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Signore e Signori, ecco a voi l'ennesimo marchio di diffusori
pronto per il mercato italiano! Già, direttamente dalla
Finlandia sbarca in Italia Amphion, un costruttore con qualche
anno di esperienza alle spalle e che si fregia di proporre
qualcosa di nuovo a noi audiofili, sempre assetati di curiosità
ma anche così timorosi di quanto non conosciamo bene.
Sette sono i modelli prodotti da questa Casa e noi parleremo
del secondo dall'alto, in ordine d'importanza e quindi di
prezzo, lo Xenon. Un diffusore che si colloca nell'impegnativa
ed affollata fascia attorno ai 4.000 Euro.
Bisogna che ci soffermiamo un po' sulle caratteristiche di
queste atipiche macchine musicali per cercare di capire cosa
ha cercato di ottenere il loro progettista e poi vedremo di
verificare direttamente se ci è riuscito.
La filosofia di Anssi Hyvonen, il progettista, si basa sul
fatto che l'orecchio umano è più sensibile alle
frequenze che vanno dai 2000 ai 5000 Hz e quindi riesce a
percepire anche le più piccole imperfezioni collocate
in tale fascia di frequenze. Quindi si ritiene errato il taglio
dei crossover tipici, che nei 2 vie si colloca tra i 3000
ed i 4000 Hz e fino a 5000 nei 3 vie, entrando quindi nella
famosa "fascia proibita". Per risolvere i principali
problemi derivanti da tutto ciò, sempre secondo il
progettista delle Amphion si deve ricorrere a crossover particolarmente
complessi o utilizzare altoparlanti speciali molto costosi.
Inoltre le frequenze critiche sono riprodotte dai woofers
o dai midrange, drivers ad alta massa che non operano bene
alle alte frequenze, causando perdite di energia nei transienti
e distorsioni incontrollate. Qual'è quindi la soluzione
propostaci? Semplice, portare la frequenza di crossover più
alta in un range tra i 1200 ed i 1800 Hz, al di fuori della
regione critica del nostro udito, per lasciarle interamente
al tweeter. Come - penserete voi - far lavorare un tweeter
a partire da 1200 Hz e fargli digerire i 300 Watt dichiarati?
Anche il nostro buon Giuliano Nicoletti, che di diffusori
se ne intende non poco, si è posto il problema. Ambasciator
non porta pena e quindi mi limito a riferire quanto comunicato
dall'Amphion. Tornando al massacrando tweeter, essendo la
sua massa circa 1/50 di quella di un woofer, si garantiscono
fulminei transienti e bassa distorsione, migliorando anche
il lavoro di woofer o midrange che possono lavorare a frequenze
più consone alla loro natura.
Inoltre
ci troviamo un secondo problema: quello della risposta in
ambiente dei nostri diffusori preferiti. Spesso, per ottimizzarla,
siamo costretti a costosi e spesso ingombranti trattamenti
dell'ambiente, per evitare le colorazioni o le risonanze delle
nostre stanze.
Il tipo di emissione dei diffusori tradizionali è omni-direzionale
e questa dispersione a 360° significa riempire le nostre
stanze di riflessioni indesiderate che sporcano il suono,
soprattutto nelle regioni delle basse e medie frequenze. Per
di più tutti gli altoparlanti tendono a variare le
loro caratteristiche di dispersione, diventando più
direttivi alle alte frequenze, visto che le basse e le medie
vengono irradiate sfericamente, mentre le alte risultano più
simili ad un fascio luminoso che punta in una sola direzione.
Dopo
questa catastrofica, ma tutto sommato credibile descrizione
del nostro disastrato mondo acustico, ecco la soluzione: si
chiama U/D/D - Uniformly Directive Diffusion. Trattasi di
un nuovo sistema che assicura che il suono direttamente proveniente
dagli altoparlanti non sia mascherato dalle riflessioni ambientali.
Quindi la risposta in frequenza in campo libero, o camera
anecoica, e quella in ambiente diventano praticamente uguali
e questo assicurerebbe un suono estremamente buono anche in
ambienti acusticamente disastrosi.
Bene,
dopo aver fatto da portavoce dell'Azienda ora passo a descrivere
quello che vedo coi miei occhi e sento con le mie orecchie.
Questi
Xenon si presentano, a mio parere, molto bene. Sono due torri
alte e strette, disponibili in tre diverse finiture: acero,
ciliegio rosso ed argento, perfettamente rifiniti. Che i finlandesi
sappiano lavorare bene il legno non è una novità
per nessuno, spero.
Sono
diffusori a 3 vie, con il midrange in alluminio da 6 pollici
e mezzo ed il tweeter dello stesso materiale ma da 1 pollice
di diametro, entrambi in bella vista e non protetti da alcuna
griglia. La produzione di entrambi è SEAS, su specifiche
Amphion. Il tweeter è inoltre posto all'imboccatura
di quella che sembra una tromba ricavata nel frontale del
mobile, ma che una tromba non è. In pratica la sua
funzione non è quella di caricare l'altoparlante, ma
solo quella di arretrarne il punto di emissione fino a portalo
a pari con quello del midrange, e di aumentarne la dispersione.
Il woofer, un elemento ancora in alluminio da 8 pollici, è
collocato lateralmente ed in posizione insolitamente alta.
Quest'ultimo è munito di griglia, che consiglio caldamente
di rimuovere per godersi lo spettacolo del bel cono lucido
in movimento.
La base dei mobili, di per sè molto stretta e quindi
instabile, è munita di due supporti da avvitare nel
mobile e per i quali sono previste delle acuminate punte,
molto ben rifinite anch'esse. In questo modo aumenta notevolmente
la larghezza della base, con la possibilità di caduta
in proporzione inversa. Nessun appunto all'estetica del tutto
nè al grado di finitura, di alto livello.
Il condotto del reflex di trova nella parte posteriore del
diffusore, vicino ai bellissimi morsetti monowiring ed all'interruttore
del sistema BAS, acronimo di bass adjustment system. Ebbene
sì, un'altra caratteristica delle nostre Xenon è
quella di avere un interruttore che permette di attenuare
di 1,5 dB l'emissione del woofer. E se non bastasse ciò,
potete usare il cilindro in spugna che troverete nel condotto
reflex per sommare altri 1,5 dB di attenuazione.
Quasi
dimenticavo di parlarvi di quelle due aperture laterali, di
fianco al midrange. Sono inserti in plastica di forma triangolare
forati e rivestiti internamente da una griglia nera. Servono
ad emettere una parte del suono che fuoriesce dalla camera
sigillata del mid stesso, contribuendo all'emissione sonora
che il fabbricante definisce "hypercardioide" e
che dovrebbe appunto minimizzare le riflessioni ambientali.
In
conclusione, pare che dietro a questo progetto ci sia un bello
studio e sicuramente le ambizioni della Amphion per questo
diffusore sono molto alte.
NOTE D'ASCOLTO
Dopo
tutta la pappardella del piano superiore, lo spazio appare
piuttosto ridotto, quindi daremo un'idea di massima di quanto
ascoltato, cercando di essere chiari.
Stupisce
immediatamente la prestazione in gamma bassa. All'inizio viene
da chiedersi dove siano finite le note basse, per poi accorgersi
presto che ci sono e si sentono tutte. Quelle che mancano
sono le risonanze di qualsiasi genere. E' difficile riscontrare
un'emissione in gamma bassa così precisa e pulita,
tanto da non costringermi ad utilizzare, pur nella mia stanza
di poco più di 15 mq, nè i tappi dei condotti
reflex, nè l'attenuazione elettrica del woofer. Evidentemente
ho azzeccato subito la giusta posizione. Ho provato a posizionare
i woofers sia all'esterno, verso le pareti laterali, sia all'interno,
riscontrando in verità solo marginali differenze, tanto
da lasciarli definitivamente rivolti verso l'interno, così
da poterli lasciare a vista.
L'efficienza di 87 dB costringe il mio Mastersound a lavorare
col volume oltre le ore 12, ma l'impedenza di 8 Ohm pare piuttosto
tranquilla, tanto da non mettere in difficoltà l'amplificatore
neanche ad alto volume.
Veniamo ora alla gamma media, quella che dovrebbe adattarsi
alla stanza. In effetti è così, ho persino provato
ad eliminare i 4 tube traps che mi accompagnano da anni senza
notare particolari problemi. Gente, il sistema funziona, le
promesse della Amphion sono state mantenute. Anche portando
il volume a livelli davvero eccessivi non si notano quelle
risonanze alle quali ormai mi ero tristemente assuefatto.
La gamma media appare quindi pulita ed esente da distorsione,
con una risoluzione invidiabile, del tipo che tira fuori dal
disco proprio tutto quello che c'è, per la gioia degli
amanti dei più minuti particolari presenti nelle registrazioni;
nulla sfugge alla gamma media ed alta di queste belle torri.
Per contro noto nelle voci, soprattutto quelle maschili, una
certa leggerezza che le fa apparire un po' irreali. Il suono
è improntato ad una timbrica frizzante e molto aperta
anche in alto, tanto da risultare a volte un filo pungente.
Il malefico tweeter in alluminio ha colpito ancora? C'è
quel qualcosa di a volte poco naturale anche nei piatti della
batteria, che in qualche caso sembrano percossi da una bacchetta
in ferro piuttosto che in legno.
Una timbrica in generale che colpisce moltissimo ai primi
ascolti, ma che, una volta approfondita, risulta per il mio
gusto leggermente affaticante, almeno nel mio ambiente e con
le elettroniche a mia disposizione. So per certo che questi
diffusori stanno avendo un grande successo nelle fiere e che
il pubblico apprezza il loro suono. Probabilmente anch'io
faccio parte della categoria dei Dinosauri della vecchia guardia
(la definizione è di Bebo Moroni) e non faccio testo.
Nessun appunto mi sento invece di muovere all'immagine ricreata,
buona sia in profondità, che in larghezza o in altezza,
malgrado la posizione un po' bassina del tweeter.
Devo aggiungere, ad onor del vero, che ho sentito suonare
questi stessi diffusori abbinati ad elettroniche allo stato
solido, in un ambiente più grande del mio, ma anche
più trattato, con un ottimo risultato. Le piccole imperfezioni
da me evidenziate erano quasi del tutto sparite, tanto da
farmi pensare ad un qualche problema di interfacciamento tra
Mastersound ed Amphion, o forse tra Mastersound e tweeters
metallici in generale?
CARATTERISTICHE
DICHIARATE
Tipo:
3 vie, bass reflex, emissione hypercardioide
Frequenze di crossover: 150, 1200 Hz
Impedenza: 8 Ohm
Sensibilità: 87 dB
Risposta in frequenza: 28-20.000 Hz
Potenza: 25-300 W
Dimensioni: 1070x360x190 mm
Peso: 32 Kg
CONCLUSIONI
Questi
sono diffusori "bifronte". Ottimi in gamma bassa,
eccezionali nell'adattarsi all'ambiente "reale",
ma dalla timbrica un po' particolare. Certo, con un'amplificazione
di quelle tendenti al morbido, tipo valvolari (occhio a non
stare troppo bassi con la potenza) o stato solido in classe
A dal suono morbido (penso per esempio agli Omicron Pi Greco,
anch'essi provati da Videohifi.com), si potrebbe bilanciare
la loro esuberanza e prendere i classici due piccioni con
una fava. Il prezzo è assolutamente giustificato dalla
qualità costruttiva e dallo studio profuso per la realizzazione
di queste Xenon, che meritano indubbiamente un ascolto, se
non altro per rendersi conto che anche gli ambienti d'ascolto
più rognosi possono essere messi in grado di suonare
discretamente bene, senza interventi invasivi non sempre possibili,
per i motivi più disparati.
Finalmente qualcosa di davvero innovativo nel settore diffusori,
dopo tanto tempo. Se siete disperati a causa di stanze rimbombanti
o se non riuscite ad alzare un po' il volume del vostro impianto
perchè a casa vostra il suono si "impasta",
dovete provare queste Xenon, o magari anche i modelli inferiori,
forse avete trovato la soluzione. Del resto, se già
avete dei diffusori dalle caratteristiche timbriche che ho
citato sopra (e sono molti di più di quanto non si
creda), potreste molto probabilmente fare un grosso passo
avanti, con questo diffusore "intelligente".
Anche questa volta ho scritto le note di cui sopra frapponendo
il mio gusto personale alla mera descrizione del suono ottenuto
con le Amphion, ma ... si potrebbe fare diversamente? Bei
diffusori, fatti bene e con un suono divertente. Ne approfitto
anche per consigliarvi l'ascolto dei modelli minori, anch'essi
piccoli campioni del rapporto qualità/prezzo e forse
meno esigenti (per quel poco che ho potuto ascoltarli) dal
punto di vista dell'amplificazione.
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