Numero 11
Editoriale
Accuphase DP-77
Sanyo Z1
NAD T753
Stereo o MCL
Kharma Exquisite 1B
Pro-Ject RPM6
Monrio MC 207
Artis Sonus Giorgia
Audio Vision B30/3
Digitalia Special
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Dati

Costruttore: Monrio

www.monrio.com

Distributore:

Monrio
Via Rosselli, 34
29100 Piacenza
Tel 0523-71.61.56
Fax 0523-46.14.45


Prezzo 04/2004: MC207 € 1.500,00

Prezzo 04/2004: MC207/RM (telecomandato) €1.720,00

 

 

Monrio MC 207
Di Fabio Cottatellucci
 

 

 

 

 
 
 

Monrio è una piccola Casa di Piacenza attiva ormai da anni che ha legato il proprio nome a una serie di elettroniche di pregio. Attualmente il catalogo spazia dagli integrati stereo ai pre phono ai convertitori, con aggiunta di amplificatori finali a uno, due, tre e cinque canali mentre sono in arrivo un altro convertitore, un lettore integrato e un pre a valvole. Di tutto questo è stato già provato su Videohifi l'integrato da 55+55W Asty, e come curiosità aggiungerò che non esiste alcun Signor Monrio dato che il titolare si chiama Giovanni Gazzola; la versione più accreditata sul nome vuole che esso sia ispirato a Marylin Monroe.

Oggetto di questa prova è l'integrato stereo della Casa da 85+85 W e 1.500 Euro di prezzo che si presenta nella combattuta arena degli amplificatori ben suonanti di prezzo umano, gettando il proprio guanto di sfida a più che blasonati concorrenti.

L'MC 207 è disponibile solo in color alluminio ma in due versioni distinte dalla presenza del telecomando; la differenza è di 220 Euro (1.500 contro 1.720) che ovviamente non servono tanto a pagare il controllo a distanza in senso proprio quanto l'unità di ricezione dell'infrarosso a bordo dell'amplificatore e il potenziometro motorizzato con relativa alimentazione. L'esemplare in prova era la versione a comando manuale.


Ottima lavorazione dell'alluminio e grafica sofisticata per il frontale

 

La macchina

L'imballo dell'MC 207 è nella media e riuscirà a proteggere bene l'apparecchio dagli urti se traslocherete. Aprendo il cartone troviamo un manuale dalla forma grafica essenziale ma molto esauriente e ben strutturato che fornisce anche alcune indicazioni utili per i meno esperti come quella di tenere lontani i cavi d'alimentazione da quelli di segnale. Il mio esemplare dev'essere destinato all'esportazione perché il manuale è in Inglese, ma devo dire che è ben scritto e non alla “Du gust is megl che uan” come mi è spesso capitato di vedere per prodotti nostrani. Anche questo denota cura e rispetto per il cliente, in questo caso straniero (Monrio esporta molto in mercati selettivi come Gran Bretagna e Giappone). Il cordone d'alimentazione fornito a corredo è un buon pezzo con una spina IEC particolarmente valida, mentre la spina dal lato muro è buona ma nell'esemplare in prova è un po' piccola (una 10A, la “italiana passo stretto”).

In virtù dello spessore contenuto L'MC 207 si riesce ad afferrare bene anche da caldo. E scalda parecchio, ad indicare forse una polarizzazione nobile nei primi watt, comunque i cinque centimetri di rispetto sopra e di lato raccomandati dal costruttore sono secondo me un po' pochi, mi terrei più largo. La pulizia del design e le dimensioni contenute ne rendono facile il collocamento in ambiente, e secondo il mio personale gusto ancor più in arredamenti antichi come elemento di rottura che in quelli moderni in cui si trova comunque a proprio agio. Questo compatto amplificatore Monrio non presenta superfici taglienti o acuminate o pezzi che si stacchino facilmente, la vaschetta IEC ritiene con decisione la spina del cordone d'alimentazione, i morsetti sono ben coperti e la griglia superiore sufficientemente stretta sicché neppure appassionati sbadati, bambini curiosi o animali intraprendenti riusciranno a cacciarsi nei guai, a meno di inserire una lama attraverso le griglie d'aerazione. All'accensione un relè ritarda il collegamento delle sezioni di potenza mentre la macchina da spenta rimane in stand – by come segnalato da apposita spia. Considerato che va in temperatura nel tempo d'un paio di tracce di CD io ho sempre staccato la spina, anche se così facendo la macchina perde la memoria dell'ultimo ingresso selezionato.

Il sito Internet della Casa è graficamente accattivante, completo quanto basta e molto ben presidiato: senza qualificarmi come redattore d'una rivista ho inviato un messaggio in posta elettronica con un paio di domande la sera tardi e per ora di pranzo del giorno seguente avevo già ricevuto una cortese ed esaustiva risposta. Chi ha pratica di rapporti con i servizi clienti di aziende sa che una tale sollecitudine non costituisce affatto la norma, anzi.


In primo piano gli ottimi connettori di potenza; la prima coppia di pin jack RCA è quella del Direct

 

Costruzione

La macchina gode di una linea molto valida, è piatta ed ampia e realizzata con metalli di spessore notevole compreso il coperchio mentre il frontale è un pannello d'alluminio da un centimetro. Di alto livello lavorazione, dettagli e serigrafie; la manopola del volume è anch'essa in alluminio ricavata dal pieno e i pulsanti sono alloggiati ciascuno in una scalfatura arrotondata e provvisti di led. Una realizzazione veramente di pregio che se eseguita con la precisione di questi esemplari è anche molto costosa.

L'MC 207 dispone di quattro ingressi linea, un Tape e il Direct. Al centro la bella manopola del volume che si muove lungo una singolare e raffinata scala a numeri romani con tanto di XII sopra, dotata però di una tacca non troppo visibile dal punto di ascolto. L'utilizzo è reso molto confortevole dalla presenza dei led, dalla spaziatura fra i comandi, dalle scalfature che fanno da invito alle dita e dalla misura abbondante della manopola del volume. Questo anche quando non si ha familiarità con l'apparecchio o non si riesce a vederlo bene perché è posto in basso o perché la sala è in penombra.

La robustezza e il dimensionamento generoso di tutti i componenti danno nel complesso quella rassicurante sensazione di bello e ben costruito che ci solleva dalle economie intelligenti ma plasticose dei quaresimali amplificatori minimalisti, amici Inglesi in testa. Personalmente infatti non sono mai riuscito a concepire questo hobby come una specie di espiazione che condannerebbe gli appassionati a spiegare agli amici rimasti con la manopola del volume in mano che il risparmio su quella rotellina di plastica ha permesso di investire di più sui condensatori.

Ottimo il pannello posteriore che offre una solida battuta all'inserimento di spine e connettori. Tutti gli RCA sono begli esemplari dorati con isolante di pregio montati forse un po' troppo vicini fra loro, mentre i morsetti d'uscita accettano cavo senza terminazioni, forcelle e banane; ce n'è una sola coppia che per me basta e avanza e che si fa notare per qualità e precisione di funzionamento.

Mi spiace per l'assenza di una presa cuffia, peraltro Monrio non fabbrica un proprio amplificatore dedicato a questo uso, e mi spiace moltissimo per l'impossibilità di ottenere un ingresso phono anche opzionale mentre per il più piccolo Asty è disponibile una scheda interna MM a 100 Euro. Credo però che la disposizione interna dei componenti dell'MC 207 ponga un vincolo difficile da superare. Si può sempre acquistare il pre phono della Casa ADN-N che è un vero cavallo di razza, ma pur mantenendo i vantaggi del giocare in casa si perdono le economie dell'unità singola: sono infatti necessari altri 380 Euro che insieme alla maggiorazione per il telecomando portano il sistema “full optional” a 2.100 Euro totali di listino.

La macchina piacentina è invece dotata di un prezioso ingresso “Direct”, che accetta il segnale preamplificato da una macchina HT rispettandone il livello (volume). Si tratta di una caratteristica molto qualificante che può essere decisiva per quegli appassionati che si dividono fra cinema e musica: esso permette infatti di integrare impianto HT e impianto HiFi utilizzando la medesima coppia di casse come frontali senza commutazioni e senza scomode e approssimative doppie regolazioni di volume. Inoltre, tornando ai nostri ragionamenti sui prezzi, la presenza del Direct permette di acquistare una macchina HT “solo pre” e soltanto tre moduli aggiuntivi di amplificazione, addirittura uno solo se avete già in casa un secondo ampli stereo da destinare ai canali posteriori.


Una bella panoramica dell'interno dell'MC207, che mostra la costruzione dual mono

 

Sotto al cofano

La costruzione è pulitissima, una vera dual mono distribuita su due schede con la più grande che occupa la sezione posteriore della macchina e ospita alimentazione e sezione finale mentre l'altra si trova a ridosso del pannello frontale ed è dedicata alla sezione pre secondo una disposizione mutuata dalle macchine HT. Sulle schede una parata di componenti di qualità:

•  potenziometro ALPS serie nera montato direttamente sulla scheda per azzerarne il cablaggio e accoppiato alla manopola del volume tramite albero di trasmissione in metallo;
•  dodici transistor ad alta corrente per uso audio;
•  otto condensatori elettrolitici da ben 10.000 µF l'uno;
•  due trasformatori d'alimentazione toroidali da 200 VA;
•  un terzo trasformatore per i servizi, di minor stazza ma che francamente potrebbe da solo servire l'alimentazione in molte realizzazioni di medio livello;
•  relais degli ingressi in argento a sigillatura ermetica con contatti dorati.

Nella norma la quantità di cablaggio, comunque ben curato.


Le dimensioni sono compatte, il peso ( 11 Kg .) e le prestazioni musicali sono invece ben sviluppati

 

Suono

Questo MC 207 suona bene e suona bene per davvero, non soltanto per quel che costa. A questi livelli più che di punti di forza e di debolezza è meglio parlare di impostazione del suono: il Monrio è contraddistinto anzitutto da una scena veramente bella. Ampia, profonda e alta con un'ottima capacità di andare oltre i diffusori di lato e oltre la parete frontale in profondità, ma sempre aderente alla realtà. Un palcoscenico profondo un metro viene riprodotto con la profondità di un metro esatto ma con una scansione perfetta della distanza fra l'esecutore che si trova un piede più avanti rispetto a quello che si trova dietro o un metro di lato; la panoramica dell'orchestra è imponente ma ogni esecutore è in una specifica posizione che mantiene per tutta l'opera (per valutare la capacità di localizzazione del vostro impianto divertitevi a suonare con i canali invertiti qualche disco che conoscete bene).

Le otto capacità e i due trasformatori si fanno sentire nei passaggi dinamici e quando è necessario erogare corrente: l'MC 207 non si tira certo indietro se c'è da dare manetta e gli ottanta watt di targa ci sono tutti e direi anche di più a giudicare da come suonano le mie Acoustic Research note per avere la stessa sensibilità di un capitello.

La resa dinamica è ottima sia a livello micro che macro lungo tutta la gamma, con attacchi e decadimenti nei transienti senza esitazioni ma mai troppo “secchi”.

Molto buona la timbrica, i medi ritornano delle voci umane armoniose ma ben scolpite mentre gli acuti sono luminosi e ricchi di armoniche; con le voci femminili ho riscontrato in qualche passaggio delle sibilanti appena un po' troppo in evidenza. Il basso scende molto con una linearità che infonde fiducia, lo trovo tuttavia un po' troppo rigoroso e controllato, l'energia c'è tutta e la rifinitura anche ma è come se i toni gravi fossero più riservati dei prorompenti fratelli medi e acuti.

Il controllo sul basso e le doti dinamiche ne fanno una macchina di gran ritmo.

La capacità di analisi che non diventa mai radiografia mi ha permesso di ascoltare le differenze fra le riprese del contrabbasso di Chambers nelle due diverse registrazioni di Flamenco Sketches di Miles Davis divertendomi e non procedendo a un'autopsia della musica. Vista la presenza del mai troppo auspicato ingresso “Direct” non mi sono fatto mancare una prova con colonne sonore HT 5.1 dove è venuta fuori quella grinta nei bassi che con la musica risultava dissimulata rispetto ai registri superiori; nell'amplificazione del canale centrale (lavoro che per ovvi motivi esso comunque non svolgerà essendo destinato a pilotare le casse frontali) il Monrio ha restituito delle voci particolarmente naturali.

 

Conclusioni

Io sono sempre più convinto del fatto che oggi nessuno metta in circolazione apparecchi che suonano veramente male. Nel gran numero di proposte valide si devono poi individuare quelle davvero rimarchevoli, e poi cercare ancora quel qualcosa in più utilizzandole al loro meglio. L'MC 207 suona molto bene e non sbaglia nulla, pertanto farà bella figura in qualsiasi utilizzo e vi consentirà una facile integrazione con l'impianto HT.

Per dettaglio e timbro lo vedo in casa di appassionati, magari di suonatori dilettanti o professionisti, sensibili alla tecnica delle proprie o altrui esecuzioni. La potenza e la capacità di mantenere la scena e la definizione dei singoli strumenti anche nei pieni orchestrali lo rendono molto consigliato per l'orchestra.

Ancora, il controllo del medio – basso ne fa secondo me un partner d'eccezione per molti di quei mini diffusori di pregio che tendono ad essere un po' lunghi proprio in quell'area per dissimulare il ripido roll-off sottostante, ottenendo impianti che con la quasi - puntiformità dell'altoparlante unita alle doti timbriche e sceniche del Monrio possono arrivare a vette assolute di realismo. Ma queste sono soltanto alcune indicazioni specifiche, come tutte le macchine ben equilibrate potrà dare al suo proprietario grandi soddisfazioni in diversi ruoli purché non commettiate l'errore di limitarlo con partner economici, perché il suo suono economico non è.

Costruzione, estetica, suono, prezzo: per me l'MC 207 è promosso a pieni voti.

 

 

 

 

Il Monrio MC 207 è stato provato con:

Impianto: Lettore Philips DVD 963 SA
Diffusori: Klipsch Klipschorn, Acoustic Research IV Red Box
Cavi: Van Den Hul, Cambridge Audio, G&BL, Systems and Magic, diversi esemplari autocostruiti.
Complementi: trappole acustiche DaaD, linea di alimentazione dedicata
DischiSACD:Rebecca Pidgeon, Retrospective, Chesky Vivaldi (M.Fornaciari), Le Quattro Stagioni, Foné, Miles Davis, Kind of Blue, Columbia
CD: Takeshi Inomata & Separation,
Ex-Spiral,
New Sonic Dimension,
Rimsky-Korsakov (Charles Mackerras),
Cheherazade,
Telarc,
Gary/Peacock/DeJohnette,
Whisper not,
ECM
DVD Video: Ridley Scott, Il Gladiatore, Universal

 

 

 

 

 

 
 
 

 

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