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PULIZIE
DI FINO?
Sono sempre stato convinto che i cavi
di alimentazione fossero l' ultima cosa da curare nell' economia
di un impianto hi-fi e che fosse uno spreco l' investimento
di grosse somme di denaro per un prodotto di tal guisa. Quindi
mi sono accinto con atteggiamento di sufficienza alla prova
di questo cavo, convinto che fosse un prodotto per quelli
che proprio non sanno come spendere i propri soldi. Vedremo
più avanti come è andata, abbiate un po' di
pazienza. Rimane in molti audiofili la convinzione dell' inutilità
di un buon cavo di alimentazione, visto che è quasi
sempre preceduto, nell' impianto elettrico casalingo, da cavi
elettrici normalissimi e dal costo irrisorio. Quindi la domanda
che mi sono sentito spesso rivolgere riguarda la spiegazione
del fenomeno. Non ho nessuna intenzione di impegolarmi in
dissertazioni scientifiche perchè non è il mio
mestiere, ma cerco qui di riferire le informazioni di cui
sono in possesso, senza venderle per oro colato. Premetto
che il mio impianto è collegato alla presa di corrente
tramite un cavo autocostruito TNT-TTS (vedasi www.tnt-audio.com
per informazioni) lungo circa 3 mt. che termina con una ciabatta
sempre costruita da me con materiale Gewiss, e che tale accrocchio
ha portato un facilmente udibile beneficio al suono del mio
impianto. Uso inoltre lo stesso tipo di cavo per alimentare
l' amplificatore ed i diffusori che, essendo elettrostatici,
hanno appunto bisogno di una sorgente di energia. Non ci crederete,
ma anche le Martin Logan hanno beneficiato del cambio di cavo
rispetto all' originale. Provate anche voi, vi costerà
pochissimo in termini monetari ed un po' di tempo libero.
Torniamo quindi alla spiegazione dell' utilità di un
buon cavo di alimentazione, per la quale mi servirò
direttamente della fonte MIT (Music Interface Technologies).
Pare che il problema principale risieda nei rumori estranei
che arrivano ai nostri apparecchi tramite la rete elettrica,
e fin qui penso non ci sia nulla da eccepire. Alcuni audiofili
risolvono il problema alla radice con dei filtri o addirittura
dei condizionatori di rete, che però a volte hanno
le ben note controindicazioni in termini di riduzione della
dinamica generale, per esempio.
Bene, MIT afferma che le reti elettriche spesso trasportano
anche corrente a frequenze diverse dai canonici 50/60 Hertz
previsti dalle specifiche dei nostri apparecchi audio, e che
queste frequenze diverse introducono distorsione nel suono
e nelle immagini del video.
Il fenomeno deriva da frequenze immesse nella rete da sorgenti
esterne ed interne alle nostre abitazioni. Normalmente i nostri
elettrodomestici non sono sensibili a questi problemi elettrici,
ma quando si passa ad elettroniche di precisione come gli
apparecchi che tanto ci stanno a cuore, cominciano i guai.
Queste interferenze possono essere provocate da apparecchi
quali motori elettrici, saldatrici, circuiti di alimentazione
"switching" come quelli presenti nei PC, o qualunque
altro elettrodomestico presente in casa. Penso che una delle
maledizioni peggiori per un impianto elettrico sia l' asciugacapelli.
Quando moglie o figlia si asciugano i capelli in bagno, non
riesco a vedere la televisione in camera mia, il televisore
si trasforma in una specie di oscilloscopio impazzito.
Inoltre sembra che i nostri cavi elettrici siano sempre particolarmente
lieti di comportarsi da antenna ricevente per i campi elettromagnetici
di ripetitori radio-televisivi, radar, e perfino quelli emessi
dai loro colleghi cavi che si trovano nelle vicinanze.
Insomma, una situazione drammatica, un inquinamento degno
dei peggiori fiumi italiani.
Le conseguenze? Per fortuna i nostri apparecchi non rischiano
la salute, ma MIT afferma che possono soffrire di riduzioni
nella potenza di uscita, impoverimento dell' immagine e del
soundstage, aumento del rumore di fondo, timbrica poco naturale,
aumento della grana e della distorsione, errori e perdite
nei segnali digitali ... praticamente una catastrofe, una
Waterloo delle prestazioni che non ha pari.
La soluzione c'è, il filtro montato sui cavi MIT, che
rimuove buona parte delle frequenze spurie, migliorando tutti
i parametri che abbiamo citato prima, ma senza ridurre la
dinamica degli apparecchi. Potete approfondire l' argomento
consultando il capitolo "Transporting power in audio
cables" nel sito della MIT, che vi segnaliamo a parte.
Tutto molto interessante e perfino plausibile, salvo verificare
i risultati.
Il cavo in prova appare piuttosto elegante, terminato da un
lato con una spina Schuko (finalmente, mi sono sempre chiesto
quale fosse l' utilità di una spina U.S.A. con relativo
adattatore) e dall' altro con il classico connettore IEC,
entrambi apparentemente di ottima qualità. La spina
ha fase e neutro contrassegnati con diverso colore. La lunghezza
del cavo è di 2 metri.
Mi resta sempre l' enorme curiosità di sapere cosa
cacchio ci metteranno questi della MIT (ma anche quelli della
Transparent) negli scatolotti intorno al cavo. Per i cavi
di segnale o di potenza non ho ancora capito, ma per questi
di alimentazione ... ci sono, ce l' ho fatta. Siete curiosi
anche voi? Seguitemi, che tra un po' ci arriviamo.
Comincio col dirvi che quello in prova non è il cavo
di alimentazione più economico della MIT, nè
il più costoso. Oltre allo Shotgun AC1 in prova, esiste
per esempio l' AC2, che invece di un' interfaccia - parola
più elegante di "scatolotto" - , ne ha due,
e quindi dovrebbe avere un' efficacia superiore nel filtraggio
di tutte le porcherie di cui sopra. Insomma, più che
cavi sembrano depuratori.
Siccome l' AC2 costa qualcosa di più di 1.000 euro,
mi sono limitato per decenza a provare il fratello minore,
che comunque non vi tirano dietro, per usare un eufemismo.
TRIPLO SALTO MORTALE CON AVVITAMENTO
In simile gesto atletico si è cimentato il mio lettore
CD/SACD appena collegato alla rete tramite lo Shotgun (nome
azzeccato, eh?).
Andiamo con ordine e vi spiego tutto. Da anni alimento i miei
lettori CD tramite un Cablerie D' Eupen Danubio, un cavo piuttosto
economico che vanta anch' esso una schermatura contro le interferenze
EMI/RF e che dichiara prestazioni superiori ad un normale
cavo di alimentazione.
Sinceramente mi sono sempre fidato e non ho mai provato altri
cavi fino ad ora.
Ebbene, mi sono bastati 30 secondi di ascolto della Fantastica
di Berlioz diretta da Gergiev su SACD per gridare al miracolo.
Mi è sembrato perfino di vedere il display del Marantz
sorridere. Vi dicevo prima che credo di aver scoperto cosa
c'è nel nero scatolotto: un turbocompressore a geometria
variabile, con tanto di intercooler, che pompa corrente nel
trasformatore del lettore, moltiplicandone le prestazioni.
Siete liberi di non crederci, ma è come aver cambiato
la sorgente con una molto più costosa. La differenza
è davvero sostanziale sotto tutti i punti di vista.
L' aumento della dinamica è sensibilissimo, i timpani
dell' orchestra sembrano grossi il doppio, la grana diventa
molto più fine e l' immagine guadagna in profondità
e stabilità. Io per primo non credevo alle mie orecchie
e non ho potuto far altro che prendere atto del fatto che,
ricollegando il vecchio cavo, piombavo nel più nero
sconforto.
C'è un CD che ogni tanto mi piace riascoltare: "Storie
d' amore" degli Avion Travel. L' incisione mi è
sempre piaciuta, soprattutto come test per la voce, anche
se direi che tutta la resa è piuttosto elevata. Mi
sbagliavo: la resa è molto elevata. L' ho riascoltato
prima col MIT e poi ho ricollegato il vecchio cavo, col misero
risultato di strozzare micro e macro dinamica, di distorcere
la voce di Peppe Servillo e di impastare il basso elettrico
riducendolo ad una massa quasi informe di basse frequenze.
C' è un altro CD del quale vi ho già parlato,
"Mi innamoravo di tutto" di De Andrè, con
una fantastica registrazione della "Canzone di Marinella"
eseguita dallo stesso De Andrè in coppia con Mina.
Ottimo test di due grandi voci umane, con un sapiente uso
del contrabbasso e la batteria suonata da un Alfredo Golino
particolarmente ispirato. Anche qui le cose cambiano, e di
molto. Il sovrapporsi del contrabbasso e della grancassa sono
molto più evidenti, i due strumenti sono meglio separati,
invece di fondersi in due suoni poco distinguibili. Il gioco
della bacchetta sui piatti e della spazzola sul rullante è
più evidente. Le code degli armonici di voci e strumenti
sono più intelligibili e lunghe, segno di un silenzio
di fondo superiore al normale.
Non avete idea di quanto difficile mi risulti descrivere un'
emozione.
Inutile a questo punto fare l' elenco degli altri CD e SACD
ascoltati, non potrei far altro che ripetermi. Eppure ero
convinto che il Marantz SA17-S1 fosse un ottimo lettore ...
adesso cosa vi dico, che è diventato ottimissimo?
Non ho voluto rimanere nel dubbio, ho attaccato il MIT all'
ampli, che ne ha beneficiato in modo molto meno marcato rispetto
al lettore CD, ed ho usato il TTS sulla sorgente, ottenendo
in ogni caso un risultato superiore a quello dell' Eupen.
Almeno posso dare una buona notizia a tutti: usate a man bassa
il TTS, che per quel che costa ha prestazioni straordinarie,
ma se volete il Top dovete davvero aprire il portafoglio.
Mi sbilancio con dei numeri: fatta 100 la prestazione del
MIT Shotgun AC1, il TNT-TTS vale 60 e l' Eupen, che pure costa
circa 50 Euro, non raggiunge il 30.
CONCLUSIONE (QUASI) INEVITABILE
Confesso candidamente di non aver mai provato altri cavi di
alimentazione a questi livelli di costo, quindi non mi lancio
in paragoni inventati di sana pianta. Riferisco solo quanto
ho ascoltato. Credo che per qualsiasi comune mortale sia difficile
prendere la decisione di sborsare quasi 600 Euro per un cavo,
soprattutto se si tratta di uno stupido cavo di alimentazione.
Viene molto più facile cambiare un apparecchio, magari
da mostrare agli amici. I cavi invece sono nascosti, non c'è
quasi gusto, eppure ... eppure ... quale sorgente digitale
potrebbe darvi un tale miglioramento di prestazioni, con una
spesa pari a quella di questo cavo? Domanda retorica, la risposta
è: nessuna!
Proviamo quindi a pensare un po' fuori dagli schemi, dimentichiamo
che si tratta di poco più di un filo elettrico, ma
pensiamo ai risultati che possiamo ottenere, fatto salvo che
a casa vostra, con altri apparecchi potrebbero essere diversi.
Per quanto mi riguarda, aspetto la fine delle feste ed alla
prima occasione porterò a passeggio il cavo per provarlo
negli impianti degli amici milanesi. Sono sicuro che mi divertirò
...
Comincia l' opera di convincimento presso mia moglie, questo
cavo deve essere mio a tutti i costi, del resto la tredicesima
dovrà pur servire a qualche cosa, no? Queste righe
sono scritte in corrispondenza delle vacanze di Natale (per
chi le fa), quindi intanto mi godo il cavo senza paura di
trovarmi a casa i Carabinieri eventualmente incaricati del
suo recupero.
A voi che avete avuto la pazienza di leggermi sino a qui,
solo un consiglio: posto che anche i cavi di alimentazione
sono da considerare componenti dell' impianto, provatene qualcuno,
magari anche più economico o di altre marche, soprattutto
per la sorgente digitale, notoriamente sensibile all' alimentazione
e produttrice di spurie elettriche, poi magari fatemi sapere
che conclusioni ne avete tratto. Le mie ve le ho già
comunicate.
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