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Sala
250: Audio Int’l
L'ipercinetico Leonardo Mani, una delle memorie storiche dell’alta
fedeltà italiana, si era portato, in anteprima, i nuovi
modelli GAS, una torre di dimensioni ridotte rispetto a quella
già nota e un modello da piedistallo:

Le
piccole torri (che proprio piccole non sono) hanno un’estetica
molto più accettabile rispetto alle Tower e un suono,
direi, altrettanto interessante e forse più adeguato
alle caratteristiche delle sale del Quark.
Nello
scaffale dell’antro di Mani c’era anche il Super
DVD Audio Player di MSB Technology, un’interessante
macchina multiformato dall’azienda americana nota per
il suo LinkDAC:

A
suonare erano, comunque, un vecchio lettore CD Sumo collegato
proprio al LinkDAC in versione Gold con PowerBase

Ed
elettroniche AEC, fra cui il pre in basso nella foto:

Trasparenza
e coerenza i tratti distintivi del suono, davvero interessante.
Certo, per capirne qualcosa di più, per avere idea
di cosa renda questi diffusori diversi dal normale, cosa che
si percepisce immediatamente, ci sarebbe bisogno di rivoltarli
come un calzino… a casa propria!
Sala
238: GEA
Altro
marchio che mi era sconosciuto, si è presentato con
due diffusori basati sulla nuova linea di altoparlanti Fostex
e su un sistema di caricamento proprietario.
Il
modello più piccolo utilizza semplicemente l’altoparlante
Fostex:

Il
modello più grande lo aiuta con un supertweeter:

Suono,
ovviamente, di estrema coerenza, molto trasparente. Quello
del larga banda non è un approccio che si avvicini
particolarmente alle mie abitudini di ascolto, ma mi pare
che questi sistemi abbiano stoffa.
Sala
248: Ikarus Audio
Le
enormi Giotto, equipaggiate con il gamma intera Lowther, suonavano
in questa sala con un’amplificazione Ikarus Audio completa,
denominata WAM211 (WAM sta per Wolfgang Amadeus Mozart, nientemeno).
Il sistema è composto da un pre e due finali mono equipaggiati
con la 211:

C’era
anche, mi pare, un convertitore digitale/analogico di Ikarus,
pilotato da una meccanica Teac VRDS.
Le
Giotto sono veramente grosse, però, forse per il tipo
di approccio (tromba e gamma intera) non sembravano sovraccaricare
la stanza.

Della
produzione di Ikarus fanno parte anche questo giradischi:

e
questo apparecchio equipaggiato con valvole realmente spettacolari:

Come
dicevo, l’approccio che prevede larga banda o gamma
intera non è il mio, ma devo riconoscere delle qualità
innegabili a questo tipo di sistemi: coerenza e capacità
di focalizzazione, nonché un senso di facilità
di produzione del suono, probabilmente da attribuire alla
mancanza di crossover che non siano quelli acustici.
Sala
240: Blue Press
Gli
amici di Fedeltà del Suono avevano un impianto interessante,
con sorgenti Marantz e Transrotor (testina Benz “incantata”
e recuperata dal mondo dei più dal mago Torlai), amplificazione
valvolare T+A e diffusori GAS Tower, quelle grosse e già
note, stavolta.

E’ stato con questo impianto che ho avuto modo di sentire
i nuovi vinili a 45 giri ricavati dai mitici master della
Three Blind Mice da Cisco sotto gli auspici di Fabio Camorani
(AudioNautes). Talmente superiori al 33 giri che ho dovuto
mettere mano al portafogli! Ne riparleremo presto su queste
pagine…
Sala
246: Audioplus
L’istrione
Garlaschi aveva messo insieme uno dei migliori impianti della
fiera, per risultato sonoro.
Sorgenti
Wilson Benesch e Einstein, preamplificazioni (ovviamente)
Angstrom Research, il marchio di Audioplus, finale Classe’
DR3, diffusori Apertura MiniKal, per un esito di grandissima
coerenza, un suono tutto d’un pezzo, dolce ma non sdolcinato,
di grana estremamente fine:

Qui
possiamo ammirare l’interno del pre phono Angstrom,
costruzione e componentistica allo stato dell’arte:

E
qui l’interno del pre linea Reference SE (beh, del telaio
di segnale del medesimo), accoppiato a trasformatori su nucleo
amorfo avvolti in esclusiva per Angstrom:

Prezzi,
ovviamente, non popolari, ma delle elettroniche che sembrano
promettere assai bene (e per le quali, a quanto mi dice Garlaschi,
la lista d’attesa è plurimensile)
Sala 232: Imago El.
L’entusiasmo
contagioso e la bravura di Diego Taté, di cui ho già
avuto modo di parlarvi nei precedenti reportage, introducevano
stavolta un impianto assemblato con una sorgente Accustic
Arts, un integrato Antique Sound Labs su cui Taté ha
imposto le mani e i diffusori Imago Cor, un sistema a tre
vie con un woofer da 30 cm e un tweeter che, a detta del progettista
e costruttore, è in grado di superare i 50 kHz in estensione
verso le acute:

Da
segnalare che le piccole Rosa, da me già apprezzate
all’ultimo Milano Hi-End, hanno acquistato un compagno
di viaggio, un subwoofer che fa anche da stand:

Le
Cor, comunque, erano il soggetto di questa demo. Si sono rivelate
un sistema in grado di riprodurre la musica con estrema facilità
anche collegate ad un integratino a bassa potenza, con un
suono scevro da colorazioni in gamma media e sull’acuto,
molto piacevoli da ascoltare senza essere minimamente ruffiane.
Un accenno di scoordinamento fra le gamme era, probabilmente,
dovuto a un accoppiamento non ottimale con una stanza non
felicissima.

Sala
228: Absoluta
La
scoperta del Roma Hi-End 2003 fa il suo debutto al Top Audio
& Video, con una produzione aggiornata e diversificata.
I
nuovi grandi diffusori partecipavano al premio TAV2004; si
tratta di un sistema plurivia, che riprende l’estetica
delle elettroniche della Casa veneta (è fatto come
uno dei loro finali, però messo in piedi…) e
monta componenti di pregio (il prezzo è di 15000 Euro
la coppia). A fianco c’è la nuova versione dei
diffusori più piccoli, di cui vi ho raccontato dal
Roma Hi-End. Hanno acquistato un woofer e sono stati ulteriormente
messi a punto:

Una
cosa che mi ha lasciato a bocca aperta: questa è una
delle alimentazioni Absoluta:

Ma
non avete ancora visto niente, perché questo è
l’altro lato!

La
nuova linea di elettroniche è a fet e, a lume di naso,
estremamente interessante.

Il
suono della sala era penalizzato da un rapporto dimensioni
dei diffusori/dimensioni della stanza non ottimale, almeno
con i nuovo diffusori top; da vicino sembrava mancare il basso,
da lontano emergevano tracce di nasalità e il solito
fastidio da eco fluttuante. Sicuramente aveva una capacità
non comune di riprodurre il volume, la dimensione, l’impatto
della musica, un eccellente senso di realismo nella “scala”.
Mi sento di dire ancora una volta che si tratta di una realtà
da tenere d’occhio con il massimo riguardo, e di un
sistema di diffusori che è da riascoltare alla prima
occasione propizia.
Sala
234: Enmatrix
Halcro.
Basterebbe, volendo, la parola a suscitare i desideri della
maggior parte degli audiofili (e gli sguardi di disprezzo
dell’altra, esigua, parte che non apprezza l’approccio
della Casa australiana o che, più semplicemente, non
ha ancora colto il punto).
In
un sistema filosoficamente molto simile a quello dell’anno
scorso, con sorgenti Klimo e Accuphase e diffusori Wilson
(Watt/Puppy e non Sophia come l’anno scorso) suonavano
il pre dm10 e il “piccolo” (un par di scatole,
piccolo…) finale stereo dm38.

Il
finale stereo è quanto di più accessibile presentato
finora dall’azienda di Candy nel campo delle amplificazioni
di potenza. Il prezzo, purtroppo, lo pone ancora alla portata
di pochi.

Certo,
mettere una coppia di Watt/Puppy in una stanza così
non è una sicura ricetta per il massimo successo (anche
perché il tipo di audiofili che parla male di Halcro
è lo stesso tipo di audiofili che ama parlar male di
Wilson…). Le Watt/Puppy ultima versione sono un sistema
quasi full-range, che rischia di eccitare le stazionarie di
una stanza simile con la potenza e la capacità di spostare
aria dei suoi woofer; l’energia, inoltre, non manca
certo alle amplificazioni australiane. E infatti le stazionarie
c’erano, belle presenti, come ho avuto modo di verificare
ascoltando un mio disco.
Ma
insieme a quelle c’erano un’assenza di distorsione,
una pulizia, una mancanza di meccanicità del suono
da riferimento, una bellissima capacità di differenziazione
dei timbri, una precisione non fredda, un realismo…
Sala
230: PFG
Sì,
lo so, è il reportage audio, che c’entra l’audiovideo?
Ma era qui, al secondo piano, in mezzo alle sale solo audio,
e mi è sembrata interessante la sala di PFG, che mostrava
l’interessante nuova linea di diffusori compatti Monitor
Audio, belli, ben costruiti e credibili:

Sul
suono, ovviamente, non vi saprei dire, ma i prodotti mi son
sembrati degni di nota.
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