Numero 12
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Matteo Lupatelli
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Piano + 1

Ovvero, il piano audio-video multicanale. Che c’entri tu, mi direte, lascia spazio al gran Caponera, no? E invece, qui, infilate nell’audio-video, c’erano almeno (salvo errori e omissioni) sei sale audio.

Sala 111: Boston Acoustics

In questa sala (almeno quando sono passato) suonavano le piccole Boston VRB con elettroniche Parasound.

Saranno state le elettroniche, sarà stato il progetto azzeccato delle nuove piccole Boston, ma il suono era di livello più che discreto in assoluto, sicuramente un po’ brillante (il solito eco fluttuante) ma con una bella estensione verso il basso e con una scena che, pur se non da riferimento (il posizionamento era un po’ sacrificato), riusciva ad essere stagliata e leggibile.

L’interno del finale stereo A51 di Parasound:

Sala 121: AVA

Credo fosse il debutto al Top Audio per questo distributore astigiano, ed era un debutto col botto.

Fra le marche rappresentate ci sono quelle del gruppo Fosgate e, a parte lo straordinario FAP V1, il pre multicanale statement di Jim Fosgate nella sala multicanale, c’era questo estremamente innovativo sistema NHT che ha attirato la mia attenzione nella sala a fianco.

Lasciando perdere l’estetica a metà fra l’allestimento di una Cadillac e reminescenze di quegli accrocchi dimenticabilissimi che erano le Rogers db101 (lo sgraziato canto del cigno di una delle leggende dell’alta fedeltà britannica), il resto è tutto da raccontare.


Si tratta di uno sviluppo di NHT a cui hanno collaborato Seas per i driver, Power Physics per l’amplificazione (interamente digitale, ma con prestazioni superiori ad altre amplificazioni in classe D o T grazie a particolari accorgimenti circuitali, come il fatto che il filtro è fuori dal loop di controreazione) e DEQX, che ha fornito il proprio sistema di equalizzazione digitale e crossover elettronico.


Il taglio a 100 dB/ottava permesso da questo (che può anche andare oltre, fino a 300…) consente di accoppiare il subwoofer a 100 Hz in mniera praticamente impercettibile con i satelliti; il sistema di equalizzazione viene, in questa versione di pre-serie, utilizzato per variare la risposta del sistema in base al posizionamento (in campo libero, addossato a un muro, vicino a un monitor); nella versione definitiva sarà permesso all’installatore di variare la risposta in frequenza in un range limitato a +/- 6 dB, per adattare il sistema all’ambiente.

Questo gioiellino di tecnologia costa, inclusa l’amplificazione, seimila Euro, un prezzo che mi sembra estremamente interessante. Non dico concorrenziale, perché non vedo i concorrenti…

Il suono? Beh, una velocità e una scena acustica che solo un sistema di queste dimensioni si può permettere con in più, grazie ai tagli e all’amplificazione attiva, una dinamica insospettabile e con pochi limiti. Certo, mi è sembrato un pochino aggressivo e un po’ sbilanciato sulle alte frequenze, ma credo che, con le possibilità di intervento fornite sul sistema definitivo, anche quello sia un problema superabile. Notevole, da risentire, e uno dei prodotti più innovativi della mostra.

Sala 124: Plasmapan/Shat / Homecinemasolution

In questa sala, in cui pensare di mettere un impianto audiovideo sarebbe stato da folli, Roberto Borgonzoni (quello dei cavi Shat di cui vi ha parlato Caponera qualche numero fa) e Gianluca Vignini di Plasmapan sono riusciti, probabilmente usando un calzascarpe, a far entrare un altro numero consistente di prodotti estremamente interessanti.

Intanto, i cavi di Borgonzoni (di cui sto provando, in questi giorni, il digitale S/PDIF); poi, la sorgente Audio Synthesis al completo:

con la meccanica universale Pioneer modificata e il convertitore universale DAX Discrete, in grado di convertire PCM fino a 192 kHz/24 bit e DSD, a pilotare direttamente i finali Audio Physics monofonici (fantasiosamente denominati Mono):

che erano collegati alle Avanti Mk3 della casa tedesca, importata ora proprio da Plasmapan:

Ovviamente, e benché le Audio Physic siano progettate per suonare anche posizionate sul lato lungo di stanze di proporzioni non ottimali, le dimensioni della stanza non consentivano di apprezzare fino in fondo quanto questo sistema può indubbiamente fare. Si notavano un’eccellente finezza di frana e un altrettanto eccellente microcontrasto, bella resa del dettaglio, ottima impostazione timbrica. Però la neutralità per cui sono noti i diffusori tedeschi era sicuramente sporcata dall’ambiente inadeguato, così come questo era un fattore limitante per la scena acustica e la focalizzazione.

Ah, gli scatolotti a fianco degli apparecchi sono dei condizionatori di rete, anzi, un intero sistema di trattamento della rete elettrica, denominato Isol-8 e sempre distribuito da Plasmapan, di cui spero vi parleremo presto.

Sale:133, 134, 128: Audio Reference

Come è solita fare negli ultimi anni, Audio Reference ha occupato quattro sale del primo piano, due con impianti stereo, uno con un impianto ibrido, uno con un impianto multicanale.

Nella sala 128 c’era un aggiornamento di uno degli impianti di gamma accessibile che più mi sono piaciuti l’anno scorso, l’abbinata Micromega/ProAc:

Le D25, pilotate dalle elettroniche Micromega Minium, suonavano in maniera davvero convincente, dinamiche e coinvolgenti, con quella punta di magia tipica della Proac. Certo, c’erano accenni di durezza e vetrosità, c’era un’eco in gamma medioacuta che si fermava qualche secondo dopo la musica, ma la stanza era priva di qualsiasi trattamento…

Nella stanza 130 c’era questo sogno di impianto completamente Gryphon, dal lettore CD ai diffusori:

Un solo dettaglio, il livello costruttivo e l’estetica del lettore CD Gryphon:

Il suono? Splendido, uno dei migliori, secondo me, almeno a giudicare dall’ascolto di Kind of Blue, in semplice CD (l’ultima rimasterizzazione, se ho visto bene il box). Scena larga e profonda, pianoforte di grande consistenza, fiati dolci e aggressivi, classe a non finire.

Nella terza sala, una pila di Pass pilotava le ProAc D38 con una sorgente analogica Clearaudio di alto livello

Anche qui il suono era penalizzato dalla stanza non trattata, ma si capivano benissimo le potenzialità dell’abbinamento, che potrebbe essere sensazionale in una stanza vera: raffinatezza, forza, dinamica, correttezza… Sì, mi piacerebbe averlo qui ora, per capire fin dove può arrivare.

 

 

 

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