Numero 11
Editoriale
Accuphase DP-77
Sanyo Z1
NAD T753
Stereo o MCL
Kharma Exquisite 1B
Pro-Ject RPM6
Monrio MC 207
Artis Sonus Giorgia
Audio Vision B30/3
Digitalia Special
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Dati

Costruttore: Project

www.project-audio.com

Distributore:

Audiogamma s.r.l.
Via Pietro Calvi,16 - 20129
Milano (MI)


Prezzo: € 1.190,00

 

 

 

Pro-Ject RPM9
Di Giovanni Aste
 

 

 

 

 
 
 

Introduzione

Ed eccoci alla seconda puntata della saga “Project”.

Dopo l'ottima prova del RPM6 ero molto curioso di sapere come andava il “big brother”, l'RPM9. In particolare mi stuzzicava l'idea di fare un confronto quasi in “real time”, visto che ho ancora in casa l'RPM6, in modo da evidenziare al massimo le eventuali differenze tra i due prodotti. Un breve scambio di e-mail con Audiogamma e l'RPM9 e' a casa, possiamo iniziare.

Anche se l'ho gia' segnalato sulla prova precedente ricordo che il sito web della Project, per chi volesse maggiori informazioni, è www.project-audio.com.

 

Costruzione

A differenza del RPM6, forse meno affermato, L'RPM9 lo conoscete gia' tutti, essendo uno dei piatti piu' famosi del momento. L'estetica, anche in questo caso, e' ottima. La base, in medite spessa circa 4 cm , ha un'ottima finitura color argento e alloggia il perno e la base per il braccio.

Il perno e' esattamente uguale a quello del “ 6” , di tipologia rovesciata e di buon spessore, con l'immancabile sfera in testa. In questo caso pero' manca il contropiatto in quanto e' il piatto stesso, come si vede dalle foto, ad alloggiare la sede in ottone del perno.

Il braccio e' invece completamente differente. Ha la canna in carbonio, rastremata e, almeno visivamente, sembra superiore al “ 9” normale del RPM6. Sembra pero' piu' leggero in quanto con la stessa testina e lo stesso contrappeso quest'ultimo (il contrappeso) è in posizione meno arretrata una volta bilanciato il tutto segno, almeno apparente, che la canna e' piu' leggera. Similmente all'RPM il cavo di segnale non e' solidale al braccio ma e' ad esso collegato tramite due pin jack dorati.

Le solite misure con il disco test HFNRR e con la DL 103 settata a 2.5 grammi hanno dato un esito particolare; nel test di frequenza di risonanza orizzontale il picco di risonanza e' un po' piu' “largo” del solito; l'insieme braccio-testina inizia a vibrare ad una frequenza maggiore, circa 13Hz, rispetto a quando arrivava al suo massimo, circa 10Hz. Cio' in realta' succede sempre, ed e' anche normale, ma in questo caso il fenomeno e' leggermente accentuato. La frequenza verticale e' invece di 10Hz, e il picco abbastanza stretto temporalmente. I valori sono comunque buoni in entrambi i casi.

La base poggia infine su tre piedoni leggermente ammortizzati. I piedoni in realta' non mi sono piaciuti granche', sono in materiale plastico un po' leggero e mal si abbinano alla qualita' del resto dei componenti del piatto. Devo pero' dire che funzionano, almeno per quel che ho potuto osservare.

Il motore e' separato, alloggiato in cilindretto metallico con una base molto pesante in modo da controbilanciare la forza esercitata dalla cinghia in trazione. Per posizionarlo non c'e' problema, la Project , come potete vedere dalla foto, fornisce anche una piccola “dima che vi permette di regolare la giusta distanza tra piatto e motore in modo da dare la trazione corretta alla cinghia. Solo perche' sono un po' bastardo devo pero' osservare che se si usa la puleggia piu' grande, quella per i 45 giri, questa regolazione non vale piu' in quanto la cinghia tirera' di piu'. Ma mi sembra veramente un difetto minore.

Il cambio di velocita', come desumibile da quanto appena accennato, e' manuale ed avviene spostando la cinghia sulla puleggia (doppia) del motore.

Anche in questo caso, come per l'RPM6, il trasformatore d'alimentazione è alloggiato nella presa a muro.

 

Suono

Dopo aver montato il tutto lascio girare il piatto per qualche ora, quindi faccio andare qualche disco in sordina, solo per far rodare un po' tutte le micro giunzioni meccaniche tra i singoli componenti…poi alzo il volume al mio solito livello d'ascolto, non propriamente pacato… L'RPM9 e' proprio il modello maggiore del RPM6, fa tutto cio' che fa il 6 ad un livello superiore.

Quanto superiore?

Il giusto direi, quanto dettato dalla differenza di prezzo tra i due oggetti.

Banale direte voi. Non cosi' tanto dico io. Spesso ho visto, e non penso di essere il solo, oggetti di “livello superiore” andar peggio dei loro “presunti” inferiori. Oggetti magari talvolta un po' inventati sull'onda di un precedente successo. In questo caso no, tutto e' coerente e concreto e il cliente ha quel che deve avere. Vabbe', ma ci vuoi dire come suona?????? Ok ok, adesso ci arrivo….:-)

Partiamo dalla risposta in frequenza, sicuramente più estesa rispetto all'RPM6, sia in basso che in alto. In basso abbiamo più estensione ma anche più potenza e fermezza. Dallo strano comportamento alla prova di risonanza non l'avrei detto e invece ancora una volta devo constatare come alla fine il giudice ultimo e' (e deve essere) sempre il nostro orecchio. E' davvero un bel basso, potente, articolato, fermo, nulla da dire. Anche in alto c'e' più estensione, ma non e' questo che colpisce maggiormente, no, in questa gamma ciò che si fa più notare è la maggior energia che esce fuori, la maggior veridicità, la maggior consistenza, il maggior spessore degli strumenti, tutte cose che aiutano a rendere più veritiera la performance sonora. Poi c'è il nero, il silenzio. Meglio anche qui, in assenza di modulazione il rumore è veramente ai minimi termini, almeno rispetto al dato di targa (-73dB) che non sembrerebbe proprio eccezionale. E il rumore ci porta direttamente alla dinamica. Già ottima nell'RPM6 viene, nel 9, probabilmente anche grazie al miglior rapporto S/N, ulteriormente migliorata assurgendo a livelli ottimi in assoluto.

E ora il dettaglio. Questa è, a mio giudizio, la caratteristica che sicuramente trae maggior giovamento dalle migliorie introdotte rispetto al fratellino minore; l'RPM9 fornisce un bel po' più di “informazione” rispetto al 6 a tutto vantaggio dell'ambienza generale e della leggibilità del messaggio sonoro, ogni strumento ogni voce acquista maggiori particolari, nuance profonde che arricchiscono piacevolmente la tavola cromatica. L'aria e' tanta intorno agli strumenti e l'immagine e' correttamente ampia e profonda dando un senso di grande respiro all'insieme. Veramente un ottimo risultato.

 

Conclusioni

Il Project RPM9 è proprio il fratello maggiore del già ottimo RPM6. Costa di più e vi dà di più, nella giusta misura. Se l'RPM6 vi ammalia con il suono concreto e vivo il 9 vi fornisce una performance più matura, da macchina di classe, dove il particolare è portato in evidenza e curato al massimo, almeno nella classe dell'apparecchio. La costruzione è ottima, il suono di più, il prezzo più che concorrenziale.

Ho detto tutto.

 

 

 

Fotografie del prodotto:

 

 
 
 

 

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