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Sonic Impact T-Amp
[ Interventi di: Fabio Cottatellucci - Sergio Vitangeli - Giovanni Aste - Francesco Bollorino - Angelo Jasparro - Igor Zamberlan - Contributo di Renato Giussani ]
L'ascolto di Giovanni Aste
 Ed eccomi qua, in un piovoso pomeriggio di Febbraio, a recarmi a casa di Fabio per la tanto agognata, visto quanto se ne parla, prova del T-amp.
Fabio mi accoglie nel suo salotto in compagnia delle sue ragazze, 2 Klipshorn alte quasi più di me pilotate, in condizioni normali, da un trittico Galactron.
Il T-amp lì in mezzo poverino praticamente sparisce, sormontato da oggetti grandi e pesanti molte volte più di lui. Dato che dallultima volta in cui ho effettuato un ascolto a casa di Fabio è passato un po di tempo lui mi dice "Cominciamo con i Galactron così ti riabitui", io acconsento fidandomi del buon Fabione. Inizialmente il suono mi sembra, a grandi linee, il solito, grande e potente come duopo sentire dalle enormi trombe, con una scena non profondissima e forse non precisissima nei singoli posizionamenti, ma non sono queste le cose che si chiedono alle Klipshorn.
La seduta procede con brani vari e il messaggio sonoro è sempre godibile, ben dettagliato ed esteso, ma a tratti sento che ce qualcosa di diverso rispetto al solito. E come se si privilegiassero alcuni aspetti a scapito di altri, una sensazione strana, difficile da esprimere, ma lindicazione generale è che i Galactron mi sembrano meno "neutri" del solito, come se volessero impressionare più che riprodurre. La risposta è ben estesa anche se, anche qui, ce qualcosa di strano: il basso ad esempio, a tratti sembra quello, granitico, di sempre, in altre occasioni invece il sistema glissa un po come se, in difficoltà, preferisse omettere qualcosa piuttosto che far vedere le proprie pecche.
Insomma lascolto mi soddisfa quasi come è solito fare se non fosse per queste differenze che, man mano che si va avanti, mi sembra di notare ma che non riesco a identificare pienamente.
Ad un certo punto dico "Ok Fa, mi sono acclimatato, attacchiamo il piccoletto" e quel gran vigliaccone del Cottatellucci, col suo tipico fare "pacioso-romanesco" mi dice "Giova, lo stavi già sentendo il piccoletto
"
Colpo di scena! Sentivo il T-amp?!?!?
Ebbene sì. La prima esclamazione che mi viene in mente e "Ah, pero!", un misto di piacevole sorpresa e, allo stesso tempo, di sconcerto per tutto il suono che esce da quel cosino lì. La performance, se rapportata allo "spessore" delloggetto, è sicuramente ragguardevole, per certi versi, ripeto, sorprendente. E però, e adesso mi spiego i dubbi che avevo durante lascolto, un oggetto un po ruffiano, che fornisce unimmagine della musica "vista da lui".
Riattacchiamo i Galactron e tutto torna "normale". Lo spessore in più, la ricchezza, la neutralità, lestensione (vera), ora ce tutto e tutto è al proprio posto. E un amplificazione che non inganna perchè non ha bisogno di farlo. Però siamo anche a parecchie decine di volte il prezzo del T-amp. Insomma da che parte pendo? Non mi pronuncio, anche perché la sessione dascolto è stata troppo breve per poter dare giudizi confidenti; sicuramente il T-amp è un oggetto che impressiona, quando lo vedi, per le sue dimensioni, quando lo senti, per il suo suono.
Non penso, in generale, che sia un ammazza-giganti per due motivi sostanziali: primo perche la differenza con amplificazioni serie ce e si sente, secondo perchè è un oggetto veramente ai minimi termini sul quale, se si vuol portare al rango di amplificatore, occorre effettuare modifiche sostanziali con un aggravio di costi non indifferente.
E però sicuramente un oggetto interessante, per certi versi rivoluzionario, che sicuramente val la pena di ascoltare.
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