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Piano
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Sala
Corallo: AudioMani
Tre diffusori per
due impianti, e il solito muro di elettroniche dai marchi
venuti dal passato nella sala del cordialissimo Leonardo Mani.
I diffusori da
stand di GAS erano nell’angolo della stanza, davanti
alla porta:

I due modelli da
pavimento erano nella parte larga della sala (qui i grossi,
i piccoli erano quelli rossissimi visti al Top Audio e Video
2004):

Stavolta, nell’impianto
grosso, suonava l’MSB Super DVD Audio Plyer, un’interessantissima
macchina multiformato, equipaggiata praticamente di tutto
(uscita FireWire e preamplificatore interno inclusi):

E AudioMani ora
importa anche Loricraft, le basi per Garrard:

e la macchina lavadischi:

Suono? Beh, si
poteva apprezzare il fatto che i tre modelli GAS sono tutti
fatti della stessa stoffa, con le ovvie differenze in termini
di estensione sulle basse frequenze e nel livello massimo
oltre il quale cominciano a mostrare stress (le piccoline
suonavano a volumi altissimi, ad un certo punto, nella mattinata
di domenica). Ripeto, questi diffusori hanno qualcosa di diverso
dalla media; da sentire.
Sala
Silver: Audio Coils
Audio Coils aveva
il proprio integrato che pilotava i diffusori Harp, di sua
produzione:

L’integrato
è un piccolo amplificatore single-ended, equipaggiato
con le 6550, capace di una decina di watt per canale.

I diffusori sono
basati su un caricamento a linea di trasmissione semicircolare,
sono ad efficienza medioalta (93 dB) e costano poco più
di 2.000 Euro la coppia.

C’era anche
questo interessante stadio phono MM, con RIAA passiva, a valvole,
con alimentatore separato, che costa meno di 1.000 Euro (credo
sia uno degli MM a valvole con RIAA non in controreazione
più economici sul mercato).
Suono interessante:
la saletta non era il massimo, acusticamente, ma il “rumore”
che usciva dai diffusori si ascoltava con piacere.
Sala
Turchese: Kiom
Abbonato anche
lui alle classifiche per il miglior suono della mostra, lo
squisito Luca Chiomenti aveva portato un impianto composto
da un lettore CD MBL1531, dal suo amplificatore integrato
con la 300B (una novità, almeno come esposizione pubblica)
e dai diffusori “baby” da pavimento R8; il cablaggio
era Fadel Arts:

Un primo piano
dell’integrato di Kiom, che utilizza delle 300B con
placca mesh di Valve Art:

Notevole anche
il tavolino, sempre di produzione Kiom, in linea con l’estetica
generale e i materiali utilizzati nei prodotti (e con la loro
eccellente, artigianale finitura).

Il suono? Beh,
faceva quello che poteva, in una delle stanze più sfortunate
della fiera, afflitta da code sul basso/mediobasso, da riflessioni
ed eco fluttuante (e anche gli attaccapanni con telo appeso
situati strategicamente sui punti di prima riflessione potevano
poco). Però la raffinatezza e la sostanza della produzione
di Chiomenti erano palesi e apprezzabili al primo impatto.
Sala
Rubino: AEI - Ferretti/The Sound of the Valve
Una variante ridotta
dei diffusori che suonavano nella grande sala dell’ospite
della mostra al piano terra era utilizzata con l’amplificatore
Colibrì di Ferretti (la sorgente era un Audio Analogue
Paganini):

L’amplificatore,
beh, devo fare pubblica ammenda (e sono due, in questo numero:
chissà se il mio ipertrofico ego riuscirà a
riprendersi…). Ne ho accennato nel reportage dall’edizione
2004 del Milano Hi-End e sembra che abbia sbagliato tutto.
Per farmi perdonare – da voi e dal disponibilissimo
costruttore – ve lo racconterò in dettaglio.
Si tratta di un single-ended parallelo di 845, in cui viene
utilizzato un particolare trasformatore d’uscita con
avvolgimenti separati per le due finali (in modo da poter
ottimizzare la taratura per ciascun tubo, senza doversi preoccupare
dell’accoppiamento, sempre critico con questi “tuboni”).
I driver, accoppiati a trasformatore, sono delle 211 (!).
Le valvole in ingresso sono delle 6CM4; il primo stadio è
praticamente un vero e proprio preamplificatore e l’amplificatore
è pure dotato di un potenziometro (un commutatore a
rete di resistenze) che permette di utilizzare il Colibrì
come integrato a singolo ingresso. L’alimentazione è
separata e i due telai, insieme, raggiungono il ragguardevole
peso di 74 Kg. La potenza è di 45 watt per canale.
Ovviamente, il tutto è in classe A (non potrebbe essere
altrimenti). Davvero un monumento al triodo:

Più umano
questo finale stereo da 20 watt, quasi i primi due stadi del
Colibrì. La particolarità di questo amplificatore
sta nell’accoppiamento diretto fra le valvole driver
e le finali. Quando si tratta di “triodoni”, l’accoppiamento
diretto è assai poco utilizzato (non mi pare esistano
altri prodotti in regolare vendita così configurati)
e l’ottimizzazione deve essere certosina, anche per
le tensioni in gioco:

Ferretti è
anche sinonimo di trasformatori; qui l’Etruscan, un
trasformatore MC avvolto con una tecnica proprietaria, disponibile
sia con gli avvolgimenti in rame che in argento:

Il suono? Alcune
caratteristiche interessanti emergevano, come una bella trasparenza
e una notevole velocità; temo però che oggetti
di questo tipo necessitino di una più lunga conoscenza
per essere apprezzati a pieno.
Sala
Ametista: New Audio Frontiers
Le nuove Reference
5.1 non erano, purtroppo, complete ed erano solo in esposizione
statica, in attesa degli ultimi tocchi:

C’era anche
questa versione con particolari satinati dell’amplificatore
Reference 845, che differisce da quella già nota solo
per l’estetica, rivolta in particolare al mercato tedesco:

Il sistema suonava
nelle configurazioni ormai familiari e apprezzate, il sabato
c’erano le Reference Four:

e la domenica le
Reference Three. Qui lo splendido interno del pre Absolute:

Come sempre coinvolgente
e rilassante, il sistema di Zanichelli era parzialmente frenato
da una stanza quasi completamente vuota, che certamente non
aiutava trasparenza e leggibilità. Ma, anche qui, emergevano
le qualità note di questi apparecchi, progettati e
prodotti da un’azienda che ha le idee molto chiare su
come vuole il suo suono.
Sala Granato: Simetel
Fiera cui vai,
Nightingale/Concentus che trovi. Sarà l’aria
di casa, sarà una sala più adatta alle caratteristiche
delle Concentus, ma anche quest’anno questo sistema
era ad una delle sue massime espressioni:

Le belle elettroniche
Nightingale pilotavano le Lyra di Concentus, dei dipoli che
propongono un tipo di emissione sonora diverso da quello con
cui siamo familiari, ma che dimostravano una grande dinamica
e una più che buona leggibilità del basso in
questo contesto.

Una parata di belle
elettroniche Nightingale…

e i piccoli diffusori
di Revolver, distribuiti – come vi ho raccontato nel
reportage dal Top Audio & Video 2004, da Simetel.

Sala Acquamarina: Hi Fi Carucci
La sala era una
ribalta per la produzione top di Accustic Arts:

Gli importanti
diffusori dell’azienda tedesca erano pilotati da un
mostruoso finale a stato solido (di queste proporzioni ricordo
solo Boulder e Burmester…), da un pre e dal sistema
di lettura CD della stessa Casa e da un giradischi Acoustic
Solid:

Esposti nella stanza
c’erano altri prodotti distribuiti da Carucci, per esempio
gli Antique Sound Labs visti nella sala Imago; qui, tuttavia,
un primo piano del mostruoso finale Accustic Arts:

Poi c’erano
i Trigon (con un interessante pre linea bilanciato a un prezzo
ragionevole, la cui esistenza mi era ignota):

e altri giradischi
Acoustic Solid:

Il suono era molto,
molto lontano dagli stereotipi tipici del “suono tedesco”:
per nulla loudness, tendeva anzi a proiettare una gamma media
molto accattivante, anche se, tedescamente, di grande precisione,
senza però perdere l’umanità.
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