Numero 12
Editoriale
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Matteo Lupatelli
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Sala R: UK Distribution

UKD è l’ombrello distributivo di Opera e Unison Research. C’erano alcune importanti novità; di una, l’amplificatore integrato valvolare Performance, vi ho già raccontato direttamente dal Top Audio:

Qualche dato in più su questo apparecchio: si tratta di un triplo single ended parallelo per canale di KT88 in ultralineare, capace di 40 watt per canale, largo 60 cm e dal ragguardevole peso di 50 Kg, replica di uno dei prodotti storici di Unison Research, più potente del predecessore e facente uso di una serie di raffinati accorgimenti per dissipare il notevole calore generato dal sestetto di KT88. Il potenziometro è un ALPS RK27 motorizzato.

L’altra importante novità erano i diffusori da pavimento della fortunata serie Callas di Opera. Due sono i modelli, le Divina:

e le Diva:

Le Divina sono il modello maggiore; impiegano quattro driver da 150mm che fanno uso di una particolare configurazione derivata da studi sul magnetismo tellurico (sinceramente la cosa mi passa alto sopra la testa e non ho modo di verificarla…). I 4 altoparlanti hanno una superficie superiore, messi insieme, a quella di un dici pollici, ma ovviamente hanno tutti i vantaggi derivati dal fatto di essere dei 15 centimetri…
Il modello Diva impiega gli stessi driver, ma in numero di due.

I tweeter sono dei 27mm e, come i driver per il mediobasso, sono costruiti da Scan-Speak su specifiche Opera.

Nel sistema suonavano le Divina, con elettroniche della serie Unico, per un risultato di bella raffinatezza ed eleganza, al quale si aggiungeva un’inconsueta capacità di districare i momenti più dinamici del messaggio musicale.

Sala M: DML Audio

Finalmente qualcuno ha pensato di portare anche in Italia le elettroniche di Tim de Paravicini!

Questo qualcuno è. Ovviamente visto il titoletto, DML Audio. Qui vediamo proprio una serie di queste elettroniche EAR:

E qui, accanto al notevole giradischi entry-level di Nottingham, l’Horizon, vediamo l’ormai storico EAR 834P:

Naturalmente DML vuol dire anche cavi, con due fra le marche più rispettate, Cardas e Wire World. Qui in esposizione proprio la famiglia Wire World:

Il sistema in ascolto comprendeva Spendor S6e, giradischi Nottingham Hyperspace, elettroniche Orelle e EAR, nel quadro d’insieme anche il disponibilissimo “padrone di casa” Massimo La Vigna:

Il suono era contraddistinto da una gamma media piena, densa di informazioni, fluida, di grandissima qualità. Soprattutto – che sorpresa! – con l’analogico, che aveva una marcia in più, giustamente, rispetto al digitale.

Sala Q: Tecnofuturo

Le Focal-JMLab Grande Utopia Be venivano fatte sentire ad orari fissi, in sessioni chiuse, causando lunghe e continue code davanti alla sala.

D’altra parte non capita certo tutti i giorni di sentire un sistema di queste proporzioni e di questo costo…

Il sistema che le pilotava era composto da elettroniche Perreaux:

per un risultato estetico di sicura eleganza, anche se sicuramente un po’ costretto nelle dimensioni di questa sala, una di quelle fatte a L:

Infatti, il suono risentiva pesantemente delle limitazioni della sala. In particolare, le Grande Utopia Be non erano in grado di sviluppare, causa distanza d’ascolto troppo ravvicinata, il basso che sono sicuramente in grado di riprodurre. Si poteva farsene un’idea spostandosi molto più indietro, ma in quel caso l’immagine eccezionale collassava completamente, a causa del muro troppo ravvicinato, che andava parzialmente a nascondere l’emissione diretta di uno dei due diffusori. Comunque, fin dove era possibile, le grandi qualità di questo progetto erano confermate, con un medio di grana finissima e un tweeter che, insieme a quello in diamante di Thiel And Partner/Accuton, quello montato sulle Kharma Exquisite e sulle Avalon Eidolon Diamond, è fra i migliori del mondo, in questo momento.

Dietro la posizione d’ascolto, approfittando della sezione stretta della L della stanza, era stato posizionato questo sistema SIB/CUB. La famiglia è cresciuta con le nuove SIB XL e SIB XXL!

Sala N: PFA2

PFA2 aveva le grosse Magneplanar 3.6 pilotate da elettroniche Conrad-Johnson e McCormack.

Qui abbiamo l’ACT2, l’evoluzione del principio del triodo compositi (numerosi triodi messi in parallelo con una tecnica proprietaria) già implementato nel precedente ART. Quello era una serie limitata, questo no. Quello costava 33.000 Euro, questo 22.000. A detta del costruttore, uno dei due va meglio; questo:

La sorgente era il McCormack UDP-1, il primo lettore universale di Steve McCormack (e di Conrad e Johnson, che della McCormack sono proprietari ormai da anni). Se ne dice un gran bene…

Qui il sistema multicanale McCormack, con un processore Cinemateq sopra: un altro UDP-1, un MAP-1 (pre multicanale) e un finale multicanale:

Il suono del sistema con le Magneplanar era del tutto ingiudicabile, a causa di un posizionamento eccessivamente costretto dei leggendari diffusori di Jim Winey:

Sala SP: B&B Audio

B&B esponeva qui quasi il top della gamma Triangle, le Magellan Concerto, derivate dalle grandi Magellan ma più ridotte come dimensioni e come prezzo (15000 Euro). Si tratta, come da tradizione Triangle, di un sistema multidriver fortemente sviluppato in altezza, che include, però, il meglio della tecnologia del costruttore francese, uno fra i non molto a produrre i propri driver:

Le elettroniche erano le Simaudio Moon, recente acquisizione di B&B, come vi dicevo a proposito della saletta al piano +2.

Nel sistema suonavano il lettore CD Eclipse, che è giunto alla sua seconda versione (non vi preoccupate, in Italia è arrivata solo questa), con meccanica Philips CDPRO2, convertitori Burr Brown, alimentazione separata…

…il preamplificatore P5, oggetto di riferimento, con alimentazione separata (il telaio pre è sotto l’Eclipse nella foto precedente, questa è l’alimentazione):

…e i finali W5. Un altro prodotto Moon che voglio segnalarvi è il lettore multiformato Orbiter, costruito per essere un riferimento, disponibile anche, con un sovrapprezzo, con l’uscita SDI:

Anche questo apparecchio, disponibile in nero o in finitura alluminio, si sta facendo un grande nome nel continente nordamericano.

Il sistema, tuttavia, suonava curiosamente iperaggressivo, eccessivamente radiografante. C’erano, è vero, le familiari qualità Triangle di prontezza e trasparenza, ma il risultato era eccessivamente sbilanciato. Mi rifiuto di credere che apparecchi di questo livello suonino in questo modo e rimando qualsiasi giudizio ad un ascolto in un ambiente più consono alle loro possibilità.

Sala P: Rany Hi-Fi

Finalmente i grandi diffusori Dali di nuovo in Italia, dopo un lungo periodo di buio.

Rany ha portato le MS5 (il cui prezzo dovrebbe essere intorno ai 12/13.000 euro); non sono il modello top della gamma Euphonia, ma ne hanno tutte le prerogative, a partire dall’insieme tweeter-supertweeter ibrido:

L’amplificazione era VTL, con il pre TL 7.5 e il finale Siegfried 400 in anteprima. Come sorgente c’era il nuovo prototipo del lettore SACD Audio Aero, abbastanza vicino alla produzione, rimandata in attesa della fornitura delle meccaniche da parte di Philips:

Ho avuto modo di scambiare alcune parole con Jean-Paul Combelles, responsabile per Audio Aero della parte meccanica di questo lettore, ma che mi è parso decisamente informato anche sull’elettronica. Mi raccontava che la scelta fatta da Audio Aero di utilizzare una conversione multibit e il bridge DSD/PCM di Anagram Technologies è dovuto al fatto che ritengono che l’Analog Devices 1853 sia attualmente il miglior DAC sul mercato, per caratteristiche tecniche e sonore; se in futuro emergesse una soluzione DSD nativa superiore alla configurazione Anagram/Analog Devices, ovviamente ne approfitterebbero.

Qui l’altra (oltre a quella di cui già vi ho detto da Milano e di cui vi parlerò sotto) nuova importazione di Rany, Air Tight con un amplificatore con la 300B:

L’impianto era, per suono, secondo me il migliore da quando Rany Hi-Fi partecipa a questa mostra milanese. Le Dali sembrano essere diffusori estremamente neutri, con un livello di colorazione bassissimo, né ho sentito – fortunatamente – intemperanze o freddezze da tweeter a nastro. Complimenti!

Sala O2: SI Audio

L’ing. Chiappetta aveva con sé un impianto molto simile a quello dell’anno scorso, Linn CD12, integrato VA509/60, Dynaudio Special 25. L’amplificatore è quello di cui ci ha già parlato Francesco Pampanoni sulle nostre pagine, in veste estetica definitiva. Qui la potete apprezzare guardando i gemelli VA509/200M, finali mono OTL da 200 watt:

L novità, tuttavia, era rappresentata da questo nuovo pre phono, valvolare e con uscita bilanciata:

con alimentazione separata:

Per sentire i dischi veniva impiegato un giradischi Vyger. Il suono complessivo dell’impianto era, ovviamente, quello dell’anno scorso. Ho apprezzato, come novità, il grande silenzio del pre phono, che riesce ad impiegare stadi di guadagno valvolari (MC e MM) senza patirne le conseguenze in termini di rumorosità:

Fra l’altro, è possibile selezionare tre diverse impedenze di carico e confrontarle semplicemente girando un commutatore sul frontale.

Sala O1: North Star/Extreme Audio

Che Rampino (North Star Design) e Zaninello (Extreme Audio) ci sappiano fare non è più un mistero, per nessuno. L’impresa che avevano di fronte quest’anno era, però, temeraria: far suonare un impianto in una sala le cui dimensioni erano 1*2*2, cioè uguali su due dimensioni e con la terza esattamente metà delle altre due. Una ricetta sicura per generare onde stazionarie e cancellazioni, rinforzate reciprocamente dalle altre dimensioni della stanza.

Qualcun altro avrebbe deciso per un’esposizione statica, i nostri non si sono persi d’animo e hanno provato una dozzina di configurazioni diverse, fino a giungere a questa disposizione diagonale:

Sforzi premiati: il suono era, alla fine, uno dei migliori della mostra, con le abituali caratteristiche degli impianti di questa coppia di costruttori, ormai fissa: veloce, pieno, mai aggressivo, apertissimo, pieno di aria. Segno che, ingegnandosi, si riescono a superare anche le peggiori avversità da mostra. Unico dettaglio, un neon che entrava in risonanza su una nota precisa (non è bello…)

Le Image di Sigma Acoustics, uno dei marchi di Extreme Audio: un diffusore davvero interessante, che mi piacerebbe proprio provare.

I cavi White Gold che tanto mi sono piaciuti quando li ho provati qualche mese fa hanno anche questi notevoli fratelli di potenza.

L’Extremo DAC, la naturale evoluzione per i tantissimi che hanno acquistato l’accoppiata meccanica più convertitore North Star 192, che, sono sicuro, non mancherà di conquistare nuovi estimatori agli apparecchi dell’ing. Rampino. Per le caratteristiche, le innovazioni e il prezzo vi rimando al nostro reportage on-line, sul nostro servizio news.

Lo splendido giradischi Vyger, che forniva il segnale al pre phono North Star. Una cattedrale dell’analogico!

 

 

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