Numero 13
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Dati

Costruttore: Sony

www.sony.it

 

Prezzo listino10/2004:

4000

Descrizione:

Lettore CD e SACD

 

 

 

Sony XA9000 ES
Di Angelo Jasparro
 

 

 

 

 
 
 

Per carità di Patria converrà lasciare da parte ogni polemica sul fatto che il SACD decolli oppure no, manco fosse un Airbus in versione sperimentale. Stiamo per valutare una "spinosa" macchina che legge i CD ed i SACD ed ha ambizioni, secondo il suo produttore, di farlo ad alto livello. Perchè ho definito "spinoso" questo lettore? Quelli di voi più attenti ricorderanno che l'XA9000 è passato dalle stelle alle stalle a seconda dei recensori che l'hanno ascoltato, innescando polemiche telematiche (e non solo) a non finire. Per un po' di tempo è stato il "casus belli" nazionale, pur nel nostro ristretto ambito di audiofili curiosi e smaniosi di stroncature eccellenti. Se ne sono lette di tutti i colori, soprattutto da chi questo Sony non l'aveva mai ascoltato e riteniamo non sia il caso di ripercorrere la storia già ampiamente conosciuta.
Fatto sta che la curiosità di ascoltare direttamente ed in condizioni controllate questo apparecchio aveva preso un po' tutti i redattori di Videohifi. Il destino (cinico e baro) ha voluto che per un'imprevista circostanza il 9000 sia stato ospite nella casa del sottoscritto per circa tre settimane e che tuttora poggi sul mio tavolino porta elettroniche dove pare si trovi piuttosto comodo.
Il nostro crudele Direttore ha pensato bene quindi di affidarmi l'incombenza di parlarvene su queste pagine e chi vi scrive non ha potuto sottrarsi a tale responsabilità; la prossima volta taccio e risolvo il problema. Beh, ormai siamo dentro fino al collo e vediamo di capire dove sta la verità, sempre dando per scontato che una verità esista in questo campo, dove il giudizio soggettivo impera.
In ogni caso tralascerò ulteriori commenti in merito, lasciando la "penna" al nostro stimato Direttore, se vorrà aggiungere, in questa od altra sede, il suo pensiero sul "fattaccio".

Facciamo finta che nessuno di noi conosca questo lettore digitale e descriviamolo velocemente, soprattutto a beneficio di coloro che non leggono abitualmente le riviste cartacee.
Si tratta, come detto sopra, di un lettore CD e SACD multicanale di notevole fattura meccanica ed elettronica, del peso di 16,2 Kg.
Il frontale, di disegno piuttosto atipico e forse non riuscitissimo esteticamente, prevede i soliti comandi base e la sempre utile uscita cuffia con volume regolabile. Una veloce prova ha dimostrato che detta uscita non ha paura neanche dell'alta impedenza delle mie AKG K340, 600 difficili Ohm. Il Display è il classico Sony, con le caselline dei brani e le indicazioni di rito, compresa quella delle modalità di riproduzione (CD/SACD/SACD multicanale). Il cassetto della meccanica esce e rientra velocemente, dando l'impressione di servire una meccanica robusta e ben disegnata. Di questi tempi grami per le meccaniche di lettura, la notizia ci pare piuttosto rilevante. Inoltre la lettura della TOC (Table Of Contents), spesso lunga da effettuarsi, è praticamente immediata. Il dischetto che inserirete, qualsiasi esso sia, verrà letto quindi senza snervanti tempi di attesa e con una sicurezza che non abbiamo riscontrato in passato, fregandosene inoltre di protezioni anticopia e stupidaggini simili. Insomma, legge tutto senza fare storie.

La parte posteriore del Sony prevede la solita vaschetta IEC per il cavo di alimentazione, le uscite digitali coassiale ed ottica (ovviamente solo in modalità CD), le sei uscite analogiche per il multicanale ed un'uscita solo stereo, consigliata da Sony appunto per l'ascolto a soli due canali, in quanto dette uscite sfrutterebbero, secondo il manuale, i tre convertitori, sommandone le caratteristiche e migliorando drasticamente il rapporto segnale/rumore. Usando invece l'uscita "front" si usufruisce di uno solo dei convertitori previsti, in quanto gli altri sono deputati alla gestione dei canali centrale, posteriori e subwoofer.
Noi che siamo rispettosi delle indicazioni di chi dovrebbe, per definizione, saperne più di noi, abbiamo usato appunto le uscite stereo ed abbiamo lasciato quelle multicanale per la riproduzione di ciò per cui sono state progettate. Un'ultima cosa: il lettore è provvisto anche di un'uscita, chiamata "I-Link", che trasmette il segnale digitale ad alta qualità solo agli amplificatori Sony dotati di tale ingresso. Insomma, una roba in famiglia che al momento pare superfluo analizzare in profondità, anche per questioni di spazio (nostro) e tempo (vostro).
Una critica dev'essere mossa al telecomando, un aggeggio nero, plasticoso e senza nessun gusto estetico, che stride sia con l'apparecchio che col prezzo di vendita; un lettore digitale da 4000 euro dovrebbe essere dotato di qualcosa di meglio, assolutamente. Quello della "qualità percepita" è un argomento di marketing che non andrebbe mai dimenticato ed anche un piccolo particolare come questo può far perdere dei punti ad un oggetto.
Per il resto possiamo affermare senza alcun dubbio che l'interno del Sony è un trionfo dell'elettronica allo stato dell'arte, con quei due enormi alimentatori e la ridondanza dei componenti impiegati per la realizzazione del progetto, così come la parte meccanica è quanto di meglio si possa desiderare.

 



ASCOLTO

Ecco, ora arriva il momento di fare tabula rasa di quanto scritto da altri e di dedicare anima e corpo all'ascolto della musica, evitando condizionamenti e restando coi piedi per terra. In fondo si tratta solo di una macchina, poco più di un computer ... poco più ...
Ecco, è questo "poco più" che ancora ci emoziona, che ci lascia ancora il gusto di confrontare le sorgenti digitali, malgrado l'appiattimento generale nelle prestazioni che riscontriamo sempre più spesso anche in macchine di prezzi diversi.
Facciamo un esempio in campo automobilistico: chi di voi sbaglierebbe mai nel riconoscere, dopo essersi accomodato sul sedile, una BMW da una Mercedes o da un'Audi?"Una Renault da una Fiat? Evidentemente nessuno. Il fatto è che ognuna di queste Case ha sviluppato un proprio "feeling" tra i materiali impiegati ed il loro disegno, e l'utente. Anche se salissimo a bordo con gli occhi bendati e forniti di autista, probabilmente riconosceremmo l'auto sulla quale stiamo viaggiando, in base alle sollecitazioni provenienti da motore, sospensioni, cambi di marcia, o semplicemente dall'odore proveniente dagli arredi interni. Eppure i componenti elettronici di queste auto sono praticamente uguali tra loro.
Ho sempre trovato piuttosto difficile la comparazione tra apparecchi digitali di pari o vicina generazione, soprattutto se impiegano le stesse meccaniche di lettura o gli stessi integrati di decodifica e filtraggio digitale.
Inoltre, rischiando di essere bollato come eretico, ribadisco ancora una volta che, mentre per l'analogico si possono evincere grandi differenze di suono tra apparecchi (sorgenti, amplificazioni o diffusori che siano) di pari categoria di mercato, ed ancor più grandi differenze tra apparecchi di fasce di prezzo diverse, nel digitale il salto di qualità realmente percepibile e che faccia sobbalzare sulla sedia urlando:" SARAI MIO!" costa molti soldi e, come al solito, in maniera esponenziale rispetto alle prestazioni ottenute.
Il rischio di un upgrade parallelo o addirittura di un downgrade involontario è fortissimo.

Ciò premesso, ascoltiamo di cosa è capace questa controversa macchina. La prima cosa da fare, in modalità CD, è quella di scegliere con quale dei due filtri disponibili la vogliamo utilizzare. Secondo le istruzioni, il filtro STANDARD "fornisce un'ampia gamma di frequenza ed uno straordinario effetto spaziale", mentre quello "OPTION "un audio omogeneo e potente con una chiara posizione dell'immagine" ... boh!
Dopo le prime perplessità, una certa faccia di compatimento e qualche prova ho scelto l' "audio omogeneo", che mi è sembrato più naturale e corposo.
L'ideale ci sembra sia cominciare con la lettura di qualche CD, come sempre. Non ci sono dubbi sul fatto che ogni eventuale acquirente di un lettore digitale possegga una collezione di red book molto più ampia rispetto a quella di SACD, a tutt'oggi. Inoltre sono ancora dell'idea che sia più facile percepire differenze nella lettura del vecchio formato, mentre è più facile che il SACD suoni bene anche su macchine di livello piuttosto economico. Sto cercando di approfondirne le ragioni, prima o poi dovrei arrivarci.
Mentre scrivo queste righe sta cantando Bob Dylan nel CD "Live 1964", una versione ripulita e rimasterizzata direttamente dai nastri originali. Discreto lavoro della stessa Sony per la Columbia/Legacy.
La voce del giovane menestrello è piacevole e ben focalizzata al centro della scena, accompagnata da chitarra ed armonica a bocca dal suono grezzo e di grana un po' grossa (a causa della registrazione) ma tutto sommato naturale e scorrevole, con sibilanti ben controllate ed i caratteristici "pops" di un poco raffinato microfono di ripresa. "Mr. Tambourine Man" e "A Hard Rain ..." mi costringono a smettere di scrivere, chiudere gli occhi e godermi l'intelligibilità del cantato. Ogni parola è perfettamente comprensibile e mi ritrovo all'improvviso calato nell'atmosfera di quel concerto, con Dylan che pare davvero essere davanti a me, anche se allora avevo solo 2 anni. Queste sono le emozioni che tutti cerchiamo dai nostri impianti, vero? Giudicate voi stessi se ciò che ho appena annotato sia un buon segno sulle caratteristiche di questo Sony oppure no. Io faccio da tramite tra quanto sto ascoltando e voi che purtroppo potete solo leggere, niente di più.


Il CD2 contiene alcuni pezzi in coppia con l'amata Joan Baez e riporta la mia memoria ad un Woodstock che purtroppo ho potuto seguire solo al cinema, da quindicenne pieno di ammirazione per della gente che combatteva pacificamente per un mondo migliore. Le cose sono poi andate come tutti sappiamo e quell'epoca è solo un tenero ricordo per tutti quelli che l'hanno vissuta anche indirettamente o con qualche anno di ritardo. La voce di Joan è bella, ma pare presentare qualche leggero spigolo; difficile stabilire se la colpa sia della registrazione o del Sony. Verificheremo con altri dischi.
"Buena Vista Social Club" suona coeso, col contrabbasso frenato tanto quanto le tipiche registrazioni sudamericane permettono (il gusto locale prevede sempre il basso un po' troppo gonfio), la struggente tromba di "Chan Chan" si situa in profondità e col giusto suono metallico. Le voci sovrapposte restano ben distinte tra loro e le congas hanno il giusto peso. "El cuarto de Tula", tipico Son cubano, pieno di strumenti a percussioni, fiati e cori, spinge il corpo a muoversi seguendo l'incredibile ritmo imposto dalla sezione ritmica anche un non-ballerino come chi vi scrive. Chiunque di noi conosca bene qualche Paese centro o sud americano non può non provare una fitta di nostalgia per quei luoghi pieni di miseria ma contemporaneamente di tanta gioia di vivere, sconosciuta nei nostri ricchi Paesi "sviluppati" (mi scappa da ridere/piangere). Oh, gente, o questo Sony è una specie di teletrasporto oppure questo vostro servitore è in giornata nostalgica.


Passeremo a qualcosa di meno coinvolgente, mentre il piede sinistro segue il campanaccio di "Pueblo Nuevo". Datemi ancora qualche minuto per ascoltare le grandi voci di Omara Portuondo e di Ibrahim Ferrer e torno da voi. Dopo aver ascoltato un paio di boleros che mi hanno ricordato l'atmosfera dei locali notturni venezolani, satura di fumo ed odore di Pampero (pubblicità assolutamente gratuita, giuro), passiamo a qualcosa di classico: lo "Schiaccianoci" eseguito dall' Orchestra Kirov diretta da Gergiev, inciso da Philips. Si tratta di una registrazione un po' "appuntita" in alcuni particolari, ma con alta risoluzione ed una buona immagine della scena, utile per valutare micro e macrocontrasto, armoniche degli strumenti, soprattutto a percussione, e resa della spazialità.
Ottima la capacità di dipanare con chiarezza i pieni orchestrali, resi con la necessaria dinamica, senza strafare. Il triangolo nella "Intrada" del "pas de deux" sembra leggermente proiettato in avanti, così come i piatti, mentre i timpani suonano lontani come dovrebbero essere ed il loro suono permette di distinguere chiaramente ogni mazzata sulle pelli, senza mai trasformarsi in un rombo informe, come spesso capita di sentire. La celesta nel brano 22 suona là, in alto sulla sinistra, anche se pare un filo confinata nel pannello del diffusore. Si, la gamma acuta sembra portare la solita firma Sony, che tende ad enfatizzarla un po', cosa che potrebbe essere più che benvenuta in alcuni tipi di impianto, anche di mia diretta conoscenza. Certo, questo Sony fa poco per nascondere, magari artificiosamente, la "meccanicità" del suono di un supporto nato disgraziato e per il quale invocherei la Rupe Tarpea, se fosse possibile. Indipendentemente da questo particolare, la grande orchestra di Gergiev suona tremendamente coesa e dinamica, aiutata dall'enorme potenza dei finali Bryston, ormai entrati in pianta stabile nel mio impianto in compagnia del loro preamplificatore.
E così ascoltando, lo spazio per scrivere di ulteriori CD si è ormai ridotto ai minimi termini. Un accenno anche alla prestazione coi SACD, che si è rivelata all'altezza del resto, con le debite proporzioni. Si sa, il SACD è un sensibile passo avanti verso un digitale più naturale, per quanto permesso dalle tecnologie attuali.


IMPIANTO UTILIZZATO

Preamplificatore: Bryston BP25
Finali: Bryston 7B ST
Integrato: Mastersound Reference 845
Diffusori: Martin Logan Aerius i modificati
Cavi: Transparent Super di linea e potenza e MIT Terminator 3 Proline bilanciati tra pre e finale.

CONCLUSIONI

Questo Sony, l'ennesimo della serie ES, è un gran bel lettore, dal suono preciso e neutro. Forse poco emozionante di per sè, un pelo freddo, ma molto rigoroso e col giusto dettaglio.
Una macchina che potrebbe tranquillamente stare in qualsiasi impianto di alto livello.
Devo però aggiungere una cosa che mi è rimasta nella tastiera: un commento al prezzo. Questa macchina viene venduta al pubblico ad un prezzo di 4.000 euro, con poco margine di manovra da parte dei rivenditori. Negli U.S.A. il suo prezzo di listino è di 3.000 dollari, con uno street price di circa 2.500. Tale cifra ammonta a circa 2.100 euro. Se ci aggiungiamo l'IVA otteniamo 2.520 euro.
Non capisco perchè questa politica commerciale da parte di una multinazionale come Sony.
Ora, siccome "anche gli audiofili, nel loro piccolo, ogni tanto si incazzano" (citazione), faccio rispettosamente presente ai Sigg.ri della Sony che il sudore della fronte di un cittadino europeo non vale meno di quello di un cittadino statunitense.

Con osservanza ... (firma in calce)

 

 

 

 

 
 
 

 

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