Numero 10
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Monaco HI END 2004 II
Di Daniel Zamberlan
 

 

 

 

     
 

PRIMO PIANO


Facciamo un piano di scale verso terra e arriviamo nel grande atrio che ricorda la hall di un grande albergo circondata da vetrine. Al primo piano infatti, a salette normali sui lati esterni si contrapponevano spazi espositivi vetrati con al centro una zona di ristoro (costosa e decisamente bavarese, tra Bratwürst e Weissenbier), che "aromatizzava" un po' (troppo) l'intero piano.

Parto dal piatto forte, l'ascolto comparativo offerto da Audio e Stereoplay, due ben note riviste tedesche del settore. Molte le persone a fare la coda per ascoltare questa singolare "competizione", dove nella stessa stanza potevano essere visti e sentiti singolarmente, coppia per coppia, sei dei diffusori più imponenti e costosi del panorama mondiale odierno. Qui una panoramica parziale sui diffusori "in pausa" fuori dalla stanza di ascolto.

L'impresa era possibile anche grazie a due giornalisti/collaboratori delle riviste che muovevano dentro e fuori dalla saletta di ascolto, non senza difficoltà seppur su carrelli, le singole coppie, a rotazione. Si vedano in particolare le due più grandi, Wilson e Focal, su carelli a rotelle. Data la mole enorme, queste due coppie erano fatte suonare sui carrelli stessi e non poggiate a pavimento, quando posizionate.

Il posizionamento avveniva ogni volta in modo veloce, in punti già demarcati da nastro adesivo sul pavimento così come deciso la sera prima per ogni diffusore da una persona "esperta responsabile" per ogni diffusore (progettista, importatore, ...). Ovvio che il posizionamento era stato fatto a stanza purtroppo non piena di persone. La prova a confronto dei sei diffusori era basata sull'ascolto di un paio di brani, sempre gli stessi, di genere diverso, per mezzo di un impianto che rimaneva invariato, costituito da sorgente analogica Clearaudio Master Reference e pre pre Pass Labs X Ono, SACD player Accuphase, pre Viola Cadenza e finale Pass Labs X-350, preferito ai Convergent JL3 perché certi diffusori mandavano i grandi finali di Stevens in clipping (...!). Cavi Fadel Art e Kimber. La stanza era stata ampiamente trattata, ma parte di un lato era semplicemente una parete prefabbricata e i giornalisti/allestitori si lamentavano della risonanza che ne derivava, inficiando il rendimento alle basse frequenze. In generale va riportato che il punto più critico dei diversi allestimenti diffusori/stanza mi è sembrato quello del controllo proprio sulle basse frequenze. I giornalisti che presentavano l'evento, in primis il vicedirettore di Audio Joachim Pfeiffer, dicevano che in effetti era assai chiaro che per posizioni di ascolto "strane" alcuni diffusori suonavano meglio di altri e che, in posizioni teoricamente corrette, alcuni ottenevano risultati peggiori di quelli ottenuti in posizioni anomale. Altra critica da muovere alla dimostrazione il volume di ascolto, non esattamente uguale per i diversi diffusori.
Io sedevo nella classica posizione ideale, terza fila al centro, ma la mia descrizione dell'ascolto sarà breve, nei limiti della stanza e dalle considerazioni appena esposte, che comunque nulla vogliono togliere al raro impegno profuso per organizzare il tutto!
Ad iniziare le più "economiche", le Thiel 7.2 (18mila euro), risposta in frequenza estesa (forse in questo allestimento un po' enfatizzata sulle altissime), immagine convincente, ma nell'insieme un ascolto un po' distaccato.

A seguire le Sonus Faber Stradivari Homage (31mila euro), qui in anteprima e presenti anche in un impianto al piano terra che vedremo dopo. Purtroppo dalla mia posizione, pur ottima, l'ascolto era caratterizzato da un mediobasso direi invadente, che rendeva poco godibile l'ascolto d'insieme, ma non nascondeva delle medie frequenza tra le più liquide e a fuoco dell'intero gruppo (e qui il giornalista tedesco raccontava come camminando dietro il gruppo delle persone sedute l'ascolto fosse assai migliore).

Poi la volta delle tedesche Audio Physics Kronos (49mila euro), il cui ascolto era piacevole e rilassato seppur generalmente un po' avanti sui medi o a tratti nasale, con un'immagine non perfettamente omogenea.
Quindi la volta delle Focal Grande Utopia Be (70mila euro), per un ascolto finalmente davvero bello, pieno, solido e fermo come raramente ho sentito, con in particolare un tappeto ritmico splendido e un'immagine davvero a fuoco sulle tre dimensioni. Forse qualche sporadico eccesso in alto.
A seguire le Wilson Audio Alexandria X2 (e qui i collaboratori, in due per cassa, hanno letteralmente faticato a spingerle in giro), 140mila euro la coppia, disponibili anche in rosso o giallo Ferrari. Posizionamento diverso da tutte le altre coppie, molto più negli angoli, che non ho ben capito in quanto l'immagine, almeno dalla mia posizione di ascolto, era praticamente assente con il suono proveniente a volte proprio dai diffusori. A parte questo, un suono di rara definizione, grande senso di controllo e precisione, con contrasto, micro e macro dinamica direi fuori dal comune. Va detto che le Wilson ,seppure tanto grandi (e tanto costose, dico io...), sono pensate per un ascolto singolo, grazie alla disposizione sul piano verticale degli altoparlanti di tipo asferico (dal brevetto Aspherical Group Delay).

Infine le TAD Model 1, in anteprima europea, diffusori nuovi con tecnologie d'avanguardia (quale l'unico altoparlante per uso Home concentrico e in berillio, derivante dalla esperienza nel professionale di TAD, marchio parte di Pioneer). E da questo sistema (che costa negli Stati Uniti circa 45mila dollari e in Germania non è per ora importato - neanche in Italia, ndr) la sorpresa di un suono che a me è piaciuto particolarmente: bello, dinamico, equilibrato, estesissimo, stabilmente posizionato nello stage ideale tutt'attorno ai diffusori e oltre. Questo era un risultato raggiunto anche magari perché il posizionamento era stato fatto dal progettista capo stesso, gran nome dell'hi-fi mondiale, Andrew Jones, col quale ho avuto modo di parlare e "registrare" una intervista esclusiva che leggerete su queste pagine...

Interessanti l'impianto allestito nella sala Elac con elettroniche e supporti tedeschi Accustic Art (con 2 c), quali il lettore CD I, il pre I MK2, il finale Amp II (prezzi da 5mila euro in su). Anche grazie ai nuovi diffusori Elac FS 608 4pi, con mobile a costruzione particolarmente rigida alluminio/MFD e rinnovata versione del tweeter a dispersione circolare (7000 euro), offriva una immagine ampia e convincente pur da posizioni di ascolto non ideali. Notevole anche la risposta in basso e l'omogeneità generale. Il tweeter, in mostra anche separato, è un componente davvero pesantissimo e di notevole fattura.

Sala/vetrina Transrotor. Notevole l'allestimento e la presenza dei giradischi tedeschi dove si offriva anche una galleria di giradischi direi storici, come Gyrodec e SME 30.

Inoltre presente la produzione Transrotor al completo, di cui ho ripreso i due esemplari di spicco, il Quintessence, da 26500euro...

...ed il modello di punta, il Gravità, da oltre 50mila euro. Quest'ultimo è un oggetto abbastanza impressionante da vedere e toccare: il giradischi vero e proprio assieme a motore e braccio è sospeso su un sistema viscoso che permette, grazie all'imponente albero di controbilanciamento sottostante, di basculare in modo ingegnoso e curioso a vedersi. Antisismico.

Saletta Marantz e Mordaunt Short, con Ken Ishiwata, è una piacevole costante delle grandi mostre di Hi-Fi. Novità importanti da Marantz, con la serie 11: il SACD SA 11S1 (attorno ai 3mila euro, se ho ben capito) e l'ampli integrato PM11S1 (attorno ai 5000 euro).

Da tenere in considerazione anche il lettore di SACD, l'SA8400, già in distribuzione, con uscite solo stereo, a 1000 euro.

Una delle più grandi aree espositive della mostra quella a disposizione di B&W, con in testa i prodotti Rotel, Classe' e molti dei diffusori inglesi tutti in bella mostra.
Da Classe' presente quasi al completo (in dimostrazione statica) la nuova serie Delta. Solo per fine anno invece i lettori anche video CDP 300, CD e DVD-Video, ed il CDT300, CD, DVD-Audio e Video e SACD con progressive scan.

In un altro angolo e ancora solo in mostra statica, impianto non nuovo ma da sogno e dal prezzo complessivo di circa 100mila euro, con elettroniche Classe' serie Omega (SACD, pre e finali) e diffusori B&W Nautilus (ad un medio superiore dei quali un vandalo aveva schiacciato la cupola).

Da ascoltare invece il sistema multicanale tutto composto da Nautilus 801 più due subwoofer, con amplificazione Classe' che offirva al vasto pubblico un confronto live versus reproduced in tempo reale, ossia alternando l'esecuzione dal vivo di un valido piccolo ensemble jazz all'ascolto dell'esecuzione appena ascoltata e registrata con i migliori mezzi da produttori di fama.

Altra sala berlinese, quella Octave, e un impianto con il bell'integrato V70 utilizzante diffusori Focal Mezzo Utopia, suono dinamico, aperto e piacevole di bella ricostruzione scenica.

Novità in esposizione i finali Octave MRE 130, 130W di potenza, introdotti a rimpiazzare i 120, con tubi di ingresso 6C5 (metallico RCA), ECC82 made in Germany e finali KT88 cinesi, alimentazione stabilizzata a mosfet (9000 euro la coppia).

Novità davvero interessanti nella saletta/vetrina MRV, che distribuisce tra l'altro Densen, Electrocompaniet ed Emm Labs. Davvero belli i nuovi Densen, i finali mono serie Beat B 350 (6800 euro la coppia) ed il pre Beat B 250 (oggetto quest'ultimo ancora solo in fase di pre-serie e che denunciava qualche piccolo rumoroso problema nella regolazione da telecomando del volume), dal prezzo non ancora annunciato.

Ad alternarsi al lettore CD HDCD Densen sempre serie Beat, il già noto B 400 (2mila euro), il grandioso lettore multitelaio e 6 canali Emm Labs di Ed Meitner, una novità per l'Europa, proveniente chiaramente dal professionale, 3 telai di altissimo livello tra meccanica derivata dal Philips SACD1000 (3100 euro), DAC 6e (6 canali in DSD, connettori d'uscita bilanciati e non, 11900 euro) e SWM3, preamplificatore multicanale senza compromessi (8200 euro). Vista da davanti...

... e da dietro.

Ah, potrebbe essere interessante sapere che la modifica del Philips SACD1000, per ottenere a tutti gli effetti la macchina EmmLabs, costa 1850 euro.

Altra novità, qui in anteprima europea dopo la presentazione all'ultimo CES, l'accoppiata meccanica SACD/DSD, modello CDSD, uscita per convertitori a 2 o 6 canali, in questo caso direttamente di produzione Emm Labs (8100 euro), e DAC esterno DSD no compromise DCC2 (11900 euro), uscite solo stereo e pre incorporato.


 

Assieme a Densen e Emm Labs, seppur non ancora finiti in ogni dettaglio, molto validi i diffusori Audiodata Avance, che l'espositore non ha voluto mostrarmi senza griglia dato il livello di finitura ancora approssimativo (oltre 8000 euro, da luglio).

Notevole il dispiegamento di forze visto nella sala/vertrina della berlinese Burmester, con un sistema A/V da sogno in una saletta sempre affollata. Tra i componenti dell'impianto alcuni di recente introduzione, quali il processore multicanale della serie Reference (modello 007, 24900 euro), il lettore DVD 033 da 8mila euro, l'integrato 032 da 10mila euro, il Sub S8 da 9800 euro (!), il nuovo diffusore B80 da 24900 euro. Insomma oggetti preziosi. Annunciati poi i finali 036, 037 e 039 rispettivamente da 2, 3 e 5 o 6 canali (prezzi tra 5400 e 12900 euro).

In questa foto il crossover passivo di uno dei diffusori di punta della casa tedesca, il B99 (che costa 35mila euro).

Due le vetrine più una sala vera e propria a disposizione di Focal (ormai quasi ex JM Lab, per una scelta di valorizzazione del marchio). Nell'una con le Diva Utopia Be, assieme a componenti T+A, quali il bell'integrato V10, in un impianto di ottime potenzialità certamente non aiutato dalla disposizione un po' fantasiosa.

Nella stessa saletta/vetrina, presente la piccola nuova serie limitata di 3 diffusori denominata Electra Be per celebrare i 25 anni di attività Focal.

Oltre all'ultima novità della serie Utopia Be, il Sub Utopia Be, bella al centro della stanza la coppia Nova Utopia Be.

Qui da T+A il nuovo sistema di altoparlanti dedicato al canale centrale in sistemi A/V, il TCI C2, assieme al compatto sub TCI W2.

Foto di insieme del giradischi T+A G10 e dell'integrato V10, prezzi attorno ai 3mila e 5mila euro rispettivamente, costruiti a partire dallo stesso telaio.

Nell'altra sala sempre Focal un impianto d'eccezione e dal suono particolarmente convincente: meccanica e convertitore dCS, amplificatori Halcro dm68 e Grande Utopia Beryllium, cavi Black&White LS1602 (di potenza) e NF1202 (di segnale).

Grande dispiegamento di elettroniche americane nella saletta Audio Components, con l'esposizione di praticamente tutta la produzione McIntosh, attorno ad una Harley Davidson, alcuni prodotti Spectral, VTL, e, da Theta, i grandi finali mono Citadel in foto, 400W/ch, circuitazione ad alta corrente e senza controreazione.

Saletta oltretutto doppia, con da un lato le Wilson Sophia (18mila euro circa), a suonare (sia a livello di ascolto normale che a livelli inverosimilmente alti con un controllo ed una fruibilità sempre difficilmente riscontrabili altrove), assieme al lettore Musical Fidelity X-Ray V3 e al pre X150 e pilotate dal "piccolo" finale VTL.

Dall'altro lato, invece, lettore dCS in configurazione massima, pre VTL ed il mastodontico finale stereo VTL S400, 12 valvole finali 6550, 150W a triodo per canale in AB1, 100Kg di peso, a pilotare le famose Wilson Watt/Puppy System 7.

Saletta WLM dal suono molto accattivante, grande ritmo e timbrica sana, grazie anche agli interessanti diffusori austriaci.

Due gli impianti, di diverse pretese. Le grandi Gran Viola (8500 euro) suonavano in un sistema particolarmente interessante, con crossover attivo WLM (3500 euro), e subwoofer Duo 18 (5000 euro). Finali Manley Snapper da 100W (6500 euro l'uno), pre Audible Illusions Modulus L2 (4000 euro), lettore CD Audio Aero Capitole 24/192 (8500 euro).
A questo sistema si alternava quello con le più piccole WLM Lyra (5700 euro), con finali Antique Audio Labs AV28 (push pull di 6L6) e pre passivo sempre Antique Audio Labs a trasformatori. Il lettore CD in questo caso era il nostrano Lector CDP 0.5T. Assai interessante anche questo sistema, ma peccato che l'espositore a volte volesse impressionare un po' troppo gli astanti coi piccoli Antique Audio Labs, spingendoli al limite del clipping e ottenendo spesso momenti di suono ovviamente duro e affaticante.

Saletta Living Sound, con vasta presenza Ayon Audio, con diffusori dall'estetica e dal suono notevole. I grandi Raptor (con altoparlante larba banda, 96 dB/W/m di efficienza) al prezzo di circa 20mila euro. Questi diffusori suonavano pilotati da un ampli Ayon Firestorm, 30W per canale grazie al grande triodo a riscaldamento diretto AA52B-S, con pilota e driver costituito da 4 6SN7 (8000euro). A monte il bellissimo pre Aestetix Janus (come detto, a circa 8mila euro); sorgenti tutte italiane: CD player e convertitore italiani North Star Model 192 sul fronte digitale e Vyger Indian Vacuum (9mila euro) sul fronte dell'analogico.


 

Presenti anche gli altri modelli di diffusori Ayon Audio, tutti utilizzanti gli altoparlanti ceramici Thiel: le Eagle (20mila euro), le Falcon (12mila), le Hawk (8mila), le Seagull (5mila). Visibile nella foto una coppia di Eagle assieme a bei triodi di produzione recente.

Altra carrellata, questa volta sui nostrani prodotti North Star.

E le Ayon Hawk suonavano nell'impianto sul lato opposto della stanza stessa, pilotate in questo caso da finali Cello. La sera del giovedì gli espositori (assieme a Stig Bjoerge, CEO di Lyra/Connoisseur) avevano provato a lungo ad allestire il sistema con le più pregiate Falcon, ma avevano poi ripiegato sulle Hawk per limiti della stanza. Il suono ottenuto era alla fine comunque di livello davvero molto alto.

A monte dei Cello e a preamplificare il giradischi "made in München" der Plattenspieler (più noto come dps) con la splendida testina Lyra Titan, pre phono e pre linea Lyra Connoisseur, modelli 4.2P e 4.2L rispettivamente (20mila euro ciascuno), in telai di legno pregiato per precisi scopi sonici.

Lo stesso Stig Bjoerge, parlandomi tra l'altro della particolare attenzione che da sempre rivolge al mercato italiano dove la Musica fa parte della vita di tutti i giorni, mi anticipava che sta lavorando ad un pre phono dal prezzo più umano (6000 euro), il 6.0, che però al momento e' ancora in fase di rifinitura in Giappone (dove lui vive da 24 anni).

Nessuna novità qui a Monaco, ma bella saletta dalla atmosfera soffusa e dal suono curato, quella italiana di Nightingale.

Bella saletta (A/V) dal suono molto convincente quella allestita da Audionet. In foto alcune delle notevoli elettroniche tra cui il lettore VIP (CD e DVD Audio e Video), a 4850 euro, il pre/processore MAP a 6mila euro e l'ampli multicanale modulare VII (7490 euro per la versione intermedia a 5 canali, 990 euro per ogni canale ulteriore).

Vista di pre e finale (nella versione a 7 canali) aperti. Costruzione di alto livello. Una curiosità, il lettore DVD VIP, costruito nello stesso telaio del pre/processore in foto e con caricamento dall'alto, ha la copertura superiore in MDF.

Nella saletta Audio Physics, novità con la nuova versione del modello Tempo, sistema interessante dal suono dettagliato e dinamico.

 

 
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