Numero 12
Editoriale
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Matteo Lupatelli
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Piano + 2

Mi metto negli ideali panni di un audiofilo vieux jeux, snob e un po’ blasé (mi stanno comodi, grazie) e inizio, se volete accompagnarmi, la consueta visita virtuale dal piano “solo audio” del Top Audio, sfogliando il catalogo mentre idealmente cammino fra l’ingresso e l’ascensore.

Sala 209: Norma/VYGER

L’onore di aprire il reportage spetta ad uno dei migliori suoni del secondo piano, quello dell’eccellente sala dei due marchi italiani. A proposito di Norma, devo fare una piccola ammenda per l’ambiguità della frase con cui ne avevo parlato l’anno scorso – voleva essere un attestato di stima, confermata, nei confronti dell’ing. Rossi, il progettista delle belle e ben costruite elettroniche italiane.

Nessuna novità di rilievo, stavolta.
Suono davvero buono, grazie ad un oculato trattamento, mirato a smorzare l’eco fluttuante della sala, sulla base di un quasi Live End Dead End. Le grosse Avalon Opus non mostravano particolari problemi di sovrabbondanza del basso. Sicuramente la riproduzione della scena e la linearità assoluta possono essere migliori in una stanza vera e di proporzioni adeguate, ma il “gusto” di ciò che è possibile con l’abbinata degli apparecchi italiani si sentiva tutto.

Peccato che questo convertitore non entrerà mai in produzione, dato che il suo suono è veramente notevole…

Sala 211: Finaudio

Il ritorno di Finaudio ad una mostra (Finaudio vuol dire Aliante, per chi non è troppo addentro le cose hi-fi) insieme alle interessanti e decisamente abbondanti elettroniche Delta Sigma è stato, purtroppo, sabotato acusticamente da una delle peggiori sale dell’intero hotel.

L’ing. Prato, nella sua sincerità e onestà, mi raccontava di aver provato tutto, anche le cose più estreme, pur di far suonare i suoi diffusori e le elettroniche di Domenico Simonetti, ma che non c’è stato verso alcuno di ottenere un risultato anche appena soddisfacente.

Per fortuna sappiamo già che Prato è uno dei gradi progettisti italiani di diffusori; attendiamo la produzione Delta Sigma alla prima occasione favorevole…


Sala 203: Audiosophia

Una novità, almeno per me, questo costruttore veneto, che si è presentato con una linea pressoché completa di prodotti: una coppia di diffusori, un amplificatore integrato, un convertitore D/A e, scollegato dall’impianto, un pre phono.

 

I prezzi situano questi prodotti nell’area critica del mercato dove, per prodotti di questa tipologia, ci si attendono risultati sonori di rilievo (siamo a circa 5.000 Euro per apparecchio); il livello costruttivo mi è sembrato, in ogni caso, molto alto.

L’Azienda rivendica una ricerca originale sui materiali preziosi, che vengono utilizzati copiosamente nel cablaggio degli apparecchi, in leghe e in abbinamenti calibrati sul suono e sul livello dell’apparecchio.
Interessanti i diffusori, con un doppio tweeter in dipolo tagliato molto in basso e con un diffrattore che permette di smorzare l’emissione posteriore, in modo da consentire posizionamenti anche molto vicini al muro frontale senza penalizzare troppo la resa della scena acustica

Risultato sonoro soddisfacente, capace di suscitare interesse e curiosità per questa nuova realtà: bella scena acustica, ottime dinamica ed estensione in relazione alle proporzioni del diffusore.

Sala 213: HiDiamond

Gli specialisti di cavi romani, oltre ad alcune interessanti novità, presentavano la loro nuova iniziativa, quella per la quale non si può più chiamarli, appunto, specialisti di cavi: LuxurAudio, presentata qui per la prima volta “dal vivo” con due modelli di diffusori, i Connubium 1:

e i Connubium2:

oltre ad un amplificatore integrato, di proporzioni sicuramente robuste, ancora senza nome:

Altre novità erano tre modelli di cavi, uno economico e uno top di interconnessione e uno economico di potenza:

Il suono della saletta, credo per i soliti problemi acustici, pur mostrando alcune caratteristiche interessanti, non invitava ad ascoltare a lungo. Possibile, probabile, che l’eco fluttuante andasse a sovrapporsi a qualche enfatizzazione nella risposta dei diffusori (che, paradossalmente, sembravano più equilibrati nella versione compatta che in quella a doppio midwoofer)

Sala 201: B&B Audio

Due interessanti gruppi di novità dal distributore milanese: le elettroniche Simaudio Moon (su cui tornerò nella presentazione della sala “major” con le Triangle Magellan Concerto al piano –1) e la nuova linea intermedia di Triangle, la Esprit, probabilmente la più venduta e la più conosciuta della gamma del costruttore francese. A suonare erano le Celius:

La gamma comprende una serie di diffusori, dalle Heliade alle Altea:

ai rinnovati Titus e Comete, alle Stella, a una coppia di nuovo canali centrali:

Il suono, da tradizione Triangle, veloce e aperto, con una nota di piacevole e mai sgradevole aggressività.

Sala (sale…) 225: Audio Note UK

La sala era divisa in due parti, una molto piccola contenente un impianto Audio Note accessibile:

e una contenente tutto il Gotha di Audio Note.
Del nuovo preamplificatore M9 vi ho già raccontato nel reportage on-line, parlandovi della sua RIAA con induttanze:

Altre novità erano le AN/E Sogon con enorme crossover esterno con dentro il probabile equivalente di un lingotto di argento ciascuno:

la nuova meccanica CDT2 Mk2, che ha fatto una fugace apparizione, il giradischi AN TT Three Reference nella versione definitiva con enorme e altamente tecnologica alimentazione esterna:

il rinnovato Ongaku, equipaggiato con valvole 13D3, 6463 e 211:

e i rinnovati Kegon, con 300B a duomo:


Il suono era, in ambedue i casi, tipico Audio Note, grandi dinamica e impatto, scena acustica tralasciata a confermare l’idea di Peter Qvortrup che essa sia inutile ai fini di una corretta riproduzione dell’evento musicale.

 

Nell’impianto top, in particolare, ho avuto modo di sentire un’impressionante riproduzione di The Plague di Gerhard, probabilmente la più dinamica registrazione mai consegnata ad un vinile (a proposito, qui si sentivano solo vinili, niente digitale…), in una delle riproduzioni più dinamiche che possano essere concepite.


Sala 217: Silco Hi-Fi

Una maniera intelligente di lavorare insieme alle limitazioni di queste sale e non contro di esse è quella che, ormai da anni, utilizza Silco: portare un sistema minimale e sistemare i diffusori, senza trattare minimamente la stanza, con grande sapienza, in modo che le code e le riflessioni vengano, almeno parzialmente, sfruttate per esaltarne le doti. Difficile, fattibile solo se i diffusori non scendono troppo, ma sicuramente premiante, per un ascolto molto piacevole e di impatto, nonostante le dimensioni:

Le piccole Minimum, trasparenza e velocità:


Sala 252: Audio Concept (Visar Elettronica)

Queste elettroniche, costruite orgogliosamente in quel di Torino, erano state notate l’anno scoro nella sala dell’ex distributore. Da quest’anno, la Visar (l’azienda che le costruisce, il marchio è Audio Concept) ha deciso di provvedere autonomamente alla distribuzione.

Gli interni sono decisamente interessanti, qui uno degli integrati:

un finale:

un preamplificatore:

La gamma include tre integrati (Petit-Rouge, Alicante e Malbech), un pre (Prodest, con ingressi e uscite anche bilanciati), due finali (Prodest, stereo e Syrah, mono in classe A), un lettore CD con upsampling (Lagrain) e, in preparazione, un integrato audio/video a 7.1 canali (Platea) e un lettore SACD (Sipario), questi ultimi due sono i soli prodotti di cui tutte le parti non siano concepite e assemblate in Italia.

Ecco, ora vi siete fatti un’idea, ma non avete ancora fatto il balzo che ho fatto io. Quello arriva leggendo il listino prezzi. Si va da 666 Euro (seicentosessantasei) per l’integrato non telecomandato da 55 watt, a 880 per quello telecomandato da 75 watt, a 861 per il pre, a 980 e 714 per i due finali, per arrivare agli 885 del lettore CD (lettore SACD e integrato multicanale costano rispettivamente 1730 e 1230 Euro). Se tenete presente che il tutto è rigorosamente Made in Italy, con l’eccezione di cui sopra, capite il perché di tanta meraviglia…

Il suono? Interessante, non strettamente giudicabile (siamo pur sempre ad una fiera), ma dinamico e di sicuro impatto. Abbastanza interessante da potermi sbilanciare a dire che se ne sentirà parlare: saranno famosi…

 

 

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