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NUMERO 15


speciale classe D

Classe T "Unplugged":

Amphony 1520 Trasmettitore/Amplificatore Digitale

di Bebo Moroni

 

Della ormai grande famiglia che fa impiego dei moduli di amplificazione digitale Tripath, fa parte anche questo piccolo interessante trasmettitore/amplificatore wireless della tedesca Amphony. La Amphony sta facendo parlare parecchio di sé grazie ad una line di cuffie, anch’esse senza fili, caratterizzate anch’esse dall’impiego di moduli digitali per la trasmissione audio, con tanto di correttore d’errori, e che, a quanto pare, a cifre decisamente ragionevoli, offrono eccellenti prestazioni nell’indubbio comfort di una cuffia senza fili. Un successo rapido e ampiamente confortato da autorevoli pareri quello delle cuffie Amphony, già per la prima serie con trasmissione a radiofrequenza a 2.4 Ghz, che sembra essere ancora più dirompente con l’uscita della nuova serie di cuffie wireless a 5.8 Ghz. La scelta di una frequenza di trasmissione così alta rappresenta un indubbio vantaggio, e cioè l’immunità dalle interferenze provocate dalle altre eventuali apparecchiature wireless con trasmissione a radiofrequenza presenti nell’ambiente o nelle vicinanze, che agiscono a frequenze pari o inferiori a 2.4 Ghz.

Se le cuffie Amphony hanno rappresentato e rappresentano un successo immediato e con tutta probabilità sono gli oggetti che al momento maggiormente rappresentano il marchio tedesco ( e saranno a breve tempo in prova su videohifi.com) l’apparecchio che maggiormente ha destato la nostra curiosità, tra quelli di più recente presentazione, è il trasmettitore/amplificatore digitale 1520, un apparecchietto (anzi una coppia di apparecchietti) che potrebbe rivoluzionare la vita di molti appassionati.
Come vi sembra l’idea di poter costruire un impianto multicanale ( per l’Home Theater, ma non solo) senza necessità di lunghi e complessi cablaggi lungo il perimetro della stanza o ad attraversare il vostro soggiorno, con tutti gli annessi e connessi? Ebbene il piccolo Amphony, una sorta di T-Amp più potente e senza fili ( o almeno parzialmente, ma quel parziale è decisivo, senza fili) ? A me personalmente sembra una grande idea. La mia situazione, ad esempio, prevede i canali surround posizionati posteriormente in una grande libreria. E non solo dall’impianto principale alla libreria che accoglie i canali posteriori ci sono svariati metri di muro ( e non ho, come non ha la stragrande maggioranza degli appassionati possibilità di collocazione alternativa di tali diffusori) ma il percorso di tali cavi è attraversato da una grande apertura (dove prima c’era una doppia porta) che conduce dall’ingresso, appunto al salone. Dunque sono costretto o a far passare i cavi sul pavimento, costringendo gli altri abitanti della casa e gli ospiti agli equilibrismi, onde evitare di produrre l’effetto "scoordinamento durante salto della corda" con conseguente "facciata" sul pavimento, o a farli passare anti-esteticamente lungo la cornice della già doppia porta, aumentando inoltre notevolmente il già ampio percorso del cablaggio.

Naturalmente quella dell’Home Theater/MCL non è l’unica applicazione possibile dell’Amphony ( può essere impiegato in applicazioni multi-room, o semplicemente per portare il suono della sorgente che sta in soggiorno in camera da letto, senza bucare le pareti per far passare i cavi, o ancora tutto ciò che a vostra fantasia può suggerirvi potendo contare su di un dispositivo così pratico.

Il 1520 è uno dei tre rappresentanti di una serie che prevede un trasmettitore acquistabile separatamente e privo di amplificazione, il 1000 ed una coppia trasmettitore/amplificatore di maggior potenza, con sigla 1550. Il 1520 impiega un modulo stereo da 15 watt continui per canale, 20 di picco per canale, mentre il 1550 offre ben 50 watt di picco per canale grazie a due moduli mono separati ( eh già, è di fatto un vero dual-mono!) da 15 watt continui, dotati di una più che discreta riserva di corrente e con bassissima distorsione.

La flessibilità dell’Amphony 1520 non è limitata alla sua funzione più evidente, giacchè il modulo trasmettitore può essere collegato sia ad una coppia di uscite linea ( dunque direttamente alla sorgente o prelevando il segnale delle uscite preamplificate da un processore, da un sintoamplificatore, da un’integrato) che alle uscite diffusori di un amplificatore. Dunque può essere impiegato anche in unione a un già pre-esistente amplificatore multicanale, senza che i canali di amplificazione non utilizzati di questo, rischino di essere danneggiati (cosa che può avvenire con molte delle attuali realizzazioni) dal non "vedere" un carico collegati ad essi o che il processore non sia in grado di riconoscere la presenza dei canali surround affidati all’Amphony. In più possono essere impiegati più unità d’amplificazione contemporaneamente. Ad esempio possono essere collegati due ampli 1520 ciascuno ad un diffusore, avendo così a disposizione una decisamente maggiore quantità di potenza.

L’installazione e la messa a punto del piccolo sistema ( l’unità di amplificazione è grande circa quanto un T-Amp, appena maggiore l’impronta a terra del trasmettitore) è decisamente rapida e semplice. Una volta deciso quale segnale prelevare e collegato il trasmettitore come sopra descritto, questo va posizionato in maniera tale che si trovi, quanto più possibile ( ma ho potuto verificare che la trasmissione è nitida e continua anche per posizioni abbastanza discostanti da quella ideale) a guardare verso l’amplificatore a cui deve inviare il segnale audio. Nella sobrissima e compatta confezione (corredata da un manuale in italiano piuttosto esauriente) sono presenti oltre a due alimentatori "ad hoc" per trasmettitore e amplificatore, anche due spezzoni di cavo di più che discreta qualità, per l’eventuale collegamento del trasmettitore alle uscite diffusori dell’amplificatore da cui verrà prelevato il segnale poi trasmesso all’ampli "remoto. La portata massima in aria libera del trasmettitore è di 20m., che si riducono ad 8 in presenza di pareti o soffitti da attraversare. Una portata utile abbondantemente sufficiente in una normale situazione domestica.

Sia il trasmettitore che l’unità amplificatrice sono dotate di controlli di volume indipendenti, che andranno regolati in maniera tale che agendo normalmente sul controllo di livello del pre/processore o dell’amplificatore integrato/sintoamplificatore HT, si abbia un livello comparabile a quello ottenibile nel normale impiego "via filo" e non si porti l’unità di amplificazione a distorcere o direttamente in condizione di clipping.

Come funziona? Come suona?

Effettivamente l’innalzamento della frequenza di trasmissione a 5.8 Ghz comporta indubbi vantaggi. Il segnale appare decisamente pulito e mai disturbato. Attualmente nel mio salone soggiornano un trasmettitore che invia il segnale del decoder digitale TV alla camera da letto, nonché una cuffia wireless AKG 444 Hearo, entrambi caratterizzati da un funzionamento direi ottimale, ma non immune da eventuali interferenze "pesanti" ( ad esempio il segnale trasmesso alla cuffia soffre marcatamente dell’accensione delle lampade a basso consumo, che sono la quasi totalità di quelle presenti nella mia abitazione- o almeno ciò accade con le lampade a basso consumo di Ikea che sono quelle che impiego, non so se cambiando marca di lampada la situazione possa essere differente, ma per quel poco che so sull’argomento, mi sembra difficile che ciò possa accadere). Naturalmente nemmeno le suddette lampadine hanno influenza sulla corretta trasmissione del segnale audio tra le due unità Amphony, né queste sono in grado di disturbare gli altri apparati a radiofrequenza.

Per forza di cose, e onde evitare di devastare l’"ambientazione" del soggiorno proprio con un dispositivo atto ad evitare tale spiacevole fenomeno, ho dovuto posizionare il trasmettitore assai più in basso rispetto all’unità di amplificazione, che è poggiata in cima ad una delle file di LP che riempiono la libreria in cui sono contenuti anche i due diffusori surround. Non solo ma, avendo sfruttato ormai ogni millimetro dello spazio disponibile, il trasmettitore è stato poggiato, con mossa "osé" (ma tentar non nuoce e sperimentare è dovere) sul bel top in policarbonato trasparente del preamplificatore a valvole (!) Klimo Merlino Plus Gold. Ovviamente non si può immaginare una sorgente nonché una ricevente di interferenze più efficace di un dispositivo a valvole. Eppure il tutto funziona alla perfezione, e, in questi due mesi di convivenza con gli Amphony non ho udito interruzioni di segnale, se non un paio di volte, per una frazione di secondo, nel corso di una serata piuttosto affollata. Il piccolo sistema è dotato anche di un sistema "auto-sense" che rileva la presenza o meno del segnale audio in ingresso. Dopo circa un minuto in assenza di segnale, noterete che il led indicatore di trasmissione posto sul pannello superiore del trasmettere si spegnerà, per riaccendersi, e riattivare così il sistema, non appena rileverà nuovamente la presenza di un segnale ai suoi connettori d’ingresso.

Come suona l’Amphony 1520? Beh, state leggendo i nostri giudizi sul T-Amp dunque sapete più o meno cosa pensiamo dei piccoli moduli d’amplificazione Tripath. In questo caso si avverte decisamente la maggior potenza, esplicabile in impatto dinamico decisamente incrementato e, almeno in apparenza, in superiore sostanza del basso profondo. Il suono è, come ci si poteva aspettare, decisamente pulito e la timbrica piacevole, seppure si avverte anche in questo caso una certa sofferenza in termini di ricchezza armonica e profondità dell’immagine. Questo collegando l’unità di amplificazione Amphony a diffusori a gamma estesa in una configurazione puramente stereofonica. Ma non dobbiamo dimenticare che l’atout ( non so se lo scopo primario di progettazione, ma immagino di si) di questi dispositivi è quello di pilotare i canali surround di un’impianto multicanale. E francamente della ricchezza armonica e della profondità scenica di due surround laterali o posteriori possiamo tranquillamente infischiarcene. Dunque ciò che c’interessa sapere in questo caso è se il 1520 sia in grado di pilotare con adeguate caratteristiche timbriche e dinamiche i nostri diffusori effetti. Con le mie ProAc Hexa si riescono ad ottenere livelli d’ascolto piuttosto credibili ed anche discretamente emozionanti. Ovviamente si nota, in ascolti un po’ più impegnati, l’evidente differenza di potenza tra i canali frontali ( attualmente 100 W RMS ciascuno) e quelli posteriori, cosa che rende leggermente difficoltosa, tra le altre cose, la regolazione sia manuale che strumentale del livello dei canali. Ma la cosa non è davvero drammatica, e in fondo a fronte dei vantaggi offerti si potrebbe tranquillamente convivere con tale situazione anche in presenza di un sistema così impegnativo. La situazione cambia decisamente con sistemi più efficienti, e comunque resta la possibilità (che cercheremo di valutare al più presto) di impiegare il modello più grande, il 1550 che con 50 watt di picco e la sua più che discreta riserva di corrente, dovrebbe assicurare una dinamica più che adeguata anche in situazioni limite per un ambiente domestico. Ovviamente il discorso si fa differente se ascoltiamo l’impianto multicanale con SACD o DVD Audio di elevato contenuto tecnico-artistico: sappiamo che sarebbe bene per questo precipuo scopo, avere canali di amplificazione omologhi per potenza e per qualità. Devo dire, comunque, che l’Amphony "piccolino" si comporta più che discretamente anche in questo caso, e il risultato totale va senz’altro definito come piacevole. Ovviamente possiamo presumere che la presenza dell’ampli più "grande" risolverebbe, anche in questo caso, molti problemi.

Bene, posso dire di essere decisamente entusiasta di questa intelligente applicazione dei moduli Tripath e delle tecniche di trasmissione del segnale a radiofrequenza. L’Amphony 1520 costa poco (davvero poco, calcolando anche la presenza degli alimentatori e la versatilità), è affidabile *, pratico da usare, piacevole all’ascolto (come detto molto efficace nel pilotare i surround di un HT), date le dimensioni praticamente invisibile (l’estetica dell’unità amplificatrice è un po’ giocattolosa, in linea con analoghe realizzazioni in classe T, ma poco male) e, soprattutto, risolutore: posso, senza timore di errore, predirgli un grande successo, che sarebbe poi del tutto meritato.

Ecco, questa è una classe T di cui si sentiva davvero la mancanza.

* Attenzione però, tassativamente, a non creare MAI corto-circuiti alle uscite dell’unità di amplificazione, nemmeno per brevissimi periodi, nemmeno accidentalmente: sappiamo bene come questi moduli siano assai sensibili a tali accadimenti. Abbiate cura di spellare con accuratezza una piccola porzione di cavo e d’inserirne tutto il capo "nudo" nei morsetti serrafilo dell’ampli, magari aggiungendo anche un passaggio di nastro isolante per esser più sicuri. Evitate accuratamente di posizionare ampli, cavi e diffusori, in maniera tale che possano essere accidentalmente tirati, con conseguente possibilità di fuoriuscita del cavo spellato e di contatto tra i due poli. L’evenienza mi sembra vieppiù piuttosto rara, viste le dimensioni dell’unità ed il fatto che non è collegata ad una catena audio, e soprattutto non necessita di ulteriori interventi una volta collegata ed effettuata la messa a punto.


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