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La
seconda edizione romana della mostra organizzata da Stefano
Zaini è stata, anche quest'anno, un ottimo successo di pubblico,
nonostante la pioggia della domenica, che sicuramente ha dissuaso
parte del pubblico dall'idea di muoversi per fare un giretto
fra le sale del Jolly Hotel Midas sull'Aurelia (ragazzi, che
c'è di meglio che farsi un giro a salette e a dischi in una
domenica di pioggia? Come dite? Un sacco di cose? Suvvia…)
In ogni caso, questa mostra, come già vi dicevo l'anno scorso,
non può certo competere con il Top Audio e Video per massa,
dimensioni e novità.
Attira,
però, un tipo diverso di espositori; a parte quelli che, per
motivi geografici e di investimento non si presentano alla
cinque giorni milanese (alcuni fra i più importanti di quelli
basati nel nostro Meridione), come tradizione le mostre di
Zaini sono frequentate da quel sano underground dell'alta
fedeltà italiana, quello che sta nel guado fra il tentativo di
sviluppare una realtà commerciale e di mercato dalle proprie idee, la
dimensione dell'artigianato di classe e i primi passi nel salotto buono
dell'alta fedeltà.
Ecco
perché non vedo una concorrenza fra le mostre del nostro Stefano
e quelle dell'APAF: sono rivolte a segmenti di mercato diversi,
come conferma la scarsissima sovrapposizione fra gli espositori
- a parte chi propone software e lo stakhanovista Rossi di
Norma, che anche qui esponeva - stavolta staticamente - i
suoi splendidi apparecchi, con una novità che vi racconterò
sotto. Per avere un quadro completo e farsi un'idea del mercato
dell'alta fedeltà nel nostro Paese, tutti e tre gli appuntamenti
(includo anche il Milano Hi-End, che si terrà anche nel 2005
a febbraio) sono necessari.
E
poi, la scelta bicanalista delle mostre organizzate dal Pavese
sta a dimostrare la vitalità della stereofonia, che potrebbe
apparire schiacciata dalla massa del video e del multicanale
all'appuntamento istituzionale del Quark di cui vi raccontiamo
tutto il possibile in questo stesso numero. Ma basta con le
chiacchiere, cominciamo a darci un'occhiata intorno e partiamo
dall'ala nuova, dalle tre sale "periferiche", in fondo al
corridoio del Midas.
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