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Una giornata un pò speciale
Il vostro inviato speciale, dopo ripetuti inviti, ha deciso di sospendere temporaneamente, per una giornata, le sue ferie d'agosto – il riposo assoluto in una città quasi completamente vuota, con tentativo vano di parziale disontossicazione dalle follie dell'alta fedeltà, oltre che da quelle del lavoro in ufficio – per prendere un treno e arrivare fino a Torino, nella showroom di DP Trade, dove, quasi nel silenzio generale, si stava tenendo il probabile evento della piena estate (non l'evento dell'estate, astronomicamente il Top Audio che sarà in corso mentre leggerete queste mie righe si tiene in questa stagione) audiofila italiana e non solo.
Nella sala d'ascolto dell'importatore di BAT, Kharma, Origin Live, Penaudio, Ascendo, PS Audio, Shunyata, SID e altre amenità si trovava, infatti, di passaggio verso la probabile destinazione finale – in casa di un fortunato, sicuramente economicamente, vi dirò sotto se anche dal punto di vista audiofilo, acquirente –, il primo esemplare al mondo della nuova versione delle Kharma Exquisite 1B, un tre vie da novantamila euro. 
Eeeeeeh? Novantamila euro per un tre vie????!!!! Esatto, non è un errore. Tre vie e novantamila euro di diffusore. Prima che cominciate ad urlare allo scandalo, vi invito a guardare e a leggere quali tre vie, in quale cabinet, fatte come, messe insieme come.
Le Exquisite impiegano un set di driver che costa, volendolo acquistare sul mercato dell'autocostruzione – e sempre ammesso che ci si riesca, ché, spesso, anche piccole modifiche e customizzazioni cambiano anche sostanzialmente il comportamento degli altoparlanti, e poi finisce che i “cloni” hanno un basso gonfio, o una scena poco definita, o peccano alla frequenza di incrocio o in rifinitura – costa più del set di altoparlanti di molti sistemi più complessi venduti per prezzi simili. Al di là dell'altoparlante del basso – un undici pollici di provenienza Eton, quindi, forse, già visto anche su Avalon e su amenità simili, e comunque non so quanto di serie – i restanti altoparlanti non sono né economici, né banali, né già visti. Il medio è il cupola rovesciata Thiel and Partner (Accuton and Ceratec in USA, per evitare confusioni e conflitti con la Thiel di Jim), in una delle numerose versioni, con dei particolari smorzatori, nuovi per la versione aggiornata delle Exquisite, che hanno, a quanto mi riferisce il distributore, permesso ai progettisti di eliminare una rete di smorzamento/compensazione nel crossover. L'acuto, ah, l'acuto, quello è riprodotto semplicemente dal tweeter in questo momento più costoso e sofisticato al mondo, il Thiel and Partner a cupola rovesciata in diamante, nella nuova versione da 25 millimetri , un giocattolo che suppongo non costi meno di dieci fogli da cinquecento. Cadauno, non la coppia. Ripeto, conosco diffusori multidriver dai prezzi altrettanto fantasiosi il cui set completo di driver (o meglio, il cui set completo di driver-di-serie-quasi-uguali) costa meno.
Il resto? Crossover serie per le vie alte e medie, standard (parallelo) per la transizione fra il basso e il medio. Un cabinet bellissimo, una sorta di Sonus faber Extrema troppo cresciuta, che riesce a rendere quasi invisibili le proporzioni non certo minime del diffusore, con una qualità di finitura, una scelta negli accostamenti del legno di gusto ineccepibile. Le foto, purtroppo, non rendono giustizia al lavoro di design della Kharma, bisogna vedere questi diffusori per capire (o almeno avere visto altre Kharma per avere una vaga idea). L'unica lamentela mi è stata riferita dal distributore relativamente ai morsetti, sicuramente ben finiti, ma decisamente scomodi da utilizzare.
Il sistema
Per accogliere e mettere in grado tanto ben di dio di suonare, DP Trade ha allestito un impianto col meglio che si trova a disposizione, il che significa, ovviamente, BAT. Lettore CD VK-D5SE, preamplificatore VK-51SE, finali in alternativa VK-75SE e VK-600SE, pre phono VK-P10SE. Il giradischi, ancora in fase di allestimento, era un Origin Live di fresca importazione, con braccio della stessa marca e una – sicuramente sottodimensionata, al cospetto del resto – Benz Ace. La stanza è molto curata, circa 35 metri quadri, controsoffittata e con contropareti (DP Trade ha un'ottima esperienza nella consulenza architettonica finalizzata all'acustica). Cavi Shunyata di alimentazione e di segnale, Shunyata Hydra a trattare la corrente e cavi di potenza Cardas – gli Shunyata a disposizione erano terminati con banane, queste Kharma accettano solo forcelle.
L'esperienza d'ascolto
Parlo di esperienza d'ascolto un po' perché, in qualche modo, incontri di questo genere costringono a riparametrizzare le proprie aspettative sull'alta fedeltà, un po' perché è ovviamente difficile parlare di un singolo apparecchio, sia esso una sorgente, un'elettronica, un diffusore, se lo si sente in un ambiente ignoto, circondato da partner perlopiù ignoti. Della catena BAT conosco – direi benino…– il finale a valvole top, avevo già avuto esperienza della sorgente digitale anche se non nel mio sistema, ma non conoscevo affatto il pre top, né il finale a stato solido. Dei cavi Shunyata mi sono fatto un'idea qualche mese fa e ho avuto modo di approfondirla dopo questa giornata (leggete la sidebar) anche per quanto riguarda la configurazione bilanciata e il cavo di alimentazione Python dedicato alle elettroniche non digitali; dell'Hydra spero di potervi raccontare presto, e comunque sono riuscito a fare un test con e senza sul finale a stato solido, che mi ha convinto del fatto che, se ha degli effetti negativi, non si manifestavano in questa configurazione. Della sorgente analogica sono, purtroppo, riuscito ad avere un semplice breve assaggio.

Siamo partiti al mio arrivo con l'impianto in versione “all-tubes”. Il primo impatto è stato di quelli dal lasciare sgomenti. Inserito nel lettore CD il disco Universal Syncopations di Miroslav Vitous, prima traccia, mi sono reso conto di cose che non conoscevo, o che non avevo mai percepito con tale ovvia intensità. Quando, dopo il secondo terzo del primo brano, De Johnette, improvvisamente, smette di lavorare alacremente sui piatti per diventare più discreto, non c'è solo un cambio di colore nel brano, c'è un intero cambio di atmosfera e di umore, è come se il gruppo, la musica, diventassero improvvisamente più tristi o più pensosi. E' un cambio che strappa quasi il cuore, riprodotto da questo sistema – e dalle Kharma in particolare, direi, visto che alla fine, come documenta la mia ultima foto, ho potuto sentire lo stesso sistema con le piccole Penaudio Charisma+Chara, interessantissimi mini+sub finalndesi di cui vi parleremo presto in modo più esaustivo –, con un impatto emotivo quasi inaudito (al di fuori delle sale da concerto). Altri dettagli? Beh, una capacità di riproduzione dello stage da primato – molto ci mette anche l'eccellente acustica della sala – in profondità, larghezza, localizzazione; una grande raffinatezza, una dinamica coerente su tutta la gamma – niente tweeter anemici o in debito di educazione, niente bassi debordanti e iperentusiastici –, una straordinaria estensione (forse non siamo ai 20 Hz in flat, ma ci siamo molto, molto vicini), ma soprattutto un equilibrio mai sentito in nessun altro diffusore prima di questo, nella mia esperienza. Non c'è nulla che urli “guarda come sono bello, guarda come sono presente, guarda quanto faccio bene questa cosa qui ”. Quel tweeter in diamante, che potrebbe facilmente, in un progetto meno finemente bilanciato, diventare la star dello show – anche perché troverei comprensibile che un progettista si lasciasse prendere la mano dal fatto di avere a disposizione il migliore tweeter del mondo – semplicemente non c'è fino a quando non serve, tanto che, mi diceva il distributore, altri che le hanno sentite hanno reagito dicendo “ma questi tweeter non si sentono”. Si sentono eccome, solo che non sono lì a sottolineare il transiente, non aggiungono il loro pungiglione o il loro friggìo a qualsiasi suono; rifiniscono quando devono, riproducono quando sono chiamati a farlo. In un altro dei brani che mi sono portato dietro, la versione di Rickie Lee Jones di Showbiz Kids degli Steely Dan in duo con Joe Jackson (da It's Like This, un disco piuttosto discontinuo artisticamente e acusticamente) c'è un triangolo “spottato” lungo tutto il brano localizzato quasi direttamente nel tweeter del canale destro. Le Kharma lo stagliano, precisissimo, puro per quanto permette la registrazione e lo standard CD, mai fastidioso, neanche a volumi molto elevati, perfetto.
Trasparenza
Altro parametro spaventoso: la trasparenza, dal punto di vista musicale e da quello audiofilo. Di quella emotiva già vi ho raccontato, di come rivelino i cambiamenti di umore all'interno dello stesso brano, di come reagiscano alla sostanza musicale in ingresso. Di quella puramente audiofila, beh, è davvero un'esperienza sentire, vedere quasi le differenze nell'acustica, nella ripresa, negli strumenti fra una registrazione e l'altra, rendersi conto di come venga voglia di mettere disco dopo disco per avere la sensazione di sentire come suonano veramente i propri standard. Ma è anche un'esperienza sentire le differenze fra i componenti a monte. Scrivevo sopra di averle potute ascoltare con due finali, il VK-75Se e il VK-600SE. Al ritorno da un rapido pranzo, abbiamo attaccato il finalone a mosfet (il top di casa BAT, 18.000 Euro di listino, 600 watt per canale, mamma mia quanro scalda questo bestione) e il carattere della catena è cambiato.

Uno dei miei “guilty pleasures” (quelle cose obiettivamente orride che tutti, ogni tanto, sentiamo) è la trascrizione per orchestra d'archi delle Variazioni Goldberg di Bach preparata da Dimitri Sitkovetsky e da lui eseguita con la NES Chamber Orchestra. A parte l'Aria, si tratta, probabilmente, della migliore registrazione di un'orchestra d'archi riproducibile da CD. Peccato che la trascrizione sia al limite del circense, di gusto veramente pessimo, con un effetto Rondò Veneziano quasi vergognoso. Beh, uno dei due finali rivelava l'ovvietà del pessimo, pessimo gusto e quella dello spot sul violino di Sitkovetsky nell'Aria iniziale. Era il valvolare. Il finale a triodi si è rivelato, con tale compagnia a valle, essere più trasparente e più incisivo rispetto al finale a FET, mantenendo al contempo una maggiore capacità espressiva e una maggiore liquidità. Il finale a FET, dal canto suo, controllava marginalmente meglio il basso (stiamo pur sempre parlando di 600 watt contro 75) ed era decisamente più morbido, quasi un po' smussato nel confronto diretto, andando a rendere meno ovvi i difetti delle registrazioni (ah, se ce ne sono, anche negli insospettabili) e rendendo quindi tutto più ascoltabile; riproduceva una scena marginalmente più stretta e un po' più sviluppata in altezza. Da parte mia, non ho certo dubbi sulla mia recente scelta di amplificazione… Difetti?
No, non direi, non sono riuscito a sentirne, in questo contesto. Per quelli avrei bisogno di più tempo, di un improbabile prestito a lungo termine, di poter giocare con le Exquisite nel mio ambiente. Improbabile che succeda.
Solo una cosa, forse: mi è parso, in un brano per clavicembalo, da un recital di Carole Cerasi intitolato Bach and the Moeller Manuscript (un CD Metronome che contiene una delle migliori registrazioni di cembalo in CD che io conosca) una lievissima tendenza a un certo “ritardo” dal punto di vista velocistico. Ma la stessa tendenza si è manifestata poi con le Penaudio e il brevissimo ascolto con l'analogico non mi è sembrato evidenziare alcun problema di quel tipo. Sospetto che la brutale onestà delle Kharma – che non tendono mai, mai all'ipertrasparenza e all'eccesso di analisi – e quella del sistema di amplificazione rivelino qualche limitazione, qualche compromesso in quel senso del lettore CD (di cui mi si dice stia arrivando un esemplare ancor più special edition per un altro fortunato audiofilo). Comunque, stavo proprio cercando il pelo nell'uovo, e su altri dischi non ho sentito nulla di simile. 
Alla fine, posso solo dire “Beato chi se le può permettere”, chi, cioè, oltre ad avere il corrispettivo in danaro, ha la stanza che ci vuole (non meno di 25 metri quadri, dedicati e scrupolosamente a punto come acustica) e i componenti a monte necessari per non farsi dire, con totale onestà, dove la sua catena è migliorabile ogni volta che accende l'impianto. Da parte mia, come vi racconto nella sidebar, mi sono portato a casa di questo impianto quel che mi entrava nello zainetto, due cavi di segnale e un cavo di alimentazione, le cui performance non sono estranee al risultato finale. Andatele a sentire, se ci riuscite – anche se pochissimi fra noi se le possono permettere, possono aiutare a capire dove si può arrivare e, perché no, a sognare. |
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