Doveravamo rimasti nella "puntata precedente"?
Credo di ricordare che fossimo alla recensione delle Avalon Ascendant, numero 13 della nostra preziosa Rivista. Questa volta tocca alle sorelle maggiori, le Opus Ceramique, modelli solo apparentemente simili alle Ascendant, ma in che in effetti si differenziano da questultime in tutto e per tutto, a cominciare da un prezzo, ahinoi, quasi doppio. Il disegno dellesterno è quello classico delle Avalon maggiori, col frontale tagliato come un diamante ed inclinato per la corretta messa in fase dei trasduttori, e nelle consuete finiture Avalon: Maple (acero), Cherry (ciliegio) e Walnut (noce). Come potete notare dalle fotografie, il livello realizzativi è sempre altissimo, anche in questa versione cherry. Indipendentemente dai gusti personali, non si può certo dire che la falegnameria Avalon sia di scarsa qualità.

Questi diffusori sono dei tre vie caricati in bass reflex, col tubo daccordo rivolto verso il pavimento, separato da questultimo mediante le solite tre punte fornite e da usarsi obbligatoriamente, così comè assolutamente sconsigliato dalla Casa rimuovere le nere griglie frontali, che sono funzionali alla corretta emissione acustica, essendo imbottite di feltro, adibito allo smorzamento di eventuali riflessioni provenienti dal pur ristretto baffle dei mobili stessi. Peccato, perché ci obbligano a nascondere alla vista i tre superbi altoparlanti Accuton in ceramica, di teutonica provenienza e di eccezionale costruzione. Si tratta di un woofer da 9", un midrange da 3,5" ed un tweeter da 1", tutti a cupola concava. Un grande e costoso esercizio tecnico da parte della Thiel & Partners, detentrice del marchio Accuton utilizzato nel mercato U.S.A. e forse unica fabbricante di drivers in ceramica, utilizzati con profitto anche da qualche altro produttore di acustiche esclusivamente hi-end. Non potrebbe essere altrimenti, visti i prezzi di tali altoparlanti sul mercato. Mi vengono in mente Martens Design e Kharma, per esempio. Sappiamo che la ceramica è uno dei materiali che vantano una rigidezza superiore, a parità di peso, rispetto a tutti quelli usati per la costruzione delle membrane degli altoparlanti, ed è superata solo dal diamante, almeno allo stato attuale della tecnologia audio.
Come dabitudine per Avalon, nulla ci è dato sapere oltre gli scarni dati tecnici che riportiamo più sotto, né eventuali richieste di ulteriori informazioni danno alcun esito. In Avalon rifiutano di fornire notizie su frequenze di taglio degli altoparlanti, progetti del cross-over, ecc. Peccato, perché se è vero comè vero che alla fine ci interessa sapere come suonano, saremmo stati anche curiosi di avere qualche informazione tecnica. Come ho già affermato in occasione della prova delle Ascendant, a nulla servirebbe smontare gli altoparlanti, visto che il cross-over se ne sta ben nascosto sul fondo del mobile e completamente rivestito di materiale smorzante, quindi nulla è concesso allocchio indagatore del vostro cronista. Una piccola curiosità: mi risulta che i tempi di consegna per questi diffusori siano di 60 giorni. Mica male in periodi di crisi come questo e per un mercato di nicchia, non credete? E vero che Avalon non ha sicuramente dimensioni industriali, ma il dato mi ha stupito, soprattutto in considerazione dellenorme concorrenza e del costo medio dei loro diffusori. La cosa è comunque incoraggiante e cè da augurarsi che anche altre fabbriche siano nelle stesse condizioni, in modo da garantire a tutti noi la sopravvivenza del mercato che tanto ci sta a cuore.
Tornando allanalisi statica, riportiamo qualche caratteristica dichiarata sul manuale Avalon, tanto per capire un po più a fondo di cosa stiamo parlando.
Della ceramica della quale sono costituiti i coni degli altoparlanti abbiamo già detto; i benefici principali sono quelli di un minimo immagazzinamento dellenergia emessa e di una bassa distorsione nel dominio del tempo. Avalon ci informa inoltre che ogni altoparlante è testato individualmente ed accoppiato agli altri al fine di ottenere le migliori prestazioni, tanto è vero che, in caso di guasto ad uno dei trasduttori, si deve comunicare al Avalon il numero di matricola del diffusore; loro conservano le misure degli altoparlanti montati negli esemplari che avete a casa e vi mandano un ricambio che si accoppi perfettamente col resto; un servizio poco comune.
La dispersione, grazie alla forma del mobile, è particolarmente curata per rendere limmagine la più ampia possibile.
Limpedenza si mantiene su livelli sempre moderati e quindi le Opus sono facilmente pilotabili da tutti gli amplificatori. Il cross-over è cablato in aria, senza uso di circuiti stampati, per non degradare il segnale elettrico, e nello stesso sono impiegati solo condensatori in Polipropilene.
Assolutamente impressionante lo spessore del pannello frontale, circa 10 cm (4" per la precisione).
Protesto per lennesima volta dopo essere stato nuovamente costretto alla tortura del rodaggio; Avalon parla di circa 300 ore, una bella rottura di scatole. In ogni caso confermo che per le prime 60 ore almeno questi diffusori sono pressoché inascoltabili e fastidiosi, soprattutto in gamma medio-alta. Poi lentamente si sciolgono, anche a seguito di una massiccia cura a base di CD specifici della XLO e Densen Demagic. Mano santa entrambi, come minimo riducono della metà il tempo necessario, salvo perforarvi i timpani coi peggio rumori che mente umana abbia potuto concepire. Del resto, se state a sentire i tecnici Avalon che vi consigliano di far suonare ininterrottamente per 300 ore i diffusori con segnali forti e dinamici, dovete prima trasferirvi in una cascina isolata sul cucuzzolo di qualche montagna. Dimenticavo, prima di far danni: per le prime 6/8 ore il rodaggio va fatto a basso volume ("quiet", dicono loro), che si può aumentare un po fino a superare le prime 24 ore. Dopo
fuoco alle polveri! Casino! Techno ed House a gogò!
Questa storia del rodaggio è davvero stressante. Ormai cerco di far entrare in casa gli apparecchi di nascosto, per evitare infarti ai vicini che, come mi vedono con qualcosa di nuovo per le mani, fanno lo sguardo atterrito da "vicino in rodaggio", che manco Belushi e Akroyd nel loro famoso film si sono inventati qualcosa di simile.
Cè unaltra piccola lamentela, più da recensore che da cliente: i morsetti dei cavi, se morsetti li possiamo chiamare. Quando avete letto perché lavete letta, vero? la recensione delle Ascendant avrete notato che ci eravamo congratulati per la perfetta scelta dei morsetti Cardas, belli e pratici. Qui invece niente da fare, è il solito sistema Avalon, con gli attacchi per i cavi sotto al diffusore, che vi costringono a sdraiare per terra il mobile per poter effettuare le connessioni. Troverete due grosse viti - quindi dimenticatevi le banane - che dovrete serrare energicamente attorno alle forcelle o al vostro cavo spellato; non ci sono altri sistemi.
Mi soffermo anche questa volta sul bellissimo e completissimo manuale distruzioni, purtroppo solo in inglese, che vi consiglio di leggere con la massima attenzione, in quanto fonte di molte notizie utili sulluso e sul posizionamento dei diffusori.
Ad alcuni di voi potrà importare poco o nulla, ma io penso che tra i piaceri dellacquisto di un qualsiasi prodotto, ci sia anche quello dell"apertura del pacchetto", quel momento in cui si prova la gioia del possesso di un bene. Se la pensate anche voi così, qui avrete da gongolare. Le Opus vi giungeranno in una cassa di legno a prova di atomica, tappezzata di sensori meccanici che si attivano se il collo ha ricevuto qualche colpo o è stato immagazzinato in posizioni diverse da quella indicata sulla cassa stessa. Un mio amico che dimballaggi un po si intende, quando ha visto la cassa ha subito affermato che non può costare meno di 300 euro. Insieme ai diffusori e relative griglie troverete il set di 6 punte coniche di squisita fattura, il polish per la cura dei mobili ed un set di ricambi per le "spine" in plastica che fissano le griglie, nel caso dovessero rompersi durante lo smontaggio delle griglie stesse; operazione che avverrà normalmente solo quando volete rifare la vista, vostra o dei vostri ospiti, mostrando gli altoparlanti.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Vie: 3
Sensibilità: 87 dB/2.83V/1m
Impedenza: 5 Ohm nominale, 4.5 Ohm minima
Risposta in frequenza: 28 - 24000 Hz +/- 1.5 dB in camera anecoica
Potenza raccomandata: 30 - 300 W
Dimensioni: 104 x 26 x 41 (a x l x p)
Peso: 43 Kg cad.
Le Opus Ceramique sono state ascoltate, come sempre, nel mio solito ambiente, e col seguente
IMPIANTO DI RIFERIMENTO
Giradischi Basis 2001, braccio Graham Robin, testina Van den Hul MC2 Special, cavo Extremephono Crimson
Pre phono Audio Research PH-3
Lettore universale TEAC DV-50
Preamplificatore Bryston BP25
Finali Bryston 7B ST
Cavi di interconnessione Transparent Super bilanciati, MIT Shotgun S2, Mit Terminator 3 Proline Cavi di potenza Transparent Super
Cavi di alimentazione MIT Shotgun AC1 ed autocostruiti
Filtro di rete Black Noise 2500
Ciabatta autocostruita con componenti Gewiss
ASCOLTO
Mi sono imposto di evitare troppe iperboli e recensioni eccessivamente entusiastiche, nel mare delle affermazioni assolute che leggiamo quotidianamente nelle riviste di settore, o anche solo nei quotidiani. Forse è il caso di fare un po di marcia indietro e recuperare il senso della misura.
Vediamo quindi di inquadrare con la massima precisione e chiarezza le prestazioni di queste macchine da musica, senza lasciarci prendere dallentusiasmo che pure inevitabilmente trasparirà dalle note a seguire. Del resto, il confronto in termini di prestazioni (ma anche di prezzo) di quanto ho recensito finora è improponibile. Parliamo di una coppia di diffusori che costano quasi 26.000 Euro, una cifra inavvicinabile per la maggioranza degli audiofili. Cerchiamo di capire insieme cosa ci viene proposto in cambio di tanto denaro. Cominciamo dal marchio: Avalon è riconosciuta in tutto il mondo come una tra le migliori fabbriche di diffusori. Non cè molta apparenza in questi esemplari; non sono grandissimi, non fanno sfoggio di legni pregiati né di particolari tecnologici a vista. Direi piuttosto che col loro "understatement" si possono piazzare elegantemente in qualsiasi soggiorno senza far passare il loro proprietario da sbruffone; chi non le conosce non si curerà tropo di loro, insomma
almeno finchè sono mute. Già, perché quando le farete suonare sarà inevitabile piazzarsi di fronte a loro e perdersi nel loro canto. Non è facile scrivere di queste cose; non è facile scrivere di dettaglio ai livelli massimi, pur nella stupefacente coerenza tra le tre fasce nelle quali convenzionalmente dividiamo il suono: bassi, medi, acuti.
Non è frequente ascoltare un woofer che scende con facilità sotto i 30 Hz senza eccitare risonanze neanche in una stanza piccola come la mia. E vero che Avalon dichiara di aver progettato le Opus per ambienti medio/piccoli, ma il metro americano non è lo stesso in uso nella vecchia Europa. Ho fatto delle veloci prove iniettando loro inusitate quantità di Watt senza udire alcuna distorsione neanche nel basso più profondo, che invece è rimasto sempre perfettamente sotto controllo, mentre tutto il contenuto della stanza vibrava a più non posso. Per la prima volta sono riuscito a far suonare una batteria acustica a livello reale senza la voglia di fuggire dalla stanza perché ciò che udivo era puro fastidio. Non so quanti di voi (spero molti) abbiano idea della pressione sonora di un colpo di rullante o di un piatto ascoltati a breve distanza, diciamo al massimo un paio di metri in ambiente chiuso e non assorbente. Non ho mai misurato, ma siamo molto vicini alla soglia del dolore. Vi garantisco che se un suono ascoltato così viene distorto da un apparecchio di riproduzione, diventa inascoltabile per chiunque abbia un orecchio appena un po educato. Bene, qualche giorno fa cera con me lamico Nino, audiofilo di lungo corso e con impianto di tutto rispetto, che era curioso di ascoltarsi queste famose Opus. Mentre la musica andava, ogni tanto facevamo due chiacchiere, fino a quando Nino ha osato chiedersi a cosa servissero due finali così potenti. Sicuramente 800 W per canale, in una piccola stanza, sono sovrabbondanti per qualsiasi diffusore debbano pilotare, ma quando allimprovviso ho alzato il volume su un assolo di batteria in un LP dei suoi, avreste dovuto vedergli la faccia. Nessun accenno di distorsione, solo transienti puliti e velocissimi.
Mi accorgo che sto divagando, devo tornare a parlarvi di come suonano normalmente le Opus, e non di follie momentanee permesse solo a chi vive isolato. Voglio però aggiungere che sempre più spesso mia moglie o mia figlia scendono in taverna per chiedermi di abbassare il volume. Questa cosa potrebbe essere interpretata in due modi: o sto diventando sordo io, o le Avalon suonano così bene da non affaticare anche ad alto volume; propendo per la seconda ipotesi.
Abbiamo quindi parlato di un woofer che suona con potenza ma deciso, senza code o distorsioni udibili. Che dire della gamma media, la più importante nelleconomia di tutta la riproduzione? Mi verrebbe da dire che è semplicemente perfetta, che la membrana in ceramica ha una timbrica assolutamente neutra. Ci ho messo tutta la mia buona volontà, ma non ho trovato cenni di colorazione, di predilezione verso voci femminili o maschili, di uno strumento piuttosto che un altro, mentre i tweeters svolgono con la massima discrezione il loro lavoro di rifinitura in alto, senza mai andare sopra le righe. So di qualcuno che toglie la tela delle griglie di questi diffusori perché preferisce avere più pressione negli acuti; mi dispiace per costoro, ma credo sia un errore. O hanno lorecchio "drogato" da troppi anni di tweeters esaltati, o ascoltano in un ambiente troppo assorbente.
La coesione tra le vie è assoluta, grazie ad un progetto di cross-over che molti altri fabbricanti di diffusori possono solo invidiare. Limmagine è al massimo delle dimensioni, in larghezza ed in profondità, che il mio ambiente permette. Le pareti attorno ai diffusori sembrano essersi spostate di almeno un paio di metri, mentre il fuoco degli strumenti e laria che li separa si mantengono a livelli che non avevo mai ascoltato in precedenza. Il dettaglio e lambienza sono eccezionali, ma non si impongono sulla trama musicale di ciò che si ascolta. No, non si resta a bocca aperta ascoltando un parametro piuttosto che un altro, semplicemente le Opus spariscono e dipingono un quadro tridimensionale di ciò che sta girando nella vostra sorgente. Avevo già detto qualcosa di simile a proposito delle Avalon Ascendant, ma qui il tutto è elevato in potenza, sempre che si possano quantificare in qualche modo certe sensazioni.
A volte, ascoltando musica ad alta dinamica, del genere sinfonico soprattutto, risulta difficile regolare il volume al corretto livello. Il silenzio del mio ambiente dascolto e del resto dellimpianto permettono dei "pianissimo" molto credibili, ma queste Opus hanno una tale facilità nel seguire le variazioni dinamiche, che il volume schizza subito a livelli molto alti.
La capacità di sviscerare ogni minimo dettaglio proveniente dalle elettroniche a monte vi potrà far scoprire cose nuove anche nelle incisioni a voi più note, pur senza avere mai un suono che normalmente definiamo "monitor". Linsieme è un corretto miscuglio di suono molto sviluppato in profondità, ma con la capacità di far emergere allimprovviso un violino dalla fila, o un assolo di chitarra elettrica. Nulla è mai confuso in quegli informi piani sonori che tanto spesso ci capita di ascoltare ed il sottile suono delle più nascoste percussioni spicca pur mantenendosi là in fondo, proprio dove si trova il percussionista. Anche unincisione mediocre come quella che sto ascoltando in questo momento (si tratta di un CD di una raccolta de "Le Orme") acquista il fascino di una riproduzione che "scava" nellanima dei musicisti che lhanno scritta ed interpretata. Non è il tipico "suono hi-fi" schizzinoso che rifiuta ogni incisione men che buona e vi fa alzare dalla poltrona per cambiare disco - pessima abitudine tra laltro -, è piuttosto un suono che, pur mostrando con chiarezza i difetti delle registrazioni, riesce lo stesso ad estrarne la musicalità più nascosta e dimostrarvi che quello che conta è lemozione del contenuto e non la tecnica di registrazione.
Non importa cosa vi piace ascoltare, queste bestie sono onnivore e vi restituiranno esattamente ciò che lamplificatore trasmette loro. A suo tempo avevo scovato ed acquistato un LP Archiv registrato nel 68, canti gregoriani eseguiti dai monaci dellAbbazia di Santo Domingo de Silos (Spagna). Ne ho approfittato per riascoltarlo. Di solito si afferma che pare di avere il coro nella propria stanza; invece questa volta vi dirò che queste Avalon mi hanno direttamente trasportato nellAbbazia dove tale sublime interpretazione si è rappresentata, tale è la credibilità del messaggio dambienza ricostruito nel mio piccolo ambiente. Se non fosse per il leggero rumore di fondo prodotto dalla puntina nei solchi e per la pronuncia del latino con evidente accento spagnolo, potrei addirittura pensare di essere ad una messa cantata dellAbbazia di Chiaravalle, a pochi chilometri da casa mia. A proposito, un avviso per i milanesi e "limitrofi": ogni seconda domenica del mese da settembre a maggio, alle 17,30, a Chiaravalle i monaci intonano canti gregoriani ai quali vale senzaltro la pena di assistere.

Ho trovato stupefacente anche lascolto di "Modern Cool" di Patricia Barber, edizione ibrida SACD/CD della Original Master Recording. Il primo pezzo comincia con suoni di piatti e percussioni metalliche delle quali, perdonate lignoranza, non conosco il nome. Del resto non cè nulla di più vario delle percussioni moderne, tra quelle regolarmente vendute nei negozi e quelle letteralmente "inventate" dai vari percussionisti più creativi. Ebbene, queste specie di campanacci dal suono piuttosto sordo escono dalle Opus con una varietà di suoni dovute allintensità del colpo con la bacchetta e probabilmente alla posizione in cui sono colpite, che non avevo mai colto prima. La dinamica degli interventi della tromba ti schianta contro la poltrona, così come le violente stilettate della chitarra abbondantemente distorta, mentre il contrabbasso sembra emettere bordate al limite dellinfrasuono. In tutto ciò, la voce della Barber emerge dal fondo strumentale senza alcuna difficoltà nonostante limpegno di elettroniche e diffusori per riprodurre al meglio una trama musicale niente affatto semplice. Incisioni pirotecniche ma estremamente naturali come questa riconcilierebbero con lalta fedeltà anche il più deluso degli audiofili. Se appena appena gradite il genere, peraltro piuttosto vario, tutti i dischi della Barber sono straconsigliati, soprattutto gli ibridi OMR o addirittura i costosi LP a 45 giri: difficile fare di meglio tecnicamente ed anche il livello artistico è molto alto.

Non poteva mancare in questa prova un bel CD di pianoforte, di quelli che non fanno fatica a mettere in crisi diffusori ed elettroniche: i Quadri di unEsposizione di Pogorelich, per Deutsche Grammophon. Anche qui le Opus Ceramique assecondano la grazia dei Bryston nelle lunghe note, ma anche la loro brutalità nei frangenti a maggior dinamica. Ogni più piccolo dettaglio dellincisione, dai respiri di Pogorelich ai rumori meccanici del pianoforte, è riprodotto con la massima fedeltà ma anche con la sensibilità indispensabile per un ascolto ad altissimo livello; mai sentita una simile profondità delle note a sinistra della tastiera quando, in Bydlo, le corde sembrano percosse con un vero e proprio maglio, mentre midrange e tweeter non sembrano minimamente disturbati nel loro lavoro di ricostruzione delle armoniche, che decadono con la massima naturalezza spegnendosi nel silenzio del luogo dincisione.
Lorchestra dello Schiaccianoci diretto da Gergiev per Philips è imponente e nervosa, con le tipiche asprezze di questa registrazione a far capolino ogni tanto, ma con una verve dinamica come raramente capita di ascoltare, ed una precisione nella localizzazione degli strumenti nelle tre dimensioni (larghezza, profondità ed altezza) davvero rare. Archi, fiati e percussioni sono
veri! Non so se si può dire, ma ormai
Ogni disco ascoltato è una riscoperta, vi si trova qualcosa che prima mancava. Il problema è che lo si scopre solo quando si ha a che fare con simili macchine da musica, e quando lo si scopre, risulta difficilissimo fare marcia indietro.
CONCLUSIONI
Il mio approccio allhi-fi è prevalentemente umanistico e certi ascolti mi danno ragione: non ci sono numeri che possano rappresentare su un foglio di carta simili prestazioni. Qui siamo nel campo dei componenti che ci permettono di ascoltare al meglio le nostre opere darte preferite, e quindi essi stessi sono opere darte, secondo la mia opinione. Ho avuto occasione di ascoltare le Opus anche con altre amplificazioni, in un ambiente che non è il mio ma che conosco alla perfezione e posso tranquillamente affermare che il loro comportamento è sempre stato a livelli altissimi, sempre rispettoso della qualità di ciò che era a monte e nella massima trasparenza. Cè da divertirsi a scoprire le qualità timbriche delle varie elettroniche collegate; quasi uno strumento di misura per orecchie.
Difetti? Confesso pubblicamente la mia inadeguatezza, ma non ne trovo. Suppongo che a questo punto sia perfettamente inutile raccontarvi di come non si vorrebbe mai fermare la musica, o dallirrefrenabile voglia di possesso che simili gioielli, una volta entrati in casa possono scatenare. Pericolose, davvero pericolose
Spero sia chiaro quello che ho cercato di esprimere. Lo sarà di più se riuscirete ad ascoltare queste Opus Ceramique nelle migliori condizioni; unesperienza che non dovrebbe mancare a nessun audiofilo, indipendentemente dal fatto che siano a portata di tasche o che debbano restare un sogno ancora per un po di tempo. Auguro a tutti voi che questo sogno si possa avverare quanto prima.
INFO
Costruttore: Avalon Acoustics
www.avalonacoustics.com
Importatore: Audio Graffiti
www.audiograffiti.com
Prezzo: 25.980 Euro