| |
La
nuova frontiera del Plasma
Parte
1, prime impressioni
Ebbene si, sono un traditore, un transfuga, un orbo uno sguerciato,
dite quel che volete. Si ho abbandonato il VPR, ne riconosco
la superiorità, continuerò a riconoscerla, ma
non parlatemi di praticità per favore! Ho abbandonato
il VPR perché sono (nonostante tutto) una persona normale,
che vive in una casa normale, con una famiglia normale. Ho
abbandonato il VPR perché anche altri, in casa, volevano
dilettarsi con i DVD, oppure semplicemente vedere un telegiornale
o un cartone, senza necessità di chiudere tutte le
serrande del soggiorno, di azionare uno schermo elettrico,
di accendere il videoproiettore eccetera, eccetera, eccetera.
Insomma mi sono comportato in maniera assolutamente piccolo-borghese
venendo incontro alle esigenze della mia famiglia ( o sono
stato forse rivoluzionario ?) e anche alle mie. Dice: “ma
non potevi tenere il videoproiettore e affiancargli un televisore
a tubi”, ah, ah, ah, mi viene da ridere! In quel salone
ci sono qualcosa come 5000 (ormai saranno 7000) LP, un migliaio
abbondante di CD e assimilabili, 500 DVD, qualche migliaio
di libri, i mobili… e poi ci siamo noi. E per quanto
il salone non sia piccolo, non è il salone delle feste
del Casinò di Sanremo e noi abbiamo un nostro concetto
di estetica e… Direte voi, si ma a noi cosa importa
di tutte queste considerazioni personali? Giustamente nulla,
se non fosse che poi così personali non sono e le sto
usando a pretesto. E’ vero, sono le mie considerazioni,
quelle di chi mi vive accanto ma sono anche le considerazioni
di migliaia di appassionati e di decine di migliaia di semplici
utenti. Avranno un valore o no? Io credo di si, al di là
di qualsiasi verbo sparso per il mondo e di qualsiasi snobismo
al contrario.

Dunque mi sono comprato un plasma. Normale a questo punto
no? Ah, già sento le obiezioni: ma allora potevi comprarti
un buon vecchio televisore a tubi che costa meno: Mica vero,
non più, oltre i 36 pollici i prezzi crescono a dismisura
e vanno ormai a pareggiarsi…Si ma si vede meglio! Quasi
vero, o meglio quasi sempre vero non in questo caso. E l’ingombro
di un tubo per un TV da 37 o 42 pollici? Quello dove lo mettiamo?
Insomma la sostanza è che io ho dovuto agire contemporaneamente
da spettatore esigente (molto esigente), da professionista
e, come si suol dire, da “buon padre di famiglia”.
Tre cose apparentemente inconciliabili nel mondo del video.
Non
fosse che…
Già
da tre anni facevo, in qualche modo, la corte ai Plasma Nec.
Proprio al Top Audio del 2001 rimasi folgorato sulla via di
Damasco (potrebbe essere anche quella per Baghdad vista l’amena
e panoramica zona in cui sorge il Quark Hotel) da quel Plasma
che non sembrava un Plasma. Ed erano ancora i modelli della
generazione a risoluzione nativa VGA! Peraltro lo scrissi
nelle “classifiche” di UltraDigital: non avrai
altro plasma all’infuori di me, sentenziai. E non era
mera roboanza, era esattamente il mio pensiero applicato.
I plasma Nec erano almeno una generazione avanti rispetto
ai concorrenti. Si vedevano dannatamente bene: definiti, contrastati
ma allo stesso tempo naturali, con un nero, nero e una scala
di grigi assolutamente credibile. Incredibile.
Certo ci ho pensato, ed attraverso quello che per molti è
(giustamente se, come detto, le condizioni lo consentono)
un punto d’arrivo, ovvero il videoproiettore compatto
( sui tritubo sarei stato comunque fuori gioco per mancanza
di spazio e quattrini) sono saltato al Plasma, all’odierno
massimo oggetto dei desideri. Desideri legati alla moda, alla
praticità, alla rincorsa dello status, e dunque spesso
fuorvianti. In fondo di televisori piatti ce ne stanno tanti,
i prezzi, come abbiamo detto, sono scesi e scenderanno ulteriormente,
i gadget aumentano, la qualità…aumenticchia.
Dipende molto dai modelli, il mercato è zeppo di specchietti
per le allodole, di vecchi pannelli ricarrozzati, di offerte
incredibili ma purtroppo vere e di oggetti magari belli esteticamente
ma inguardabili per prestazioni video. Sono saltato si, al
Plasma ma ho cercato, trovandola la massima qualità
oggi e nei prossimi anni, possibile. Uno schermo per appassionati
molto, molto esigenti. Un monitor puro: niente sintonizzatore
interno, niente diffusori audio ( si possono acquistare a
parte) pochi fronzoli (persino il telecomando è un
po’ dimesso), ma tantissima sostanza, anche nelle opzioni
di collegamento video.
42 pollici, risoluzione nativa XGA (1024x768 a 60, 70.1, 75,
85, 100.6 Hz) forzabile a SXGA (1280x1024 a 60, 75, 85, 100.1
Hz) o a UXGA (1600x1200 a 60, 65, 70, 75, 85 Hz), con possibilità
di lavorare, oltrechè naturalmente con le risoluzioni
più basse) con le risoluzioni “allargate”
WideVGA (848x480, 852 x 480 a 60 Hz) e WideXGA (1360 x 765
a 60 Hz).
Nella scheda tecnica sul prossimo fascicolo di videohifi.com
( uscita prevista 15 Gennaio 2005) vi forniremo gli altri
particolari, basti dire per ora che siamo molto soddisfatti
delle possibilità di collegamento sia audio che video,
e che il 42 xm2 impiega le tecnologie Digital AccuDevice e
MASS technology, per la riproduzione realistica dei dettagli
dell’immagine e i raffinatissimi filtri AccuCrimson
e Capsulated Color Filter per la massima purezza cromatica
e l’ ottimizzazione del colore. Il contrasto si mantiene
sull’eccellente valore di 130:1 nelle condizioni di
massima luminosità ambiente, il che corrisponde ad
un contrasto dichiarato di oltre 3000:1.
In
queste note che non costituiscono una preview quanto una prima
parte di una prova a più voci, anzi, a più occhi,
che coinvolgerà i nostri panelist video migliori, non
posso che esprimere il mio punto di vista (mai terminologia
fu tanto precisa) che è, non lo nego, entusiastico.
Forse qualcuno dei nostri visitatori al recente Top Audio
si sarà chiesto perché tra tanti Plasma avevamo
scelto, ad illustrare la nostra assai poco virtuale ( 6.000.000
di hits a ottobre, credo sia un record assoluto) rivista un
grande plasma Nec. Ecco il perché: il direttore di
questa poco virtuale rivista (ma molto virtuosa - la rivista,
il direttore meno) è convinto che i Plasma Nec siano
non più una, bensì un paio di generazioni avanti
e che siano, in sostanza, gli unici a poter essere impiegati
con ottima soddisfazione nell’ Home Theater di qualità,
di altissima qualità come la intendiamo noi.
Tanto che il direttore se n’è comprato uno, ed
ora è lì che se lo guarda, entusiasta della
profondità e della densità dei suoi neri, della
credibilità cromatica e timbrica dei suoi colori, della
profondità della sua immagine.
Ma ha anche badato bene a comprarselo prima di scrivere, annunciare
o pubblicare la prova, perché questo è veramente
“The Independent Magazine” e nessun entusiasmo
potrà mai farcelo dimenticare.
Bene,
ora potete mettervi a girare e a cercare di capire se il direttore
deve fare una buona visita all’oftalmico oppure no.
Un consiglio a questo scopo: se intendete provare questo straordinario
monitor, evitate di farlo in un megastore ( ma ne ho visti
pochissimi, se ne ho visti, che trattano Nec) scegliete un
rivenditore specializzato di cui avete fiducia, portate con
voi il vostro DVD preferito, e anche se sono certo che basterà
poco per rendervi conto che siamo su un altro pianeta, prendetevi
tutto il tempo necessario per valutare, con la dovuta attenzione
questa splendida macchina: fatemi sapere. Ci risentiamo sul
prossimo numero.
|
|