Numero 11
Editoriale
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Sanyo Z1
NAD T753
Stereo o MCL
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Monrio MC 207
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Stereo o MCL
Di Angelo Jasparro
 

 

 

 

 
 
 

Stereo o Multicanale?

Fatidica domanda che l'industria dello spettacolo ci ha proposto prima col cinema in casa (VHS in Dolby Surround e DVD in Dolby Digital o DTS) ed ora con la musica ad alta risoluzione.

Molti di noi fanno finta di nulla più che altro per problemi di spazio in casa, ma anche per problemi economici. Con la fatica (e i debiti)che abbiamo fatto per mettere insieme un discreto impianto a due canali, il pensiero di aggiungerne tre più un subwoofer dello stesso livello qualitativo basta a scoraggiare le mani più bucate.

Tra l'impiantone hi-end a tremila canali multiroom e lo stereo c'è una terza via: quella di aggiungere ai due buoni canali principali degli apparecchi economici, che permettono di godere di molte prerogative della riproduzione multicanale senza troppi rimpianti. E' la strada che ho percorso io, utilizzando qualcosa che avevo in casa e qualcosa acquistato qui è là, per mettere insieme un impianto forse un po' raffazzonato ma che mi permette di godere di qualche buon film completo di effetti speciali, e di capire dove ci stanno portando le case discografiche che incidono in multicanale. Ho quindi pensato che potesse essere interessante per i lettori più "open minded" sapere cosa c'è nascosto nella versione multicanale dei SACD, che spesso viene snobbata. Al mio impianto principale, che riepilogo brevemente: lettore SACD Marantz SA17-S1, ampli integrato a valvole Mastersound Reference 845 (qui usato solo come finale), diffusori Martin Logan Aerius i, ho abbinato un pre-processore Yamaha DSP E-492 con canali centrale e posteriori amplificati, un canale centrale B&W CCS6-S2, diffusori posteriori B&W DM110, subwoofer amplificato Sony SA-WM40. Una bella insalata mista con la quale non si pretende certo di giudicare eventuali finezze timbriche, per le quali ci si accontenta dello stereo, ma si può senz'altro capire se vale la pena di dotarsi di questi famigerati canali addizionali, soprattutto ora che è facilissimo trovare sul mercato dell'usato i diffusori per i canali centrali e posteriori, nonchè qualche discreto amplificatore multicanale, prematuramente messo sul mercato dai fanatici del 7+1, THX, DD II, DTS Neo e chi più sigle ha più ne metta. A noi basta che l'amplificatore possegga gli ingressi analogici per i cinque canali più sub e possiamo essere soddisfatti. Io non uso neanche l'ingresso sub, visto che non ne sento la mancanza per i canali principali, anzi ... preferisco non sentirlo proprio. Quindi ho provveduto a connetterlo solo ai canali posteriori, attraverso i morsetti di potenza, utilizzando il crossover interno ed il suo controllo di volume, in modo di renderlo presente ma poco invasivo. Il posizionamento dei canali centrale e posteriori è da me obbligato a causa delle limitate dimensioni della stanza d'ascolto, col canale centrale posto sopra il televisore ad un'altezza di mt. 1,60 circa, arretrato rispetto ai diffusori principali di circa 60 cm .

I diffusori posteriori sono posizionati nell'angolo tra la parete posteriore, alla quale è appoggiato il punto di ascolto, e quelle laterali, coi diffusori rivolti direttamente verso il punto d'ascolto, ad un'altezza di circa 30 cm . superiore allo stesso. Il resto del bilanciamento è ottenuto regolando i parametri dell'amplificazione, in modo di avere uniformità di livello di pressione sonora e di ritardo nell'emissione dei vari canali. Le condizioni di ascolto sono esattamente le medesime per le due versioni, quindi parità di apparecchi e di cavi.

Dopo questa noiosissima ma necessaria introduzione, passiamo all'ascolto di alcune delle principali incisioni in multicanale che ho sottomano. Se, bontà loro, i lettori di queste righe mostreranno interesse verso quest'argomento, ne analizzeremo altre in futuro. Fateci sapere le vostre impressioni tramite il Forum di Videohifi o direttamente presso la mia casella e-mail angelo.jasparro@videohifi.com

SOTTO A CHI TOCCA!

Qualcosa mi dice si potrebbe cominciare da quello che è probabilmente il SACD multicanale più conosciuto e che molti tra i nostri affezionati lettori avranno già acquistato: Pink Floyd - The Dark Side Of The Moon

Assolutamente superfluo parlare per l'ennesima volta delle qualità artistiche e tecniche di questo lavoro che tutti conoscono a menadito. Ricordo solo che originariamente l'incisione era prevista per la quadrifonia, quindi in fase di preparazione del nastro master si utilizzarono 4 canali ed il disco fu pensato per tale riproduzione. Per le note vicende della quadrifonia fino a pochi mesi fa siamo stati tutti costretti ad ascoltarlo solo in versione stereo e per giunta spesso a seguito di pessime rimasterizzazioni in digitale. Molto meglio l' LP originale, malgrado le migliaia di passaggi subiti nel corso degli anni.

Bene, cosa aggiunge quindi la versione MCL? Intanto il battito iniziale del cuore è più profondo e netto, grazie al sub che raggiunge frequenze più profonde rispetto alle Martin Logan. Le voci e l'elicottero nella parte iniziale di "Breathe" spaziano per l'intera stanza con un impressione di realismo fantastica. Le due chitarre sovrapposte si seguono con maggiore facilità rispetto alla versione stereo. Basso, voce, batteria e lead guitar restano nella loro posizione abituale, mentre le sovrapposizioni delle tastiere e delle altre chitarre spaziano tra i canali anteriori e posteriori. In "On the run" i passi non si limitano a muoversi tra destra e sinistra, ma viaggiano anche in senso longitudinale, incrociando l'intera stanza, mentre gli effetti del sinth ed i vari rumori mi circondano completamente. La risata (o qualsiasi cosa sia quel verso) si sente molto più chiaramente.

Gli orologi di "Time" sono semplicemente impressionanti: uno ogni 10 cm . di parete, lungo le due pareti laterali, i roto-tom della batteria suonano da metà della parete destra a quella sinistra, con una dinamica ed un effetto che nella versione stereo si perde, semplicemente. L'assolo di chitarra pare non avere un'origine, visto che suona in tutta la stanza, con un effetto grandioso.

Come dite? Che dal vivo la chitarra si sentirebbe provenire dalla parte anteriore? Andate a vedervi un concerto dei PF e poi ne riparliamo. Nel brano "The great Gig ..." piano, slide guitar e voce recitante restano al loro posto, così come la batteria e la splendida voce di Clare Torry. I canali posteriori aggiungono solo un po' d'ambienza, tanto che le dimensioni della stanza di ascolto non sono più nemmeno intuibili. Le voci femminili sul finale provengono dai diffusori posteriori e sono molto più intelligibili rispetto alla versione originale, forse anche per una diversa rimasterizzazione.

"Money" è uno spettacolo, i registratori di cassa sono quattro e posizionati nei quattro angoli della stanza, mentre musica e voce provengono regolarmente dal fronte anteriore. Durante l'assolo di sax gli effetti di chitarra spaziano tra il fronte ed i lati della scena.

L'assolo di chitarra è entusiasmante, tutti gli effetti sovrapposti allo strumento principale ti costringono a guardarti intorno per cercare le fonti di tanta meraviglia. Rumori che nella versione stereo sono praticamente nascosti, qui affiorano in tutta la loro bellezza, mentre il suono sembra prodursi con molta meno fatica rispetto a quando lo "imbottigliamo" in due soli canali. Anche qui le voci finali sono davvero un'altra cosa e diventano localizzabili e comprensibili. L'accompagnamento di chitarra nella parte iniziale di "Us and Them", proviene dal canale destro posteriore, mostrando forse una piccola caduta di stile da parte di James Guthrie, il tecnico del missaggio in 5+1. Belli gli effetti sui cori, distribuiti ovunque, mentre il pianoforte suona il cantato a metà della parete sinistra e l'accompagnamento sul lato opposto; strano ma d'effetto. Anche qui il suono fluisce con più facilità e naturalezza rispetto alla versione stereo, dipanando molto meglio le fasi con maggiore dinamica.

"Any colour you like" è un pezzo pieno di effetti elettronici che qui spaziano lungo tutta la stanza, con risultati prevedibili. Anche qui abbiamo due chitarre sovrapposte, posizionate una avanti e l'altra dietro a destra, in un curioso "vis a vis" che permette di distinguere chiaramente la sovraincisione e la parte loro affidata.

Il prossimo brano, "Brain damage" ripropone ancora la divisione delle chitarre, voci e batteria sempre ben posizionate davanti, coi cori che si allargano abbattendo letteralmente le pareti laterali. Le tastiere sembrano anche qui un po' "ondivaghe".

Voci di sottofondo e risate varie provengono da tutte le parti. La bellissima "Eclipse" chiude degnamente l'opera, con l'accompagnamento di organo diffuso in tutto lo spazio disponibile.

Giudizio : siamo nel campo delle preferenze soggettive, come per tutti i giudizi artistici, e quindi personalmente ritengo questo ascolto IMPERDIBILE per chiunque ami questo disco. Se non possedete un impianto MCL portatevi il SACD presso il vostro rivenditore di fiducia e chiedete di ascoltarlo in uno degli impianti in dimostrazione. Tornare alla versione stereo, se da un lato propone sfumature timbriche più raffinate, dall'altro vi farà mancare la spettacolarità che in un lavoro di questo genere non stona affatto.

Passiamo ad un altro SACD: BOB DYLAN - Blood On The Tracks. Qui potrebbero cominciare i dolori per noi e le follie dei tecnici del suono, visto che questa registrazione è nata con tutti gli intenti del mondo, tranne quella di stupire il pubblico con effetti speciali.

Anche qui notiamo immediatamente il discreto ma utile intervento del subwoofer, che completa piacevolmente la gamma bassa dei diffusori principali, mentre il segnale proveniente dai canali posteriori è rappresentato basicamente da alcuni arpeggi di chitarra dal posteriore sinistro, mentre gli accordi della chitarra ritmica provengono dalla parete di destra, con voce, basso e batteria nella posizione consueta. Diciamo che quindi i canali effetti si limitano a proporre l'ambienza necessaria a sentirsi immersi nel suono senza mai rendersi protagonisti. E' come ascoltare la rappresentazione avendo alcuni i musicisti principali e Dylan di fronte, mentre quelli che si occupano di rifinire gli arrangiamenti sono attorno a noi. Inutile seguire quanto fatto coi Pink Floyd e specificare i diversi brani, visto che tutto il SACD si può condensare in quanto detto sopra.

Giudizio : questa rimasterizzazione in 5+1 è assolutamente superflua. Un ambiente di ascolto di piccole dimensioni come il mio ha già dei riverberi che non necessitano di alcuna aggiunta. Probabilmente in un salone da 100 mq. i posteriori farebbero un effetto diverso. La versione stereo quindi basta e avanza.

ASTOR PIAZZOLLA - Oblivion - Salvatore Accardo (Fonè). Un SACD sicuramente di altissimo livello tecnico, oltre che artistico, registrato da una delle etichette che tiene in maggior conto le esigenze di noi audiofili.

Anche qui i canali posteriori si limitano a produrre dei leggeri suoni di ambienza, ottenendo l'effetto di allargare le dimensioni della sala di ascolto, una sorta di "effetto teatro" che in questa registrazione, nata anche in multicanale, è molto piacevole e coinvolgente. La differenza tra questa registrazione e quella di Dylan è enorme. Qui non si ha l'impressione di qualcosa di ricreato artificialmente ed i canali posteriori aiutano davvero a svincolarsi dall'ambiente in cui ci si trova. Ottimo esempio di quello che deve essere una registrazione MCL di musica acustica.

Giudizio : l'apparente incongruenza tra questo ascolto ed il precedente si chiarisce in virtù della naturalezza della registrazione Fonè, opposta all'artificiosità della masterizzazione del lavoro di Bob Dylan. Multicanale utile ma non necessario, la perdita di qualità dovuta ai diversi apparecchi utilizzati rispetto al semplice ascolto in stereofonia, non si giustifica, in questo caso.

Proviamo ora ad ascoltare un po' di classica col CHRISTMAS ORATORIO BW248 - Bach - (Channel Classics) , interpretato dalla Netherlands Bach Society. Si tratta di una lussuosa edizione in cofanetto dotata di un bellissimo libretto, effettuata nel dicembre 2002 direttamente in DSD stereo/multicanale.

Come per la precedente registrazione, anche qui direi che l'ambienza donata dai diffusori posteriori rende l'orchestra in dimensioni quasi reali, allargando a dismisura l'ambiente di ascolto. Il rendimento con l'orchestra, in questo caso di 32 elementi, è impressionante. La bassa qualità del preamplificatore lascia per strada un certo numero di dettagli, la profondità dell'immagine è inferiore alla riproduzione in stereofonia, anche utilizzando la funzione "phantom" che esclude il canale centrale distribuendo la sua parte di segnale ai canali frontali principali, ma il risultato è in ogni caso piacevolissimo, tanto da fami desiderare di avere apparecchi migliori anche per i canali addizionali. Il suono dei timpani è imperioso, localizzato di fronte, ma con riverberi che sembrano davvero trasportare nel luogo della registrazione originale, in questo caso un convento. Anche il coro sembra fluire dai tre diffusori anteriori senza alcuna difficoltà. Mi viene il sospetto, non suffragato per ora da altre esperienze, che la minore profondità della scena possa essere dovuta proprio al fatto di avere suoni provenienti da tergo. Spero di potermi togliere a breve questo dubbio, magari con una prova di apparecchi multicanale di classe elevata. L'organo suona grande come dovrebbe essere, con le tonalità medio basse provenienti da una posizione non localizzabile, giustamente. Avete mai ascoltato un organo in chiesa? Se non lo vedete fate molta fatica a capire dove si trovano le canne, a causa delle riflessioni ambientali. Bene, qui la situazione è molto simile, pur se la timbrica non è precisamente assimilabile a quella di un organo reale (e ci mancherebbe altro, considerando i componenti utilizzati).

Giudizio : incisione magistrale e di rendimento molto elevato anche in multicanale. Da prendere in considerazione decisamente.

La prossima cavia è rappresentata dalla SINFONIA FANTASTICA - Berlioz - Gergiev con la Wiener Philharmoniker (Philips) , registrazione live del 2003 in PCM 24/96.

L'intervento dei canali posteriori è molto discreto, tanto da far dubitare del loro impiego, se non a fronte di un maggior allargamento del fronte orchestrale e di qualche timido riverbero che si nota soprattutto negli improvvisi silenzi dopo i "fortissimo". Anche il questo caso il subwoofer completa i suoni più gravi ed ancora si ha la percezione di una minor fatica dell'impianto nel riprodurre i suoni più complessi, come se i due diffusori principali fossero meno "ingolfati" da una grosse mole di segnale.

Giudizio : non imperdibile certamente, ma molto interessante se si possiede un impianto MCL equilibrato in tutti i suoi componenti.

Avanti un altro: THE PLANETS - Holst - Royal Scottish National Orchestra - David Lloyd-Jones (Naxos), un SACD piuttosto economico (12 euro, se ben ricordo) acquistato più che altro per curiosità. Incisione del 2001 in PCM 24 bit, secondo quanto riportato in copertina.

In questa registrazione i canali posteriori sono quasi superflui. Potrei ripetere quanto scritto per la precedente, se non fosse che inizialmente ho dovuto accostare l'orecchio ad uno dei diffusori posteriori per capire se stesse suonando o meno. Il riverbero riprodotto dai canali posteriori si integra alla perfezione a quello naturale della stanza. Anche qui si nota una maggior facilità nello sbrogliare i pieni orchestrali del primo movimento.

Giudizio : vedi sopra. Se i tecnici del suono lavorano bene e non producono nulla di troppo "invasivo", i risultati sono incoraggianti.

Tanto per gradire passiamo a MOZART - Sinfonia Concertante K 364 - Orchestra Sinfonica NDR, soliste Midori e Imai (Sony).

Molto discreta ancora la presenza dei canali posteriori, che anche in questo caso sembrano avvicinarci all'orchestra tanto da prendere quasi il posto del direttore, con i violini alla nostra sinistra e l'intero organico a formare davvero un semicerchio come nell'evento reale.

Per il resto nulla di particolare da segnalare.

Giudizio : un altro esempio di qualcosa in grado di colmare qualche lacuna nella riproduzione stereofonica, e scusate se è poco.

Chiudiamo questa sessione di ascolti con un SACD jazz, nato in stereofonia ed in analogico: TIME OUT - Dave Brubeck Quartet.

La curiosità è principalmente quella di scoprire cosa può aggiungere una rimasterizzazione ad un'incisione di un quartetto jazz effettuata nel 1959.

In effetti non moltissimo, anche se il canale centrale permette una miglior localizzazione del contrabbasso grazie alla vibrazione delle corde sullo strumento, mentre la batteria ed il piano suonano più verso il centro, correggendo parzialmente il tipico buco nel centro di gran parte delle registrazioni jazz dell'epoca, dove si usava dividere in parti uguali i musicisti, svuotando il centro del palco. Qui almeno, nella versione stereo, hanno lasciato il sax di Paul Desmond al centro ed è già un buon risultato. La rimasterizzazione in MCL ha quindi corretto qualche "stortura" del master originale, fornendo un'immagine più "umana" al tutto.

Dai diffusori posteriori proviene un suono di ambienza impercettibile, tanto da dover verificare sul lettore se è stata selezionata la funzione multicanale.

Giudizio : se passate la vita ad ascoltare questo SACD il multicanale non serve a nulla, è solo un'etichetta in più sulla copertina.

CONCLUSIONI

Allora che si fa? Ci si "multicanalizza" o no? Risposta: lo chiedete a me che non lo so?

A parte gli scherzi, da questa prima indagine su una parte dei SACD multicanale che possiedo, la risposta potrebbe apparire controversa. Alla fine di questa sessione di prove, sui dischi dei quali avete letto, direi che per ora si può tranquillamente attendere.

Consiglio ancora di concentrare gli investimenti nel miglioramento dei due canali principali, ma se proprio vi avanza qualche risorsa, un piede nel multicanale si può cominciare a metterlo. Attendiamo e sapremo cosa ci riserverà il futuro prossimo. Qualche artista sta mettendo in cantiere incisioni progettate in MCL ed abbiamo visto che nel caso dei Pink Floyd la creatività dei musicisti trova migliori forme di espressione con questa ulteriore possibilità.

 

 

 

 

 

 

 
 
 

 

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