| |
Per
carità di Patria converrà lasciare da parte
ogni polemica sul fatto che il SACD decolli oppure no, manco
fosse un Airbus in versione sperimentale. Stiamo per valutare
una "spinosa" macchina che legge i CD ed i SACD
ed ha ambizioni, secondo il suo produttore, di farlo ad alto
livello. Perchè ho definito "spinoso" questo
lettore? Quelli di voi più attenti ricorderanno che
l'XA9000 è passato dalle stelle alle stalle a seconda
dei recensori che l'hanno ascoltato, innescando polemiche
telematiche (e non solo) a non finire. Per un po' di tempo
è stato il "casus belli" nazionale, pur nel
nostro ristretto ambito di audiofili curiosi e smaniosi di
stroncature eccellenti. Se ne sono lette di tutti i colori,
soprattutto da chi questo Sony non l'aveva mai ascoltato e
riteniamo non sia il caso di ripercorrere la storia già
ampiamente conosciuta.
Fatto sta che la curiosità di ascoltare direttamente
ed in condizioni controllate questo apparecchio aveva preso
un po' tutti i redattori di Videohifi. Il destino (cinico
e baro) ha voluto che per un'imprevista circostanza il 9000
sia stato ospite nella casa del sottoscritto per circa tre
settimane e che tuttora poggi sul mio tavolino porta elettroniche
dove pare si trovi piuttosto comodo.
Il nostro crudele Direttore ha pensato bene quindi di affidarmi
l'incombenza di parlarvene su queste pagine e chi vi scrive
non ha potuto sottrarsi a tale responsabilità; la prossima
volta taccio e risolvo il problema. Beh, ormai siamo dentro
fino al collo e vediamo di capire dove sta la verità,
sempre dando per scontato che una verità esista in
questo campo, dove il giudizio soggettivo impera.
In ogni caso tralascerò ulteriori commenti in merito,
lasciando la "penna" al nostro stimato Direttore,
se vorrà aggiungere, in questa od altra sede, il suo
pensiero sul "fattaccio".
Facciamo finta che nessuno di noi conosca questo lettore digitale
e descriviamolo velocemente, soprattutto a beneficio di coloro
che non leggono abitualmente le riviste cartacee.
Si tratta, come detto sopra, di un lettore CD e SACD multicanale
di notevole fattura meccanica ed elettronica, del peso di
16,2 Kg.
Il frontale, di disegno piuttosto atipico e forse non riuscitissimo
esteticamente, prevede i soliti comandi base e la sempre utile
uscita cuffia con volume regolabile. Una veloce prova ha dimostrato
che detta uscita non ha paura neanche dell'alta impedenza
delle mie AKG K340, 600 difficili Ohm. Il Display è
il classico Sony, con le caselline dei brani e le indicazioni
di rito, compresa quella delle modalità di riproduzione
(CD/SACD/SACD multicanale). Il cassetto della meccanica esce
e rientra velocemente, dando l'impressione di servire una
meccanica robusta e ben disegnata. Di questi tempi grami per
le meccaniche di lettura, la notizia ci pare piuttosto rilevante.
Inoltre la lettura della TOC (Table Of Contents), spesso lunga
da effettuarsi, è praticamente immediata. Il dischetto
che inserirete, qualsiasi esso sia, verrà letto quindi
senza snervanti tempi di attesa e con una sicurezza che non
abbiamo riscontrato in passato, fregandosene inoltre di protezioni
anticopia e stupidaggini simili. Insomma, legge tutto senza
fare storie.
La parte posteriore del Sony prevede la solita vaschetta IEC
per il cavo di alimentazione, le uscite digitali coassiale
ed ottica (ovviamente solo in modalità CD), le sei
uscite analogiche per il multicanale ed un'uscita solo stereo,
consigliata da Sony appunto per l'ascolto a soli due canali,
in quanto dette uscite sfrutterebbero, secondo il manuale,
i tre convertitori, sommandone le caratteristiche e migliorando
drasticamente il rapporto segnale/rumore. Usando invece l'uscita
"front" si usufruisce di uno solo dei convertitori
previsti, in quanto gli altri sono deputati alla gestione
dei canali centrale, posteriori e subwoofer.
Noi che siamo rispettosi delle indicazioni di chi dovrebbe,
per definizione, saperne più di noi, abbiamo usato
appunto le uscite stereo ed abbiamo lasciato quelle multicanale
per la riproduzione di ciò per cui sono state progettate.
Un'ultima cosa: il lettore è provvisto anche di un'uscita,
chiamata "I-Link", che trasmette il segnale digitale
ad alta qualità solo agli amplificatori Sony dotati
di tale ingresso. Insomma, una roba in famiglia che al momento
pare superfluo analizzare in profondità, anche per
questioni di spazio (nostro) e tempo (vostro).
Una critica dev'essere mossa al telecomando, un aggeggio nero,
plasticoso e senza nessun gusto estetico, che stride sia con
l'apparecchio che col prezzo di vendita; un lettore digitale
da 4000 euro dovrebbe essere dotato di qualcosa di meglio,
assolutamente. Quello della "qualità percepita"
è un argomento di marketing che non andrebbe mai dimenticato
ed anche un piccolo particolare come questo può far
perdere dei punti ad un oggetto.
Per il resto possiamo affermare senza alcun dubbio che l'interno
del Sony è un trionfo dell'elettronica allo stato dell'arte,
con quei due enormi alimentatori e la ridondanza dei componenti
impiegati per la realizzazione del progetto, così come
la parte meccanica è quanto di meglio si possa desiderare.

ASCOLTO
Ecco, ora arriva il momento di fare tabula rasa di quanto
scritto da altri e di dedicare anima e corpo all'ascolto della
musica, evitando condizionamenti e restando coi piedi per
terra. In fondo si tratta solo di una macchina, poco più
di un computer ... poco più ...
Ecco, è questo "poco più" che ancora
ci emoziona, che ci lascia ancora il gusto di confrontare
le sorgenti digitali, malgrado l'appiattimento generale nelle
prestazioni che riscontriamo sempre più spesso anche
in macchine di prezzi diversi.
Facciamo un esempio in campo automobilistico: chi di voi sbaglierebbe mai nel riconoscere, dopo essersi accomodato sul
sedile, una BMW da una Mercedes o da un'Audi?"Una Renault
da una Fiat? Evidentemente nessuno. Il fatto è che
ognuna di queste Case ha sviluppato un proprio "feeling"
tra i materiali impiegati ed il loro disegno, e l'utente.
Anche se salissimo a bordo con gli occhi bendati e forniti
di autista, probabilmente riconosceremmo l'auto sulla quale
stiamo viaggiando, in base alle sollecitazioni provenienti
da motore, sospensioni, cambi di marcia, o semplicemente dall'odore
proveniente dagli arredi interni. Eppure i componenti elettronici
di queste auto sono praticamente uguali tra loro.
Ho sempre trovato piuttosto difficile la comparazione tra
apparecchi digitali di pari o vicina generazione, soprattutto
se impiegano le stesse meccaniche di lettura o gli stessi
integrati di decodifica e filtraggio digitale.
Inoltre, rischiando di essere bollato come eretico, ribadisco
ancora una volta che, mentre per l'analogico si possono evincere
grandi differenze di suono tra apparecchi (sorgenti, amplificazioni
o diffusori che siano) di pari categoria di mercato, ed ancor
più grandi differenze tra apparecchi di fasce di prezzo
diverse, nel digitale il salto di qualità realmente
percepibile e che faccia sobbalzare sulla sedia urlando:"
SARAI MIO!" costa molti soldi e, come al solito, in maniera
esponenziale rispetto alle prestazioni ottenute.
Il rischio di un upgrade parallelo o addirittura di un downgrade
involontario è fortissimo.
Ciò premesso, ascoltiamo di cosa è capace questa
controversa macchina. La prima cosa da fare, in modalità
CD, è quella di scegliere con quale dei due filtri
disponibili la vogliamo utilizzare. Secondo le istruzioni,
il filtro STANDARD "fornisce un'ampia gamma di frequenza
ed uno straordinario effetto spaziale", mentre quello
"OPTION "un audio omogeneo e potente con una chiara
posizione dell'immagine" ... boh!
Dopo le prime perplessità, una certa faccia di compatimento
e qualche prova ho scelto l' "audio omogeneo", che
mi è sembrato più naturale e corposo.
L'ideale ci sembra sia cominciare con la lettura di qualche
CD, come sempre. Non ci sono dubbi sul fatto che ogni eventuale
acquirente di un lettore digitale possegga una collezione
di red book molto più ampia rispetto a quella di SACD,
a tutt'oggi. Inoltre sono ancora dell'idea che sia più
facile percepire differenze nella lettura del vecchio formato,
mentre è più facile che il SACD suoni bene anche
su macchine di livello piuttosto economico. Sto cercando di
approfondirne le ragioni, prima o poi dovrei arrivarci.
Mentre scrivo queste righe sta cantando Bob Dylan nel CD "Live
1964", una versione ripulita e rimasterizzata direttamente
dai nastri originali. Discreto lavoro della stessa Sony per
la Columbia/Legacy.
La voce del giovane menestrello è piacevole e ben focalizzata
al centro della scena, accompagnata da chitarra ed armonica
a bocca dal suono grezzo e di grana un po' grossa (a causa
della registrazione) ma tutto sommato naturale e scorrevole,
con sibilanti ben controllate ed i caratteristici "pops"
di un poco raffinato microfono di ripresa. "Mr. Tambourine
Man" e "A Hard Rain ..." mi costringono a smettere
di scrivere, chiudere gli occhi e godermi l'intelligibilità
del cantato. Ogni parola è perfettamente comprensibile
e mi ritrovo all'improvviso calato nell'atmosfera di quel
concerto, con Dylan che pare davvero essere davanti a me,
anche se allora avevo solo 2 anni. Queste sono le emozioni
che tutti cerchiamo dai nostri impianti, vero? Giudicate voi
stessi se ciò che ho appena annotato sia un buon segno
sulle caratteristiche di questo Sony oppure no. Io faccio
da tramite tra quanto sto ascoltando e voi che purtroppo potete
solo leggere, niente di più.
Il CD2 contiene alcuni pezzi in coppia con l'amata Joan Baez
e riporta la mia memoria ad un Woodstock che purtroppo ho
potuto seguire solo al cinema, da quindicenne pieno di ammirazione
per della gente che combatteva pacificamente per un mondo
migliore. Le cose sono poi andate come tutti sappiamo e quell'epoca
è solo un tenero ricordo per tutti quelli che l'hanno
vissuta anche indirettamente o con qualche anno di ritardo.
La voce di Joan è bella, ma pare presentare qualche
leggero spigolo; difficile stabilire se la colpa sia della
registrazione o del Sony. Verificheremo con altri dischi.
"Buena Vista Social Club" suona coeso, col contrabbasso
frenato tanto quanto le tipiche registrazioni sudamericane
permettono (il gusto locale prevede sempre il basso un po'
troppo gonfio), la struggente tromba di "Chan Chan"
si situa in profondità e col giusto suono metallico.
Le voci sovrapposte restano ben distinte tra loro e le congas
hanno il giusto peso. "El cuarto de Tula", tipico
Son cubano, pieno di strumenti a percussioni, fiati e cori,
spinge il corpo a muoversi seguendo l'incredibile ritmo imposto
dalla sezione ritmica anche un non-ballerino come chi vi scrive.
Chiunque di noi conosca bene qualche Paese centro o sud americano
non può non provare una fitta di nostalgia per quei
luoghi pieni di miseria ma contemporaneamente di tanta gioia
di vivere, sconosciuta nei nostri ricchi Paesi "sviluppati"
(mi scappa da ridere/piangere). Oh, gente, o questo Sony è
una specie di teletrasporto oppure questo vostro servitore
è in giornata nostalgica.
Passeremo a qualcosa di meno coinvolgente, mentre il piede
sinistro segue il campanaccio di "Pueblo Nuevo".
Datemi ancora qualche minuto per ascoltare le grandi voci
di Omara Portuondo e di Ibrahim Ferrer e torno da voi. Dopo
aver ascoltato un paio di boleros che mi hanno ricordato l'atmosfera
dei locali notturni venezolani, satura di fumo ed odore di
Pampero (pubblicità assolutamente gratuita, giuro),
passiamo a qualcosa di classico: lo "Schiaccianoci"
eseguito dall' Orchestra Kirov diretta da Gergiev, inciso
da Philips. Si tratta di una registrazione un po' "appuntita"
in alcuni particolari, ma con alta risoluzione ed una buona
immagine della scena, utile per valutare micro e macrocontrasto,
armoniche degli strumenti, soprattutto a percussione, e resa
della spazialità.
Ottima la capacità di dipanare con chiarezza i pieni
orchestrali, resi con la necessaria dinamica, senza strafare.
Il triangolo nella "Intrada" del "pas de deux"
sembra leggermente proiettato in avanti, così come
i piatti, mentre i timpani suonano lontani come dovrebbero
essere ed il loro suono permette di distinguere chiaramente
ogni mazzata sulle pelli, senza mai trasformarsi in un rombo
informe, come spesso capita di sentire. La celesta nel brano
22 suona là, in alto sulla sinistra, anche se pare
un filo confinata nel pannello del diffusore. Si, la gamma
acuta sembra portare la solita firma Sony, che tende ad enfatizzarla
un po', cosa che potrebbe essere più che benvenuta
in alcuni tipi di impianto, anche di mia diretta conoscenza.
Certo, questo Sony fa poco per nascondere, magari artificiosamente,
la "meccanicità" del suono di un supporto
nato disgraziato e per il quale invocherei la Rupe Tarpea,
se fosse possibile. Indipendentemente da questo particolare,
la grande orchestra di Gergiev suona tremendamente coesa e
dinamica, aiutata dall'enorme potenza dei finali Bryston,
ormai entrati in pianta stabile nel mio impianto in compagnia
del loro preamplificatore.
E così ascoltando, lo spazio per scrivere di ulteriori
CD si è ormai ridotto ai minimi termini. Un accenno
anche alla prestazione coi SACD, che si è rivelata
all'altezza del resto, con le debite proporzioni. Si sa, il
SACD è un sensibile passo avanti verso un digitale
più naturale, per quanto permesso dalle tecnologie
attuali.
IMPIANTO UTILIZZATO
Preamplificatore: Bryston BP25
Finali: Bryston 7B ST
Integrato: Mastersound Reference 845
Diffusori: Martin Logan Aerius i modificati
Cavi: Transparent Super di linea e potenza e MIT Terminator
3 Proline bilanciati tra pre e finale.
CONCLUSIONI
Questo Sony, l'ennesimo della serie ES, è un gran bel
lettore, dal suono preciso e neutro. Forse poco emozionante
di per sè, un pelo freddo, ma molto rigoroso e col
giusto dettaglio.
Una macchina che potrebbe tranquillamente stare in qualsiasi
impianto di alto livello.
Devo però aggiungere una cosa che mi è rimasta
nella tastiera: un commento al prezzo. Questa macchina viene
venduta al pubblico ad un prezzo di 4.000 euro, con poco margine
di manovra da parte dei rivenditori. Negli U.S.A. il suo prezzo
di listino è di 3.000 dollari, con uno street price
di circa 2.500. Tale cifra ammonta a circa 2.100 euro. Se
ci aggiungiamo l'IVA otteniamo 2.520 euro.
Non capisco perchè questa politica commerciale da parte
di una multinazionale come Sony.
Ora, siccome "anche gli audiofili, nel loro piccolo,
ogni tanto si incazzano" (citazione), faccio rispettosamente
presente ai Sigg.ri della Sony che il sudore della fronte
di un cittadino europeo non vale meno di quello di un cittadino
statunitense.
Con osservanza ... (firma in calce)
|
|