Numero 14
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Videohifi Independent Awards 2005
 

 

 

 

     
 

 

Digitalia Independent Awards: i dischi dell’anno

Independent Awards nel senso che li ho assegnati io: sono i dischi che, in questi ultimi mesi, mi sono piaciuti di più, mi sono sembrati più significativi e hanno passato più tempo intorno ai miei lettori digitali e analogici. Comunque, eccoli qua:

Musica leggera: Bjork, Medulla, Island (SACD ibrido stereo e multicanale, DVD-Audio) e Caetano Veloso, A Foreign Sound, Emarcy/Universal (SACD ibrido stereo e multicanale)

Il disco di Bjork non è un ascolto facile, sia per la musica, piuttosto sfidante, sia per un suono che nessuno potrebbe definire caldo, sia per un mix multicanale che ridefinisce il concetto di “uso aggressivo dei canali posteriori”. Però è significativo, sempre interessante, mai banale o scontato; dopo i primi ascolti la sfida rientra, per lasciar spazio ad un’impressione di raffinatezza, rarefazione e una certa malinconia sotterranea.

Cambiando completamente genere, il disco di Caetano Veloso è l’ennesima conferma del fatto che il bahiano è uno dei grandi della musica popolare degli ultimi, uhm, trentacinque anni. Qui il suono è bello e levigato; le atmosfere generalmente concilianti, anche se il nostro non rinuncia alle unghiate in stile Estrangeiro (It’s Alright Ma e soprattutto Detached) o all’ironia (Come As You Are). Probabilmente Caetano è l’unico al mondo, oggi, che possa cantare Feelings senza farla risultare inascoltabile per eccesso di zucchero e sovraesposizione…

Musica leggera, riedizioni: Nick Drake, A Treasury, Island (SACD ibrido stereo e multicanale)

La miglior maniera, oggi, di comprare e ascoltare colui che per anni è rimasto un musicista per i musicisti e che, da qualche tempo a questa parte, è stato riscoperto anche dal grande pubblico. A meno di trovare un vinile d’epoca (e anche se avrei qualcosa da dire sulla scelta dei brani e sulla modernizzazione di I Was Made To Love Magic), non c’è modo migliore di sentire i suoi piccoli grandi gioielli e di rimpiangere il fatto che se ne sia andato così giovane.

Musica jazz: E.S.T, Viaticum, ACT (SACD ibrido stereo e multicanale)

Un altro instant award, un po’ come il Videohifi Independent Award al disco Velut Luna. L’Esbjorn Svensson Trio trova una nuova distribuzione italiana (Egea) e fa uscire il proprio primo disco in SACD. La registrazione è ottima (si dice che si tratti di un puro DSD) anche se, probabilmente, la dinamica e l’apertura sono limitate dalle sovraincisioni. La musica? Beh, a volte si sfiora il troppo consonante, per i miei gusti – intravedo qualche flirt new age –, ma più spesso la musica è interessante e piuttosto innovativa dei modi e delle forme del trio jazz. Piacevole anche per chi non ama troppo il jazz.

Musica classica, barocco: Telemann, Paris Quartets Vol. 2, Florilegium, Channel Classics (SACD ibrido stereo e multicanale)

Davvero splendido disco di opere poco conosciute. Musica estremamente piacevole – da raccomandare anche a chi non ascolta musica classica, a chi non ascolta barocca, a chi non ascolta strumenti originali –, esecuzione attenta e partecipata, registrazione di grande realismo. Che volere di più?

Musica classica, musica da camera: Beethoven, Quartetti per Archi Vol. 7 (op. 130 e op. 133), Prazak Quartet, Praga (SACD ibrido stereo e multicanale)

Il Prazak conclude la sua integrale beethoveniana su Praga con una prova splendida. E’ possibile che questa sia l’integrale dei Quartetti dei nostri giorni (fantasiosa e fedele). Il fatto che tre volumi siano disponibili su SACD (e gli altri?) costituisce un’ulteriore raccomandazione. Attenzione, tuttavia, al fatto che la prospettiva di ripresa di questi dischi è, come in quasi tutta la serie delle registrazioni effettuate da Praga Digitals in  Repubblica Ceca, molto ravvicinata e non molto ariosa: non sono per tutti i gusti, come qualità sonora.

Musica classica, musica orchestrale: Mahler, Sinfonia n. 3, Royal Concertgebouw Orchestra, R. Chailly, Decca (SACD ibrido stereo e multicanale, CD)

Ancor più del disco di Abbado a Lucerna, ancor più di quanto sta facendo Tilson Thomas a San Francisco, questo ci pare il disco mahleriano dell’anno e il disco orchestrale dell’anno. Al quasi coronamento della sua integrale (l’ultimo volume è la Nona Sinfonia uscita da poco), Chailly conferma le doti sue e della sua orchestra (peraltro di grandissima tradizione mahleriana): bellezza di suono, flessibilità dei tempi, equilibrio perfetto. Bellissima registrazione, per giunta.

Musica classica, solistica: Beethoven, Sonate per pianoforte vol. 1, Roland Brautigam (fortepiano), BIS (SACD ibrido stereo e multicanale)

Sulla fiducia per un progetto che inizia sotto i migliori auspici, quello di una registrazione in SACD multicanale delle Sonate di Beethoven (accompagnato da un’altrettanto promettente registrazione delle Sinfonie dirette da Osmo Vanska, sempre su BIS) e che vuole essere anche un riconoscimento ad una delle etichette che, da anni, coniugano ottime registrazioni a ottime interpretazioni (beh, ogni tanto qualche ciambella non riesce col buco nemmeno a loro), reperibili a prezzi realistici nonostante il formato ad alta risoluzione. Brautigam farebbe dimenticare anche a chi odia il fortepiano che sta suonando su strumento d’epoca, tanta è la ricchezza timbrica e dinamica, tanto è l’impatto che riesce a tirarne fuori.

Musica classica, vocale: Haydn, Le Stagioni, Solisti, Freiburg Barockorchester, Jacobs, Harmonia Mundi France (SACD ibrido stereo e multicanale, CD)

Perfetto, semplicemente perfetto. La migliore interpretazione oggi immaginabile, da parte di un direttore e di un’orchestra che stanno dimostrando una grandissima consistenza di risultati, eccellenti solisti, eccellente registrazione. D’altra parte è un’abitudine per HMF.

Musica classica, riedizioni: Bach, Suites per violoncello solo, Starker, Mercury Living Presence (SACD ibrido stereo e tre canali) e La Tarantella, M. Beasley, L’Arpeggiata, C. Pluhar, Alpha (SACD ibrido stereo e multicanale)

Le Suites stanno, in realtà, a indicare un premio collettivo alle riedizioni Mercury che, per la prima volta e grazie al SACD multicanale, fanno ascoltare anche il formato originale a tre canali di molti di questi master, oltre a rappresentare un sicuro miglioramento rispetto ai CD dei primi anni ’90. Restano un po’ brillanti, ma grazie alla maggior delicatezza sonora del SACD la resa diventa più realistica.

La Tarantella è uno dei grandi dischi degli ultimi anni, la scoperta di un talento assoluto come quello di Marco Beasley e una delle registrazioni di classica (?) più accessibili, godibili, coinvolgenti e commoventi che si possano sentire.

Menzioni speciali

Qui raggruppo alcuni dischi che non sono usciti in alta risoluzione digitale; in due casi si può acquistare il vinile (per i Wilco sulla fiducia, dato che l’uscita è stata più volte rinviata, ma l’esperienza del precedente disco mi fa pensare che il vinile sarà, anche qui, migliore del CD); in un caso il prezzo è tale che si può anche accettare il CD; nell’ultimo, sembrerebbe che il mix SACD sia già pronto e c’è solo da sperare che ECM si decida, finalmente, a dar seguito alla sua unica uscita ad alta risoluzione.

Musica leggera: Wilco, A Ghost is Born, Nonesuch (CD, vinile) e Tom Waits, Real Gone, Anti, CD e vinile)

Dopo il precedente Yankee Hotel Foxtrot, i Wilco si confermano una delle band del momento. Forse meno sperimentale del precedente capolavoro (qui le sperimentazioni sono più ovvie, ad esempio i dieci minuti della Drone Section di Less Than You Think), forse meno omogeneo, ma vitale come pochi oggi sanno essere. Se non vi sentite trasportati indietro (pensate European Son dei Velvet) da Spiders, se non sorridete malinconicamente (pensate Beatles o XTC) sentendo Hummingbird, andate dal cardiologo…

E Waits, beh, Waits è Waits. Lo ascolteremmo anche se leggesse – tanto, cantare non canta, ha smesso trent’anni fa – l’elenco telefonico. Se poi ci regala un disco con dentro una perla come Sins of My Father, fate voi…

Musica leggera italiana: Servillo/Girotto/Mangalavite, L’Amico di Cordoba, il manifesto (CD)

Otto euro per un disco emozionante, a cui tutte le etichette vanno strette (leggera? Forse lieve jazz da camera, forse tango dell’intelletto. Italiana? Per produzione sì, per cosmopolitismo e commistione di lingue e passaporti no…) e che oltretutto è ben confezionato e ben registrato. Potevo non segnalarlo?

Musica jazz: Charles Lloyd/Billy Higgins, Which Way is East, ECM (CD) e Brad Mehldau, Live in Tokyo, Nonesuch (CD)

Non è un disco facile. Non occorre ascoltarlo tutto di seguito. E’ un mare in cui perdersi poco per volta. E’ un disco di sperimentazione, di esplorazione, di ricerca, di citazioni e di commistioni, di tanti strumenti suonati da due grandi che non hanno mai perso il gusto di scoprire. “You talkin’ ‘bout the journey’s end—the journey’s just beginning”, dice Higgins nelle note del disco. Quattro mesi dopo se ne sarebbe andato.

Ah, e una doverosa menzione speciale collettiva alle riedizioni del catalogo RCA Living Stereo, che sta facendo riscoprire, in digitale, interpretazioni storiche con una qualità di suono che può essere superata solo dagli originali o dalle migliori riedizioni in vinile.

 

 


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