Numero 12
Editoriale
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Roma Hi-End 2004
Videohifi al Roma Hi-End
Ljubljana Show
Matteo Lupatelli
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Sala 250: Audio Int’l

L'ipercinetico Leonardo Mani, una delle memorie storiche dell’alta fedeltà italiana, si era portato, in anteprima, i nuovi modelli GAS, una torre di dimensioni ridotte rispetto a quella già nota e un modello da piedistallo:

Le piccole torri (che proprio piccole non sono) hanno un’estetica molto più accettabile rispetto alle Tower e un suono, direi, altrettanto interessante e forse più adeguato alle caratteristiche delle sale del Quark.

Nello scaffale dell’antro di Mani c’era anche il Super DVD Audio Player di MSB Technology, un’interessante macchina multiformato dall’azienda americana nota per il suo LinkDAC:

A suonare erano, comunque, un vecchio lettore CD Sumo collegato proprio al LinkDAC in versione Gold con PowerBase

Ed elettroniche AEC, fra cui il pre in basso nella foto:

Trasparenza e coerenza i tratti distintivi del suono, davvero interessante. Certo, per capirne qualcosa di più, per avere idea di cosa renda questi diffusori diversi dal normale, cosa che si percepisce immediatamente, ci sarebbe bisogno di rivoltarli come un calzino… a casa propria!

Sala 238: GEA

Altro marchio che mi era sconosciuto, si è presentato con due diffusori basati sulla nuova linea di altoparlanti Fostex e su un sistema di caricamento proprietario.

Il modello più piccolo utilizza semplicemente l’altoparlante Fostex:

Il modello più grande lo aiuta con un supertweeter:

Suono, ovviamente, di estrema coerenza, molto trasparente. Quello del larga banda non è un approccio che si avvicini particolarmente alle mie abitudini di ascolto, ma mi pare che questi sistemi abbiano stoffa.

Sala 248: Ikarus Audio

Le enormi Giotto, equipaggiate con il gamma intera Lowther, suonavano in questa sala con un’amplificazione Ikarus Audio completa, denominata WAM211 (WAM sta per Wolfgang Amadeus Mozart, nientemeno). Il sistema è composto da un pre e due finali mono equipaggiati con la 211:

C’era anche, mi pare, un convertitore digitale/analogico di Ikarus, pilotato da una meccanica Teac VRDS.

Le Giotto sono veramente grosse, però, forse per il tipo di approccio (tromba e gamma intera) non sembravano sovraccaricare la stanza.

Della produzione di Ikarus fanno parte anche questo giradischi:

e questo apparecchio equipaggiato con valvole realmente spettacolari:

Come dicevo, l’approccio che prevede larga banda o gamma intera non è il mio, ma devo riconoscere delle qualità innegabili a questo tipo di sistemi: coerenza e capacità di focalizzazione, nonché un senso di facilità di produzione del suono, probabilmente da attribuire alla mancanza di crossover che non siano quelli acustici.

Sala 240: Blue Press

Gli amici di Fedeltà del Suono avevano un impianto interessante, con sorgenti Marantz e Transrotor (testina Benz “incantata” e recuperata dal mondo dei più dal mago Torlai), amplificazione valvolare T+A e diffusori GAS Tower, quelle grosse e già note, stavolta.


E’ stato con questo impianto che ho avuto modo di sentire i nuovi vinili a 45 giri ricavati dai mitici master della Three Blind Mice da Cisco sotto gli auspici di Fabio Camorani (AudioNautes). Talmente superiori al 33 giri che ho dovuto mettere mano al portafogli! Ne riparleremo presto su queste pagine…

 

Sala 246: Audioplus

L’istrione Garlaschi aveva messo insieme uno dei migliori impianti della fiera, per risultato sonoro.

Sorgenti Wilson Benesch e Einstein, preamplificazioni (ovviamente) Angstrom Research, il marchio di Audioplus, finale Classe’ DR3, diffusori Apertura MiniKal, per un esito di grandissima coerenza, un suono tutto d’un pezzo, dolce ma non sdolcinato, di grana estremamente fine:

Qui possiamo ammirare l’interno del pre phono Angstrom, costruzione e componentistica allo stato dell’arte:

E qui l’interno del pre linea Reference SE (beh, del telaio di segnale del medesimo), accoppiato a trasformatori su nucleo amorfo avvolti in esclusiva per Angstrom:

Prezzi, ovviamente, non popolari, ma delle elettroniche che sembrano promettere assai bene (e per le quali, a quanto mi dice Garlaschi, la lista d’attesa è plurimensile)


Sala 232: Imago El.

L’entusiasmo contagioso e la bravura di Diego Taté, di cui ho già avuto modo di parlarvi nei precedenti reportage, introducevano stavolta un impianto assemblato con una sorgente Accustic Arts, un integrato Antique Sound Labs su cui Taté ha imposto le mani e i diffusori Imago Cor, un sistema a tre vie con un woofer da 30 cm e un tweeter che, a detta del progettista e costruttore, è in grado di superare i 50 kHz in estensione verso le acute:

Da segnalare che le piccole Rosa, da me già apprezzate all’ultimo Milano Hi-End, hanno acquistato un compagno di viaggio, un subwoofer che fa anche da stand:

Le Cor, comunque, erano il soggetto di questa demo. Si sono rivelate un sistema in grado di riprodurre la musica con estrema facilità anche collegate ad un integratino a bassa potenza, con un suono scevro da colorazioni in gamma media e sull’acuto, molto piacevoli da ascoltare senza essere minimamente ruffiane. Un accenno di scoordinamento fra le gamme era, probabilmente, dovuto a un accoppiamento non ottimale con una stanza non felicissima.

Sala 228: Absoluta

La scoperta del Roma Hi-End 2003 fa il suo debutto al Top Audio & Video, con una produzione aggiornata e diversificata.

I nuovi grandi diffusori partecipavano al premio TAV2004; si tratta di un sistema plurivia, che riprende l’estetica delle elettroniche della Casa veneta (è fatto come uno dei loro finali, però messo in piedi…) e monta componenti di pregio (il prezzo è di 15000 Euro la coppia). A fianco c’è la nuova versione dei diffusori più piccoli, di cui vi ho raccontato dal Roma Hi-End. Hanno acquistato un woofer e sono stati ulteriormente messi a punto:

Una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta: questa è una delle alimentazioni Absoluta:

Ma non avete ancora visto niente, perché questo è l’altro lato!

La nuova linea di elettroniche è a fet e, a lume di naso, estremamente interessante.

Il suono della sala era penalizzato da un rapporto dimensioni dei diffusori/dimensioni della stanza non ottimale, almeno con i nuovo diffusori top; da vicino sembrava mancare il basso, da lontano emergevano tracce di nasalità e il solito fastidio da eco fluttuante. Sicuramente aveva una capacità non comune di riprodurre il volume, la dimensione, l’impatto della musica, un eccellente senso di realismo nella “scala”. Mi sento di dire ancora una volta che si tratta di una realtà da tenere d’occhio con il massimo riguardo, e di un sistema di diffusori che è da riascoltare alla prima occasione propizia.

Sala 234: Enmatrix

Halcro. Basterebbe, volendo, la parola a suscitare i desideri della maggior parte degli audiofili (e gli sguardi di disprezzo dell’altra, esigua, parte che non apprezza l’approccio della Casa australiana o che, più semplicemente, non ha ancora colto il punto).

In un sistema filosoficamente molto simile a quello dell’anno scorso, con sorgenti Klimo e Accuphase e diffusori Wilson (Watt/Puppy e non Sophia come l’anno scorso) suonavano il pre dm10 e il “piccolo” (un par di scatole, piccolo…) finale stereo dm38.

Il finale stereo è quanto di più accessibile presentato finora dall’azienda di Candy nel campo delle amplificazioni di potenza. Il prezzo, purtroppo, lo pone ancora alla portata di pochi.

Certo, mettere una coppia di Watt/Puppy in una stanza così non è una sicura ricetta per il massimo successo (anche perché il tipo di audiofili che parla male di Halcro è lo stesso tipo di audiofili che ama parlar male di Wilson…). Le Watt/Puppy ultima versione sono un sistema quasi full-range, che rischia di eccitare le stazionarie di una stanza simile con la potenza e la capacità di spostare aria dei suoi woofer; l’energia, inoltre, non manca certo alle amplificazioni australiane. E infatti le stazionarie c’erano, belle presenti, come ho avuto modo di verificare ascoltando un mio disco.

Ma insieme a quelle c’erano un’assenza di distorsione, una pulizia, una mancanza di meccanicità del suono da riferimento, una bellissima capacità di differenziazione dei timbri, una precisione non fredda, un realismo…

Sala 230: PFG

Sì, lo so, è il reportage audio, che c’entra l’audiovideo? Ma era qui, al secondo piano, in mezzo alle sale solo audio, e mi è sembrata interessante la sala di PFG, che mostrava l’interessante nuova linea di diffusori compatti Monitor Audio, belli, ben costruiti e credibili:

Sul suono, ovviamente, non vi saprei dire, ma i prodotti mi son sembrati degni di nota.

 

 

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