| Piano
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Ovvero,
il piano audio-video multicanale. Che c’entri tu, mi
direte, lascia spazio al gran Caponera, no? E invece, qui,
infilate nell’audio-video, c’erano almeno (salvo
errori e omissioni) sei sale audio.
Sala
111: Boston Acoustics
In
questa sala (almeno quando sono passato) suonavano le piccole
Boston VRB con elettroniche Parasound.

Saranno
state le elettroniche, sarà stato il progetto azzeccato
delle nuove piccole Boston, ma il suono era di livello più
che discreto in assoluto, sicuramente un po’ brillante
(il solito eco fluttuante) ma con una bella estensione verso
il basso e con una scena che, pur se non da riferimento (il
posizionamento era un po’ sacrificato), riusciva ad
essere stagliata e leggibile.
L’interno
del finale stereo A51 di Parasound:

Sala
121: AVA
Credo
fosse il debutto al Top Audio per questo distributore astigiano,
ed era un debutto col botto.
Fra
le marche rappresentate ci sono quelle del gruppo Fosgate
e, a parte lo straordinario FAP V1, il pre multicanale statement
di Jim Fosgate nella sala multicanale, c’era questo
estremamente innovativo sistema NHT che ha attirato la mia
attenzione nella sala a fianco.
Lasciando
perdere l’estetica a metà fra l’allestimento
di una Cadillac e reminescenze di quegli accrocchi dimenticabilissimi
che erano le Rogers db101 (lo sgraziato canto del cigno di
una delle leggende dell’alta fedeltà britannica),
il resto è tutto da raccontare.

Si tratta di uno sviluppo di NHT a cui hanno collaborato Seas
per i driver, Power Physics per l’amplificazione (interamente
digitale, ma con prestazioni superiori ad altre amplificazioni
in classe D o T grazie a particolari accorgimenti circuitali,
come il fatto che il filtro è fuori dal loop di controreazione)
e DEQX, che ha fornito il proprio sistema di equalizzazione
digitale e crossover elettronico.

Il taglio a 100 dB/ottava permesso da questo (che può
anche andare oltre, fino a 300…) consente di accoppiare
il subwoofer a 100 Hz in mniera praticamente impercettibile
con i satelliti; il sistema di equalizzazione viene, in questa
versione di pre-serie, utilizzato per variare la risposta
del sistema in base al posizionamento (in campo libero, addossato
a un muro, vicino a un monitor); nella versione definitiva
sarà permesso all’installatore di variare la
risposta in frequenza in un range limitato a +/- 6 dB, per
adattare il sistema all’ambiente.

Questo
gioiellino di tecnologia costa, inclusa l’amplificazione,
seimila Euro, un prezzo che mi sembra estremamente interessante.
Non dico concorrenziale, perché non vedo i concorrenti…
Il
suono? Beh, una velocità e una scena acustica che solo
un sistema di queste dimensioni si può permettere con
in più, grazie ai tagli e all’amplificazione
attiva, una dinamica insospettabile e con pochi limiti. Certo,
mi è sembrato un pochino aggressivo e un po’
sbilanciato sulle alte frequenze, ma credo che, con le possibilità
di intervento fornite sul sistema definitivo, anche quello
sia un problema superabile. Notevole, da risentire, e uno
dei prodotti più innovativi della mostra.
Sala
124: Plasmapan/Shat / Homecinemasolution
In
questa sala, in cui pensare di mettere un impianto audiovideo
sarebbe stato da folli, Roberto Borgonzoni (quello dei cavi
Shat di cui vi ha parlato Caponera qualche numero fa) e Gianluca
Vignini di Plasmapan sono riusciti, probabilmente usando un
calzascarpe, a far entrare un altro numero consistente di
prodotti estremamente interessanti.
Intanto,
i cavi di Borgonzoni (di cui sto provando, in questi giorni,
il digitale S/PDIF); poi, la sorgente Audio Synthesis al completo:

con
la meccanica universale Pioneer modificata e il convertitore
universale DAX Discrete, in grado di convertire PCM fino a
192 kHz/24 bit e DSD, a pilotare direttamente i finali Audio
Physics monofonici (fantasiosamente denominati Mono):

che
erano collegati alle Avanti Mk3 della casa tedesca, importata
ora proprio da Plasmapan:

Ovviamente,
e benché le Audio Physic siano progettate per suonare
anche posizionate sul lato lungo di stanze di proporzioni
non ottimali, le dimensioni della stanza non consentivano
di apprezzare fino in fondo quanto questo sistema può
indubbiamente fare. Si notavano un’eccellente finezza
di frana e un altrettanto eccellente microcontrasto, bella
resa del dettaglio, ottima impostazione timbrica. Però
la neutralità per cui sono noti i diffusori tedeschi
era sicuramente sporcata dall’ambiente inadeguato, così
come questo era un fattore limitante per la scena acustica
e la focalizzazione.

Ah,
gli scatolotti a fianco degli apparecchi sono dei condizionatori
di rete, anzi, un intero sistema di trattamento della rete
elettrica, denominato Isol-8 e sempre distribuito da Plasmapan,
di cui spero vi parleremo presto.
Sale:133,
134, 128: Audio Reference
Come
è solita fare negli ultimi anni, Audio Reference ha
occupato quattro sale del primo piano, due con impianti stereo,
uno con un impianto ibrido, uno con un impianto multicanale.
Nella
sala 128 c’era un aggiornamento di uno degli impianti
di gamma accessibile che più mi sono piaciuti l’anno
scorso, l’abbinata Micromega/ProAc:

Le
D25, pilotate dalle elettroniche Micromega Minium, suonavano
in maniera davvero convincente, dinamiche e coinvolgenti,
con quella punta di magia tipica della Proac. Certo, c’erano
accenni di durezza e vetrosità, c’era un’eco
in gamma medioacuta che si fermava qualche secondo dopo la
musica, ma la stanza era priva di qualsiasi trattamento…

Nella
stanza 130 c’era questo sogno di impianto completamente
Gryphon, dal lettore CD ai diffusori:

Un
solo dettaglio, il livello costruttivo e l’estetica
del lettore CD Gryphon:

Il
suono? Splendido, uno dei migliori, secondo me, almeno a giudicare
dall’ascolto di Kind of Blue, in semplice CD (l’ultima
rimasterizzazione, se ho visto bene il box). Scena larga e
profonda, pianoforte di grande consistenza, fiati dolci e
aggressivi, classe a non finire.
Nella
terza sala, una pila di Pass pilotava le ProAc D38 con una
sorgente analogica Clearaudio di alto livello

Anche
qui il suono era penalizzato dalla stanza non trattata, ma
si capivano benissimo le potenzialità dell’abbinamento,
che potrebbe essere sensazionale in una stanza vera: raffinatezza,
forza, dinamica, correttezza… Sì, mi piacerebbe
averlo qui ora, per capire fin dove può arrivare.

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