 3x2,5 mmq non schermato o un 2x2,5 mmq schermato con calza (gli SBL e Italian Job descritti nella puntata precedente della rubrica) e a maggior ragione intorno ai "Cavi PC". Troppo spessi, invece, i cordoni d’alimentazione hi-fi di produzione industriale.

Queste targhette sono indefinitamente riciclabili, vi consiglio di eliminare con delle tronchesine per unghie o un taglia balsa (occhio alle dita) il dentino interno che dovrebbe mordere il cavo ma che riduce troppo la portata della targhetta.

Fascette serracavo (Euro 5,00 la confezione da dieci pezzi, codice 115959)

Si tratta di fascette di stoffa sintetica provviste di chiusura a strappo di velcro, fornite in cinque colori assortiti (nero, blu, verde, rosso e giallo) e lunghe circa 18,5 cm. l’una. Collegandone due o più insieme si raggiunge qualsiasi estensione.
Possono serrare fra loro, ad esempio, alcuni cavi di segnale (attenzione a non prendere insieme i cordoni d’alimentazione per evitare interferenze) o fissare dei cavi a parti del mobile porta elettroniche, contribuendo a una gestione ordinata del cablaggio e aiutando a prevenire sganciamenti accidentali.
Ma dove davvero non potrei più farne a meno è nella gestione delle matasse di cavi di riserva di segnale audio, video, d’alimentazione eccetera.

Tre dei sistemi comuni per tenere avvolta una matassa: nastro per piante, nastro adesivo, filo elettrico

Questa matassa di cavi di segnale è molto consistente, gli ho applicato addirittura quattro fascette

Parafrasando Taylor, è sempre importante avere "il cavo giusto nel posto giusto al momento giusto", e uno stivaggio ordinato della cavetteria è il primo requisito per porre in essere velocemente ed in modo indolore nuove installazioni, scambi di connettori, test. Se le acquistate vi suggerisco di prenderne più d’una confezione: avere il cavo giusto a portata di mano quando serve è essenziale, queste fascette permettono di creare matasse di singoli tipi di cavo e poi di gestirle con il massimo ordine anche se esse sono davvero consistenti (vedi foto qui a lato). Ogni cavo si può prelevare in un attimo, dopo averlo scelto rigirando facilmente fra le mani la matassa che non si disferà, semplicemente aprendo e richiudendo la o le fascette che la serrano, addirittura con una sola mano. Non che sia impossibile gestire una matassa con altri sistemi di serraggio, fra i più usati ci sono il filo elettrico o quello per le piante; il nastro adesivo; le fascette monouso di plastica per fili elettrici.

Tutti lunghi da aprire, i primi due anche laboriosi da slegare e gli ultimi due da rimpiazzare ogni volta perché sono usa e getta; il nastro lascia pure una patina appiccicosa.
Un livello di praticità drasticamente inferiore a queste fascette colorate, che fra l’altro sfoggiano allegramente anche un aspetto sportivo o se volete un po’ "pro", che decisamente non guasta.


D-Mail Srl

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