| Piano
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Bene,
in questo caso mi sono messo nei panni dell’audiofilo
bicanalista esperto e piuttosto conservatore. Non partecipo
alla “festa” delle esposizioni statiche e della
vendita di dischi, in questa mia passata per il Top Audio,
riservandomela per un secondo momento: all’uscita guarderò
gli stand e i dischi, ora vado a sale d’ascolto.
Scendo
quindi al piano 0 per dirigermi al corridoio dell’audio
due canali.
Ma
prima faccio una deviazione per le sale sparse nei corridoi
subito dopo la sala Andromeda.
Sala VIP: Hi-Fi Center
I
fratelloni Sopegno con i loro impianti di livello altissimo
sono abbonati ai titoli morali di miglior suono della mostra.
Stavolta
hanno deciso di giocare su un piano leggermente più
“umano” rispetto agli altri anni, scegliendo un
impianto non completamente irraggiungibile, come quelli composti
con i diffusori top MBL o Acapella, ma portando la line-up
completa della Noble Line di MBL.

Le
nuove “piccole” 121 rappresentano l’entry
level, in casa MBL, per poter disporre del leggendario sistema
omnidirezionale. L’estetica è sempre quella della
piccola astronave da salotto, aumentata dal rosso della finitura
(eccezionale), ma ingentilita dalla proporzioni. A me sembrano
bellissime, ma credo sia un fatto personale.

Il
sistema della Noble Line è composto da apparecchi che
si avvicinano alla linea top per soluzioni tecniche e per
estetica, ma che rinunciano all’approccio multitelaio
e alle proporzioni mastodontiche degli apparecchi maggiori
della Casa tedesca. In particolare, il lettore CD 1531 e l’amplificatore
integrato 7008 erano impiegati con supporti TAOC e connessioni
Fadel Art.

Dicevamo,
delle proporzioni mastodontiche?

Il
suono? Nella mia classifica personale (è pressoché
impossibile non farne, anche se, come dicevo, non è
una gara) vince il premio speciale della giuria per raffinatezza.
E’ vero che rispetto agli anni scorsi mancava dell’ultima
oncia di forza e di estensione, ma, in fondo, quanti si possono
permettere – prezzo a parte – di mettersi un diffusore
full-range in salotto? Gli apparecchi tedeschi mostrano un’altra
volta un approccio coerente e di grande soddisfazione.

Sala
Cerere: MPI Electronics
Esposizione
statica per MPI in questa sala.
Due
cose ho notato, in particolare:
il
megasubwoofer Velodyne 1812 (ome diceva qualcun altro a proposito
del suo, nessuno ha bisogno di un subwoofer di queste proporzioni,
ma molti lo vorranno…), il cui nome, oltre a ricordare
la ciakovskiana ouverture delle cannonate, dice anche le dimensioni
dei due driver, un 18 pollici adiuvato da un dodici pollici.
Sono, ovviamente, incluse le recenti innovazioni della gamma
top dei sub Velodyne, in particolare il sistema di equalizzazione
parametrico calibrabile con sistema di misura:

E
queste Tannoy Sensys DC, magari non delle anteprime, ma decisamente
interessanti:

Sala
Inglese: Audio Art & Design
Sorprendenti,
sorprendenti. Le piccole ALone, in una bella finitura lignea
(sono disponibili, a prezzo inferiore, anche laccate), suonavano
davvero dinamiche, veloci ed estremamente accattivanti. Mi
avevano già fatto un’ottima impressione l’anno
scorso; quest’anno, se possibile, mi hanno convinto
di più. Solo una punta di aggresività sul medioalto
scomponeva il risultato complessivo, ma chissà se è
una caratteristica dei diffusori, del sistema o dell’ambiente
– propendo per quest’ultimo…

Il
resto del sistema era composto dalla nuova, interessante linea
di amplificazioni multicanale Audiogram. Finalmente qualcuno
sta pensando a fare preamplificatori e finali audiophile a
livelli di prezzo poco più che entry-level:

Sala
Aries: Audio Art & Design
Il
distributore ha dedicato questa sala interamente a Naim. Anche
perché non mancavano le cose da far vedere e sentire.
Il
nuovo DVD5, di cui vi ho già raccontato nel reportage
on-line, potrebbe essere la risposta ad una necessità
sentita da molti “stereofonisti” interessati all’alta
risoluzione digitale con approccio purista. Consente, infatti,
nella configurazione di serie, di godere dei DVD-Audio in
stereo senza dover connettere monitor o display al sistema
audio. Le uscite analogiche, infatti, sono solo stereo! La
scheda multicanale “audiophile”, con uscite DIN,
sarà disponibile soltanto in opzione; per ascoltare
l’audio multicanale compresso, è necessario dotarsi
di un decoder esterno (e Naim, avete indovinato, ne fa uno
perfettamente adeguato…)

Erano
inoltre presenti le elettroniche della rinnovata serie 5,
il Nait 5i:

il
CD5i:

e
il CD5x:

La
differenza fra questi due? A parte il prezzo, il CD5x è,
in realtà, una macchina completamente diversa, a quanto
si dice in giro più vicina a un CDX2 che ad un CD5
vecchia maniera. Inoltre, il CD5x può accettare gli
upgrade con le alimentazioni esterne di casa Naim, dal Flatcap
al Supercap (quest’ultimo sarebbe un po’ assurdo,
tanto vale prendersi un CDX2 con XPS2…), che vanno a
dare “birra” agli stadi analogici.
Il
sistema prevedeva, inoltre, le nuove Ariva come diffusori
(a proposito, le NBL sono uscite di catalogo), per un risultato
che non mancava di ricordare l’unicità e la tradizionale
impronta del suono Naim, dinamico, coinvolgente, veloce, accattivante.
E c’è, ora, persino un po’ di scena acustica
(!!! Eresia?)
Sala 1: Audio Analogue
Entriamo
nel corridoio solo audio due canali. Ed entriamo in bellezza:
Audio Analogue, con il nuovo sistema top, a pilotare una coppia
perfetta (vintage?) di Martin Logan CLS.

Le
nuove elettroniche Audio Analogue stanno già facendo
parlare di sé, a pochi mesi dall’uscita, avvenuta
in un periodo un po’ strano per presentare nuovi apparecchi,
cioè alla vigilia dell’estate.
I mostruosi finali mono Maestro, che saranno anche cari, ma
sui quali nessuno può scatenare dubbi sulla consistenza
della costruzione, come si vede da questo interno:

E
lo straordinario preamplificatore linea, che ha veramente
acceso il mio interesse per le soluzioni tecniche adottate,
degne di mostri sacri Made in USA (telaio dell’alimentazione
completamente separato, risintetizzazione della corrente alternata
a frequenza più alta, separazione totale della parte
“sporca” (switch, circuiti digitali) da quella
“pulita” (segnale), circuitazione a discreti,
il tutto a un prezzo che non può essere economico ma
che mi pare maledettamente concorrenziale. Spero e conto di
averlo presto in prova:

Il
suono? Beh, anche se ho qualche dubbio sulle CLS in una stanza
di questo tipo (forse troppo stretta), era eccellente, raffinato,
dinamico e coerentissimo. Le elettroniche, ovviamente, sono
all’altezza di pilotare cotanto impossibile (come carico)
diffusore, ma ce l’aspettavamo, visto come sono fatte.
Se il punto era dimostrare questo, devo dire che l’operazione
è perfettamente riuscita!

Sala 15: Fugagnollo
In
un mondo un pochino isterico, gli eleganti e i raffinati rischiano
di finire fuori dal radar. E sarebbe un peccato tralasciare
le elettroniche CEC e i diffusori Precide importati e distribuiti
da Fugagnollo. Anche perché nella sala si respirava
un amore per la musica difficile da percepire altrove:

Il
nuovo pre phono…

…il
nuovo DAC e l’amplificatore per cuffia CEC della serie
53, che succede a quello precedente serie 51 con innovazioni
e affinamenti:

Il
giradischi 930ST (purtroppo fuori catalogo) montava una testina
Garrott, nuova importazione di Fugagnollo insieme ai cavi
Actinote. Il suono che scaturiva dall’insieme era in
linea con l’atmosfera, un suono da amanti della musica,
di quelli da ascoltare per ore senza stancarsi, apprezzando
il messaggio e l’interpretazione. A confermare ciò,
Fugagnollo organizzava, domenica sera, un omaggio al compianto
Maestro Carlos Kleiber, con audizione di alcune delle sue
più importanti registrazioni.
Nell’antisaletta
c’era modo di apprezzare la produzione di cuffie Heil
AMT:

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