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NUMERO 15




HiFi Werkstatt Hoer-Wege DAC-UP-PCM1794

di Daniel Zamberlan

Es ist nicht schwer, zu komponieren. Aber es ist fabelhaft schwer, die überflüssigen Noten unter den Tisch fallen zu lassen.(J. Brahms)

L’oggetto di questa prova e’ un nuovo convertitore D/A di produzione tedesca, acquistabile via Internet direttamente dal produttore, sia in scatola di montaggio (stampati premontati da collegare semplicemente tra loro), sia in versione finita e collaudata.

Il DAC-UP-PCM1794 e’ il primo convertitore/upsampler al mondo basato sul BurrBrown PCM1794 e con alimentazine a batterie.

La Hi-Fi Werkstatt hoer-wege (nome traducibile liberamente in "il meccanico dell’hi-fi, le vie dell’ascolto" e in parte derivante dal suo titolare, Stefan Horwege), e’ una dinamica ditta non distante da Amburgo che offre molte modifiche soprattutto per lettori CD e convertitori. Piu’ di recente sono entrati in catalogo anche altri prodotti finiti (o montabili). Tra questi un interessante e raffinato preamplificatore a stato solido che utilizza praticamente gli stessi componenti che troviamo negli stadi di uscita del DAC-UP-PCM1794, con l’aggiunta di un pregevole potenziometro BurrBrown PGA2310. Si veda http://www.hoer-wege.de.

Descrizione e utilizzo

Le parti principali da ordinare sono sostanzialmente quattro: la scheda che ospita il convertitore D/A con tutti i circuiti audio digitali ed analogici, il pacco di batterie ricaricabili e due schede per le diverse alimentazioni coi relativi trasformatori toroidali.

La scheda cuore del convertitore presenta una ingegnerizzazione accurata e dimensioni molto contenute.

Da notare l’ottima flessibilita’, con i 5 connettori per altrettanti ingressi sulla destra, tutti saldati direttamente sulla scheda (ottico TosLink, due RCA, BNC e AES/EBU). Il segnale in ingresso, che puo’ essere di svariate frequenze e risoluzioni (tra 32 e 96kHz, tra 16 e 24 bit), e’ applicato ad un receiver CS8414. Questo segnale a sua volta attraversa un AD1896 per l’upsampling a 192kHz. Il clock e’ generato da un quarzo esterno ad alta stabilita’ e precisione (5ppm). I due PCM1794 (ognuno stereo doppio, della classe "stereo audio, advanced segment", come si legge nelle specifiche su http://www.burr-brown.com/, da cui sarete in realta’ rediretti su http://www.ti.com, dato che come noto Texas Instruments ha acquisito BB) vengono utilizzati intelligentemente in mono, uno per canale, permettendo di avere delle uscite bilanciate (su XLR) e sbilanciate (su RCA) vere. Il segnale bilanciato viene trattato da tre AD8620, e di li’, per le sole uscite sbilanciate, da un ulteriore coppia AD8610/BUF624. Questa struttura degli stadi di uscita che, come si diceva, viene utilizzata anche nel nuovo pre della HifiWerkstatt, garantisce una impedenza di uscita dell’ordine dei 50 Ohm con la capacita’ di erogare fino a 250mA, sovrabbondanti per un DAC.

Tra le altre caratteristiche costruttive di pregio, e’ da segnalare il largo impiego di resistenze di precisione Vishay-Dale e di condensatori Panasonic serie FC. Coi connettori si gioca in casa, dato che sono i bei WBT a farla da padrone su ingressi e uscite. Infine, da notare che il percorso del segnale e’ stato mantenuto il piu’ breve possibile e che ogni chip gode della sua alimentazione separata.

L’alimentazione, infatti, in questo ambizioso prodotto non viene lasciata al caso. In particolare l’alimentatore per il circuito audio, sia digitale che analogico, e’ costituito da 12 piccole batterie al nichel-metalidruro (marcate Sanyo, nell’esemplare che avevo in prova).

In effetti il convertitore da solo non funzionerebbe senza la solita 220V, ma questa serve solo per i servizi quali il display (opzionale e che io non avevo), la scheda con microprocessore per il controllo della carica, la schiera di 9 LED che indicano lo stato di carica o lo spegnimeno di sicurezza a carica insufficiente, etc. Un’ulteriore alimentazione (che puo’ tranquillamente rimanere scollegata dalla rete per tantissime ore durante l’ascolto) provvede invece alla ricarica delle batterie, quando necessario. E se le batterie si scaricano, durante la ricarica il convertitore puo’ funzionare lo stesso. Anche sulle alimentazioni vengono utilizzati componenti di pregio quali il trasformatori Talema (di cui uno incapsulato blu) e gli stessi condensatori elettrolitici presenti sulla scheda audio.

Alla HiFi Werkstatt, pur potendo offrire altri tipi di alimentazione piu’ convenzionali, si e’ dedicata molta attenzione allo sviluppo del DAC con questo alimentatore a batterie. Loro credono molto nel suo contributo al risultato finale d’ascolto.


L’esemplare che ho avuto in prova era stato assemblato da un amico tedesco in modo assai spartano, alla faccia delle cromature teutoniche, nel coperchio di una scatola da camicia a sua volta posato su un tagliacarne di legno.

In generale in Germania piu’ che una passione il tuning e’ una mania. E non solo per i prodotti HiFi: chi ha visto una auto di turisti tedeschi in Italia senza almeno una elaborazione, dei cerchi in lega barocchi, o una marmitta in piu’, alzi la mano. Bisogna dirlo, queste modifiche sulle automobili spesso a noi risultano eccessive (che in Italia poi non siano omologabili e’ un’altra storia). E infatti ho una certa titubanza, se non vera e proprio riluttanza, rispetto alle cose abarth tedesche. Ho l’impressione di dover sempre distinguere tra l’equilibrio e lo sfoggio di lucine fine a se stesso. Non ha fatto eccezione questo convertitore. Seppur l’estetica fosse tutt’altro che "cromata", l’ho collegato con vari pregiudizi all’uscita digitale del mio lettore Sony SCD777ES.

L’ascolto

A causa delle note regole previste dall’SACD (uscita digitale inibita durante la lettura dei dischi), ho potuto provare il convertitore solo con i CD. Il resto del mio impianto al momento e’ composto dall’MCL, il preamplificatore multicanale a valvole con trasformatori di uscita che suonava nella saletta di Videohifi.com al Top audio 2004; dal finale Ciuffoli PowerFollower variamente modificato (dato che i miei 845 sono al momento fermi ai box), un progetto, per chi non lo conosce, che ruota attorno a dei mosfet in single ended e si ispira liberamente agli amplificatori di Nelson Pass; dai diffusori HP-Systemes Iso2, casse in configurazione D’Appolito con i preziosi tweeter a nastro Raven e woofer custom Davis. Per i cavi, VdH ibridi sul segnale e autocostruiti per i diffusori. Stanza blandamente trattata di circa 25 metri quadrati. Lo so, e un poco mi spiace, ma di questo impianto ho autocostruito quasi tutto e non puo’ costituire un termine di confronto immediato per chi legge; tuttavia la profonda conoscenza delle sue caratteristiche mi permette di capire bene il suono di ogni gradito "ospite".

Questo convertitore suona meglio dopo un breve rodaggio e soprattutto quando lo si sia lasciato scaldare per una buona mezz’ora come minimo.

All’inizio mi sono concentrato in modo rigoroso sul confronto diretto tra il mio lettore Sony stand alone e il Sony connesso come meccanica (via cavo coassiale terminato su RCA). La mia iniziale preoccupazione era di capire se mi trovassi davanti ad un prodotto soltanto "bello", o se in questo caso i miei preconcetti verso le realizzazioni teutoniche fossero infondati. Ed in effetti le differenze tra le due configurazioni si sono presto rivelate chiaramente ed il DAC-UP-PCM1794 ha mostrato un carattere davvero interessante e, mi sbilancio, una marcia in piu’. Gli ascolti con il nuovo DAC a batterie si sono dunque decisamente rilassati ed allungati, al punto da farlo diventare un elemento fisso nella mia catena, fino al momento di restituirlo...

Innanzi tutto, la musica sembra acquistare in naturalezza. La posizione degli strumenti nella maggior parte degli ascolti si rifinisce, dilatandosi e fissandosi al tempo stesso. La compostezza generale, assieme ad una lieve maggiore coerenza mantenuta anche nei pieni orchestrali, influisce molto sulla piacevolezza dell’ascolto, indipendentemente dal genere musicale. La sensazione di apertura, che pero’ in questo caso non significa affatto leggerezza o perdita di informazione, regala un notevole senso di spontaneita’ alla riproduzione, con le armoniche libere di rimanere nella mia stanza di ascolto a dare un incrementata ariosita’ alle registrazioni. Ne acquista di conseguenza il senso di ritmo e coinvolgimento. E anche col passare delle ore questa sensazione rimane e invita ad ascoltare disco dopo disco. Mi e’ persino accaduto di spostare verso le ore notturne la durata degli ascolti, dato che il mio sistema mi e’ sembrato suonare i CD in modo piu’ completo a partire da volumi di ascolto piu’ bassi di prima. La dinamica, sia la macro che la micro, e’ a livelli eccellenti. Per trasparenza, finezza di grana e precisione si vola in alto. L’impressione, simile a quella che provo confrontando un CD con il corrispondente SACD, e’ quella di acquistare qualcosa in velocita’, pulizia ed estensione agli estremi di banda, ma senza cambiare il colore generale dell’ascolto. La riproduzione delle voci, in particolare quelle femminili, rimane molto coerente e convincente. I diffusori, con le registrazioni che lo permettono, spariscono per lasciare spazio ad una scena acustica ben sviluppata nelle tre dimensioni. Nel mio impianto, rispetto al mio riferimento, gli strumenti fanno soprattutto un passo indietro, a volte anche un passo tra di loro, pur senza disperdersi. Ma non bisogna ascoltare registrazioni audiophile per apprezzare la bonta’ di questo convertitore. In definitiva, l’impressione che ne ho ricavata e’ quella di essere davanti ad un oggetto di classe, che sa emozionare senza voler impressionare, che regala personalita’ al suono eppure sembra voler metterci il meno possibile di suo.

Conclusioni

E’ un oggetto che potrebbe rivitalizzare lettori magari un po’ vecchi o penalizzati da stadi di conversione e uscita datati o modesti e che sicuramente sa esaltarsi con meccaniche di un certo livello. Ad esempio, nel mio caso, il Sony usato come meccanica ha offerto la configurazione migliore rispetto alle altre due che avevo al momento disponibili, ossia quelle di usare il convertitore con mio vecchio Philips 963 o con una mia libera e curata implementazione della CD-Pro.

Per l’acquisto e’ richiesto un investimento non certo minimo, circa 1100 euro per il DAC-UP-PCM1794 e altri 400 euro abbondanti per le alimentazioni (nella versione a batterie), cui vanno aggiunti minuteria e contenitore (a partire da 3 euro, per il tagliacarne di legno, fino ai circa 200 euro per il mobile dedicato della HiFiWerkstatt).

Io non metto in discussione il mio Sony SCD-777ES, tutt’altro, lui continua ad essere un elemento fondamentale nell’equilibrio del mio impianto (oltretutto se va bene alcune pesanti modifiche lo aspettano...), anche perche’ quando riproduce i SACD puo’ superare questa ottima combinazione con l’HiFiWerkstatt DAC-UP-PCM1794.

Se si pensa infine che in futuro la HiFiWerkstatt offrira’ probabilmente modifiche e upgrade seri per questo suo prodotto, puo’ trattarsi di un valido investimento nel tempo.


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