Numero 10
Editoriale
Bat VK75SE
Epos LS 3
Batteria cavi di potenza
Mit Shotgun
Digitalia
Batteria cavi di segnale
Trofeo Ciare
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Dati

HiDiamond Power +2

Costruttore e distributore: HiDiamond

www.hidiamond.it

Prezzo 07/2004 : € 560


Shat "No Frost V"

Costruttore: Musica & dintorni SNC di Borgonzoni Roberto

www.Shat.it

Prezzo 07/2004: € 750


The Skyline Hybrid

Costruttore:Van Den ul

Distributore: Graaf, Via Venturi, 6668 41100 Modena
Tel: 059-225223

/www.graaf.it

Prezzo 07/2004: : € 4,28 al m.

 

Descrizione:

Cavi di Potenza

 

Batteria cavi parte 2
Di Marco Caponera
 

 

 

 

     
 

Cavi di Potenza

Bentrovati sulle pagine di videohifi.com
In questa seconda puntata dedicata ai cavi ci occuperemo di tre cavi differenti tra loro per tecniche costruttive e fascia di costo.
Ultimamente di fa un gran parlare di cavi, c'è chi dice che facciano miracoli, chi pensa che non cambino proprio nulla, noi, come spesso ci accade, siamo nel mezzo e crediamo che un buon cavo possa aiutare l'impianto ad esprimersi al meglio. Mi spiego: personalmente ritengo inutile spendere 400 euro per un cavo di segnale che andrà ad interfacciarsi con ampli e lettori cd del medesimo valore, ma diverrà determinante per spremere fino all'ultima goccia le prestazioni di componenti dal costo almeno triplo. La confusione in questo settore, a mio avviso, nasce dal fatto che i cavi di potenza devono sempre essere provati nell'impianto in cui dovranno suonare e non valutati in virtù delle loro prerogative tecniche. Come verificato nella prima puntata, allorquando parlammo di cavi di segnale, cavi nient'affatto schermati presentavano delle prestazioni superiori ad analoghi prodotti con abbondante materiale schermante, quindi il mio consiglio spassionato è di non considerare mai blasone , fama, materiali, luogo di costruzione, ma solo ed esclusivamente la prestazione reale all'interno della catena di riproduzione nella quale andranno a lavorare.
Una precisazione metodologica, proprio in virtù della ultime affermazioni, per evitare che la prova risultasse eccessivamente tarata su un impianto e quindi non indicativa delle infinite possibilità d'abbinamento offerte dal mercato, tutti i cavi della batteria sono stati testati all'interno di una catena del valore limitato, in una catena dal costo medio (4000-5000 €) e in una catena dal costo elevato; con sorgente analogica, digitale e digitale ad alta risoluzione; con sezione di potenza a stato solido e, infine, valvolare. In questo modo abbiamo potuto astrarre le doti che rimanevano invariate al variare delle condizioni, chiarendo, in maniera secondo noi sufficientemente prossima alla verità, pregi e difetti dei tre cavi.
Infine, come nella prima puntata in questa batteria non troverete vinti ma soltanto vincitori poiché tutti i cavi recensiti hanno evidenziato doti che li fanno preferire ai loro diretti concorrenti nella medesima fascia di mercato, potranno piacere o non piacere (come il pesce-ratto di Fantozzi), risultare costosi o troppo economici per le vostre tasche, ma sono cavi che dicono la loro con serietà e prestazioni notevoli in un settore dove, forse, sono più i produttori che i consumatori.


HiDiamond "Power +2"

Il cavo HiDiamond si presenta con un diametro consistente anche se lontano dagli eccessi di alcuni cavi ultra esoterici, il colore un grigio piuttosto spento non incontra esattamente i miei gusti, ma, quel che è peggio, non ha incontrato affatto i gusti della mia signora che tiene a dire sempre la sua su qualunque oggetto entri in casa nostra. Molto belle invece sono le bananine che terminano il cavo, sono a espansione e garantiscono un perfetto contatto tra connettori e lo stesso; sono robuste ma non indistruttibili, io, ad esempio, ne ho distrutta una durante il solito repentino cambio di diffusore durante un ascolto.
Detto questo passiamo all'ascolto vero e proprio, il Power +2 si inserisce nella fascia alta del catalogo HiDiamond, azienda italiana che non fa certo dell'esoterismo la sua arma vincente. Anche i cavi più costosi sono all'interno dei limiti del buon senso e le prestazioni di questi modelli di punta sono spesso dei riferimenti assoluti. E' il caso di questo cavo di potenza che negli impianti in cui abbiamo avuto modo di farlo esprimere ha offerto sempre prestazioni notevoli con una riproduzione neutra e indolore per tutti i partner.
Molti si pongono questa domanda: mi conviene spendere molto per un cavo? Non sarebbe meglio trasferire parte della cifra nelle elettroniche? La risposta derivata dall'esperienza della nostra batteria è sì, conviene spendere!! Il miglioramento in tutti i registri apportato da questo HiDiamond nei confronti del valido, ma più economico, Van Den Hul sono paragonabili alla sostituzione di un apparecchio della catena, a patto però di avere un impianto almeno di fascia media che possa evidenziare le differenze, intendiamoci, le differenze si avvertono anche con apparecchi "entry level" ma non sono tali da giustificarne l'acquisto.
Cosa cambia inserendo questo cavo: l'estensione della risposta in frequenza tanto nel registro alto che nel basso è notevole, la gamma bassa in particolare guadagna in carattere oltre che in quantità, la gamma alta è piuttosto trasparente e quindi con ampli freddi può generare fatica di ascolto, che scompare immediatamente in presenza di elettroniche più equilibrate o valvolari. Questo è un cavo che non aiuta a compensare, semmai ad estrarre al meglio pregi e difetti delle elettroniche.


La gamma media è molto equilibrata, le voci sia maschili che femminili non soffrono di nasalità o sibilanti, anzi la pulizia intorno alla voce dona precisione e coinvolgimento. La dinamica è il parametro in cui più notevoli sono le differenze in relazione ai cavi più economici o, per usare un eufemismo, ai cavi "sbagliati", la velocità dei transienti è notevole e anche diffusori difficili o ampli assonnati, possono tornare a dire la loro con il trattamento HiDiamond. La scena sonora non eccelle in larghezza né in altezza, ma raggiunge comunque il punteggio migliore tra i cavi in prova, la profondità e la precisione, invece, sono molto buone. La capacità di scandire i piani con scioltezza e velocità non manca, il silenzio tra gli strumenti consente di non impastare ad alti volumi e aiuta in qualche modo a tenere lontana la fatica d'ascolto. Per parlare di dettaglio porterò il solito esempio del velo davanti ai diffusori che cade quando si collega questo cavo, perché è esattamente la cosa che mi è venuta in mente durante l'ascolto. La quantità di dettaglio unita alla velocità e alla naturalezza della riproduzione offrono proprio l'idea che qualcosa, che fino a poco prima si frapponeva tra i diffusori e l'ascoltatore, sia sparito, è un insieme di fattori non uno soltanto, ma il risultato rende omaggio al reale valore delle elettroniche, che nel mio caso era indubbio e che però veniva in parte celato da un cablaggio non all'altezza.
Ripropongo l'idea, avanzata nella batteria precedente, di abbinarlo al cavo di segnale "Signal + Esoteric MkII", sempre di produzione HiDiamond, poiché in abbinamento con cavi di segnale non proprio neutri subisce uno snaturamento della prestazione.
In conclusione un cavo consigliatissimo in ambito analogico e valvolare, perfetto in abbinamento con diffusori dalla gamma bassa precisa e articolata, meno azzeccato l'abbinamento con diffusori grossi e dal basso lento e con finali a stato solido freddi e caratterizzati sul medio alto. Adatto anche a elettroniche a stato solido, purchè equilibrate e trasparenti. Notevole la prestazione con i SACD grazie alla raffinata grana della gamma media, e medio alta, che questo supporto consente.


Van Den Hul "The Skyline Hybrid"

Il sottile cavo di potenza prodotto dalla Van Den Hul fa sicuramente la parte di Davide contro Golia se avvicinato ai concorrenti di questa batteria, ma a differenza del mito le prestazioni questa volta sono del tutto in linea con la solidità e la profusione di materiali utilizzati dai vari produttori e non vanno ad invertire la prestazione, come il fato volle fare con il Davide storico.
Il piccolo Skyline che non teme rivali nella propria fascia di prezzo si è dovuto dolorosamente inchinare di fronte ad oggetti dal costo certamente superiore ma dalle prestazioni altrettanto inavvicinabili.
Non sono tra coloro i quali godono nell'inventare difetti in oggetti costosi e a cancellarli in oggetti economici, per dimostrare che qualcuno ruba e qualcuno regala: se posso dare credito alla prima affermazione resto sicuramente scettico nei confronti della seconda, chiariti i pregiudizi con cui affronto questa prova passo a dare conto delle prestazioni dello Skyline.
L'oggetto ha un aspetto molto simile alla comune piattina, soltanto il colore e la consistenza della guaina permettono di arguire le prime differenze qualitative, che risulteranno palesi soltanto dopo l'ascolto. Sicuramente è il più versatile della batteria poiché il diametro del conduttore lo rende interfacciabile con tutti i connettori con foro per serrare il cavo spellato e il fatto che può essere acquistato su bobina permette di acquistarne esattamente la lunghezza necessaria non un centimetro in più né uno di meno. Potrete anche scegliere di terminarlo con forcelle e bananine, io ho utilizzato delle comode (un po'ingombranti) bananine del catalogo AZ Audiocomp, ma le possibilità di scelta sono infinite. Da tenere presente, visto l'esiguo diametro e l'ottima flessibilità, l'ipotesi del passaggio di questi cavi dentro canaline a scomparsa per il cablaggio di interi impianti MCL, la schermatura della guaina, infatti, consente di limitare enormemente i disturbi captati dal cavo.


Le maggiori qualità del VDH sono una grana piuttosto fine e una ricostruzione dello stage precisa e profonda, i limiti maggiori li ho riscontrati negli estremi di gamma: il registro più profondo è praticamente assente, fatto che viene mascherato con un medio basso molto energico cui occorre fare attenzione con diffusori di un certo litraggio, per evitare eccessivi protagonismi di questa fetta di gamma. Il registro alto invece è più frizzante di quello offerto dai partner di questa batteria, meno arioso e con un'impressione di leggera artificiosità, come quando mi capita di ascoltare un cd dopo aver fatto un lungo ascolto con il mio front end analogico (i digitalisti perdonino la mia faziosità). La dinamica per la fascia di prezzo è ottima, anche se cede diverse spanne nel solito duro confronto con l'HiDiamond e con lo Shat.
Consigliatissimo per la connessione di piccoli diffusori da stand ad amplificatori economici, ma di qualità, come Nad e Rotel, non è da prendere in seria considerazione in impianti valvolari e con elettroniche dalla alte pretese. Ottimo per il cablaggio di impianti audio/video economici e dove si deve per forza di cose passare attraverso canaline o spazi angusti, senza dimenticare che questo dei tre cavi in prova sarà certamente il più gradito dalle signore presenti in casa.
Un cavo che per quel che costa va portato a casa con la massima soddisfazione e con nessunissimo dubbio sulle sue doti, a patto di non chiedergli stravolgere in meglio le prestazioni dell'impianto perché un cavo questo non lo può proprio fare e questo Van Den Hul non fa eccezione.


Shat "No Frost V"

Il cavo che presentiamo qui è un'anteprima assoluta della produzione Shat, brand creato del tecnico Roberto Borgonzoni per dare forma alle proprie teorie e esperienze in fatto di cavi Hi-Fi.
La produzione Shat è di livello artigianale, ancora possibile in fatto di cavi, e per questo molto attenta ai particolari e alle prestazioni, il fatto poi di poter comprare questi oggetti direttamente dal produttore permette di abbattere una fetta consistente del prezzo, a tutto vantaggio dell'acquirente, che potrà tenere in tasca la differenza portando a casa un cavo dal valore, e dalle prestazioni, non indifferente.
L'aspetto di questo cavo di potenza, come potete vedere dalle foto, è piacevole a differenza di molti cavi industriali in questo caso si è voluto offrire un oggetto dall'aspetto gradevole, attraverso la copertura del cavo con una guaina nera parzialmente trasparente che lascia intravedere quella sottostante bianca che fa da schermo, generando un effetto che al sottoscritto è proprio piaciuto. I connettori sono delle "banane" a espansione prodotte dalla G&BL e qui utilizzate perché tra le migliori in commercio (le medesime utilizzate anche per il cavo HIDiamond in prova) e anch'esse dall'aspetto rassicurante e piacevole. Nonostante un diametro non proprio ridotto il cavo presenta una buona flessibilità e le guaina esterna non presenta segni di cedimenti o perdite di elasticità anche dopo alcuni mesi d'uso. Il No Frost V è un cavo che richiede molte ore di rodaggio quindi nel caso ci si trovi ad ascoltarlo si deve assolutamente sapere se è nuovo o meno, sottovalutare questo aspetto, critico per ogni componente, pregiudicherebbe inevitabilmente ogni possibilità di apprezzare le doti che sono a lui congeniali.


Venendo alla prestazione devo dire che inserendolo nell'impianto ho notato immediatamente di non avere a che fare con il solito cavo artigianale, prodotto da qualche appassionato per sé e per i propri amici audiofili, ma al contrario, sia la componentistica a vista, sia le tecnica di assemblaggio, mi sono parse di assoluto pregio, anche la documentazione tecnica fornitaci dal progettista è parsa voler spiegare per filo e per segno come il cavo funziona non celando niente con la scusa del segreto aziendale, difesa che spesso tende a nascondere "il nulla rivestito di bella guaina termorestringente".
Le doti musicali del No Frost V sono la dinamica, la velocità e il dettaglio. Caratteristiche che esaltano tutte le registrazioni, mettendo però in luce anche gli evidenti difetti di qualche disco dove si è più lavorato a fornire l'idea della musica che non la sostanza della stessa. In tutte le configurazioni adottate ho sempre avuto la sensazione di ascoltare il carattere proprio dello Shat, aria fra gli strumenti, solarità nella riproduzione dello spettro e una discreta preferenza per le tinte chiare; gli amanti della trasparenza assoluta potrebbero pensare questo come un difetto, invece nella maggior parte dei casi la scelta di un cavo piuttosto di un altro la si fa anche perché questo "accessorio" dona delle sfumature nel piglio e nello stile della riproduzione più gradite all'utente. In presenza di impianti scuri o un po' spenti nella dinamica questo No Frost V si presenta come la manna dal cielo, la gamma alta è molto estesa e ciò dona una genuina ariosità alla scena riprodotta e gli strumenti prendono vita riproducendo un feeling, potremmo dire, "live". Venendo ai difetti direi che l'estensione in gamma bassa non è male, forse avrei preferito un po' di "punch" in più, per assecondare ancora meglio le doti offerte nel parametro della dinamica, ma non si può avere tutto anche se il prezzo, obiettivamente, non è bassissimo. La scena non ha dimensioni da primato ma sembra rispettare senza aggiungere nulla quanto presente nei dischi, l'estensione in profondità è molto buona, l'altezza invece non raggiunge il livelli del cavo HiDiamond concorrente e ciò accade anche per il dettaglio buono, ma non con una focalizzazione leggermente meno precisa.
In definitiva, astraendo quindi dalle mille configurazioni in cui abbiamo voluto inserirlo, direi che siamo al cospetto di un cavo originale per tecnica costruttiva e componenti utilizzati (non tanto i materiali grezzi quanto l'uso che ne viene fatto), consigliato a chi vuole donare nuova verve a un impianto raffinato ma poco grintoso, a chi gode del suono brillante delle sorgenti digitali, a chi vuole schiarire la gola alla propria elettronica, magari valvolare, che con gli anni comincia a mostrare il segno di una filosofia progettuale non più in voga.

 

 

 

 

 

 
 
 

 

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