Franz Liszt: Grands
Etudes Pour Le Piano - Massimo Gon, pianoforte.
Velut Luna CVLD092, SACD ibrido multicanale
+ DVD-Audio
Questo
è un “instant award” (l’uscita
è recentissima) a un’iniziativa
italiana ed estremamente coraggiosa. Il doppio
disco premiato, infatti, per la prima volta
dà l’effettiva possibilità
di effettuare un confronto, comodamente a casa
propria, fra i due standard che si sono contesi
la successione del CD.
Lincetto e Costa, i due preparatissimi personaggi
dietro l’etichetta Velut Luna, hanno posizionato
i loro Schoeps (una coppia di MK 2s per i frontali,
un MK21 per il centrale, una coppia di MK4 per
i posteriori) e Sennheiser (una coppia di MKH20
di rinforzo ravvicinato) alla Arabesque Hall
di Valdagno, Vicenza intorno al pianoforte su
cui Massimo Gon eseguiva i Grandes Etudes Pour
Le Piano di Franz Liszt - quelli che più
tardi, nell’ulteriore revisione, sarebbero
diventati gli Etudes D’Execution Trascendante
-, da lì sono entrati nel pre microfonico
Millennia Media e, con uno splitter, direttamente
in due convertitori AD Genex GX 9048, uno con
una scheda 24/192, l’altro con una scheda
DSD. Dai due master così ottenuti, attraverso
l’uso di una workstation SADiE DSD8, lavorando
in DSD nativo per il SACD e in PCM 24 bit/192
kHz per il DVD-Audio, hanno generato due production
master distinti, in stereo e multicanale, e
pubblicato un cofanetto doppio, contenente un
SACD ibrido multicanale (DSD per lo strato ad
alta risoluzione, super bit mapping dal DSD
per lo strato CD) e un DVD-Audio compatibile
con il DVD-Video, con due programmi ad alta
risoluzione che, finalmente, sfruttano il DVD-Audio
al massimo delle sue possibilità - lo
stereo è codificato 24 bit/192 kHz, il
multicanale 24 bit/96 kHz - e contengono, per
compatibilità con i lettori DVD-Video,
il programma codificato n Dolby Digital e in
DTS, oltre che in stereo 48 kHz/16 bit.
Ciò che ne risulta è un disco
registrato allo stato dell’arte in ambedue
gli standard (è una registrazione abbastanza
tipica di Velut Luna, pulita, lineare, molto
aperta), che permette di capire, come non mai,
le differenze di riproposizione fra il PCM ad
alta risoluzione e il DSD.
L’esito? Ne riparleremo, ma per ora vi
diciamo che, in stereo, il 24/192 sembra avere
dei vantaggi rispetto al DSD in termini di definizione
e presenza, nonché di dettaglio ai bassi
livelli, mentre il DSD sembra dare una prospettiva
più lontana e romantica alla musica.
Vi consigliamo di procurarvi il disco per farvi
una vostra idea; il prezzo a cui il set viene
proposto è accessibile, l’interesse
dell’operazione massimo.
Nota:
. Aspettiamo le vostre impressioni, potete scriverle
sul nostro forum o inviarle direttamente agli
indirizzi e-mail della redazione. Ne riparleremo
sicuramente.
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