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Cavi di segnale Megaride Audio "Dexter"
di Marco Caponera
Megaride Audio è un produttore di cavi e accessori per hi-fi, il nome viene da unantica isola che si erge da secoli di fronte al lungomare di Napoli, il riferimento è alla lingua greca che tradurrebbe Megaride con "grande". Quindi il nome ci indica chiaramente che abbiamo a che fare con un produttore di "grande audio" e che dobbiamo aspettarci grandi prestazioni da questi componenti. 
Ho conosciuto i fautori del progetto nel corso dellultimo top audio/video, allorquando girovagando per il Quark Hotel per realizzare il reportage audio/video, mimbatto nel banco dove venivano esposti i prodotti Megaride Audio, a pensarci bene, feci mente locale, ricordo che Bebo (il direttore) mi parlò in quel periodo di un nuovo e molto interessante produttore napoletano di cavi e incuriosito cominciai a conoscere meglio produzione, catalogo e quantaltro mi fosse utile per dare notizia di una gradita "nuova" presenza. Ma è allultimo Roma Hi-End che approfondii la conoscenza e devo dire di essere rimasto oltremodo stupito dalla disponibilità e dalla competenza dei responsabili. Tanto gioviali e cortesi con me, quanto attenti e certosini nel discorrere con i visitatori cercando ogni volta di trovare il giusto prodotto per la giusta esigenza. Devo dire che frequento questo mondo da anni e mi stupisco sempre nel constatare quanto poco trasporto, passione e disponibilità, ci siano verso i clienti, la cosa mi stupisce perché come in ogni altro settore, alle mostre, mi aspetto di trovare personale in grado di guidare il possibile cliente nel modo migliore e invece, inspiegabilmente, musi lunghi, sguardo dallalto in basso e supponenza da "Accademia dei Lincei" senza goderne dei titoli. Non lo so, quando sento, magari al telefono, gli operatori lamentarsi per i cali delle vendite mi vengono in mente - senza bisogno di video-telefoni o altro - i loro musi lunghi mentre mi spiegano perché non possono darmi un apparecchio in prova, oppure quando ricevono senza grazia lignaro appassionato di turno. Come si diceva una volta: chi è causa del proprio mal pianga se stesso.
Perché ho fatto questo lungo panegirico? Forse perché non mi soddisfa il teorema che Internet sta rovinando lHi-FI e Megaride Audio con la passione e la competenza che profonde verso i propri clienti ne è la testimonianza vivente. Mentre molti evitano di affidarci apparecchi in prova, perché non potendo controllarci tramite pubblicità temono stroncature, i signori di Megaride Audio con il sorriso ci hanno concesso questo e altri prodotti del loro catalogo pregandoci di testarli a fondo perché "in questo modo ci si migliora tutti", così mi hanno detto
Come appare?
 Il cavo di cui vi vado a parlare è un "segnale" in rame puro, con doppia schermatura e doppio materiale isolante, semi-bilanciato, con lindicazione della direzione, molto ben realizzato, solido, con connettori massicci, con vite serra connettore per un collegamento saldo nel lungo periodo. Cè una ferrite in fondo al cavo, protetta da una pellicola colorata, unica nota che al sottoscritto non è piaciuta molto: preferisco il sobrio nero della guaina protettiva che corre lungo il cavo, ma probabilmente non sarebbe stato possibile rivestire anche la ferrite con lo stesso materiale altrimenti non vedo perché non avrebbero dovuto usarlo.
Il cavo si presenta mediamente morbido e flessibile tranne che in prossimità dei connettori dove tende a rimanere per qualche centimetro rigido, rendendo necessario quindi un po di spazio dietro gli apparecchi. Dato questo piccolo consiglio dinstallazione credo che da un punto di vista puramente estetico, anche grazie al blocchetto di legno con inciso logo aziendale, nome del cavo e direzione dello stesso, il "Dexter", chiamiamolo per nome, si presenti come un cavo non industriale, perché non lo è, ma neanche artigianale perché le rifiniture e i particolari sono molto curati. Direi che si inscrive nella sparuta cerchia di cavi che non sono opera dellauto-costruttore con manie di grandezza settore in forte espansione in Italia e nemmeno del produttore europeo con spiccata predisposizione per loriente. Una via di mezzo, una forma di artigianato evoluto che sicuramente farà presa sul diffidente, ma preparato audiofilo nostrano.
Come suona?
 E il top di gamma dellazienda napoletana, costa come un apparecchio entry level, ma alla Megaride hanno voluto una campagna prezzi molto aggressiva che facesse del rapporto qualità/prezzo unarma vincente. E ci sono riusciti altrimenti non mi esprimerei in questo modo sulle pagine di videohifi.com.
La grana del cavo è molto buona, il dettaglio è sopra le aspettative e anche la ricostruzione del palcoscenico virtuale mi ha piacevolmente stupito, non tanto in relazione alla profondità della scena che è nella media, quanto allestensione verso lesterno dei diffusori e in virtù dellaltezza dello stage, alto ma ancora credibile e non sovradimensionato. Il fuoco è buono, gli strumenti sono ben identificabili, e qualche piccola ombra viene fuori soltanto in pieni orchestrali che non hanno risparmiato alcun cavo da me provato finora. Anche il silenzio interstrumentale è molto buono e consente un ascolto prolungato senza fatica.
La dinamica tiene il passo di cavi dal costo anche doppio, i contrasti vengono resi in maniera credibile sia in ambito analogico che digitale. La velocità è tipica della fascia di appartenenza.
La timbrica per esplicita volontà di progetto è ariosa ma anche dalla grana vellutata, il suono aperto e vitale non perde controllo nel registro alto che resta sempre molto preciso. Le voci, sia maschili che femminili, appaiono molto vive, senza nasalità o sibilanti fuori controllo. Frutto dellottimo equilibrio tra medio-alto e alto di banda. Ottimo il punch reso dal registro medio basso, veloce e credibile il registro grave, pur pagando dazio con una limitata estensione. Nulla di grave o che
comprometta la prestazione, ma dovere di cronaca ci impone di darne conto.
Conclusioni
 Dovendo sintetizzare pregi e difetti direi che il "Dexter" mi è piaciuto perché paragonato a cavi dal costo simile si è dimostrato sempre vincente, con cavi dal costo più alto ha dato del filo da torcere a molti, specialmente in riferimento alla qualità della grana, allequilibrio timbrico, che seppure arioso e aperto sul medio alto non stanca e non stravolge la timbrica generale del brano riprodotto.
Proprio la gamma media si fa apprezzare per pulizia e velocità. Infine, la dinamica mi è parsa degna di menzione particolare in virtù della capacità del "Dexter" di riprodurre ogni più minuto cambio di direzione sia interpretativa che di arrangiamento dei brani ascoltati.
Lo consiglio soprattutto a coloro i quali manca un cavo di riferimento, un cavo "buono" magari per il giradischi con cui almeno nelle mie prove si esprime alla grande. Non lo vedo indicato con macchine digitali entry level, molto spesso dal suono freddo, limitato in estensione di frequenza, e smorto, che nemmeno un massaggio cardiaco potrebbe ravvivare. Indicato invece con macchine digitali dalla timbrica equilibrata e dalla dinamica accettabile. Ottimo con sorgenti ad alta risoluzione, e, va assolutamente detto, a monte (o fra) di amplificazioni valvolari, cui dona velocità e controllo in gamma bassa e luce e ariosità in gamma medio alta e alta. |  |