Numero 12
Editoriale
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Matteo Lupatelli
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Piano 0

Bene, in questo caso mi sono messo nei panni dell’audiofilo bicanalista esperto e piuttosto conservatore. Non partecipo alla “festa” delle esposizioni statiche e della vendita di dischi, in questa mia passata per il Top Audio, riservandomela per un secondo momento: all’uscita guarderò gli stand e i dischi, ora vado a sale d’ascolto.

Scendo quindi al piano 0 per dirigermi al corridoio dell’audio due canali.

Ma prima faccio una deviazione per le sale sparse nei corridoi subito dopo la sala Andromeda.

Sala VIP: Hi-Fi Center

I fratelloni Sopegno con i loro impianti di livello altissimo sono abbonati ai titoli morali di miglior suono della mostra.

Stavolta hanno deciso di giocare su un piano leggermente più “umano” rispetto agli altri anni, scegliendo un impianto non completamente irraggiungibile, come quelli composti con i diffusori top MBL o Acapella, ma portando la line-up completa della Noble Line di MBL.

Le nuove “piccole” 121 rappresentano l’entry level, in casa MBL, per poter disporre del leggendario sistema omnidirezionale. L’estetica è sempre quella della piccola astronave da salotto, aumentata dal rosso della finitura (eccezionale), ma ingentilita dalla proporzioni. A me sembrano bellissime, ma credo sia un fatto personale.

Il sistema della Noble Line è composto da apparecchi che si avvicinano alla linea top per soluzioni tecniche e per estetica, ma che rinunciano all’approccio multitelaio e alle proporzioni mastodontiche degli apparecchi maggiori della Casa tedesca. In particolare, il lettore CD 1531 e l’amplificatore integrato 7008 erano impiegati con supporti TAOC e connessioni Fadel Art.

Dicevamo, delle proporzioni mastodontiche?

Il suono? Nella mia classifica personale (è pressoché impossibile non farne, anche se, come dicevo, non è una gara) vince il premio speciale della giuria per raffinatezza. E’ vero che rispetto agli anni scorsi mancava dell’ultima oncia di forza e di estensione, ma, in fondo, quanti si possono permettere – prezzo a parte – di mettersi un diffusore full-range in salotto? Gli apparecchi tedeschi mostrano un’altra volta un approccio coerente e di grande soddisfazione.

Sala Cerere: MPI Electronics

Esposizione statica per MPI in questa sala.

Due cose ho notato, in particolare:

il megasubwoofer Velodyne 1812 (ome diceva qualcun altro a proposito del suo, nessuno ha bisogno di un subwoofer di queste proporzioni, ma molti lo vorranno…), il cui nome, oltre a ricordare la ciakovskiana ouverture delle cannonate, dice anche le dimensioni dei due driver, un 18 pollici adiuvato da un dodici pollici. Sono, ovviamente, incluse le recenti innovazioni della gamma top dei sub Velodyne, in particolare il sistema di equalizzazione parametrico calibrabile con sistema di misura:

E queste Tannoy Sensys DC, magari non delle anteprime, ma decisamente interessanti:

Sala Inglese: Audio Art & Design

Sorprendenti, sorprendenti. Le piccole ALone, in una bella finitura lignea (sono disponibili, a prezzo inferiore, anche laccate), suonavano davvero dinamiche, veloci ed estremamente accattivanti. Mi avevano già fatto un’ottima impressione l’anno scorso; quest’anno, se possibile, mi hanno convinto di più. Solo una punta di aggresività sul medioalto scomponeva il risultato complessivo, ma chissà se è una caratteristica dei diffusori, del sistema o dell’ambiente – propendo per quest’ultimo…

Il resto del sistema era composto dalla nuova, interessante linea di amplificazioni multicanale Audiogram. Finalmente qualcuno sta pensando a fare preamplificatori e finali audiophile a livelli di prezzo poco più che entry-level:

Sala Aries: Audio Art & Design

Il distributore ha dedicato questa sala interamente a Naim. Anche perché non mancavano le cose da far vedere e sentire.

Il nuovo DVD5, di cui vi ho già raccontato nel reportage on-line, potrebbe essere la risposta ad una necessità sentita da molti “stereofonisti” interessati all’alta risoluzione digitale con approccio purista. Consente, infatti, nella configurazione di serie, di godere dei DVD-Audio in stereo senza dover connettere monitor o display al sistema audio. Le uscite analogiche, infatti, sono solo stereo! La scheda multicanale “audiophile”, con uscite DIN, sarà disponibile soltanto in opzione; per ascoltare l’audio multicanale compresso, è necessario dotarsi di un decoder esterno (e Naim, avete indovinato, ne fa uno perfettamente adeguato…)

Erano inoltre presenti le elettroniche della rinnovata serie 5, il Nait 5i:

il CD5i:

e il CD5x:

La differenza fra questi due? A parte il prezzo, il CD5x è, in realtà, una macchina completamente diversa, a quanto si dice in giro più vicina a un CDX2 che ad un CD5 vecchia maniera. Inoltre, il CD5x può accettare gli upgrade con le alimentazioni esterne di casa Naim, dal Flatcap al Supercap (quest’ultimo sarebbe un po’ assurdo, tanto vale prendersi un CDX2 con XPS2…), che vanno a dare “birra” agli stadi analogici.

Il sistema prevedeva, inoltre, le nuove Ariva come diffusori (a proposito, le NBL sono uscite di catalogo), per un risultato che non mancava di ricordare l’unicità e la tradizionale impronta del suono Naim, dinamico, coinvolgente, veloce, accattivante. E c’è, ora, persino un po’ di scena acustica (!!! Eresia?)



Sala 1: Audio Analogue

Entriamo nel corridoio solo audio due canali. Ed entriamo in bellezza: Audio Analogue, con il nuovo sistema top, a pilotare una coppia perfetta (vintage?) di Martin Logan CLS.

Le nuove elettroniche Audio Analogue stanno già facendo parlare di sé, a pochi mesi dall’uscita, avvenuta in un periodo un po’ strano per presentare nuovi apparecchi, cioè alla vigilia dell’estate.
I mostruosi finali mono Maestro, che saranno anche cari, ma sui quali nessuno può scatenare dubbi sulla consistenza della costruzione, come si vede da questo interno:

E lo straordinario preamplificatore linea, che ha veramente acceso il mio interesse per le soluzioni tecniche adottate, degne di mostri sacri Made in USA (telaio dell’alimentazione completamente separato, risintetizzazione della corrente alternata a frequenza più alta, separazione totale della parte “sporca” (switch, circuiti digitali) da quella “pulita” (segnale), circuitazione a discreti, il tutto a un prezzo che non può essere economico ma che mi pare maledettamente concorrenziale. Spero e conto di averlo presto in prova:

Il suono? Beh, anche se ho qualche dubbio sulle CLS in una stanza di questo tipo (forse troppo stretta), era eccellente, raffinato, dinamico e coerentissimo. Le elettroniche, ovviamente, sono all’altezza di pilotare cotanto impossibile (come carico) diffusore, ma ce l’aspettavamo, visto come sono fatte. Se il punto era dimostrare questo, devo dire che l’operazione è perfettamente riuscita!


Sala 15: Fugagnollo

In un mondo un pochino isterico, gli eleganti e i raffinati rischiano di finire fuori dal radar. E sarebbe un peccato tralasciare le elettroniche CEC e i diffusori Precide importati e distribuiti da Fugagnollo. Anche perché nella sala si respirava un amore per la musica difficile da percepire altrove:

Il nuovo pre phono…

…il nuovo DAC e l’amplificatore per cuffia CEC della serie 53, che succede a quello precedente serie 51 con innovazioni e affinamenti:

Il giradischi 930ST (purtroppo fuori catalogo) montava una testina Garrott, nuova importazione di Fugagnollo insieme ai cavi Actinote. Il suono che scaturiva dall’insieme era in linea con l’atmosfera, un suono da amanti della musica, di quelli da ascoltare per ore senza stancarsi, apprezzando il messaggio e l’interpretazione. A confermare ciò, Fugagnollo organizzava, domenica sera, un omaggio al compianto Maestro Carlos Kleiber, con audizione di alcune delle sue più importanti registrazioni.

Nell’antisaletta c’era modo di apprezzare la produzione di cuffie Heil AMT:

 


 

 

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