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Avalon, la famosa isola della leggenda bretone, terra di maghi,
streghe e fantastici personaggi, ma anche una marca di diffusori
disegnati un USA da Neil Patel e colà fabbricati.
Una serie di modelli che partono dai poco più dei 5.000
Euro dei Symbol, passano per i 51.000 degli Eidolon Diamond,
muniti appunto di tweeter con membrana in diamante, ed arrivano
ai Sentinel, enormi torri con sub amplificato dei quali si
può conoscere il prezzo dietro richiesta all'importatore.
Tra Symbol ed Eidolon ci sono altri modelli, tra i quali gli
Ascendant che abbiamo appunto in prova. Intanto che scrivo
queste righe mi sorge un dubbio: avrò fatto bene ad
usare gli articoli al maschile visto che mi riferisco al sostantivo
"diffusori" o è meglio usare il femminile,
come normalmente si fa riferendosi alla definizione "casse
acustiche"? Insomma, qual è il sesso di queste
cose ( o cosi) dalle quali esce la musica?
Ho avuto in passato vari incontri con le Avalon (ora uso il
femminile per pari opportunità) in varie sedi, negozi
o fiere, e devo dire che sono sempre stati incontri soddisfacenti,
o addirittura molto soddisfacenti.
Insomma, era ora che ne parlassimo anche qui. Quale migliore
occasione dell'uscita di un modello nuovo, da poter provare
nel mio ambiente con tutta calma e senza condizionamenti esterni?
Ecco dunque che in anteprima italiana Videohifi ha il piacere
di parlarvi delle Ascendant, al momento l'ultima fatica di
Avalon.
Trattasi, udite udite, di un due vie in bass reflex. I più
attenti tra voi si chiederanno come mai uno degli ultimi paladini
della sospensione pneumatica si sia convertito alle "casse
col buco". Beh, evidentemente si sono accorti che, volendo
ottenere una risposta ben estesa alle bassissime frequenze
con mezzi limitati (si fa per dire), non vi era altro modo
che "trapanare" il mobile. Nel corso dell'ascolto
scopriremo se il lavoro è stato fatto con competenza
o se il suono tipico delle Avalon è cambiato.
Vediamo
di descrivere sinteticamente questi diffusori, circa i quali
non disponiamo di molte notizie, per scelta del fabbricante.
Una mia e-mail di approfondimento ha dato esito negativo.
Si tratta di diffusori a due vie, composti da 2 midwoofer
da 7 pollici dai coni in composito Nomex-Kevlar ed un tweeter
a cupola in titanio da 1 pollice. Evito il solito commento
sui tweeters metallici, che ormai sapete come la penso. Per
fortuna ultimamente si trovano esempi di tali componenti "tenuti
a freno" e che quindi non manifestano particolari risonanze
nel normale ascolto. Il mobile è piuttosto pesante
(34 Kg) e ben smorzato al solito colpo di nocca. L'impedenza
dovrebbe essere piuttosto tranquilla, essendo specificata
in 4 Ohm con un minimo di 3,6, che non sembra grave per qualsiasi
amplificatore degno di tal nome. Buona la sensibilità
dichiarata, 90 dB che all'ascolto ci sono tutti.
L'estetica di questi diffusori è quella solita Avalon,
la cui finitura consiglio in colori chiari, per evitare che
i vostri ospiti facciano gli scongiuri al vederle. Capiremo
nel corso della prova che sì funebre disegno ha un
senso alla luce dei risultati ottenuti. Tanto noi audiofili
non siamo superstiziosi, vero?
Niente più biwiring; Avalon dichiara che l'utilità
di tale pratica risiede soprattutto nella separazione dei
percorsi di massa, che ora sono stati ottimizzati a livello
di cross-over, rendendo quindi inutile il doppio cablaggio.
Inoltre sono stati abbandonati i poco pratici morsetti a vite
posti sul pannello inferiore del diffusore, che obbligavano
a sdraiare lo stesso per effettuare le connessioni. Ora troviamo
un pratico "stringi uno, avviti due", tipo supermercato,
realizzati da Cardas. Semplice e funzionale, devo dire. In
compenso il pannello inferiore è ora occupato dai DUE
condotti reflex. In Avalon non hanno mezze misure: dalla sospensione
pneumatica al reflex doppio.

Attraverso i condotti si notano i due lunghi tubi in un materiale
simile alla fibra di vetro, ed il materiale assorbente che
riempie tutto il volume del diffusore.
Non ho smontato gli altoparlanti per due motivi: il primo
è che mi tremano le mani al pensiero di come potrebbe
tremarmi la mano (la ripetizione è voluta, licenza
poetica) dovendo firmare un assegno di quasi 14.000 Euro dopo
aver fatto qualche danno, il secondo è che leggo sul
sito della Avalon che il cross-over è chiuso in un
contenitore smorzante, quindi non avremmo visto nulla di illuminante.
I diffusori sono accompagnati da tre bellissime punte . Pressoché
obbligatorio usarle, anche per stabilire la giusta altezza
delle porte reflex rispetto al pavimento. Peccato che in Avalon
non abbiano previsto tre "inviti" nelle basi, in
modo da poter effettuare eventuali piccoli spostamenti senza
il patema di rovesciare un diffusore perchè la punta
non l'ha seguito. Molto bello e completo il manuale d'istruzioni,
che contiene molti consigli sul posizionamento.
Due parole sulle griglie: contrariamente al solito, in questo
caso non vanno mai rimosse durante l'ascolto. Al loro interno
è contenuto un feltro che è forato giusto in
corrispondenza dei tre altoparlanti, e che quindi ha una funzione
ben precisa, presumibilmente nella ricostruzione dell'immagine
e nell'assorbimento di risonanze parassite dovute alla pur
piccola superficie del baffle frontale.
L'IMPIANTO UTILIZZATO
Giradischi: Basis 2001, braccio Graham Robin, testina Van
Den Hul MC2 Super
Lettore SACD Marantz SA17-S1
Amplificatori: Mastersound Reference 845, pre Bryston BP25,
finali Bryston 7B ST
Pre phono Audio Research PH-3
Cavi Transparent, MIT ed autocostruiti
CARATTERISTICHE DICHIARATE
Sensibilità: 90 dB
Impedenza: 4 Ohm (minimo 3,6)
Risposta in frequenza: 30-20000 Hz (+/- 1,5 dB camera anecoica)
Potenza raccomandata: 25 - 200 W
Dimensioni: 94 x 28 x 33 cm (h x l x p)
Peso: 34 Kg cad.
NOTE D'ASCOLTO
Le Ascendant sono rimaste a casa mia per circa un mese. Come
sempre, grazie alla cortesia di fabbricanti e distributori,
mi prendo il tempo necessario per capire a fondo, per quanto
nelle mie possibilità, il carattere di ogni componente
in prova. Anche qui citerò solo qualche CD, LP e SACD
tra quelli utilizzati, altrimenti non la finiamo più.
Del resto non credo interessino troppo le varie sfumature
a seconda del disco ascoltato, quanto piuttosto una panoramica
generale delle caratteristiche del prodotto in prova. Come
sempre comunque ho ascoltato un po' tutti i principali generi
musicali (non tutti, mi mancano dischi di liscio, in effetti).
La prima caratteristica che salta all'occhio, anzi all'orecchio,
è l'immagine, decisamente al di là del normale
per dei diffusori dinamici tradizionali. Queste Avalon, come
d'altronde le sorelle maggiori, non hanno nulla da invidiare
ai vari elettrostatici o dipolari, oltretutto con una maggior
facilità di posizionamento. Un minimo di criterio nel
piazzarli, et voilà!, il gioco è fatto. Questo
è uno dei pochi casi nei quali riscontro le migliori
prestazioni lasciando i diffusori paralleli tra loro, o al
massimo con una leggerissima inclinazione verso il punto d'ascolto.
L'immagine è alta ed assolutamente svincolata dalle
dimensioni fisiche dei diffusori, dai quali non appare mai
provenire alcun suono, salvo in caso di particolare scelleratezza
di qualche tecnico del suono; stiamo pur sempre parlando di
un paio di diffusori, non di macchine miracolose.
La parete di fondo sparisce per lasciare il posto ai musicisti,
che quando sono in tanti non si fanno scrupolo di abbattere
pure quelle laterali. Mamma mia! Davvero impressionante.
La gamma bassa è decisamente l'atout di questi diffusori.
Non si direbbe affatto che sono caricati in bass-reflex. Il
risultato della progettazione di Patel è un basso controllato
e ben intelligibile, che raramente risuona nella mia pur non
grande stanza d'ascolto, e che pure è presente e profondo.
La gamma media è estremamente pulita e musicale e gode
di una risoluzione di ottimo livello, senza mai strafare.
Ottima la riproduzione della voce del "Boss" Bruce
Springsteen e della sua chitarra nel CD "The ghost of
Tom Joad". Noto per la prima volta, nel brano n.6 al
minuto 0,12, che pronunciando la parola "place"
probabilmente la bocca di Springsteen viene a diretto contatto
col microfono, provocando un piccolo "bump". Le
voci, sia maschili che femminili, vengono rese in tutto il
loro "peso", e si materializzano in tre dimensioni.
Impressionante è invece la dinamica. Dischi ascoltati
più volte hanno il potere di farmi sobbalzare sulla
poltrona con transienti che non avevo mai notato tanto improvvisi
e liberi di fluire senza alcuna difficoltà. Ecco, forse
questo è il pregio maggiore di queste Ascendant. Fanno
il loro lavoro come se fosse la cosa più facile di
questo mondo. Spariscono nell'ambiente nel quale sono piazzate,
tanto che è consigliabile mettere un cartello per gli
amici: "queste sono le casse che stanno suonando",
così evitate domande superflue. Un piccolo aneddoto:
mi ricordo che, qualche anno fa, avevo qui un lontano parente
appassionato di musica al quale stavo facendo ascoltare qualcosa.
Ad un certo punto mi sentii chiedere: "non è troppo
alto il volume del canale centrale, rispetto al resto?".
Dovetti spiegargli che stavamo ascoltando in stereofonia.
Tornando alla prestazione dinamica di queste Avalon, vi dirò
che il SACD "The conga kings" (Chesky) non ha mai
suonato tanto dinamico e naturale e non avete idea di quanto
mi mortifichi il sentire percussioni suonare "morte"
e piatte. Ora so che "si può fare".
Grande silenzio intertransiente ed abbondanza di aria tra
gli strumenti completano un quadro entusiasmante.
Non abbiamo parlato della gamma alta, ma siamo ancora in tempo
a rimediare. La prima parola che mi viene in mente è
"naturalezza". Si, malgrado le metalliche membrane
il suono non punge mai ed i piatti della batteria mi ricordano
quelli di un quartetto jazz che ho ascoltato dal vivo quest'anno
al mare. Suonavano sul marciapiede di un locale, quindi all'aperto
e la batteria non era amplificata. Mi trovavo ad un paio di
metri dallo strumento. Che c'è di meglio che ascoltare
uno strumento acustico in aria libera? Forse ascoltarlo con
queste Avalon, ben comodi in casa propria e senza il disturbo
di pubblico disinteressato e ciarlante?
Ogni tanto l'estremo acuto dà l'impressione di essere
un po' arretrato quando proveniente dal Mastersound, ma qui
diventa difficile discernere tra realtà ed abitudine.
L'arrivo dei Bryston ha subito aggiustato le cose: la musica
fluisce senza alcuno sforzo e con la massima naturalezza.
Questi diffusori semplicemente trasformano con la massima
facilità il segnale elettrico in onde sonore, cosa
che in pochi riescono a fare a questo livello.
CONCLUDENDO ...
Cosa dire, dopo aver avuto la fortuna di provare dei diffusori
realizzati da uno dei più famosi marchi al mondo?
Fatto sta che mi sono ritrovato a scrivere queste righe all'ultimo
momento, dopo che l'importatore mi aveva chiamato per la resa.
Il tempo è volato nell'indecisione di quale disco ascoltare
prima degli altri e nella fretta di suonare quanto di meglio
ho nella mia collezione di musica.
Ma è stato bello anche ascoltare in totale relax la
Fitzgerald o Cammariere, piuttosto che lo Zarathoustra di
Strauss, Fossati o De Andrè, Dave Brubeck o Miles Davis,
senza preoccuparsi di cogliere pregi o difetti di un prodotto
che probabilmente è esattamente ciò che vuole
essere.
Al momento di rivedere questo pezzo, a svariati giorni dalla
restituzione delle Ascendant, devo annotare una certa "nostalgia"
del loro suono. Ottimo segno da una parte, pessimo dall'altra;
il mio portafoglio non è fatto a fisarmonica ed ultimamente
si è perfino formata qualche ragnatela, indice di forzato
disuso. Macchie di muffa compaiono perfino sulle stantìe
carte di credito ... mah!
Ascoltare diffusori di questo livello con tutta calma ed in
condizioni controllate è per un audiofilo la famosa
"manna dal Cielo".
Mi è capitato, in passato, di leggere commenti su questa
marca di diffusori che sembravano poco entusiastici e li capisco
perfettamente. Più ascolto diffusori (e ormai sono
tanti, ve lo garantisco), più mi rendo conto che i
migliori sono quelli che non colpiscono di primo acchito.
Esattamente come la musica dal vivo, quando nessuno di noi
si trova a giudicare la qualità delle gamme di frequenza
o simili amenità.
Suono di alta classe, prezzo un po' "cafone" (è
una battuta, eh!).
POSTILLA ...
che scrivo dopo un paio di settimane dalla restituzione delle
Ascendant. Sono tornate, questa volta nel mio colore preferito
(maple), quello chiaro caratteristico di Avalon.
Conclusione delle conclusioni: le ho comprate, non ho resistito.
Vi risparmio i piagnistei su indebitamenti vari, chè
non può fregarvene di meno. Voglio però raccontarvi
qual'è la soddisfazione di acquistare simili oggetti,
oltre a quella delle loro prestazioni pure.
La coppia recensita infatti era una "demo" del distributore,
che avevo ritirato personalmente e messo in auto dopo un veloce
imballaggio col "Pluriball". Questa volta, essendo
assolutamente nuove, mi sono state consegnate con un furgone.
L'imballo è una grossa ed imponente cassa di legno
che le contiene entrambe e che dev'essere aperta con una precisa
procedura, per estrarre da un lato le griglie di protezione
e dall'altro i diffusori veri e propri. Il manuale d'istruzioni,
del quale non ero in possesso, è rilegato in similpelle
ed è quanto di più completo mi sia capitato
di vedere, forse alla pari solo di quello Martin Logan. Leggetelo
a fondo, contiene un sacco di informazioni utili al posizionamento
dei diffusori ed alle migliorie apportabili all'acustica della
stanza d'ascolto.
Non manca una bottiglia di polish in crema per la cura dei
preziosi mobili.
Vi saluto, devo ascoltare un po' di Musica adesso ...
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