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"Al
primo posto metterei le riviste.
Ogni
mese in unorgia multilinguistica, un "vero audiofilo"
non può non leggere "anche" Stereophile almeno
sul web, ci propinano novità e prove di ascolto che
minano alla radice costantemente e in sempre nuove forme le
nostre convinzioni sul buon suono del nostro impianto.
Il
bello è che la carta "non suona" ma "descrive"
le costanti meraviglie di costantemente nuove apparecchiature
in un continuo spostamento in avanti, in un continuo rimescolamento
delle graduatorie di merito.
LHIFI
è il "trenino Rivarossi" per adulti maschi
consenzienti nella ferma volontà di autoflagellarsi.
Al
secondo posto metterei gli "amici", quelli che ti
piombano in casa per sentire la tua ultima "conquista"
e rimangono in silenzio ad ascoltare con la bocca un po
storta frenando a malapena disgusto e derisione.
Al
terzo posto metterei le fiere high end: possibile che tutti,
dico tutti gli impianti suonino "da Dio" creando
voglie e sconforti senza fine.
Al
quarto posto metterei il nostro pusher di fiducia che, passandolo
a trovare ci invita nella sala dascolto a sentire il
nuovo modello di diffusore o di ampli che gli è arrivato
e come il maligno con San Girolamo nel deserto ci tenta con
lofferta di un part exchange allentante quanto necessariamente
a tempo limitato.
Non
volendo lasciare nulla di intentato vorrei che queste colonne
rappresentassero per chi legge unulteriore "Pulce
nellorecchio" nella catena di SantAntonio
del masochismo costituzionale di ogni appassionato."
BLACKNOISE
Larte del tweaking,
delle modifiche è una passione ben radicata nel mondo
degli audiofili, ci sono due categorie di tweakers: quelli
armati di saldatore e di buone conoscenze tecniche e/o di
fiducia illimitata nei consigli ricevuti che intervengono
a volte pesantemente allinterno delle elettroniche e
quelli come me che cercano e, a volte, trovano addons per
il loro impianto alla ricerca a volte fruttuosa di una ottimale
messa a punto, spesso più importante di un cambio di
elettroniche o diffusori e spesso meno onerosa rispetto ai
cambi, anche perché il problema in certi casi anziché
diminuire si ingrandisce visto che il suono di uno stereo
non è MAI frutto della somma delle addendi ma
dalla sinergia perfetta che si riesce a creare tra componenti
scelti, nel tempo e con molta calma con questo obiettivo in
mente e messi in condizione di "rendere al meglio"
delle loro possibilità eliminando in primis problemi
"di base" che possono essere a monte di qualunque
combinazione noi si metta insieme.
In altre parole sono personalmente
convinto che solo dopo che avremo "tirato fuori tutto"
dal nostro impianto esistente, potremo intervenire su di esso
con eventuali modifiche ben ponderate e mirate ad un reale
passo in avanti della qualità complessiva del risultato
sonoro che andiamo cercando sempre in termini relativi si
intende al nostro gusto musicale e di ascolto e al budget
di cui possiamo disporre.
In questo primo appuntamento
mi occuperò di due "nemici dichiarati"
del buon suono: la scarsa qualità dellelettricità
di casa e le vibrazioni e di come ho provato a porvi rimedio.
Roberto Amato è
un simpatico romano che ha avviato la produzione e commercializzazione,
sotto il nome Systems and Magic (http://www.systemsandmagic.com)
dei BLACKNOISE, sorta di ciabatte, molto eleganti esteticamente,
a due prese che contengono, al loro interno, un sistema di
filtratura del segnale elettrico che va alle elettroniche
del nostro impianto.
Ho scoperto la loro esistenza
in rete, ne ho sentito parlare, non mi sono voluto far scappare
loccasione di provarli.
Si tratta di filtri di
rete e non di un condizionatori ma il principio di base su
cui poggiano la loro esistenza è lo stesso: i nostri
impianti "vivono" di elettricità e quanto
è "più buona" tanto meglio "dovrebbero"
suonare.
La qualità della
rete elettrica, in effetti, varia molto da quartiere a quartiere
e allinterno di una appartamento tutte le apparecchiature
di casa connesse "possono", influenzando a volte
pesantemente il segnale, aggiugendo "rumore", degradare
la qualità della corrente che inviamo alle apparecchiature
hifi.
Quando ho ristrutturato
casa mia ho fatto fare una linea diretta che portasse corrente
nella stanza dove avrei poi messo il mio impianto principale,
per altro a Genova lEnel non fa particolari sfracelli
per cui le mie osservazioni sullinserimento dei Filtri
BLACKNOISE ruotano attorno ad una situazione "buona"
e come tale si può ragionevolmente ipotizzare che in
situazioni più degradate o con maggiori disturbi nella
rete domestica i risultati possano essere maggiori o più
marcati.
Tralascio una descrizione
tecnica del funzionamento degli apparecchi rimandando chi
fosse interessato al bell'articolo sul tema scritto iin
questo numero da Fabio Cottatellucci
e al sito del costruttore dove tutto viene ampiamente spiegato
.
Procediamo con ordine:
la prima osservazione
da fare è che conviene dotarsi di più filtri
onde interporre i BlackNoise in tutti i punti critici dellimpianto.
Io ne ho usato tre: un
modello 2500 che ho piazzato a monte delle prese dei due finali
OTL mono, custom made by Giancarlo Massa, che pilotano, divinamente,
le mie QUAD 988, un modello Extreme che ho frapposto tra le
alimentazioni del DIGIDRIVE e del DIDICODE della Lector che
(tweakerati a dovere.. ma ne parlerò unaltra
volta
) tuttora insuperati come qualità
di suono rappresentano la mia fonte digitale, un modello 500,
infine, che ho posto a monte dei cavi di alimentazione delle
QUAD, utlizzando un pre passivo non ho provato i filtri per
tale tipologia di elettroniche.
Le mie osservazioni riguarderanno
quindi sia i singoli inserimenti che il risultato globale
della blacknoissazione del mio impianto.
Ho iniziato con il DAC
collegato alla versione EXTREME: collegando la spina di alimentazione,
facendo attenzione ovviamente alla polarità giusta
nella connessione (il positivo se si usa una spina normale
corrisponde alla D impressa sul fondo delle due schuko femmina
in dotazione ad ogni Black Noise) leffetto è
immediato, scompare come un velo, una grana che nel confronto
tra il prima e il dopo appare ora come un difetto evidente
ora eliminato.
La timbrica non sembra
essere influenzata dal filtro ma specie con la voce ( la splendida
interpretazione di Julian Baird nel DORIAN SAMPLER Vol.2,
traccia 2) si nota una maggiore leggerezza e una maggiore
naturalezza. Lo stesso accade con la voce di Mark Knopfler
(Private Investigation, CD Sampler Philips) che perde senza
snaturarsi una patina prima presente di "raucedine".
Accanto alle voci lelemento che sembra acquisire maggior
guadagno "sotto Black Noise" è la microinformazione
che ora appare come più libera e ricca di sfumature
che prima andavano perse.
Ho poi aggiunto il CDP.
Linserimento del
BLACKNOISE sembra influenzare di più il soundstage,
limmagine virtuale che si offre al mio ascolto: appare
più allargata e più profonda. Ascoltando la
traccia 12 del Live di James Taylor (Columbia 1993, CD consigliato
anche dalla Kimber Cable per una valutazione critica del proprio
impianto) si apprezza molto di più lambienza
della sala, aumenta laria attorno agli strumenti e la
scena appare più solida e definita.
Un aspetto che va sottolineato
fin dora è che i miglioramenti avvertiti si sommano
ovvero linserimento del BLACKNOISE a monte dellalimentazione
del combo Lector produce un effetto maggiore che il suo uso
su una singola elettronica.
Passo ora a inserire il
filtro a monte dellalimentazione delle casse elettrostatiche
QUAD.
Dusty Spingfield in "The
look of love" (Casino Royale Original Soundtrack, Varese
Sarabande, un CD di una bellezza e qualità sonora uniche,
purtroppo difficilmente reperibile come tutte le cose belle)
sembra ora "scolpita" al centro della stanza, il
suono acquista ulteriore pulizia, la tromba di Herp Alpert
è "più lì" di prima. Il miglioramento
della scena acustica in tutte le dimensioni aumenta in maniera
meno marcata di quanto è avvenuto con il CDP ma il
miglioramento è evidente.
Inserisco ora il filtro
a monte dei finali.
Qui il cambiamento è
"drammatico" prima ancora che avviare lascolto
della musica: i miei due enormi OTL divengono improvvisamente
più silenziosi, i grossi trasformatori ronzano molto
meno, credo sia la prova più evidente delleffetto
che il filtro introduce, debbo essere sincero, non me lo aspettavo.
Passando allascolto
ciò che si apprezza di più è una maggiore
naturalezza dellemissione, le voci sia maschili che
femminili appaiono più ricche di sfumature e adesso
posso apprezzare la scomparsa di una certa nasalità
prima presente e un aumento ulteriore delle dimensioni della
scena acustica specie in altezza o meglio, come per tutte
le osservazioni fino ad ora fatte, i "difetti" divengono
avvertibili dopo che con linserimento del filtro il
suono è cambiatoe obiettivamente in meglio.
Finita loperazione
di apposizione sono passato a quella di sottrazione onde "individuare"
dove i BlackNoise agivano di più ovvero in quale componente
della catena il loro "intervento" si avvertiva di
più.
Loperazione ha confermato
le osservazioni riportate in precedenza permettendomi di stilare
una personale classifica di gradimento: al primo posto metterei
assolutamente i finali di potenza specie se valvolari come
i miei, al secondo posto metterei la meccanica CDP, al terzo
metterei le casse, allultimo metterei il DAC. Si tratta
di sfumature ma credo sia uninformazione utile per chi
mi legge, anche se va sottolineato il fatto che non si tratta
di una classifica "ad escludedum" ma di una semplice
indicazione di maggiore efficacia, anche perché ciò
che mi ha maggiormente colpito in questa prova è leffetto
sinergico che linserimento di più BLACKNOISE
in un impianto comporta in termini di miglioramento del suono
ovvero il mio consiglio è quello di blacknoisizzare
tutto limpianto perché è così che
si ottiene il risultato migliore in termini assoluti.
Con i BLACKNOISE non ci
troviamo di fronte ad un complemento per il nostro impianto
ma ad un vero e proprio elemento aggiuntivo che consente con
una spesa ragionevole di ottenere il massimo da ciò
che possediamo.
Da consigliare quindi
caldamente a tutti, in particolare ai possessori di finali
a valvole, di casse amplificate o elettrostatiche e a tutti
coloro che vogliono trarre il massimo dalle loro elettroniche
che, non dimentichiamolo, vivono di corrente elettrica che
quindi non può non rappresentare, a livello qualitativo,
un elemento determinante nel risultato complessivo finale.
Altamente raccomandati,
un must! Io li ho comprati per il mio impianto di casa.
MI-ROLLERS
La MUSICAL INDUSTRY è
una piccola impresa americana, dal nome altisonante, in quel
di Los Angeles (373 N. Western Avenue Suite 6, Los Angeles,
CA 90004) se visitate il loro website (http://mihom.com)
scoprirete i loro prodotti: i MI horns, sorta di piccoli "megafoni"
da applicare ai drivers dei diffusori per migliorare, dicono,
la qualità del suono, i MI stands, sistemi di appoggio
per diffusori da pavimento e i MI rollers, sfere di bronzo
e alluminio antirisonanza e antivibrazione per apparecchiature
hifi e video, oggetto delle mie osservazioni.
Li ho scoperti per caso
navigando in rete e leggendo, chi è colpa del suo mal
pianga se stesso
. alcune recensioni "lusinghiere"
sulla stampa on line doltreoceano.
Approfittando di una offerta
particolarmente conveniente ho deciso di acquistane un po,
ho scritto ad Alex il proprietario, mi sono fatto consigliare
sulle migliori soluzioni possibili rispetto alle apparecchiature
con cui avrebbero dovuto interagire i suoi prodotti, ho fatto
lordine, ho pagato con Paypall e dopo una settimana
mi è arrivato dagli States il pacchetto.
Gli MI rollers si presentano
come delle sfere oblunghe leggermente più larghe che
alte, vengono proposti in due dimensioni rispettivamente di
19mm e 25mm di altezza. Il materiale può essere il
bronzo o lalluminio, sono, relativamente alle dimensioni,
piuttosto pesanti il chè mi ha portato a pensare che
al loro interno vi possa essere un qualche liquido smorzante.
La funzione di questi
oggettini è quella di essere posti sotto gli apparecchi
HIFI in alternativa alle classiche punte.
Che tali complementi in
generale siano utili, ovvero che un isolamento dalle vibrazioni
porti beneficio alla qualità globale della riproduzione
sonora credo sia ormai cognizione diffusa, condivisa ed accettata
nel mondo degli audiofili, il vero problema è stabilire
se un determinato prodotto funziona e quali benefici apporta
al suono dellimpianto.
Ho posizionato 4 MI roller
standard di bronzo sotto i piedini del mio SONIC EUPHORIA
pre passivo americano oggetto prossimamente di una approfondita
analisi in queste pagine, altri 4 sempre di bronzo sotto il
giradischi AR, 3 MI roller jr (da 19mm) in alluminio sotto
il CDP Lector e 3 MI roller jr. di bronzo sotto il DAC (seguendo
in questo i consigli di Alex).
Data la loro forma il
posizionamento non è facilissimo: occorre un poco di
pazienza, infatti, per trovare il punto di equilibrio tra
le superfici degli apparecchi e quelle dei roller, ma una
volta fatto si evince chiaramente che il principio è
quello di porre le apparecchiature, attraverso linterposizione
di questi oggettini, a contatto con la superficie di appoggio
in maniera puntiforme ma con una sistema di assorbimento delle
vibrazioni diverso dalle classiche punte coniche.
Si tratta di un principio
simile a quello attorno al quale sono stati costruiti i Symposium
Rollerblocks con la differenza, non da poco, che gli oggetti
della Musical Industry costano meno della metà e che,
come detto, anziché disperdere su una base le vibrazioni,
come fanno i Symposium, qui è nella struttura interna
delle "biglie" che si gioca la partita.
Ma alla fine funzionano?
Come per i Black Noise
ho proceduto in una situazione controllata e conosciuta, il
mio impianto, che non è "il riferimento",
ma è, come per ognuno di voi che mi legge riguardo
al proprio, "il mio riferimento conosciuto"
, mettendo e togliendo i supporti valutando i singoli apporti
ad un suono che conosco molto bene e le eventuali sinergie
derivanti dalla presenza degli MI Rollers sotto più
apparecchiature contemporaneamente ed ecco i risultati.
Linserimento dei
Rollers sotto i tre piedini del CDP Lector modifica radicalmente
il suono: il "fuoco" aumenta ma è laltezza
della scena musicale che diventa più realistica, è
come se Anne Sofie Von Otter (For the stars, DG 2001) si fosse
alzata in piedi dopo avere iniziato a cantare seduta.
I Rollers hanno unazione
altrettanto marcata sul DAC in particolare è la timbrica
a beneficiare maggiormente dellinserimento: il suono
diviene più analitico, radiografante, scompare un leggero
rigonfiamento sulle mediobasse e lemissione, il "passo"
nel suo insieme acquista maggiore naturalezza e presenza.
Passando al preamplificatore,
lo straordinario "passivo" ad autostrasformatori
SONIC EUPHORIA, dei miei amici Jeff e Dan di San Diego, CA,
oggetto dalla struttura tanto semplice quanto capace di "avvertire"
le minime modifiche, gli effetti rilevati dopo linserimento
nellaccoppiata Lector si sommano e divengono più
marcati: la scena acustica si fa più solida e profonda,
il suono più preciso e naturale e questi cambiamenti
dopo linserimento dei Rollers sono tanto immediati quanto
drammatici.
I Roller inseriti sotto
il mio AR modificato Grodinsky, che invia il suo segnale ad
un Prepre della Elettrocompaniet, imprimono al suono un significativo
salto di qualità: immagine più solida, bassi
più frenati ma ben presenti, la voce di Rickei Lee
Jones in quel capolavoro in vinile che è "Pirates"
(Warner, 1981), per fare un esempio, appare più naturale
e presente con più aria attorno e il soundstage si
fa più profondo e articolato.
Ho poi proceduto alla
sottrazione progressiva dei Rollers e ho avuto conferma della
loro effettiva efficacia.
Summing up, gli MI - Rollers
svolgono egregiamente il loro lavoro di isolare le elettroniche
da uno dei loro grandi nemici, le vibrazioni ( ho ovviamente
provato a battere le nocche sulla base di appoggio senza avere
"danni" durante lascolto con particolare attenzione
al vinile certo il componente più critico in questo
senso) e hanno ripercussioni molto positive sul suono a dimostrazione
che tale isolamento è importante.
Dovendo indicare "dove"
ho notato leffetto maggiore, al primo posto metterei
il preamplificatore, al secondo a pari merito il giradischi
e il CDP allultimo il DAC, questo nel mio impianto e
al mio orecchio.
Quel che è certo
è che con i prezzi che corrono per oggetti similari
i MI Rollers rappresentano un best buy, imbattibili
come sono nel rapporto qualità prezzo: da provare assolutamente.
Follow up.
Il giorno in cui è
stata pubblicata in rete la recensione degli MI- Rollers ho
inviato una e-mail in America per avvertire il costruttore
delluscita del pezzo.
Alex non sa litaliano,
ma ha occhi per vedere e mi ha subito segnalato che i migliori
risultati si ottengono, a parer suo, ponendo le sue biglie
non sotto i piedini degli apparecchi, come avevo fatto io,
ma direttamente a contatto con la superficie inferiore del
box; per essere più preciso mi ha inviato la foto che
riproduco a lato con indicata, come vedete, la giusta modalità
di posizionamento.
Quelle che seguono sono
le mie ulteriori osservazioni fatte dopo il cambio.
La prima riguarda proprio
il posizionamento, più facile rispetto alla prima versione,
inoltre le elettroniche appaiono immediatamente più
"elastiche" sui Rollers, più "sospese":
che ci sia quindi una differenza "fisica"
tra le due soluzioni è evidente, ora tocca al mio orecchio
capire gli eventuali cambiamenti nel suono.
Anticipo il giudizio globale
prima di passare allanalisi dei singoli cambiamenti:
Alex aveva ragione è questo il modo giusto di usare
le sue magiche biglie a buon mercato.
Entrando nel dettaglio
il suono del giradischi acquista maggiore tridimensionalità,
la scatola sonora si fa più "concreta" e
molto più profonda, la differenza tra prima e ora è
molto marcata e lAR sembra essere, di tutti i componenti
testati, quello che trae maggior vantaggio in termini di resa
sonora dallo spostamento effettuato.
Il pre Sonic Euphoria
sembra suonare "più forte", con una maggiore
presenza e velocità negli attacchi, è interessante
notare come questi cambiamenti sinergizzino con quelli delle
altre elettroniche con un effetto molto piacevole allascolto.
Passando ai Lector lo
spostamento "fa bene" ad entrambi gli apparecchi:
il CDP, che aveva mostrato di gradire molto la sospensione
sulle biglie della Musical Industry, mostra gli stessi benefici
che avevo notato nel vinile, è il soundstage a trarre
maggior giovamento dalla modifica, si fa solido, più
profondo realistico; il DAC che nella prima prova aveva mostrato
i minori cambiamenti rispetto alle altre elettroniche, stavolta
pare "reagire" in maniera più decisa e avvertibile.
Le voci ora mostrano maggior
corpo, non si tratta di un "timbro" diverso ma della
presenza di più armoniche che rendono lascolto
più ricco ed appagante.
Tirando per la seconda
volta le somme debbo prima di tutto dire che nel caso di strumenti
antirisonanza il corretto posizionamento ha unimportanza
decisiva nella resa finale, nello specifico si evince che
è la "sostituzione" dei piedi di appoggio
con gli MI- Rollers che dà gli effetti migliori rispetto
al loro posizionamento sotto i piedini di serie, ho il sospetto
che in questo modo lisolamento coinvolga lintera
superficie inferiore dellapparecchio e che, come segnalato,
le elettroniche siano così più elastiche, il
paragone che mi viene in mente per rappresentare la situazione
è un piatto flottante di un giradischi rispetto ad
un modello a trazione diretta. Sia quel che sia, Alex mi ha
dato un saggio consiglio che giro a voi nellipotesi
che vogliate sperimentare i benefici effetti che le sue biglie
di bronzo e alluminio hanno sul suono di un impianto.
Le vibrazioni ambientali,
incluse le vibrazioni indotte dai diffusori, hanno effetti
negativi sulla qualità del suono dei componenti di
un impianto hifi, i componenti che più di tutti soffrono
di questa situazione sono quelli demandati alla lettura dei
supporti, giradischi e CDP, ma in generale si può affermare
che tutte le elettroniche sottoposte agli effetti dellambiente
introducano distorsioni parassite nella riproduzione dellevento
sonoro.
Più che un tweak,
quindi, individuare modi di ridurre o eliminare gli effetti
negativi delle vibrazioni è una necessità per
TUTTI gli impianti, gli MI Rollers rappresentano una soluzione
potente, dagli obiettivi effetti positivi ed economica in
rapporto ai benefici che offrono.
Sempre più raccomandati!!!
PS: Una delle cose
che amo di più nella rete è linterattività
e la possibilità di contatto immediato sarò
quindi lieto di ricevere i vostri feedback al mio indirizzo
di posta elettronica: hboll001pol-it.org
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