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NUMERO 15


speciale classe D
Sonic Impact T-Amp

[ Interventi di: Fabio Cottatellucci - Sergio Vitangeli - Giovanni Aste - Francesco Bollorino - Angelo Jasparro - Igor Zamberlan - Contributo di Renato Giussani ]

L'ascolto di Francesco Bollorino

t amp

L'avevo giurato a me stesso e sono stato di parola: non ho acquistato il T-amp.

Per questa prova l'ho ricevuto, fresco fresco dagli States, dal buon Igor in una confezione ancora imballata.

Vi è da dire che, estratto dalla sua scatoletta, il T-amp "colpisce" per il suo aspetto molto cheap, per il suo peso modesto e per l'apparenza molto molto "plasticosa": di primo acchito più che un apparecchio per hifi, sembra un aggeggio nato per essere associato ad un lettore di MP3 piuttosto che ad un PC…. dimenticavo "è" nato per questo, prima della sua "scoperta" come incontrollato oggetto di desiderio di molti audiofili italiani, folgorati come Saulo sulla via di Damasco.

Siccome per altro non sono un tipo prevenuto quando si tratta di "stranezze assortite" nel campo dell'hifi, ho voluto prima di tutto mettere il "piccolino" nelle migliori condizioni di funzionamento, seguendo in questo la notevole "letteratura" disponibile al riguardo: ho acquistato un alimentatore stabilizzato che gli fornisse almeno 13,5 volt con un amperaggio di 3 Ampere, prima di iniziare un qualunque ascolto ho rodato adeguatamente il T-amp sottoponendolo per 24 ore di fila "al lavoro" del CD Purist Audio System Enhancer.

Per prima cosa ho voluto provare il T-amp come "finale" in una catena, da me ben conosciuta e apprezzata, formata dal Pre Passivo SONIC EUPHORIA, dal CDP Rotel 971 (entrambi provati su queste pagine nello scorso e in questo stesso numero) e da una coppia di Celius 202 in cui il T-amp andava a sostituire i finali MF XA-50 che normalmente pilotano le Triangle in biamplificazione passiva; come cavetteria ho usato una cavo "senza nome" da RCA a jack stereo, comprato alla FNAC per il collegamento del Pre al T-amp, una coppia di ottimi HGA Silver Lace per il collegamento del CDP al Preamplificatore e una coppia di JAMO High Definition Flat Speaker Cable da 2,5 millimetri quadri per le casse, cavo scelto in quanto unico disponibile in casa senza terminazioni e quindi adatto alle piccole uscite a ghigliottina dell'oggettino.

Ho regolato quasi a fondo scala il volume del T-amp, ho lasciato passare circa un'oretta per consentire un adeguato preriscaldamento e ho iniziato la seduta di ascolto utilizzando il pre per la regolazione del volume, selezionando la mia solita batteria di CD test.

La prima obiettiva sensazione è di sconcerto: il T-amp suona e suona "forte", abituati come siamo da sempre "a pesare" l'alta fedeltà questo fatto non può non colpire.

Ma, superato lo sbalordimento, come è il suono?

Obiettivamente molto scadente: le altissime sono molto in evidenza quasi fastidiose, le voci appaiono sottili, il suono sembra molto proiettato in avanti e le basse frequenze spesso in evidenza con le Celius sembrano essere scomparse o quasi. Ci sarebbe da fermarsi qui ma gli obblighi "professionali" di recensore e non di audiofilo impongono controlli e verifiche prima di stilare un giudizio definitivo su dati così sommari ancorché obiettivi alle mie orecchie.

Una rapida consultazione con i colleghi di redazione mi ha portato ad accertare che il T-amp ha dei parametri di interfacciamento a causa dei quali il mio pre passivo potrebbe non essere l'apparecchio più indicato per pilotarlo, per cui ho collegato direttamente il CDP al T-amp utilizzato a questo punto come "mini-integrato" e ho proceduto ad una seconda sessione di ascolto.

E' evidente che questa sembra la soluzione migliore in quanto ferma restando la pressione sonora veramente notevole, posizionando il reostato del volume attorno alle ore 11, le cose sembrano migliorare ma i difetti di base a cui avevo accennato prima restano seppure con una evidenza minore.

Il T-amp sembra possedere una equalizzazione volta a restituire un suono molto aggressivo con evidenti limitazioni di banda in basso e con una altrettanto evidente esaltazione in alto, come se fosse pensato per un uso o con supporti di bassa lega tipo i files MP3 o per far suonare casse di scarsa qualità... ma a pensarci bene non è questo l'uso per cui è nato? Ciò che mi stupisce sono però le testimonianze di ascolti in cui quelli che al mio orecchio appaiono come limiti evidenti non sono stati menzionati, anzi….. il giocattolino mi è stato presentato come un oggetto di qualità che ridisegna i parametri economici di ciò che è l'alta fedeltà e allora ho deciso di non darmi per vinto.

Fallito anche questo secondo tentativo ho deciso di dare al T-amp un'ultima chance interponendo tra l'uscita del CDP e il cavo di collegamento all'integrato il TADDEO Digital Antidote II con il presupposto che l'equalizzazione che avevo verificato tale oggetto introduce potesse, in qualche maniera, controbilanciare "in positivo" l'equalizzazione "in negativo" che avevo fino a quel momento rilevato ad orecchio.

Debbo dire onestamente che in questa ultima situazione il suono è diventato più accettabile ed equilibrato, il roll-off sulle alte frequenze introdotto dal TADDEO ha influito positivamente sul suono, rendendolo meno aspro, al tempo stesso le basse frequenze sono finalmente comparse, le voci hanno acquistato più corpo e la scena acustica si è fatta finalmente un poco più profonda con i piani sonori posizionati in maniera corretta, senza per altro raggiungere alcun risultato di eccellenza; posso però a questo punto provare a riassumere le mie sensazioni di ascolto e le mie valutazioni generali:

  1. il T-amp NON E' un amplificatore per tutte le stagioni: nato per precisi e delimitati usi, credo che come tutti gli apparecchi audio possa trovarsi più o meno bene a seconda dei compagni che gli vengono affiancati, con me, lo ammetto, deve essere stato proprio sfortunato. Data la potenza in uscita è indispensabile che venga associato a diffusori di alta se non altissima efficienza, in queste condizioni è in grado di offrire pressioni sonore insospettabili considerando le dimensioni, senza presentare segni evidenti di affaticamento o distorsione.
  2. il suo suono ha una evidente equalizzazione che favorisce le altissime frequenze ciò può rendere il suono molto "presente" e offrire una sensazione errata di grande apertura che in realtà non c'è
  3. sono dell'avviso che il "difetto" maggiore sia però un altro: la scarsa quantità di informazioni musicali che il "coso" fa passare; il messaggio musicale è povero di microinformazioni e questo credo spiega i problemi di ambienza e di timbrica che ho rilevato, per essere più preciso aggiungo che, ferma restando l'enfatizzazione di alcune frequenze a scapito di altre, è un po' come se il T-amp fornisse un "servizio" completo ma di scarsa qualità ovvero: la scena c'è, ma è povera e poco profonda, la voce è riprodotta senza alcune armoniche, i bassi ci sono ma non hanno il damping che ci si deve aspettare da "un campione" etc etc
  4. Comprerei un T-amp? Assolutamente no, non rientra nei miei gusti musicali, molto probabilmente non possiedo apparecchi adatti ad un interfacciamento ottimale con l'amplificatore della Sonic Impact. Il T-amp costa, nella configurazione ottimizzata, comprendente anche una buona alimentazione esterna, all'incirca una settantina di Euro tasse e trasporto inclusi, personalmente dovendo acquistare un amplificatore utilizzerei tale somma per cercare una alternativa sull'usato, sicuro di trovare qualcosa se non altro di più versatile nell'uso. Forse, se Igor me lo lascerà per un po' di tempo, lo farò usare a mio figlio per ascoltare la sua musica scaricata dalla rete e i suoi MP3.
  5. E' giustificato il can can che si è creato attorno a questo giocattolino? Assolutamente no, io credo che molto abbia fatto la psicoacustica in questo ambito più che l'obiettività dei risultati ottenibili: il voler sentire più che l'ascoltare in una "vacanza della ragione" che lascia perplessi per l'enfasi con cui sono stati stilati tanti giudizi.
  6. L'hifi è fatta di piccoli costanti passi verso un suono sempre migliore all'interno dei propri gusti musicali, in questo senso, secondo me, il T-amp non rientra in tale categoria di oggetti almeno partendo dai risultati che fino ad oggi ho ottenuto con i cambi di componenti nella mia catena di ascolto. Mi rimane difficile immaginare un appassionato che lo possa considerare un upgrade rispetto ad una buona amplificazione tradizionale come mi è capitato di leggere.
  7. caravaggio

  8. Si può allora considerarlo "il nuovo entry level" per la "vera" hifi? Si tratta di un "vero" oggetto hi-end? Secondo me no, è un giocatolo curioso per certi versi sconcertante in senso positivo ma resta un giocattolo e come tale credo vada visto ma siccome hifi domestica è anche e soprattutto un gioco che deve donarci piacere ben venga il T-amp senza che chi non lo ha provato o posseduto si senta escluso da chissà quale empireo del suono assoluto.
  9. Un dato molto importante per me semmai travalica le qualità soniche del T-amp e me lo rende particolarmente "simpatico": attorno a questo giocattolino si è sviluppato un dibattito e un interesse (comprese molte "dritte" offerte dagli utlizzatori per una messa a punto ottimale) che ha favorito ancor di più la rinascita della "comunità audiofila", nella sua accezzione più alta di "comunità immaginata" rispetto ad una "comunità immaginaria", attorno a risorse di rete come la nostra con il suo seguitissimo Forum (non è un caso che la stampa su carta si sia trovata "costretta a parlare del T-amp" dalla spinta che è arrivata dalla rete).
    Mi pare un fenomeno molto significativo, anche perchè è dalla comunità audiofila e dal serio DIY che la vera alta fedeltà ha preso l'avvio e ha trovato talenti ed idee per prosperare.
    In un'epoca come questa dominata a livello di mercato da offerte di intrattenimento casalingo in cui la variabile "qualità" sembra essere l'ultima voce considerata questo mi pare un fatto che vada rimarcato come molto molto positivo.
  10. Resta comunque il fatto che questa nuova classe di amplificatori, per loro natura potenzialmente più a buon mercato rispetto a tipologie circuitali più classiche, può aprire nuove frontiere nell'ascolto domestico con oggetti sia chiaro che sono parenti del T-amp quanto noi umani lo siamo di Lucy la prima ominide africana da cui tutti discendiamo

Finito il "lavoro" ho rimesso in piedi il setup del mio impianto: ho ricollegato i 4 Musical Fidelity alle Triangle ho serrato per bene i cavi (dei "preziosi" Crystal Cable) alle casse, ho riconnesso il CDP al Sonic Euphoria, ho messo sul plattorello il meraviglioso "Partners" di Paul Bley e Gary Peacock (Live to Digital inciso a New York nel 1989 — CD Universal Music Riedizione 2001) e questa volta sì, come Saulo sulla via di Damasco, mi sono immerso nel piacere dell'ascolto della Musica come Dio comanda.......................


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