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Sala
R: UK Distribution
UKD
è l’ombrello distributivo di Opera e Unison Research.
C’erano alcune importanti novità; di una, l’amplificatore
integrato valvolare Performance, vi ho già raccontato
direttamente dal Top Audio:

Qualche
dato in più su questo apparecchio: si tratta di un
triplo single ended parallelo per canale di KT88 in ultralineare,
capace di 40 watt per canale, largo 60 cm e dal ragguardevole
peso di 50 Kg, replica di uno dei prodotti storici di Unison
Research, più potente del predecessore e facente uso
di una serie di raffinati accorgimenti per dissipare il notevole
calore generato dal sestetto di KT88. Il potenziometro è
un ALPS RK27 motorizzato.
L’altra
importante novità erano i diffusori da pavimento della
fortunata serie Callas di Opera. Due sono i modelli, le Divina:

e
le Diva:

Le
Divina sono il modello maggiore; impiegano quattro driver
da 150mm che fanno uso di una particolare configurazione derivata
da studi sul magnetismo tellurico (sinceramente la cosa mi
passa alto sopra la testa e non ho modo di verificarla…).
I 4 altoparlanti hanno una superficie superiore, messi insieme,
a quella di un dici pollici, ma ovviamente hanno tutti i vantaggi
derivati dal fatto di essere dei 15 centimetri…
Il modello Diva impiega gli stessi driver, ma in numero di
due.
I
tweeter sono dei 27mm e, come i driver per il mediobasso,
sono costruiti da Scan-Speak su specifiche Opera.
Nel
sistema suonavano le Divina, con elettroniche della serie
Unico, per un risultato di bella raffinatezza ed eleganza,
al quale si aggiungeva un’inconsueta capacità
di districare i momenti più dinamici del messaggio
musicale.

Sala
M: DML Audio
Finalmente
qualcuno ha pensato di portare anche in Italia le elettroniche
di Tim de Paravicini!
Questo
qualcuno è. Ovviamente visto il titoletto, DML Audio.
Qui vediamo proprio una serie di queste elettroniche EAR:

E
qui, accanto al notevole giradischi entry-level di Nottingham,
l’Horizon, vediamo l’ormai storico EAR 834P:

Naturalmente
DML vuol dire anche cavi, con due fra le marche più
rispettate, Cardas e Wire World. Qui in esposizione proprio
la famiglia Wire World:
Il
sistema in ascolto comprendeva Spendor S6e, giradischi Nottingham
Hyperspace, elettroniche Orelle e EAR, nel quadro d’insieme
anche il disponibilissimo “padrone di casa” Massimo
La Vigna:

Il
suono era contraddistinto da una gamma media piena, densa
di informazioni, fluida, di grandissima qualità. Soprattutto
– che sorpresa! – con l’analogico, che aveva
una marcia in più, giustamente, rispetto al digitale.
Sala
Q: Tecnofuturo
Le
Focal-JMLab Grande Utopia Be venivano fatte sentire ad orari
fissi, in sessioni chiuse, causando lunghe e continue code
davanti alla sala.
D’altra
parte non capita certo tutti i giorni di sentire un sistema
di queste proporzioni e di questo costo…

Il
sistema che le pilotava era composto da elettroniche Perreaux:

per
un risultato estetico di sicura eleganza, anche se sicuramente
un po’ costretto nelle dimensioni di questa sala, una
di quelle fatte a L:

Infatti,
il suono risentiva pesantemente delle limitazioni della sala.
In particolare, le Grande Utopia Be non erano in grado di
sviluppare, causa distanza d’ascolto troppo ravvicinata,
il basso che sono sicuramente in grado di riprodurre. Si poteva
farsene un’idea spostandosi molto più indietro,
ma in quel caso l’immagine eccezionale collassava completamente,
a causa del muro troppo ravvicinato, che andava parzialmente
a nascondere l’emissione diretta di uno dei due diffusori.
Comunque, fin dove era possibile, le grandi qualità
di questo progetto erano confermate, con un medio di grana
finissima e un tweeter che, insieme a quello in diamante di
Thiel And Partner/Accuton, quello montato sulle Kharma Exquisite
e sulle Avalon Eidolon Diamond, è fra i migliori del
mondo, in questo momento.

Dietro
la posizione d’ascolto, approfittando della sezione
stretta della L della stanza, era stato posizionato questo
sistema SIB/CUB. La famiglia è cresciuta con le nuove
SIB XL e SIB XXL!
Sala
N: PFA2
PFA2
aveva le grosse Magneplanar 3.6 pilotate da elettroniche Conrad-Johnson
e McCormack.
Qui
abbiamo l’ACT2, l’evoluzione del principio del
triodo compositi (numerosi triodi messi in parallelo con una
tecnica proprietaria) già implementato nel precedente
ART. Quello era una serie limitata, questo no. Quello costava
33.000 Euro, questo 22.000. A detta del costruttore, uno dei
due va meglio; questo:

La
sorgente era il McCormack UDP-1, il primo lettore universale
di Steve McCormack (e di Conrad e Johnson, che della McCormack
sono proprietari ormai da anni). Se ne dice un gran bene…

Qui
il sistema multicanale McCormack, con un processore Cinemateq
sopra: un altro UDP-1, un MAP-1 (pre multicanale) e un finale
multicanale:

Il
suono del sistema con le Magneplanar era del tutto ingiudicabile,
a causa di un posizionamento eccessivamente costretto dei
leggendari diffusori di Jim Winey:

Sala
SP: B&B Audio
B&B
esponeva qui quasi il top della gamma Triangle, le Magellan
Concerto, derivate dalle grandi Magellan ma più ridotte
come dimensioni e come prezzo (15000 Euro). Si tratta, come
da tradizione Triangle, di un sistema multidriver fortemente
sviluppato in altezza, che include, però, il meglio
della tecnologia del costruttore francese, uno fra i non molto
a produrre i propri driver:
Le
elettroniche erano le Simaudio Moon, recente acquisizione
di B&B, come vi dicevo a proposito della saletta al piano
+2.
Nel
sistema suonavano il lettore CD Eclipse, che è giunto
alla sua seconda versione (non vi preoccupate, in Italia è
arrivata solo questa), con meccanica Philips CDPRO2, convertitori
Burr Brown, alimentazione separata…

…il
preamplificatore P5, oggetto di riferimento, con alimentazione
separata (il telaio pre è sotto l’Eclipse nella
foto precedente, questa è l’alimentazione):

…e
i finali W5. Un altro prodotto Moon che voglio segnalarvi
è il lettore multiformato Orbiter, costruito per essere
un riferimento, disponibile anche, con un sovrapprezzo, con
l’uscita SDI:

Anche
questo apparecchio, disponibile in nero o in finitura alluminio,
si sta facendo un grande nome nel continente nordamericano.
Il
sistema, tuttavia, suonava curiosamente iperaggressivo, eccessivamente
radiografante. C’erano, è vero, le familiari
qualità Triangle di prontezza e trasparenza, ma il
risultato era eccessivamente sbilanciato. Mi rifiuto di credere
che apparecchi di questo livello suonino in questo modo e
rimando qualsiasi giudizio ad un ascolto in un ambiente più
consono alle loro possibilità.

Sala
P: Rany Hi-Fi
Finalmente
i grandi diffusori Dali di nuovo in Italia, dopo un lungo
periodo di buio.
Rany
ha portato le MS5 (il cui prezzo dovrebbe essere intorno ai
12/13.000 euro); non sono il modello top della gamma Euphonia,
ma ne hanno tutte le prerogative, a partire dall’insieme
tweeter-supertweeter ibrido:

L’amplificazione
era VTL, con il pre TL 7.5 e il finale Siegfried 400 in anteprima.
Come sorgente c’era il nuovo prototipo del lettore SACD
Audio Aero, abbastanza vicino alla produzione, rimandata in
attesa della fornitura delle meccaniche da parte di Philips:

Ho
avuto modo di scambiare alcune parole con Jean-Paul Combelles,
responsabile per Audio Aero della parte meccanica di questo
lettore, ma che mi è parso decisamente informato anche
sull’elettronica. Mi raccontava che la scelta fatta
da Audio Aero di utilizzare una conversione multibit e il
bridge DSD/PCM di Anagram Technologies è dovuto al
fatto che ritengono che l’Analog Devices 1853 sia attualmente
il miglior DAC sul mercato, per caratteristiche tecniche e
sonore; se in futuro emergesse una soluzione DSD nativa superiore
alla configurazione Anagram/Analog Devices, ovviamente ne
approfitterebbero.
Qui
l’altra (oltre a quella di cui già vi ho detto
da Milano e di cui vi parlerò sotto) nuova importazione
di Rany, Air Tight con un amplificatore con la 300B:

L’impianto
era, per suono, secondo me il migliore da quando Rany Hi-Fi
partecipa a questa mostra milanese. Le Dali sembrano essere
diffusori estremamente neutri, con un livello di colorazione
bassissimo, né ho sentito – fortunatamente –
intemperanze o freddezze da tweeter a nastro. Complimenti!

Sala
O2: SI Audio
L’ing.
Chiappetta aveva con sé un impianto molto simile a
quello dell’anno scorso, Linn CD12, integrato VA509/60,
Dynaudio Special 25. L’amplificatore è quello
di cui ci ha già parlato Francesco Pampanoni sulle
nostre pagine, in veste estetica definitiva. Qui la potete
apprezzare guardando i gemelli VA509/200M, finali mono OTL
da 200 watt:

L
novità, tuttavia, era rappresentata da questo nuovo
pre phono, valvolare e con uscita bilanciata:

con
alimentazione separata:

Per
sentire i dischi veniva impiegato un giradischi Vyger. Il
suono complessivo dell’impianto era, ovviamente, quello
dell’anno scorso. Ho apprezzato, come novità,
il grande silenzio del pre phono, che riesce ad impiegare
stadi di guadagno valvolari (MC e MM) senza patirne le conseguenze
in termini di rumorosità:

Fra
l’altro, è possibile selezionare tre diverse
impedenze di carico e confrontarle semplicemente girando un
commutatore sul frontale.
Sala
O1: North Star/Extreme Audio
Che
Rampino (North Star Design) e Zaninello (Extreme Audio) ci
sappiano fare non è più un mistero, per nessuno.
L’impresa che avevano di fronte quest’anno era,
però, temeraria: far suonare un impianto in una sala
le cui dimensioni erano 1*2*2, cioè uguali su due dimensioni
e con la terza esattamente metà delle altre due. Una
ricetta sicura per generare onde stazionarie e cancellazioni,
rinforzate reciprocamente dalle altre dimensioni della stanza.
Qualcun
altro avrebbe deciso per un’esposizione statica, i nostri
non si sono persi d’animo e hanno provato una dozzina
di configurazioni diverse, fino a giungere a questa disposizione
diagonale:

Sforzi
premiati: il suono era, alla fine, uno dei migliori della
mostra, con le abituali caratteristiche degli impianti di
questa coppia di costruttori, ormai fissa: veloce, pieno,
mai aggressivo, apertissimo, pieno di aria. Segno che, ingegnandosi,
si riescono a superare anche le peggiori avversità
da mostra. Unico dettaglio, un neon che entrava in risonanza
su una nota precisa (non è bello…)

Le
Image di Sigma Acoustics, uno dei marchi di Extreme Audio:
un diffusore davvero interessante, che mi piacerebbe proprio
provare.

I
cavi White Gold che tanto mi sono piaciuti quando li ho provati
qualche mese fa hanno anche questi notevoli fratelli di potenza.

L’Extremo
DAC, la naturale evoluzione per i tantissimi che hanno acquistato
l’accoppiata meccanica più convertitore North
Star 192, che, sono sicuro, non mancherà di conquistare
nuovi estimatori agli apparecchi dell’ing. Rampino.
Per le caratteristiche, le innovazioni e il prezzo vi rimando
al nostro reportage on-line, sul nostro servizio news.

Lo
splendido giradischi Vyger, che forniva il segnale al pre
phono North Star. Una cattedrale dell’analogico!
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