Michell
Gyrodec

L’unico
apparecchio che ha ottenuto l’unanimità
dei nostri lettori e della nostra redazione,
il Michell Gyrodeck è, insieme, un oggetto
bellissimo, un apparecchio ottimamente suonante,
un pezzo di storia dell’alta fedeltà.
Un oggetto bellissimo: non manca mai di attirare
gli sguardi di chi gli passa accanto, che sia
o meno appassionato di alta fedeltà.
L’ipnotico girare dei contrappesi sotto
il piatto in acrilico, il suo aspetto insieme
leggero e sostanzioso, che riesce a mettere
d’accordo le esigenze tecnologiche e quelle
estetiche, hanno mostrato e mostrano come forse
nessun altro apparecchio che non tutta l’alta
fedeltà dev’essere nascosta per
soddisfare le esigenze di arredamento.
Un apparecchio ottimamente sonante: un analogico
credibile, non difficile da domare, facilmente
interfacciabile, un rappresentante non estremistico
della scuola classica dei giradischi a controtelaio
sospeso. Mantiene il suo interesse anche a confronto
con i più bellicosi rappresentanti delle
varie new wave sopraggiunte durante i suoi lustri
di onorata carriera.
Un pezzo di storia dell’alta fedeltà:
vogliamo, romanticamente, credere che il voto
dei nostri lettori sia un tributo ad un oggetto
eccezionalmente longevo e che rappresenti anche
un dovuto omaggio a uno dei grandi personaggi
della nostra passione, J. A. Michell, che ci
ha prematuramente lasciati alla fine del 2003.
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