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Tra i vantaggi dei quali godono i lettori di una rivista on-line, cioè voi, c'è quello di non aver problemi nella ricerca degli arretrati. Un "click" in archivio e potete rileggervi qualsiasi articolo. Questo per spiegarvi che mi sembra superfluo ri-presentare l' azienda Audio Vision, della quale abbiamo già provato un amplificatore nel numero 8 di Videohifi. Vi rimando dunque a quella recensione per maggiori informazioni, e passiamo direttamente alla descrizione dei diffusori B30/3. Si tratta di una coppia di bookshelf a due vie di dimensioni piuttosto ridotte e dall' estetica poco invasiva, a mio giudizio, pur nella sua finitura argento metallizzata, adeguandosi alla moda corrente. La forma è regolare, salvo il pannello posteriore, che risulta fortemente inclinato. Le B30 sono dotate di altoparlanti di qualità elevata: il woofer è un Eton mod. 5-880/25 HEX, mentre il tweeter è uno Scan Speak Revelator. Non ci facciamo mancare nulla, apparentemente. Il baffle frontale è rivestito di un feltro atto a minimizzarne le riflessioni. Il pannello posteriore presenta il foro di accordo per il reflex e due enormi morsetti dorati, che devo aver già visto altrove. Sono belli ma hanno il difetto delle dimensioni esagerate, per cui vanno bene le banane, i cavi spellati di dimensione Enel - alta tensione, ma con le forcelle siamo costretti ad un serraggio meno convincente. Inoltre sono un po' troppo ravvicinati, per cui si fa un po' di fatica a serrarli a dovere.
Meno comune il tirante che affiora, sempre posteriormente, con lo scopo di irrobustire il mobile, che in effetti risulta sordo e poco incline a vibrare quando sollecitato dai woofers. Smontando il tweeter si nota che gli altoparlanti hanno subito qualche modifica ad opera dell' Audio Vision, che ha pensato bene di attaccare loro due cilindri in resina rivestiti da materiale adesivo gommoso, che fanno da camera di risonanza, mentre dietro ai woofers c'è un pressore in gomma atto ad assorbire le vibrazioni prodotte dagli stessi altoparlanti. C'è inoltre da notare che i mobili sono completamente privi di materiale assorbente, salvo un pannello di poliuretano bugnato su una sola delle pareti laterali.
Il crossover, un 6 dB/ottava è dotato di componenti di ottima qualità (Mundorf e B.I. Technologies) e di due enormi induttanze avvolte in aria. Il cablaggio degli altoparlanti è effettuato con cavo intrecciato di rilevante spessore e qualità. I diffusori sono giunti corredati di supporti, strutture in ferro verniciato nero di gran peso e robustezza e che poggiano su quattro coni regolabili terminati in forma sferica; i pavimenti ringraziano sentitamente.
Per questa prova ho usato i soliti componenti che fanno parte del mio impianto e che potete rileggere in altre mie recensioni. Ospiti d'eccezione: pre e finale FM Acoustic, che canagliescamente sto cercando di restituire al distributore il più tardi possibile. Diciamo quindi che Audio Vision non avrà motivo di lamentarsi dell' impiego di un' amplificazione che appartiene ad una fascia qualitativa di categoria molto alta.
ASCOLTO
Il posizionamento dei diffusori non ha presentato, nel mio ambiente, eccessive difficoltà. Ridotta la distanza dalle pareti posteriori rispetto al mio riferimento, per non perdere per strada la gamma bassa, ho trovato che circa 70 cm siano sufficienti per avere un ottimo equilibrio timbrico con poco sacrificio per la profondità dell' immagine. Avvicinarli di più comporta, a fronte di un incremento quantitativo della gamma bassa, un certo scollamento tra la stessa e la gamma media. Come sempre ho cominciato l' ascolto coi diffusori paralleli tra loro, ma mi sono presto reso conto che con un' inclinazione in modo di avere i tweeters puntati sulle orecchie migliora sensibilmente il dettaglio e la precisione dell' immagine centrale. Ribadisco ancora che questo succede nel mio ambiente e che in altri contesti questi accorgimenti potrebbero dare risultati completamente diversi.
Anche in questo caso ho avuto a disposizione i diffusori per un congruo periodo di tempo, in modo di poter abituare le mie orecchie al loro suono, per forza di cose diverso dai miei diffusori ibridi. Ho ascoltato di tutto, dal rock più metallaro alla più soporifera musica da camera (non me ne vogliano gli appassionati di quartetti d'archi, cerco solo di alleggerire il clima). Fatto sta che, tarando il giudizio sulla tipologia di questi diffusori, bookshelf di medio-piccole dimensioni, non sono riuscito a trovare un qualche motivo di lamentela circa il loro suono.
La gamma bassa è presente fino a dove consentito dal piccolo woofer, che si danna oltre misura con escursioni piuttosto ampie e la riproduce con precisione ed autorevolezza. Vietato pretendere la prima ottava e forse parte della seconda, ma i miracoli non li fa nessuno. Diciamo comunque che il giro di contrabbasso nei gruppi jazz è perfettamente intelligibile, anche se un po' leggero nelle sue note inferiori. Già questo è un gran merito, soprattutto se facciamo confronti con blasonatissime scatolette britanniche di qualche anno fa che avranno pure una gamma media fantastica, ma in basso tagliano brutalmente qualsiasi cosa. Bellissima comunque anche la gamma media, dolce e musicale, anche quando il segnale immesso negli altoparlanti raggiunge livelli di potenza piuttosto alti.
Pezzo forte, a mio parere, è il tweeter, riconosciuto unanimemente come uno dei migliori altoparlanti in assoluto. Davvero mai sopra le righe, fa il suo lavoro con l'autorevolezza e la discrezione dei grandi, e ve lo dice uno che se appena appena sente strillare la gamma alta si schifa subito e spegne l'impianto, ovviamente dopo aver completato la recensione, se del caso. Non sono sempre rose e fiori in questo lavoro, a volte tocca sacrificarsi. Qui, come vi dicevo, il caso è proprio diverso; i dischi si susseguono con mio grande piacere, tanto da tentarmi ad un acquisto, se solo avessi il posto per una seconda coppia di diffusori e non avessi altre spese in ballo.
La riproduzione è davvero a livello ottimo, e la definizione non fa rimpiangere troppo i pannelli elettrostatici dei miei diffusori. Certo, mi manca un po' il basso, quello fisico che fa tremare il pavimento, ma in compenso la gamma media suona libera e non offuscata da qualche inevitabile risonanza ambientale dovuta alla mia stanza solo leggermente trattata.
Buonissima la dinamica, questo mid-woofer è davvero veloce e preciso e sembra poter ingoiare watt senza paura. Solo spremendo a fondo il finale FM Acoustics si avverte la tipica compressione-distorsione da altoparlante "alla frutta", soprattutto coi segnali più complessi. A tal proposito, è evidente che non siamo davanti ai migliori esempi per riprodurre musica da grande orchestra, ma sarebbe strano il contrario, considerate le dimensioni. Consiglio comunque un' amplificazione di livello almeno medio-alto e di potenza adeguata ad un'efficienza dichiarata di 88 dB, che ad orecchio mi è sembrata forse leggermente inferiore. Diciamo che 50 buoni watt sono necessari per sonorizzare un ambiente di dimensioni normali in rapporto a quelle dei diffusori, quindi 20/25 mq al massimo. L'elaborato crossover assolve il suo compito con discrezione e l'incrocio tra i due altoparlanti non si percepisce neanche a fronte di un attento ascolto.
CONCLUSIONI
Una prova che mi ha divertito, ho ascoltato con attenzione il risultato di questo lavoro dell' Audio Vision, avendo in memoria vari diffusori di dimensioni analoghe ascoltati in situazioni semi-controllate dagli amici.
Questi sono certamente tra i migliori, nella globalità delle loro prestazioni. Persino il prezzo, considerando la qualità dei componenti utilizzati e la cura nella progettazione e nei particolari che incidono sul suono, appare senz' altro competitivo. Non mortificateli con componenti a monte di scarsa qualità, meritano molto e molto sanno restituirvi.
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